Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

Tarallo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 111.509
Registrato
Aggiungo, perche' credo sia interessante: hanno aperto con uan serie di file audio molto pesanti. Li conosciamo, sono quelli di Alemanno, Marino e Raggi.
Marione dice io Alemanno lo conosco da quando eravamo ragazzini (e ce credo). A me ha detto che lo stadio faceva schifo e non sarebbe mai stato fatto, almeno li'. Stessa cosa per Marino, con l'inversione a U sullo stadio, e l'audio di quando dice che sarebbe stato lo stadio piu' bello del pianeta.Stesso per Raggi con le registrazioni delle affermazioni fatte all'inizio ("Lo stadio possiamo farlo, ma non qui. Questo progetto infrange un sacco di regole, piano regolatore, leggi ecc ecc").

Da li' ha detto dice come, tuttie tre TUTTI E TRE hanno prima detto che era una schifezza e poi, non se sa come, hanno tutti cambiato idea, e sta cosa non puzza a nessuno?

Poi ore sui dettagli, come si sia passati da Eichberg a Prosperetti via i 52K € dati a Santini, le contraddizioni della Raggi, il ruolo di Lanzalone, gli spifferi di Caporilli che dice che hanno pagato pure i 5d, che Lanzalone gestiva tutto da solo e rappresentava il Comune alle riunioni ecc ecc.
Hanno imparato le carte benissimo e hanno capito esattamente come e' andata.

Impatto radiofonico eccellente, va detto.

Tarallo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 111.509
Registrato

UnDodicesimo

Visitatore
Registrato
Marione è stato sempre contro l'americani.

Drake

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 5.836
Registrato
qui è possibile sentire la puntata di stamattina

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

JoeStrummer

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 18.430
Registrato
Citazione di: Tarallo il 20 Giu 2018, 15:28
Aggiungo, perche' credo sia interessante: hanno aperto con uan serie di file audio molto pesanti. Li conosciamo, sono quelli di Alemanno, Marino e Raggi.
Marione dice io Alemanno lo conosco da quando eravamo ragazzini (e ce credo). A me ha detto che lo stadio faceva schifo e non sarebbe mai stato fatto, almeno li'. Stessa cosa per Marino, con l'inversione a U sullo stadio, e l'audio di quando dice che sarebbe stato lo stadio piu' bello del pianeta.Stesso per Raggi con le registrazioni delle affermazioni fatte all'inizio ("Lo stadio possiamo farlo, ma non qui. Questo progetto infrange un sacco di regole, piano regolatore, leggi ecc ecc").

Da li' ha detto dice come, tuttie tre TUTTI E TRE hanno prima detto che era una schifezza e poi, non se sa come, hanno tutti cambiato idea, e sta cosa non puzza a nessuno?

Poi ore sui dettagli, come si sia passati da Eichberg a Prosperetti via i 52K € dati a Santini, le contraddizioni della Raggi, il ruolo di Lanzalone, gli spifferi di Caporilli che dice che hanno pagato pure i 5d, che Lanzalone gestiva tutto da solo e rappresentava il Comune alle riunioni ecc ecc.
Hanno imparato le carte benissimo e hanno capito esattamente come e' andata.

Impatto radiofonico eccellente, va detto.

E la cosa che va aggiunta è anche "in corso d'opera" Marione diceva questo, praticamente andava a braccetto con questo topic.

Ma non ti sorprendere, Marione è uno di quelli a cui la banca e gli amerregani non hanno confermato le simpatie che aveva da parte della gestione Sensi( un pò come ha fatto Lotito con i personaggi del nostro catetere e della tifoseria organizzata).

Non escluderei, visto il personaggio che tutti conosciamo( e che non è certamente diventato un difensore della legalità della coscienza civica e del pubblico interesse così per caso), che a fronte di un "ravvedimento" della Società e di una nuova attenzione nei suoi confronti non faccia dietro-front come i 3 sindaci...

Crocodile

*
Lazionetter
* 2.120
Registrato
Citazione di: umanoide69 il 20 Giu 2018, 15:26
Ma si rendono conto delle eventuali conseguenze?
No stadio, no Pallotta... no asfogne in serie A.
Siamo a questi livelli di faida? Muoia Sansone con tutti i filistei?
Oh a 'sto punto, che gli dei li ascoltino.


Tutto il mondo e paese, a Marione hanno chiuso i rubinetti e questi sono i risultati.

Meglio in serie B che con Pallotta dovrebbe dirti qualcosa.

umanoide69

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 6.116
Registrato
Citazione di: Crocodile il 20 Giu 2018, 16:01

Tutto il mondo e paese, a Marione hanno chiuso i rubinetti e questi sono i risultati.

Meglio in serie B che con Pallotta dovrebbe dirti qualcosa.

Che l'imbecillità non ha colori? Lo so, ahimè, lo so.

kelly slater

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 27.227
Registrato
Citazione di: JoeStrummer il 20 Giu 2018, 15:59
Ma non ti sorprendere, Marione è uno di quelli a cui la banca e gli amerregani non hanno confermato le simpatie che aveva da parte della gestione Sensi( un pò come ha fatto Lotito con i personaggi del nostro catetere e della tifoseria organizzata).

