Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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giggio

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Drake

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Citazione di: StylishKid il 18 Giu 2018, 17:58
As Roma: Codacons presenta tre progetti alternativi stadio 18/06/2018 16:50

ROMA (MF-DJ)--Eur (area di fronte al Luneur), Fiera di Roma e Stadio Flaminio. Questi i tre siti individuati dal Codacons e dal Tavolo della Libera Urbanistica per realizzare lo Stadio della As Roma, illustrati oggi nel corso di una conferenza stampa. "Si tratta di tre progetti che permetterebbero di realizzare lo stadio sfruttando terreni e strutture ad oggi inutilizzate, senza costi per la collettivita' e senza possibilita' di speculazione da parte dei privati - spiega il presidente Carlo Rienzi - Siti privi di problemi di natura idrogeologica e gia' ampiamente serviti dal trasporto pubblico, in grado di accogliere l'afflusso di tifosi. Sottoporremo ora le tre proposte al sindaco Raggi, considerato che con ogni probabilita' il progetto Tor di Valle e' destinato a crollare sotto il peso dell'inchiesta della magistratura e dei ricorsi del Codacons". L'associazione depositera' domani un esposto alla Procura di Roma chiedendo di accertare eventuali responsabilita' di Comune, Regione Lazio e Anac. Nell'esposto si ripercorrono le tante denunce e diffide presentate dall'associazione in sede di Conferenza dei servizi e all'Autorita' Anticorruzione e relative alle gravi irregolarita' del progetto Tor di Valle, istanze rimaste lettera morta e che ora, a seguito delle indagini della magistratura, acquisiscono enorme valore amministrativo e penale. Il Codacons, infine, ha diffidato Raggi a sottoporre con urgenza il progetto sullo stadio al Consiglio Comunale, cosi' come prevede la legge, al fine di decretarne l'annullamento definitivo. Se Raggi non accogliera' la richiesta, sara' inevitabile chiedere al Tar la nomina di un commissario che si sostituisca all'amministrazione. vs
Tralasciando i noti problemi del Flaminio, tre aree in cui si sarebbe lo spazio giusto per lo stadio e forse pochissimo altro. Decisamente inospitali per chi mira a una speculazione.

Il nostro Giorgione

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Citazione di: giggio il 18 Giu 2018, 18:22
Raggi di nuovo in procura

Povera.

Mi sa che sono cascati tutti nella trappola del maresciallo......

Tarallo

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Se le ricorderà le cose che ha concordato con Baldissoni? È passato un giorno, o sono già due? E se gli appunti li ha dimenticati a casa?
Mortaccivostra.

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Il nostro Giorgione

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Allora, o c'è stato un problema pratico nella verbalizzazione, oppure questa seconda convocazione a distanza di 24 ore si spiega poco. Temo siano cazzi suoi e, credetemi, mi fa persino pena perché essere presuntuosi e incompetenti non costituisce - in sè - reato. Spero per lei che non spuntino fuori altre consulenze professionali (o promesse di consulenze) a soggetti molto più vicini/riconducibili.

StylishKid

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Mammagari se la bevono, st'imbecille.

sharp

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Citazione di: umanoide69 il 18 Giu 2018, 13:47
GOMBLOTTOOO!!!

http://www.lastampa.it/2018/06/18/roma/la-rabbia-dei-tifosi-un-complotto-contro-lo-stadio-RWvMTY3pQz06NqlLMCSVwI/pagina.html



poi se glie dici che so' subumani,secondo loro la realtà
è che esiste un complotto per non fargli fare lo stadio,
non che per fargli fare lo stadio tutti hanno complottato, superando in maniera illegale
tutti i divieti ed i limiti imposti dalla legge, qualcuno per interessi propri, ma molti per favorire
la loro società piena di buffi

UnDodicesimo

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 18 Giu 2018, 18:44
Allora, o c'è stato un problema pratico nella verbalizzazione, oppure questa seconda convocazione a distanza di 24 ore si spiega poco. Temo siano cazzi suoi e, credetemi, mi fa persino pena perché essere presuntuosi e incompetenti non costituisce - in sè - reato. Spero per lei che non spuntino fuori altre consulenze professionali (o promesse di consulenze) a soggetti molto più vicini/riconducibili.

