Citazione di: kelly slater il 19 Giu 2018, 10:03
Il Messaggero 19/06/2018
Parnasi e i fondi per lo stadio: «Usati per i lavori nel suo attico»
di Valentina Errante
...
LA FRETTA
«Concludere a qualsiasi costo». Dalle carte emerge anche il pressing indiretto di Luca Parnasi per la chiusura della Conferenza dei servizi, sulla dirigente regionale, Manuela Manetti, che presiedeva la Conferenza. Il 24 novembre 2017, sono state registrate conversazioni che, scrivono i carabinieri, «denotano la posizione di favore dell'assessore (regionale ndr) Michele Civita nei confronti della società Eurnova e quindi del progetto stadio». Proprio in quel giorno Luca Caporilli, collaboratore di Parnasi, invoca l'aiuto di Mauro Baldissoni, dg della Roma, per sollecitare Manuela Manetti, a capo della direzione regionale Urbanistica e Mobilità. Caporilli sostiene che, benché Manetti «avesse ricevuto indicazioni dall'assere regionale Michele Civita di chiudere la questione, è tornata su e ha continuato a leggere le prescrizioni e adesso addirittura sta sentendo anche gli ambientalisti». Tra le prescrizioni la più temuta è quella del ponte sul Tevere e sulla viabilità in generale, infrastrutture che, se fossero state giudicate necessarie, avrebbero ritardato il progetto. Il 5 dicembre, durante una seduta della Conferenza, un manager di Eurnova evidenzia la possibilità che la Conferenza dei servizi possa essere rinviata, ma Baldissoni lo tranquillizza, ha «appreso da Civita che questi avrebbe intimato alla Manetti di concludere a qualsiasi costo la Conferenza».[/i]
ossadio lo faranno pure, ma se riescono nell'impresa di farlo tale e quale al progetto bis, senza ponti, senza strade, senza treni, praticamente irraggiungibile se non mettendosi in fila 4 ore prima della partita, sui terreni
chiacchierati di parnasi e con tutto il business park a compensazione, vuol dire che è stato fatto un colpo di stato e non ce ne siamo accorti, ribadisco.
non posso e non voglio credere che quando montuori dice "ossadio si farà" pensi esattamente a quanto sopra, uno stadio "che fa schifo" da concludere a qualsiasi costo. oppure se questa è la sua idea, vuol dire che l'inchiesta e la magistratura non fanno paura, anzi, non sono manco un sassolino dentro le scarpe.
lo stadio che fa schifo e da concludere a qualsiasi costo, il sogno di parnasi e pallotta, così come lo conosciamo e così come ormai palese a tutta l'opinione pubblica è morto.
uno stadio che puzzava più del depuratore lì a fianco, ed al quale la roma, nella persona del suo dg, ha lavorato con piena consapevolezza di quello che stava facendo, oliando scientemente tutto l'ingranaggio.
il che non vuol dire che sia un reato, questo lo decideranno i giudici... ma sicuramente una responsabilità morale ce l'hanno, nei confronti della collettività e soprattutto degli adoratori della merda con la sciarpetta al collo, poveri imbecilli, che pur essendo la vera parte lesa, non meritano comunque alcuna pietà.
sta roba puzzava già da tempo, ma loro prima sono romanisti e poi tutto il resto.
se essere romanisti richiede mettere da parte la logica, il buon senso, la dignità, la coerenza, loro si sa che sono sempre pronti. non provo alcuna empatia, per alcuno di loro, soprattutto per questo, per l'epilogo dello stadio dei picciotti del delaware, una roba che hanno inghiottito senza pensarci due volte in maniera cosciente. sapevano di mandare giù merda illegale e l'hanno fatto lo stesso.
bene, dato che i bostoniani l'hanno già minacciato col solito metodo "italo americano", quello con cui più o meno tutti familiarizzano grazie alla fiorente letteratura e cinematografia di genere della seconda metà del XX secolo ("ci aspettiamo che la nostra cloaca si faccia in tempi brevi"... con suono di scacciapensieri in sottofondo) spero che a questo punto facciano ciò che devono con l'ostaggio, e cioè l'asroma: un bel lavoretto medievale con pinze, cacciaviti, seghe e al termine 4 bei barili di acido. le ossa possono seppellirle vicino a uno dei pilastri della tribuna lafuente.