Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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arturo

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robylele

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Citazione di: MTL il 22 Giu 2018, 09:33
Terza riflessione: l'aumento di capitale del trigoria non è andato bene. Ed il mercato finanziario "sente" sempre la puzza di bruciato in anticipo....

in che senso? Puoi chiarire meglio?  :beer:



zorba

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Ha fatto prima la Procura torinese a chiedere il rinvio a giudizio della Appendino piuttosto che quella romana a fare altrettanto per Virginiuccia pora stella...

:=)) :=)) :=))

galafro

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Citazione di: robylele il 22 Giu 2018, 11:36
in che senso? Puoi chiarire meglio?  :beer:
Dell'aumento di capitale proposto solo sei milioni sono stati raccolti sul mercato.
Nel precedente aumento era stato collocato il100%

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Crocodile

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Citazione di: robylele il 22 Giu 2018, 11:36
in che senso? Puoi chiarire meglio?  :beer:

L'AdC serviva per coprire i costi di esercizio.

Non è stato sottoscritto.

Se lo stadio slitta di un anno, mi viene da ridere.

galafro

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Citazione di: Crocodile il 22 Giu 2018, 11:58
L'AdC serviva per coprire i costi di esercizio.

Non è stato sottoscritto.

Se lo stadio slitta di un anno, mi viene da ridere.
Comunque gran parte dell'adc era già stato versato da Pallotta. Oramai il periodo delle vacche grasse è terminato pure per i luridi e questa sessione di calcio mercato lo dovrebbe sancire con la politica di largo ai giovani sperando secondo loro di rimanere comunque nel lotto delle prime quattro

Il nostro Giorgione

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L'Avvocato Gianluigi Pellegrino, tra i massimi esperti di Diritto Amministrativo ha rilasciato un'intervista al portale per fare chiarezza sugli aspetti giuridici della questione relativa allo Stadio della Roma. Queste le sue parole.

Partiamo da alcune sue recenti dichiarazioni. In una recente intervista alla Gazzetta, lei ha dichiarato che si è fatta confusione tra il piano penale e quello amministrativo. Perché?

"Dovremmo sempre tutti avere a mente che non tutto ciò che è sbagliato è reato e non tutto ciò che è reato comporta che siano stati necessariamente assunti atti amministrativi illegittimi, atteso che esistono ipotesi di reato di pubblici funzionari pure gravi ma che non derivano da atti illegittimi. In particolare, nel nostro caso, da quanto è emerso dagli organi di stampa, ma bisognerebbe poi leggere le carte nel dettaglio, le ipotesi di corruzione che vengono contestate non sono volte ad ottenere assensi che altrimenti non era per legge possibile ottenere ma se mai per facilitare e accelerare atti comunque legittimi. Questo farebbe sì che si tratterebbe di corruzione impropria che ha una sua gravità, sia penale che sociale, ma presuppone la legittimità degli atti e che la procedura per l'approvazione dello Stadio sia illegittima: quindi in questo caso l'iter potrebbe proseguire a prescindere dal processo penale. Se invece le indagini penali manifestassero un'illegittimità degli atti amministrativi ,l'amministrazione dovrebbe senz'altro valutare di ritirali. Un piano ancora diverso è poi quello della responsabilità politica. Il Sindaco Raggi non è certo colpevole di nulla se ha deciso di mettere una persona di sua fiducia nell'amministrazione di Acea e però se poi quel prescelto dovesse risultare che ha accettato regalie da terzi interessati a rapporti con il Comune allora c'è un evidente profilo di responsabilità politica e morale evidentissimo anche in capo al Sindaco. Tenere distinti i piani aiuta a capire e capire aiuta sempre."

In merito al reato configurato dai pm, tra gli altri anche la corruzione, lei ha fatto una distinzione tra propria ed impropria. Ci spiega la differenza?

"Corruzione propria è quando si paga un pubblico funzionario  per ottenere una cosa contro legge: una concessione edilizia per costruire una casa dentro al Colosseo. Per Corruzione impropria, invece, si intende quando si paga il funzionario per ottenere un provvedimento che comunque si poteva o si doveva ottenere per legge. Pago quindi per agevolare o per evitare ostacoli. Commetto un reato ma gli atti non solo illegittimi."

In merito a questo, quali possono essere i rischi più concreti per l'iter burocratico?

"Ormai il Comune, attraverso il Sindaco, che è stato sentito più volte, dovrebbe avere in mano tutti gli elementi  per capire cosa avrebbe scoperto la Procura. Se non ci sono illegittimità amministrative negli atti non esistono rischi amministrativi concreti sulla procedure per l'approvazione dello Stadio. Se poi il Comune ci vuole comunque ripensare, allora si torna sul piano politico amministrativo e non sul piano della legittimità."