Citazione di: Tarallo il 18 Giu 2018, 18:41
Se le ricorderà le cose che ha concordato con Baldissoni? È passato un giorno, o sono già due? E se gli appunti li ha dimenticati a casa?
Mortaccivostra.

Pure voi però.

L'altro giorno ha fatto lo scritto, domani sono gli orali.

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Drake

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http://www.lastampa.it/2018/06/17/italia/stadio-della-roma-le-mail-cancellate-da-lanzalone-le-fughe-di-notizie-e-quegli-omissis-che-nascondono-altri-politici-XBTs9321k2YB9BBC7Z5JaJ/pagina.html

Stadio della Roma: le mail cancellate da Lanzalone, le fughe di notizie e quegli omissis che nascondono altri politici

EDOARDO IZZO
ROMA
Quando i carabinieri sono entrati nel suo appartamento, proprio dietro via San Lorenzo in Lucina, nel cuore di Roma, e hanno controllato il suo computer delle mail non c'era più nessuna traccia. L'ex presidente di Acea vicino ai 5 Stelle, Luca Alfredo Lanzalone, aveva cancellato tutte le conversazioni.

Potrebbe allargarsi l'indagine della procura della Capitale sul nuovo stadio della Roma che oggi vede 9 persone arrestate e altre 27 iscritte sul registro degli indagati. La domanda è: Perché Lanzalone ha cancellato tutte le mail? Una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti è che, il potente avvocato genovese, possa essere stato avvertito da qualcuno dell'esistenza di un'indagine. A Roma, in effetti, le voci corrono. Il 24 maggio scorso, esattamente 20 giorni prima degli arresti, i carabinieri del Nucleo Investigativo entrano in Campidoglio con un decreto di esibizione e i documenti richiesti sono «sulla consulenza affidata all'avvocato Lanzalone riguardante la questione Stadio». 
L'ex presidente di Acea, poco dopo, viene avvisato dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi. Da quel momento, forse, l'indagato inizia ad avere paura. Proprio quest'ultima circostanza ha scatenato diverse reazioni politiche. «La Raggi ha saputo dell'inchiesta sullo Stadio lo scorso 24 maggio a seguito di perquisizione dei carabineri in Comune e avrebbe subito informato Lanzalone. È vero? Siamo di fronte a rivelazione di segreto o complicità con l'indagato arrestato?», ha commentato il deputato Pd, Michele Anzaldi. Sullo stadio della Roma «Raggi sapeva. Sapeva dell'inchiesta su Lanzalone. Sapeva e twittava come se nulla fosse. Una sindaca che prende in giro i propri cittadini cosa dovrebbe fare?», gli ha fatto eco il senatore Pd, Ernesto Magorno. 
Certo è che tra Raggi e Lanzalone, almeno fino alla mattina del 12 giugno scorso, i rapporti erano buonissimi. Dopo, forse complice l'arresto dell'avvocato, la sindaca ha cambiato nettamente atteggiamento. «L'avvocato Lanzalone mi fu presentato dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede e da Riccardo Fraccaro. Non si può dire che sia stata una mia scelta», ha spiegato la Raggi venerdì scorso al procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone e all'aggiunto Paolo Ielo, aggiungendo: «Io venivo dall'esperienza dell'arresto di Marra e quando chiesi un approfondimento sul concordato preventivo per alcune partecipate del Comune e un aiuto per la questione 'stadio della Roma', Fraccaro e Bonafede mi presentarono Lanzalone». La circostanza però appare in contrasto con quanto detto dall'avvocato genovese che nel corso dell'interrogatorio di garanzia ha spiegato di «essere stato scelto e chiamato dalla sindaca Raggi» e non ha citato alcuna mediazione da parte di terze persone. 
E che Lanzalone sia attendibile emerge anche dagli atti. In una conversazione intercettata, ad esempio, afferma «noi stiamo dando una mano su un milione di cose gratis et amore dei. Perché vorrei far presente, non ci pensa mai nessuno...però dico....noi abbiamo ricevuto una cosa da una sola persona che si chiama Virginia Raggi e che mi ha nominato nel Cda di Acea». Un chiaro segno di fiducia e stima. 
Intanto, dalle carte, spunta un nuovo indagato. E' Paolo Carpentieri, consigliere di Stato e capoufficio legislativo al ministero dei Beni Culturali sotto diversi ministri. Il magistrato è accusato di avere emesso un parere legislativo contro il ricorso di «Italia Nostra», avverso alla decisione del Soprintendente Francesco Prosperetti che aveva tolto i vincoli e perciò autorizzato la demolizione dell'Ippodromo Tor di Valle con lo scopo di favorire l'imprenditore Luca Parnasi. Carpentieri sarebbe stato avvicinato dagli avvocati Cesare San Mauro e Sandro Amorosino, entrambi indagati, con i quali avrebbe concordato un parere di inammissibilità. Ma non solo. Carpentieri avrebbe concordato un secondo parere negativo sul riconoscimento del diritto di autore per lo stesso ippodromo. 
Sono oltre 100 le pagine omissate nelle carte depositate dalla procura di Roma nell'inchiesta sullo stadio della Roma. Dietro quegli omissis nomi importanti di altri politici coinvolti nelle indagini. 