Non escluderei, visto il personaggio che tutti conosciamo( e che non è certamente diventato un difensore della legalità della coscienza civica e del pubblico interesse così per caso), che a fronte di un "ravvedimento" della Società e di una nuova attenzione nei suoi confronti non faccia dietro-front come i 3 sindaci...

Marione sarebbe capace di convincere la gente che i Rolex de Sensi erano perfettamente regolari.
Però, se l'onestà intellettuale non gli si può riconoscere, bisogna ammettere che il lavoro d'inchiesta se vuole lo sa fare benissimo e senza sconti.
Lui e Gionada sono due personaggi malvagi ma molto intelligenti.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

JoeStrummer

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 18.430
Registrato
Citazione di: kelly slater il 20 Giu 2018, 16:53
bisogna ammettere che il lavoro d'inchiesta se vuole lo sa fare benissimo e senza sconti.
Lui e Gionada sono due personaggi malvagi ma molto intelligenti.

Assolutamente d'accordo con te.

Lo sa fare bene anche perchè accede a fonti dirette, come faccia non è dato saperlo, ma è un dato di fatto.

COLDILANA61

*
Lazionetter
* 17.368
Registrato
Non sono professionisti . Quindi NON possone essere PRIMA riomanisti .

A differenza dei padellaro , mensurati , magliaro .

Veri professionisti della carta stampata .

Onesta' significa che NON puoi rubare per il partito ma per la merda SI .

Da destra a sinistra , passando per tutto l'arco costituzionale .

E la terza repubblica baby dove ognuno si coltiva il suo orticello .

kelly slater

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 27.227
Registrato
Citazione di: Tarallo il 20 Giu 2018, 15:28

Poi ore sui dettagli, come si sia passati da Eichberg a Prosperetti via i 52K € dati a Santini, le contraddizioni della Raggi, il ruolo di Lanzalone, gli spifferi di Caporilli che dice che hanno pagato pure i 5d, che Lanzalone gestiva tutto da solo e rappresentava il Comune alle riunioni ecc ecc.


Sto ascoltando la replica.
La cosa più interessante è quando Mar1 dice:

"poi aspetta fermete, davanti a piazzale clodio ce stanno certe sgommate de rote, hanno fatto certe frenate!
Davanti a due tre nomi se so' fermati.
Hanno fatto na frenata che nfinisce più li davanti.
Ce so DUE NOMI che ce sta na frenata grossa.
Poi io noo so se usciranno fori perchè ce stanno l'omissis"

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.043
Registrato
Le trame di Lanzalone in Acea "Da qui gestisco partiti e affari" (La Repubblica)

Oggi il cda decide la sostituzione dell'ex presidente ora ai domiciliari Lo scontro con l'ad Donnarumma vicino all'ala grillina di De Vito

DANIELE AUTIERI
Consulenze, epurazioni, regali, relazioni pericolose. A poche ore dal cda di Acea chiamato a risolvere il rebus della poltrona di presidente lasciata libera da Luca Lanzalone, si aprono squarci di verità sulle partite che il sistema affaristico di Luca Parnasi e i vertici dei 5Stelle hanno giocato all'interno della multiutility controllata dal Campidoglio. E su quella saldatura tra grillini e destra che, prima ancora del contratto di governo firmato da Di Maio e Salvini, è stata sperimentata nella più grande azienda romana.
Basta una frase, intercettata dai carabinieri, per sintetizzare la vicenda: «Con Acea sponsorizziamo tutto l'arco costituzionale». Le parole di Lanzalone a Parnasi assumono oggi un significato rotondo.
Fonti qualificate interne ad Acea confermano che Lanzalone riceveva dagli assessori del Comune continue richieste di denaro e di sponsorizzazioni per finanziare eventi o iniziative politiche. «Non sono il bancomat del Comune», si sfogava il presidente. Una verità che fa il paio con un'altra rivelazione: oltre alla partita stadio, sul tavolo di Mister Wolf giacevano molti altri fascicoli, dal concordato Atac alle nomine di Ama, ai contratti di assunzione e licenziamento per gli uffici apicali del Campidoglio. E proprio sulle regole da seguire nella distribuzione dei quattrini è stata avviata, dal 2017 in Acea, la saldatura tra i parvenu della politica, nati nel Movimento e scaraventati nelle stanze del potere, e alcuni vecchi nomi, referenti imprenditoriali ai tempi del sindaco Alemanno. È il caso di Enrico Cisnetto, rientrato di gran carriera lo scorso anno con due consulenze da decine di migliaia di euro. E come Cisnetto è tornata in Acea l'AdnKronos del giornalista Pippo Marra, e con essa si è affacciato Cesare Lanza, in cerca di un contributo da 30mila euro per la sua pubblicazione L'attimo fuggente che proprio Lanzalone ha bloccato in extremis.
Come dimostrano questi tre casi e come confermano le fonti interne all'azienda, è sulle consulenze che si è consumato l'assalto alla diligenza, un terreno scivoloso sul quale è caduto lo stesso Lanzalone.
I guai del presidente iniziano non con l'arresto, ma il 6 aprile scorso quando il sito "Dagospia" pubblica un articolo che allude a una relazione sentimentale tra il numero uno di Acea e la pierre Giada Giraldi. Quell'articolo per Lanzalone è un segnale chiaro: è sotto ricatto da chi occupa poltrone all'interno di Acea. Il presidente ne è certo e lo dice in azienda, ma ha le mani legate perché Giada Giraldi ha ottenuto un contratto di consulenza.
Del resto è da mesi che in Acea i vertici sono in subbuglio, almeno da gennaio quando – come ricostruito da Repubblica – 12 addetti stampa vengono rimossi dal loro ruolo con una prassi così brutale da sensibilizzare la stessa Raggi che invia una lettera a Lanzalone chiedendo conto della faccenda. La missiva è in realtà una sponda della sindaca al suo uomo rispetto agli scontri sempre più violenti con l'ad Stefano Donnarumma, più vicino all'ala dei 5Stelle che fa capo al presidente dell'Assemblea capitolina, Marcello De Vito. Lo scontro si accende sulla divisione dei poteri, dalle sponsorizzazioni alle relazioni esterne fino all'audit. Un tira e molla sotterraneo sul quale ha avuto la meglio l'ad. Ma il peso reale di Donnarumma emergerà in maniera chiara oggi, in seno al cda. L'organo di governo ha 9 consiglieri: uno (Lanzalone) non può votare, 4 sono di espressione del Comune e gli altri 4 degli azionisti privati (i francesi di Gdf Suez e Caltagirone). I privati per il momento stanno a guardare, mentre la battaglia vera si consuma tra le correnti dei 5S.
Quella legata a De Vito vorrebbe il conferimento di un incarico ad interim e pro tempore a Donnarumma. Raggi invece parteggia per la nomina di una persona terza, magari una delle tre donne che siedono in cda.
Solo al termine della seduta si capirà se la prima cittadina, da oggi sotto processo, ha avuto modo di esercitare la sua pressione. O se ha perso il controllo anche sull'azienda più strategica del Campidoglio.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.043
Registrato
Consulenza d'oro e gossip: la parabola di Lady Acea (La Repubblica)