Quindi l'iter amministrativo si blocca fino alla decisione del Giudice Penale?

"Assolutamente no e sarebbe sbagliatissimo se fosse così. Bisognerebbe vedere quali sono le  imputazioni penali e a quel punto trarre responsabilmente le conseguenze. E' necessario guardare il merito. Il fatto che ci sia un processo penale non vuol dire niente in sè. E' importante capire cosa è contestato dal giudice penale e come è contestato. Perché se non è nemmeno contestato che gli atti siano illegittimi non c'è ragione di metterli in discussione dal punto di vista della legalità. Se poi si vogliono mettere in discussione per scelta politica ritorniamo al discorso di prima."

Da questa storia emerge ancora una volta il ricorso alla corruzione come strumento per velocizzare i processi amministrativi. La semplificazione normativa di cui tanto si parla, secondo Lei potrebbe essere una possibile soluzione al problema?

"Basterebbe applicare le norme semplificatrici che già esistono come ad esempio quelle sullaConferenza dei Servizi  che imporrebbero a tutti gli enti  di esprimersi su una istanza in modo rapido, chiaro e contestuale. E invece questa norma è una delle più violate ed eluse in Italiaperché ciascuna amministrazione si riserva di rispondere a tempo proprio e alla fine le conferenze vengono sempre rinviate. Quindi più che di ennesime riforme e nuove leggi, basterebbe applicare davvero quelle esistenti."

Per chiudere, secondo Lei , la Roma quando avrà il suo Stadio?

"Sappiamo che per opere così grosse, se ci sono emergenze o obiettivi tipo i mondiali, siamo un paese che riesce a lavorare rapidamente; ma solo sotto stress. In assenza  di emergenza invece abbiamo sempre procedure lunghe a volte infinite. La paura dell'inchiesta poi può fare il resto."

Il nostro Giorgione

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Scusate, sono monomaniaco, lo so. Ma questa vicenda enorme del merdodromo non può passare così. L'attività di disinformazione è ossessiva.

Prometto che non rompo più i marroni sino a domani:

La corruzione nelle attività discrezionali della P.A. alla luce della riforma di cui alla legge n. 190/2012 (Cass. pen., Sez. VI, 4 giugno 2014, n. 23354)
Il  reato  di  corruzione  propria  (articolo  319  c.p.)  è  configurabile  anche  quando  si  verta  in  ipotesi  di  atto  discrezionale,  e  non  solo  quando  oggetto  di  mercimonio  sia  un  atto  doveroso,  giacché  la  norma   incriminatrice   è   chiamata   a   sanzionare   
anche   l'uso   distorto   della   discrezionalità   amministrativa,  cioè  il  procedimento  condizionato  non  già  da  un  percorso  di  attenta  e  imparziale  comparazione  tra  gli  interessi  in  gioco,  ma  dalla  percezione  di  un  indebito  compenso  affinché  venga  raggiunto  un  esito  determinato.    Ciò  che  rileva,  in  tal  caso,  per  la  configurabilità  della  corruzione propria, è la vendita della discrezionalità amministrativa, con la conseguente rinuncia a una   piena   e   indipendente   verifica   della   soluzione   finalizzata   al   migliore   soddisfacimento   dell'interesse pubblico esistente nel caso di specie. L'atto  contrario  ai  doveri  dell'ufficio  consiste  proprio  nella  rinuncia,  dietro  compenso,  ad  una  discrezionalità  che  invece  dovrebbe  essere  appieno  dispiegata,  a  prescindere  dalla  illegittimità  dell'atto  secondo  gli  ulteriori  parametri  della  relativa  valutazione.  La  norma  penale  sanziona  la  precostituzione  di  una  scelta  perché  rispondente  alle  finalità  del  corruttore,  senza  occuparsi  della  rispondenza agli scopi dell'Amministrazione.  Non   può   automaticamente   e   sempre   qualificarsi   come   contrario   ai   doveri   di   ufficio   l'atto   discrezionale oggetto di indebita retribuzione, giacché, diversamente, ne deriverebbe la sostanziale abrogazione  dell'articolo  318  c.p.  relativamente  agli  atti  amministrativi  di  natura  discrezionale.  Per  l'effetto, al principio in forza del quale il mercimonio dell'atto discrezionale configura la corruzione
propria,  deve  ammettersi  una  eccezione:  si  deve  cioè  ravvisare  solo  la  corruzione  impropria  nei  casi in cui risulti che l'atto amministrativo adottato risulti sicuramente identico a quello che sarebbe stato  comunque  adottato  a  tutela  del  pubblico 
interesse,  con  il  medesimo  contenuto  e  con  le  medesime  modalità,  cosicché  in  tal  caso  il  pagamento  corruttivo  ben  potrebbe  considerarsi  ininfluente  sulla  conformità  dell'atto  ai  doveri  di  ufficio,  consentendo  appunto  di  ricondurre  la  fattispecie nel paradigma della corruzione impropria.