AquiladiMare

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Ma invece di perdere tempo con lo stadio voglio vedere quando cominciano a riparare le strade

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Citazione di: AquilaCalva il 18 Giu 2018, 16:38
Cito dalla mitica intervista di Montuori (ma non era un bravo giocatore della Fiorentina?):
Come si fa ad andare avanti con lo stadio in queste condizioni?
«L'altro giorno leggevo il parere di un costituzionalista. Si poneva il quesito: se un uomo vuole costruire legittimamente un terrazzino e commette irregolarità, la moglie perde il diritto di fare il terrazzino? Ecco, per me no. Bisogna separare l'illecito amministrativo dalla corruzione».

Forse al costituzionalista andava chiesto: se il marito ha commesso, appunto, delle "irregolarità" per avere il permesso di costruire il terrazzino, quando lo arrestano la moglie può usufruire di quel permesso?
Ma, altra domanda, perché porre un quesito di diritto amministrativo (credo) ad un costituzionalista?

Non so se ridere o piangere. Cioè un uomo delle "istituzioni", durante una indagine della Procura della Repubblica, a suo dire "narrata ed ingigantita" (si, infatti la gente é in carcere ed ha misure cautelari per gioco), mistifica la realtà, racconta balle, insinua dubbi vergognosi.
Qualche giornalista, quando e se dovesse ripetere questa frase ridicola del parere al costituzionalista, potrebbe semplicemente rispondergli che la domanda non é "se un uomo vuole costruire legittimamente un terrazzino e commette irregolarità, la moglie perde il diritto di fare il terrazzino?". La domanda é, se si vuole essere onesti e mostrarsi meno ignoranti o in malafede, più o meno questa: "se un uomo - al di là di qualsiasi buon senso e delle norme dell'ordinamento - per costruire un terrazzino DOVE E COME CREDE, commette il reato di corruzione ed una serie di altri reati di vario genere, per ottenere il permesso a costruire ed altre illecite utilità ad esso connesse, la moglie perde il diritto di fare il terrazzino" .
Valla a chiedere ad un penalista questa domanda, valla a chiedere ad un giudice o ad un PM, anche ad un amministrativista, ma pure ad uno al terzo anno di giurisprudenza, non c'é bisogno di scomodare un costituzionalista.

Ranxerox

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Intanto, dalle carte, spunta un nuovo indagato. E' Paolo Carpentieri, consigliere di Stato e capoufficio legislativo al ministero dei Beni Culturali sotto diversi ministri. Il magistrato è accusato di avere emesso un parere legislativo contro il ricorso di «Italia Nostra», avverso alla decisione del Soprintendente Francesco Prosperetti che aveva tolto i vincoli e perciò autorizzato la demolizione dell'Ippodromo Tor di Valle con lo scopo di favorire l'imprenditore Luca Parnasi. Carpentieri sarebbe stato avvicinato dagli avvocati Cesare San Mauro e Sandro Amorosino, entrambi indagati, con i quali avrebbe concordato un parere di inammissibilità. Ma non solo. Carpentieri avrebbe concordato un secondo parere negativo sul riconoscimento del diritto di autore per lo stesso ippodromo. 
Sono oltre 100 le pagine omissate nelle carte depositate dalla procura di Roma nell'inchiesta sullo stadio della Roma. Dietro quegli omissis nomi importanti di altri politici coinvolti nelle indagini.