mauro favale
Rescisso subito il contratto da 55 mila euro a Giada Giraldi l'ombra dell'ex presidente che si rivolse a Bisignani per neutralizzare Dagospia
Luca Lanzalone era talmente preoccupato che Dagospia pubblicasse una foto di lei accostata al suo nome da far intervenire (senza successo) Luigi Bisignani, (" L'uomo che sussurrava ai potenti", come recita il titolo della sua autobiografia) per modificare quell'articolo. Eppure, raccontano, l'ex presidente Acea, non si separava mai da Giada Giraldi, bionda pierre romana, conosciuta al suo arrivo nella capitale e messa sotto contratto nella multiutility capitolina dell'acqua e dell'energia. Una consulenza da 55 mila euro l'anno legata alla presidenza che qualche giorno fa è stata rescissa consensualmente. Per due motivi: il primo è rappresentato dalle dimissioni di Lanzalone, finito ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta sullo Stadio della Roma. Venendo meno il presidente che aveva sottoscritto quell'incarico, Acea ha ritenuto conclusa quella consulenza. Il secondo « per questioni di opportunità » , spiegano dall'azienda. Già, perché la Giraldi è stata protagonista di un episodio poco chiaro, avvenuto proprio il giorno degli arresti. Il 13 giugno, infatti, la strettissima collaboratrice di Lanzalone si è presentata in procura per assistere alla conferenza stampa dei pm che illustravano l'operazione presentandosi come giornalista di un noto quotidiano on line e omettendo di dire quale fosse il suo incarico in Acea. Per questo è stata fermata dalla polizia giudiziaria al termine della conferenza stampa e ascoltata per «sommarie informazioni » . Una gaffe che, tra le altre cose, le è costata il posto nella multiutility dove Lanzalone le aveva riservato anche una stanza. « Ma l'avrà usata due o tre volte — raccontano — e non ha mai avuto rapporti con le altre strutture dell'azienda». Una parentesi brevissima per la pierre che si presentava come «rappresentante degli affari istituzionali di Acea».

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.043
Registrato
L'interrogatorio di Lanzalone: così consigliavo l'assessore (Corriere della Sera)

Ilaria Sacchettoni
Fulvio Fiano

ROMA
La conferma che Virginia Raggi lo voleva «nel suo staff». Più un altro riscontro alla «dipendenza» dei Cinque Stelle da Luca Lanzalone. Almeno due provvedimenti capitolini, quello sullo stadio della Roma e l'altro sulla riqualificazione di migliaia di metri cubi degli ex Mercati generali, sono stati elaborati nello studio dell'avvocato genovese. Lanzalone lo spiega chiaramente alla gip Maria Paola Tomaselli che lo interroga dopo l'arresto: «Montuori (assessore all'Urbanistica, ndr) ci mandò la bozza di questa delibera sullo stadio, se potevamo darci un'occhiata per due o tre perplessità». L'avvocato genovese prosegue: «I collaboratori dello studio ci diedero un'occhiata, la reinoltrai a Montuori con qualche modifica e poi andò in aula e venne approvata». Un percorso molto simile a quello che è stato seguito per gli ex Mercati generali, zona sulla quale la giunta dei Cinque Stelle prende una decisione a settembre 2017 con un provvedimento che, a detta di Lanzalone, sarebbe stato elaborato dal suo studio legale: «Diedi questa indicazione a Montuori, fece la delibera in quel senso lì e la questione si risolse».