D'altronde se le autorizzazioni so' regolari possiamo andare tranquillamente avanti con la costruzione dello stadio.
Un terrazzino no, ma lo stadio e qualche altro milione di metri cubi  di edilizia si.  :=))

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Omar65

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Facile che le comunichino che è indagata.

Slasher89

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Se non indagano pure Baldissoni comunque è uno scandalo, dalle intercettazioni che stanno uscendo è palesemente coinvolto.

WhiteBluesBrother

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Voglio un frullatore di merda grosso come i grattacieli di parannanzi all'eur..

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La giunta difende lo stadio il Mef: possiamo farlo noi (La Repubblica - ed. romana)

Secondo l'esecutivo gli arresti non intaccano la regolarità del progetto: faremo verifiche Con Parnasi fuori da Eurnova, la società evita il commissario. Invimit pronta al subentro

lorenzo d'albergo
mauro favale

A dispetto di tutto, la giunta M5S è convinta di voler andare avanti sulla costruzione dello Stadio della Roma a Tor di Valle: «Nel futuro di questa città, sono certo, che ci sarà », dice convinto l'assessore all'Urbanistica Luca Montuori. E questo, nonostante al momento manchino le certezze su uno degli attori principali della vicenda: il costruttore.
L'arresto di Luca Parnasi ha decapitato la sua Eurnova, la società che avrebbe dovuto materialmente occuparsi della costruzione dell'impianto. Al momento, il Comune attende che Eurnova faccia le sue mosse. Subito dopo le misure cautelari, una lettera è partita da Palazzo Senatorio verso la società per avere chiarimento su chi sia l'interlocutore con cui relazionarsi. La risposta dovrebbe arrivare a breve, con le dimissioni di Parnasi dal vertice di Eurnova e con una riunione del cda che nomini un nuovo presidente, così da separare le vicende dell'imprenditore da quelle dell'azienda. Più difficile, invece, che sia la procura a nominare un commissario a gestire la società.
« Il primo passaggio è ricostituire la controparte», insiste Montuori. Che aggiunge: « Se poi Eurnova venderà tutti i suoi diritti e il suo terreno a un altro costruttore, io questo non lo so e non lo posso dire » . In questa " finestra", in attesa di passi formali da parte di Eurnova, si inserisce Invimit, società di gestione del risparmio a capitale pubblico (di proprietà del ministero dell'Economia) che col suo presidente, Massimo Ferrarese, avanza una proposta: « Sia affidato a noi il compito di costruire il nuovo stadio della Roma. Esiste un fondo creato per questo tipo di investimenti che intendiamo utilizzare per la costruzione di importanti impianti sportivi in altre realtà italiane. A differenza di qualsiasi iniziativa privata, tutti gli utili delle opere di Invimit sono destinati alla riduzione del debito pubblico del nostro Paese». Per questo, Ferrarese (che con la sua Invimit si era già occupato della vendita di Palazzo Nardini) ha chiesto un incontro urgente con la sindaca della capitale.
E mentre l'inchiesta procede (ieri Virginia Raggi è stata nuovamente convocata in procura come persona informata sui fatti), insomma, la linea del Campidoglio resta ferma: «Nessuna parte della procedura, in questo momento, sembra minimamente toccata dai problemi di cui leggiamo sui giornali — prosegue il titolare dell'Urbanistica — se questo sarà confermato noi andremo avanti». Certo, ci sarà da parte della giunta una verifica degli atti « perché dobbiamo fare in modo che l'amministrazione non passi dalla parte del torto».
«Stiamo facendo verifiche attente su tutti i procedimenti per accertare che siano stati svolti correttamente, fatto che per il momento nessuno ha messo in discussione», aggiunge anche Luca Bergamo, vicesindaco e assessore alla Cultura. E pure la titolare dei trasporti, Linda Meleo, per la sua parte conferma l'intenzione di andare avanti: «Tutti gli atti sono passati in conferenza dei servizi, in cui sapete che ci sono diversi attori chiamati a esprimere pareri». E questo, nonostante proprio all'interno dell'ordinanza, in un'intercettazione, viene fatto riferimento alle criticità per la mobilità in assenza delle adeguate infrastrutture.
Intanto, seppure la procedura per lo Stadio finora non sia stata messa in discussione dalla procura, dalle carte emerge il pressing di Parnasi per la chiusura della conferenza dei servizi intervenendo sulla sua presidente, la dirigente regionale Manuela Manetti. Le intercettazioni evidenzierebbero «una disponibilità (riferita de relato) dell'allora assessore regionale Michele Civita a fornire informazioni ai dirigenti di Eurnova » . Tra le prescrizioni della conferenza, la più temuta è quella del Ponte sul Tevere e sulla viabilità in generale, infrastrutture che se fossero state giudicate necessarie avrebbero ritardato il progetto.