Alla gip che gli domanda se ha preso soldi per la sua attività di consulenza, l'avvocato spiega: «L'avvocatura diede parere negativo sul conferimento di questo incarico, io declinai». Conclusione? Lanzalone si propone a titolo gratuito: «Mi dissi vabbé è un'attività di carattere promozionale ne facciamo tante per tantissimi enti...».

Il superconsulente parla a lungo delle pressioni ricevute dal Gruppo Parnasi per altre zone della città. È il caso della Fiera di Roma, dove il costruttore vuol portare avanti un progetto simile a quello dello stadio. Lanzalone si mette in ascolto. E anche su questo interloquisce, spiega, con l'assessore all'Urbanistica.

Quanto al suo approdo in Comune, Lanzalone offre una serie di conferme: fu la Raggi a contattarlo per dargli un incarico: «Mi pare dovrebbe esserci anche il WhatsApp, mi pare che fosse un contatto diretto». La gip Tomaselli gli ricorda, a quel punto, un'intercettazione: «"Proprio perché siamo funzionali a raggiungere il risultato possiamo chiedere quello che vogliamo..."». Lanzalone ridimensiona: «Bè fino a un certo punto... cioè in base a quello che sarà l'esito mettiamo un premio di risultato nel nostro onorario».

Fra gli altri verbali depositati c'è anche quello di Michele Civita. Il consigliere del Pd in Regione attenua, minimizza e si difende dall'accusa di aver favorito Parnasi in cambio di un posto di lavoro al figlio: «Ho fatto una cavolata» dice sul curriculum inviato al costruttore. Ma da Parnasi, dice, non avrebbe mai ricevuto finanziamenti.


Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.043
Registrato
Lanzalone: "Mi cercò Raggi io un uomo dei Cinquestelle"
La sindaca da oggi a processo (La Repubblica)


La difesa dell'avvocato "Acea non fu premio" E l'azienda licenzia la collaboratrice chiamata a lavorare con lui

Daniele Autieri Giuseppe Scarpa,
Roma
« Lei viene ritenuto un uomo dei Cinque Stelle? » , domanda il gip nell'interrogatorio di garanzia. «Si», risponde secco Luca Lanzalone. Si ritiene organico ai grillini l'avvocato genovese arrestato con l'accusa di essersi intascato mazzette, sotto forma di consulenze, per 100 mila euro da parte dell'imprenditore Luca Parnasi. E rischia in questo modo di inguaiare ancora di più la giunta 5S e la stessa sindaca Virginia Raggi, che da oggi affronta un'altra dura prova: si apre infatti il processo alla sindaca per falso in relazione alla nomina di Renato Marra a capo della direzione Turismo del Campidoglio. Un processo che, se dovesse concludersi con una condanna, potrebbe portare alla prematura conclusione dell'esperienza di Raggi a capo del Comune di Roma, secondo quanto previsto dal codice M5S.
Ma torniamo a Lanzalone. La sua ascesa in Campidoglio inizia grazie al primo cittadino di Livorno. « La Raggi aveva ricevuto mie notizie dal sindaco Nogarin » poi mi ha contatto « via whatsapp » . Si difende a spada tratta il legale. Spiega al gip che esistono due Luca Lanzalone. Quello che è stato consulente (gratis e senza contratto) per il Campidoglio per il dossier stadio fino a marzo 2017. E l'altro, il presidente di Acea, la multiutility romana dell'acqua e della luce, a partire dal 27 aprile 2017 fino al 13 giugno scorso, il giorno del suo arresto. Un unico obiettivo, disinnescare l'impianto della procura. Questa la sua tesi: quando ha ricevuto gli incarichi legali da parte di Parnasi non era più da tempo il delegato del Comune in merito alla realizzazione del nuovo impianto della Roma. Insomma non più il pubblico ufficiale con le mani impegnate a gestire l'iter amministrativo e non più, quindi, corruttibile. Una difesa che però cigola di fronte alle domande del magistrato e alle parole dall'ad dell'As Roma Mauro Baldissoni secondo cui a maggio vi è stata una riunione sullo stadio che lui stesso chiese a Lanzalone di organizzare. Ma le incongruenze sono anche altre. Al gip che gli fa notare che si sarebbe interessato spesso dello stadio dopo il marzo 2017, Lanzalone ribatte: «Solo perché ero curioso » . L'avvocato genovese, inoltre, smentisce sé stesso quando afferma che la presidenza della multiutility gli venne assegnata dalla sindaca perché non trovava «una persona che riteneva qualificata » per quel ruolo. Eppure lo stesso legale genovese in una intercettazione, spiega di aver ottenuto da Virginia Raggi la nomina nel cda di Acea come contropartita per aver sbloccato la questione stadio. Concetto ribadito da Di Maio: Lanzalone « premiato con Acea per il lavoro fatto». Infine il gip insiste sul favore dispensato dal faccendiere Luigi Bisignani con la mediazione di Parnasi. Un articolo su Dagospia da modificare in cui si facevano allusioni su una presunta relazione tra Lanzalone e Giada Giraldi. Una ragazza assunta nella comunicazione di Acea con un contratto da 55 mila euro lordi l'anno. Giraldi lunedì è stata licenziata dall'azienda romana.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.043
Registrato
Stadio, Lanzalone ai pm: «Così ho corretto il progetto Tor di Valle» (Il Messaggero)

Non era solo il rapporto forte con il sindaco Virginia Raggi e con i vertici nazionali dei Cinque stelle a rendere l'avvocato Luca Lanzalone imbattibile quando si parlava degli affari della Capitale. Stando alla versione integrale del suo interrogatorio di garanzia - ora depositato agli atti dell'inchiesta che lo vede indagato per corruzione in relazione alla costruzione dello stadio della Roma - a chiedergli continuamente consigli «al bar», davanti a un caffè era il nuovo assessore all'urbanistica, Luca Montuori. All'avvocato civilista, il sostituto del tecnico ambientalista Paolo Berdini, dimessosi proprio per lo scontro sullo stadio, affida il compito di rivedere la delibera finale, elaborata nel corso delle riunioni riservatissime che si tenevano tra la stanza del vicesindaco e l'assessorato.
E lo coinvolge in altre due partite del futuro urbanistico della città: il progetto di costruzione di un palazzetto per il basket nell'area della vecchia Fiera di Roma e la «valorizzazione» degli ex Mercati generali. Anche in questo caso, a Lanzalone va il compito di scrivere gli atti tecnici.
È il documento che dà il via libera allo stadio, a portare la firma di fatto dell'ex presidente di Acea, che però sostiene di aver avuto un ruolo di semplice consigliere.
LA DELIBERA
Alle prime riunioni, dice, c'era anche Berdini che lo «ringraziò». Quindi, Lanzalone si premura di organizzare una riunione fuori Roma per chiudere l'accordo: «Discussi direttamente con i rappresentanti dei fondi americani che partecipavano, li ho incontrati a Firenze, discutemmo quell'eventuale soluzione, questa soluzione risultò gradita agli investitori». E, infine, scrive la delibera: «L'assessore, che nel frattempo era diventato Montuori, ci mandò la bozza di questo delibera, se potevamo darci un'occhiata, le ripeto, non l'ho fatta io, l'ha fatta il mio studio, ma penso che qualche indicazione l'abbia fornita», spiega al giudice. Quando però il gip gli chiede se fosse il suo studio legale ad avere contatti con il Campidoglio, è costretto a spiegare: «Fui io, se ricordo bene, che gli girai la bozza, dicendo dacci un'occhiata e guarda se c'è qualcosa che va corretto, da allora non ho più chiesto dello stadio, chiedevo solo per curiosità».
Il collega di studio, Stefano Sonzogni, era ben cosciente del potere che avevano acquisito: «Noi proprio perché siamo funzionali a raggiungere il risultato possiamo chiedere quello che vogliamo». È un'intercettazione usata dal gip nel corso dell'interrogatorio per chiedere a Lanzalone dei rapporti sviluppati col costruttore Luca Parnasi. L'ex presidente di Acea non può non ammettere che i clienti lo considerassero «uno dei Cinque stelle»: «Sicuramente sì, presumo di sì - dice - credo che nelle varie componenti di valutazione ci si a anche quella». E: «Non è la prima volta che si valorizzano le maggiori sensibilità in una certa area politica».
L'ASSESSORE ALL'URBANISTICA
Con Montuori e con il vicesindaco Bergamo, aggiunge, il rapporto era diventato stretto, «personale»: «Al bar mi facevano una marea di richieste, sulle quali dicevo la mia». Il titolare dell'Urbanistica lo coinvolge non solo sullo stadio, ma su tutti i principali progetti urbanistici del futuro di Roma. Quello degli ex magazzini generali ad esempio: «Una volta Montuori mi disse una cosa che non c'entra niente con Parnasi, mi pare dei magazzini generali... Gli diedi questa indicazione, fece la delibera in quel senso lì e la questione si risolse... si chiuse l'iter amministrativo dopo 11 anni». Stesso discorso per il progetto del palazzetto del basket nella ex Fiera di Roma, di cui Parnasi lo aveva incaricato di occuparsi: «Montuori, una volta, prendendo un caffè, mi aveva posto il problema della fiera, per quello quando Parnasi mi disse così dico: Parlagliene». La versione di Lanzalone è che queste siano per lo più scocciature.
Nell'unica consulenza pagata, Parnasi si sarebbe limitato ad una «captatio benevolentiae»: «Ricevevo un paio di telefonate al mese o da lui o da Baldissoni, soprattutto, che mi diceva: Sollecita, non ci fanno le cose, non ci parlano e io la maggior parte delle volte il massimo che facevo, era di fare un WhatsApp».
Certo, in un paio di casi è lui ad occuparsi degli incontri decisivi in Comune, anche dopo la nomina al vertice di Acea. «Pallotta, mi chiese di incontrare Bergamo, dopo la partita Roma-Barcellona, mi disse di invitare anche Parnasi che non venne».
L'INCARICO NELLO STAFF
E allo stesso modo c'è Lanzalone dietro l'incontro tra la Roma e il direttore del Comune: «Due volte ho visto Baldissoni, una volta in Comune, una volta mi disse non riesco a contattare Giampaoletti, non risponde... mandai un WhatsApp penso a Giampaoletti». Quando l'avvocatura gli negò l'ok al ruolo di consulente, Virginia Raggi gli fece una controfferta di tutto rispetto: «Mi propose di entrare nel suo staff, io declinai perché come avvocato non posso».
Michela Allegri
Sara Menafra

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.043
Registrato
E il dem Civita rassicurava il sodalizio: mandate le carte, in Regione ci penso io (Il Messaggero)