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Il ritorno di Raggi in Procura: le domande sul ruolo di Lanzalone (Corriere della Sera)

La sindaca testimone. Per i pm il legale seguiva lo stadio anche da presidente Acea

Ilaria Sacchettoni ,Fulvio Fiano

Roma Fino a quando Luca Lanzalone ha esercitato il suo ruolo di «funzionario pubblico de facto» con delega del Campidoglio al dossier stadio? La domanda, che serve a fissare le responsabilità dell'avvocato grillino nell'inchiesta che lo ha portato ai domiciliari la scorsa settimana, si è arricchita di nuovi dettagli che sono stati sottoposti ieri a Virginia Raggi, quando la sindaca, per la seconda volta in tre giorni, è stata ascoltata come testimone in Procura. Più che di contraddizioni o contestazioni su quanto detto in prima battuta si è trattato di una richiesta di precisazioni su nuovi elementi.

Un incontro lampo con la pm Barbara Zuin, l'aggiunto Paolo Ielo e il procuratore capo Giuseppe Pignatone mirato a cristallizzare la sua versione su quanto emerso dall'esame dei documenti acquisiti al momento dei nove arresti e dagli interrogatori — nelle rispettive vesti di testimoni o indagati — del dg giallorosso Mauro Baldissoni, del dirigente capitolino Franco Giampaoletti e dello stesso Lanzalone. Incrociando le risultanze investigative, i magistrati sono certi di aver avuto conferme sul fatto che anche da neo nominato presidente Acea (27 aprile 2018) il potente emissario dei vertici grillini ha continuato a occuparsi di stadio della Roma. I pm sanno di giocarsi una carta importate sul riconoscimento giuridico del ruolo di Lanzalone in qualità di funzionario pubblico anche in mancanza di un contratto di incarico ufficiale (quello approntato dalla Raggi è rimasto nel cassetto). Si tratta, per la Procura, di pesare meglio il reato di corruzione che sarebbe stato commesso e collocarlo con precisione nel tempo. Ma che Lanzalone sia stato fino a pochi giorni il principale referente della Eurnova per il progetto di Tor Di Valle lo si ricava anche dalle carte già depositate.

Il 18 maggio scorso l'autorevolezza di Lanzalone presso il gruppo Parnasi è un fatto conclamato: al telefono con il direttore generale della Roma, Mauro Baldissoni, il costruttore lo invita a tenere da parte per l'allora presidente Acea i biglietti di Roma-Genoa. Lanzalone, spiega Parnasi, si sta rivelando fondamentale per le strategie del gruppo. Baldissoni prende nota e si dice d'accordo. Come rivelano le intercettazioni, Lanzalone officerà la stretta di mano finale con la politica.

Baldissoni: Lanzalone mi chiede tre biglietti per Roma- Genoa in più...

Contasta (suo collaboratore): (ride)

Baldissoni: gli ho detto va bene... Mi ha detto "Sarà la prima partita che vedo in vita mia"...mi ha detto vengono degli esponenti nazionali del Cinque Stelle

«Contasta: Si....

Baldissoni: tra l'altro uno di questi è funzionale a favorire una specie di photo opportunity... accordo Raggi-Zingaretti-Pallotta. Per spingere e sancire il siamo tutti d'accordo a farlo in tempo.