L'INTERROGATORIO

ROMA Davanti al giudice ammette di avere fatto «errori» e «cavolate», ma è certo di non avere commesso reati. L'ex assessore alla mobilità della Regione Lazio, Michele Civita, finito ai domiciliari per corruzione per avere favorito Luca Parnasi in cambio di un lavoro per il figlio, risponde alle domande del gip e parla di «ingenuità», respingendo l'accusa che quella cortesia fosse il prezzo per l'asservimento della funzione politica. Una difesa difficile, la sua, perché fronteggia intercettazioni pesanti in cui il dirigente dell'As Roma, Baldissoni, assicura che è proprio Civita a fare da facilitatore per far saltare i nodi principali del progetto Stadio, a partire dal ponte di Traiano.
«Guardi, in estrema sintesi - dice al gip Maria Paola Tomaselli - io sull'incontro con il signor Parnasi sicuramente ho commesso un errore, un errore grave, ma non penso di aver commesso alcun reato... Lui mi ha parlato della sua famiglia, gli piace fare lezioni all'università... mio figlio si è laureato con 110 e lode in Economia con l'indirizzo finanziario; quindi ingenuamente, erroneamente ho fatto una grande cavolata e ho pensato che mi potesse aiutare, che potesse aiutare mio figlio». Dice di non avere chiesto esplicitamente un lavoro, ma un consiglio: «Lo poteva consigliare, anche per fare esperienze pratiche, umili, che poi potevano essere utili a lui per capire quale futuro scegliere, quale attività, su quale questione». Sulla corruzione si sbilancia: «Parnasi mi conosce, non mi ha fatto mai proposte indecenti, perché sa benissimo che qualsiasi proposta avrebbe determinato una rottura dei rapporti tra noi», anche se il gip Maria Paola Tomaselli gli risponde che questa difesa le sembra «politica». E ancora: «Ho fatto un errore, ho commesso una leggerezza».
LE INTERCETTAZIONI
Sul ruolo della Regione, l'assessore alla Mobilità prova a difendere le scelte fatte nel corso della trattativa. A partire dall'eliminazione dagli interventi pubblici del Ponte di Traiano. Nell'ordinanza di custodia cautelare, a ridosso della conferenza dei servizi, sono citate diverse intercettazioni in cui lo stesso Civita assicura che, a proposito della richiesta di realizzare il ponte - ipotesi che il gruppo Eurnova puntava ad eliminare - non è la Regione a chiedere l'intervento: «Baldissoni dopo aver parlato con Civita riferisce che - si legge in un brogliaccio sintetizzzato dal Nucleo investigativo dei Carabinieri, riferito alla riunione del 4 dicembre 2017 - in merito al ponte la Regione dirà che secondo loro è necessario ma, non chiedendolo nessun altro, proporranno di inserirlo in variante». È la stessa intercettazione in cui, sempre Baldissoni spiega che lo stesso Civita gli avrebbe annunciato che la riunione del 5 sarebbe stata: «Un grande giorno per la Roma».
Civita contesta l'impianto accusatorio, «noi come Regione eravamo preoccupati sia dell'impatto che avevano le infrastrutture, la viabilità privata che il trasporto pubblico», dice. Civita dice «Noi su questo abbiamo tenuto una posizione coerente dall'inizio alla fine e lo sta a testimoniare la chiusura della conferenza dei servizi con le numerose prescrizioni e osservazioni, raccomandazioni... Tecnicamente si dice così, raccomandazioni, che noi abbiamo fatto. Fatto sta che noi il ponte, lo abbiamo detto dall'inizio e lo abbiamo mantenuto fino alla fine, non lo abbiamo potuto mettere come prescrizione, il ponte, lo abbiamo... Perché il ponte è competenza del Ministero e degli enti proprietari delle strade, cioè città metropolitana e Comune di Roma, via Ostiense e via del Mare e il Ministero là... Ma noi il ponte lo abbiamo messo...».
Sa. Men.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.043
Registrato
L'intervista: Massimo Colomban
«Presentai io il consulente a Grillo poi Virginia lo appoggiò su tutto» (Il Messaggero)

«Fui io a presentarlo a Grillo, all'inizio, appena arrivato in Comune. Ma poi conoscendolo bene posso dire che oggi non mi trovo davanti a una sorpresa: avevo capito che con Lanzalone avremmo rischiato un caso Marra bis. Per carità, molto intelligente e preparato, ma anche molto disinvolto. D'altronde l'onestà va praticata e non urlata. Non ci misi molto però a capire che non bisognava fidarsi troppo di lui. Virginia, no. La sindaca purtroppo, e per l'ennesima volta, è dovuta andare fino in fondo».
Per quale motivo Massimo Colomban, lei decise di dimettersi da assessore alle Partecipate di Roma nel settembre del 2017?
«Allora, quando accettai, dissi subito che la mia disponibilità sarebbe stata di un anno. In più certo, quando mi accorsi che questo avvocato godeva dell'appoggio totale della sindaca su tutto, a partire dalle scelte strategiche del mio settore, decisi che era meglio farmi da parte. Però vorrei sfatare un mito».
E cioè?
«Che appunto fui io a presentarlo al Beppe».
Intende a Grillo?
«Sì, una sera nel marzo 2017. Lanzalone e Franco Giampaoletti, da poco nominato direttore generale del Comune, vennero a cena con noi all'hotel Forum».
E come andò?
«Dissi a Grillo, che stava con Bonafede, che questi due signori volevano conoscerlo. E lui disse di sì. Senza problemi. Dico questo perché non è vero che il Beppe mette lingua dappertutto. Nel caso di Lanzalone non fu così».
E chi lo portò a Roma?
«Fraccaro e Bonafede, che ai tempi avevano la delega agli enti locali. Anche a questi due ragazzi cosa vogliamo dire? Stavano in Campidoglio per dare una mano, e mancavano alcune figure, per puntellare questa benedetta sindaca che a volte ascolta e altre no. Io in Campidoglio, alla mia età e con la mia storia, più di una volta ho dovuto tirarmi su la camicia ed essere paziente».
Poi se ne andò soprattutto per colpa dello strapotere di Lanzalone?
«Io sono sincero: non ho mai avuto una simpatia particolare per lui, avevo comunque un impegno di un anno. Però quando si lavora in squadra e c'è un capitano sono abituato a rispettare i ruoli, anche se non li condivido. Ma a tutto c'è un limite».
Ma era davvero così ascoltato Lanzalone da Virginia Raggi?
«Godeva dell'appoggio totale della sindaca. Su tutto. A che titolo poi non si sa».
Sicuramente fu chiamato per lo stadio della Roma, come consulente.
«Attenzione questo è vero a metà. E' stato soprattutto chiamato per organizzare il concordato in continuità di Atac, una scelta che ho combattuto e ho ostacolato come ho potuto».
Certo, lei da assessore alle Partecipate aveva proposto un'altra soluzione.
«Io insistevo per fare entrare i privati, come Ferrovie dello Stato, dentro l'azienda. Lui, Lanzalone, invece pensava a fare l'avvocato, anzi il super esperto. E forse era più interessato al lavoro che si prospettava per il suo studio. Quindi diedero il via libera al concordato preventivo in continuità, praticamente il fallimento dell'azienda. Roba da matti».
E la sindaca preferì dar retta a lui, invece che a lei, che stava in giunta e aveva la delega alle società. Perché?
«Tra loro era nato un feeling professionale molto forte. Ripeto: non stiamo parlando di uno stupido, è una persona molto preparata, ma troppo esuberante».
Che riuscì a spuntarla.
«Sì, io decisi che era meglio battermi in ritirata. Ho un'età, una storia, ero stato chiamato dal Beppe per dare una mano, ma a tempo e a certe condizioni».
Anche il suo successore alle società Partecipate, Alessandro Gennaro, si è dimesso poco tempo fa.
«Un bravo professionista, avrà avuto le sue ragioni. Io non voglio fare polemiche, proprio non mi interessa. Ho detto già a Grillo quello che penso del M5S».
E cosa pensa?
«Purtroppo nel M5S ci sono giovani pieni di arroganza e supponenza che si sentono Grillo, ma non lo sono. Lui ha un'età, è più grande di me, ha una vita piena di cicatrici, tutto ciò che ha fatto lo ha fatto bene. Ma gli altri?».
Lo ha sentito dopo gli arresti sullo stadio della Roma?
«No. Ho commentato solo con alcuni amici che ho a Roma, che sono rimasti in Campidoglio: nessuna sorpresa. Bastava avere l'occhio lungo. Ora non posso che dire a tutti: good luck».
Simone Canettieri

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.043
Registrato
Stadio, la mail dell'Avvocatura che respinse il super-manager (Il Messaggero, Cronaca di Roma)

E' tutto contenuto in poche e cortesi righe. Il «no» dell'Avvocatura capitolina a Luca Lanzalone è ben stampato in un foglio che ora è sotto chiave. E che potrebbe diventare un tassello importante dell'inchiesta. Si tratta del carteggio - via mail - tra l'allora super consulente della sindaca Raggi e l'ufficio legale del Comune. Nel testo, indirizzato al dirigente Carlo Sportelli, l'ex presidente di Acea scrisse, in poche parole che, «a seguito degli accordi intercorsi ti invio il mio curriculum per il conferimento dell'incarico come consulente». La partita in ballo era quella dello stadio della Roma.
La risposta del numero uno dell'ufficio legale fu però netta: no, grazie, ci dispiace, ma non si può fare. In quanto, è il sunto della replica partita da Palazzo Senatorio, gli uffici del Comune già dispongono di queste professionalità al loro interno. Lo scambio tra i due è del febbraio 2017. E indica due cose: la grande sicurezza di Lanzalone nel muoversi tra gli uffici del Campidoglio e la fretta che ha di ottenere questo incarico. In effetti, in quelle settimane, il Pd si interroga, e molto, sulla figura di questo avvocato di Genova. E soprattutto le opposizioni vogliono sapere a quale titolo sia presente a tutti gli incontri tecnici. Dando anche del «tu» a una serie di dirigenti capitolini.
LA RISPOSTA
La sindaca Virginia Raggi è la prima a spingere per questa soluzione, che però non va in porto, tanto che due settimane dopo incalzata in Aula Giulio Cesare dalla capogruppo del Pd Michela Di Biase dice: «L'avvocato Luca Lanzalone il 10 febbraio ha depositato una comunicazione con la quale veniva da me incaricato di seguire alcune vicende in particolare quella della società Eurnova e quindi dello stadio. E specificava che questa collaborazione si sarebbe formalizzata mediante un accordo con l'assessore all'Urbanistica, che però poi si è dimesso, quindi non ha potuto trovare formalizzazione. La troverà a breve appena il nuovo assessore, i cui atti saranno formalizzati nelle prossime ore o direttamente domani, procederà a questa formalizzazione».
LA TENSIONE
Alla fine però nemmeno questa operazione ci sarà. Tanto che dopo il no dell'Avvocatura, Raggi prova a trovare un'altra formula per inquadrare il suo mister Wolf, trovando mille difficoltà. Di Biase dai banchi dell'opposizione commentò così la vicenda: «La sindaca non risponde, anzi nel suo intervento chiarisce che non c'è alcun incarico formale per l'avvocato Lanzalone ma una semplice comunicazione da lui indirizzata alla sindaca. Si tratta di una vicenda poco trasparente».
Contattato da Il Messaggero il capo dell'Avvocatura capitolina Carlo Sportelli dice «di non voler commentare la vicenda».
Simone Canettieri