È l'informativa dei carabinieri del Nucleo investigativo a riepilogare: «I rapporti fra Parnasi e Lanzalone restituiscono uno schema circolare fatto di prestazioni corrispettive, evidentemente innescato da Parnasi per ottenere entrature nell'amministrazione capitolina al fine di agevolare la propria attività d'impresa». Oltre a proporre soluzioni, Lanzalone «comunica notizie in anteprima che agevolano le strategie di Eurnova». In cambio fa incetta di consulenze.

Sintetizza la gip: «Le indagini hanno offerto elementi concreti per ritenere che le figure istituzionali interessate, a cominciare dal sindaco Raggi, non solo hanno tollerato tale funzione (di pubblico ufficiale, ndr) ma al contrario le hanno dato piena legittimazione».


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Il mistero dello studio commissionato a Eyu (Pd) che non si trova più (Corriere della Sera)

di Giuseppe Alberto Falci

ROMA
C'è un velo di mistero dietro al finanziamento dell'imprenditore romano Luca Parnasi alla fondazione Eyu (Europa, Youdem, Unità), legata al Partito Democratico.Tutto ruota attorno al finanziamento di 123 mila euro che Parnasi ha stanziato nel bel mezzo della campagna elettorale delle elezioni politiche dello scorso 4 marzo per uno studio sul rapporto tra gli italiani e la proprietà immobiliare.

Il presidente della fondazione, il renziano Francesco Bonifazi, resta in silenzio. Anche Domenico Petrolo, responsabile relazioni esterne e fundraising di Eyu, che avrebbe seguito passo passo l'iter dell'erogazione del finanziamento, preferisce tenere la bocca cucita: «Sono in silenzio stampa, non dico nulla».

Lo studio esiste, almeno secondo la versione che è stata fornita al Corriere della Sera dal segretario generale Mattia Peradotti, ed è stato redatto da ricercatori di livello di alcune prestigiose università. C'è anche un titolo: «Il rapporto degli italiani con il progetto di casa». Oltre però non si può andare. Non è dato sapere chi saranno mai stati gli autorevoli ricercatori. Né tantomeno è possibile visionare il paper perché, spiegano dalla fondazione Eyu, «in questo caso la proprietà intellettuale appartiene a Parnasi e noi».

Dall'altra parte è impossibile contattare il gruppo Parnasi. Perché Giulio Mangosi, il responsabile comunicazione e relazioni istituzionali di Eurnova, colui che da sempre tiene i rapporti con la stampa per il gruppo Parnasi, è finito agli arresti. Eppure c'è un giallo nel giallo. Digitando su Google «casa proprietà italiani fondazione Eyu», il motore di ricerca rimanda a un link di Eyu del tipo: «Casa, ma solo di proprietà?». Cliccando però non si legge nulla, lo studio non sarebbe più presente all'interno del sito della fondazione. Il motivo? Peradotti la mette così: «In questi giorni il sito è in revisione, quindi abbiamo alcuni problemi».

Tuttavia il Corriere è riuscito a consultarlo. Il progetto di ricerca, come si legge dall'incipit, «si pone l'obiettivo di studiare il rapporto degli italiani con il concetto di proprietà di casa». E ancora: «Tenendo conto delle caratteristiche demografiche, lavorative e della ricchezza finanziaria famigliare, verrà analizzata la probabilità di essere proprietario di casa, rispettivamente, all'età di 30, 40, 50 anni, e verrà illustrato come tale probabilità sia differente per diverse categorie di soggetti».

Di fatto, il titolo e il contenuto ricordano lo studio richiesto da Parnasi. Ci sono anche i nomi dei due ricercatori che hanno contribuito ad avvalorare la ricerca. Si tratta di Renata Bottazzi e Serena Trucchi, entrambe dell'università di Bologna. Bottazzi precisa via mail: «Ho condotto insieme a Serena Trucchi un progetto commissionato dalla Fondazione Eyu dal titolo "Casa, ma solo di proprietà?" riguardo il rapporto degli italiani con il concetto di proprietà della casa. [...].Tale attività è stata svolta tra l'ottobre e il dicembre 2015, e si è conclusa con la consegna, da parte nostra, di un rapporto inviato il 10 dicembre 2015. Il compenso omnicomprensivo per tale attività consiste nel totale di 3.500 euro lorde per ciascuna delle due ricercatrici, senza ulteriori indennità o rimborsi spese». E dal giallo si passa direttamente al mistero.


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