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.043
Registrato
Dallo stadio ai mercati generali, Montuori e le «delibere Lanzalone» (Corriere della Sera ed. Roma)
Il verbale dell'interrogatorio dell'ex Acea: la sindaca mi voleva nel suo staff


Consulente suo malgrado. Referente del Campidoglio dietro lo scudo della presidenza Acea. Mediatore fra parti contrapposte e revisore delle delibere dell'assessore Luca Montuori. «Mi chiamavano per ogni cosa», dice Luca Lanzalone nel suo interrogatorio. «La Raggi mi ha contattato per occuparmi di stadio con un messaggio whatsApp e poi mi propose di diventare presidente Acea».

Correttore di delibere
Il dossier stadio? Lanzalone non nasconde di aver avuto un ruolo nella formazione di un nuovo parere favorevole in Comune: «Prefigurai — dice alla gip — i rischi di una responsabilità amministrativa» nel caso di cancellazione del progetto. Poi suggerì «di aprire un tavolo di confronto con il proponente». Una volta incontrati gli investitori americani e trovata la soluzione, Lanzalone si attivò con Luca Montuori, assessore all'urbanistica: «Su quella soluzione — dice alla gip — si costruì la delibera che approvava il procedimento». L'atto del Campidoglio fu confezionato nello studio dell'avvocato grillino: «Montuori ci mandò la bozza di questa delibera, se potevamo darci un'occhiata per due o tre perplessità». Spiega ancora Lanzalone: «I collaboratori dello studio ci diedero un'occhiata, la reinoltrai a Montuori con qualche modifica e poi andò in aula e venne approvata».

L'altra delibera
L'assessore sembra dipendere da Lanzalone. Il progetto di riqualificazione degli ex Mercati Generali, ricorda l'avvocato, viene elaborato ancora una volta dal suo studio: «Mi ricordo una e-mail di Montuori per una cosa che non c'entra niente Parnasi, mi pare dei Magazzini (Mercati, ndr) generali che aveva ripreso in mano. Mi disse "Ah, io vorrei fare questa delibera in questi termini, secondo te si può fare?"». La questione si sarebbe risolta positivamente a settembre 2017, grazie al parere legale: «Diedi questa indicazione a Montuori, fece la delibera in quel senso lì e la questione si risolse». Anche sulla ex Fiera Lanzalone tenta di far dialogare Parnasi e Montuori: «Parnasi mi disse "Io sarei interessato a fare un'operazione simile a quella dello stadio". E Montuori Mi chiese: "Come facciamo a superarla (la vecchia delibera, ndr)?"»

Le mediazioni
Lanzalone funge da mediatore fra i vertici della As Roma e il Campidoglio. Baldissoni ha bisogno di una risposta? «Mandai un sms a Giampaoletti (direttore generale del Comune, ndr) — dice l'avvocato grillino — "ti sta cercando Baldissoni, guarda un pò se riesci a fissargli 'sti cavoli d'incontri». Luca Bergamo deve incontrare James Pallotta in Comune? Lanzalone parla col presidente giallorosso allo stadio e fissa l'appuntamento, invitando anche Luca Parnasi. Alla gip che lo incalza sulla contropartita offerta da Parnasi, il professionista risponde in due modi. Da un lato valorizzando l'assenza di incarico formale da parte del Campidoglio e dall'altro parlando di «rapporti di amicizia» che si erano «innestati con una serie di esponenti della amministrazione cittadina». Sostiene Lanzalone che la maggior parte delle occasioni di contatto si creavano per via del suo ruolo in Acea.

«Posso chiedere tutto»
Il superconsulente conferma: fu la Raggi a contattarlo per dargli un incarico: «Mi diceva se poteva chiamarmi, che aveva ricevuto i miei recapiti dal sindaco di Livorno Nogarin». La sindaca, dice, Lanzalone gli prospettò di entrare in Comune dalla porta principale: «Mi propose di entrare nel suo staff». La gip Tomaselli gli ricorda un'intercettazione: «Proprio perché siamo funzionali a raggiungere il risultato possiamo chiedere quello che vogliamo...». Lanzalone ridimensiona: «Bè fino a un certo punto...cioè in base a quello che sarà l'esito mettiamo un premio di risultato nel nostro onorario».

Discussione precedente - Discussione successiva