Fossi un funzionario responsabile del Comune, io non firmerei comunque più neppure i protocolli in entrata, se appena appena connessi al merdodromo....

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arturo

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Bravo il nostro Giorgione!
Altro che corruzione impropria!
Se Prosperetti non toglie il vincolo, col cazzo che chiudi la conferenza dei servizi.

NEMICOn.1

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"Corruzione propria è quando si paga un pubblico funzionario  per ottenere una cosa contro legge...

Tipo togliere il vincolo e il ponte ???

Yanez_de_Gomera

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Mi sembra  che l'avvocato confonda un po' le acque. Se un medico dell'ospedale prende 100 euro sottobanco da un paziente  per firmare la cartella clinica dopo 2 minuti anziché dopo due mesi, non per questo il contenuto della cartella clinica ne risulta falsato. Se la mazzetta serve a dichiarare una malattia inesistente, la pensione di invalidità del paziente viene sospesa, il medico va sotto processo e il paziente restituisce pure i soldi allo Stato.

cry

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Citazione di: paolo71 il 20 Giu 2018, 15:01
se è per questo abbasterebbe solo una squadra...altro che 2 stadi...
e lasciamo quella che vince.
100%

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Redazione Lazio.net

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Stadio, le contestazioni dei pm al dg Giampaoletti (Corriere della Sera - ed. romana)

«Discrasia» sul ruolo di Lanzalone in Campidoglio. L'ex Acea resta ai domiciliari: «Gravi indizi su di lui»

Fulvio Fiano

Personaggio di secondo piano nell'inchiesta sullo Stadio della Roma, il direttore generale del Campidoglio, Franco Giampaoletti, ha nondimeno convogliato su di sé le attenzioni della procura per alcune dichiarazioni rese da Mauro Baldissoni (dg della As Roma) e Luca Caporilli (stretto collaboratore di Luca Parnasi) che forniscono « coerentemente con quanto emerso dalle intercettazioni una rappresentazione diversa su alcuni punti di non secondario significato» rispetto a quanto messo a verbale da Giampaoletti stesso. A questo si aggiungono le dichiarazioni della Raggi, che nel suo secondo verbale di testimonianza ha ricordato come fu Luca Lanzalone a indicarle Gianpaoletti per il ruolo di dirigente generale.

Il tema dunque è quello del ruolo di Lanzalone nel dossier Stadio e riguardo alle sue «interferenze» nelle scelte del Campidoglio. A Giampaoletti, il 20 giugno, i pm chiedono di «precisare le ragioni di questa discrasia» tra la sua testimonianza e quella di Baldissoni—Caporilli: «Sono intervenuto nel marzo del 2017 e la fase cruciale della trattativa sullo Stadio si è svolta in una fase precedente», dice Giampaoletti, che in questa vicenda resta solo una persona informata dei fatti. Il pm Barbara Zuin e l'aggiunto Paolo Ielo vogliono però definire fino a quando l'avvocato grillino, divenuto presidente Acea nell'aprile 2017, ha continuato a seguire il dossier Tor di Valle. E partono da una dichiarazione di Baldissoni, che nella sua audizione da testimone ha ricordato: «Lanzalone ci fu presentato dalla sindaca Raggi come referente per lo Stadio nel gennaio 2017 e fino a oggi niente ci ha fatto pensare che non lo fosse più».

Su questa base, Giampaoletti conferma così che nel 2018 ci sono state almeno tre riunioni, l'ultima, decisiva a maggio, alle quali ha partecipato Lanzalone e che fino a poche settimane fa, l'avvocato «mi ha rappresentato l'angoscia della Roma e di Baldissoni per i tempi di sviluppo del procedimento». Allora la procura chiede se mai Lanzalone abbia interrotto la sua consulenza sullo Stadio e il dg capitolino risponde: «Vi è stata una disponibilità dell'avvocato a continuare a dare supporto, sicché quando noi avevamo bisogno della sua presenza lui partecipava alle riunioni». In particolare, Lanzalone avrebbe continuato a «supportare il Comune nelle valutazioni tecnico-amministrative sino alla scelta della procedura da seguire per l'approvazione della variante (aprile 2018)». Secondo Giampaoletti, la Roma spingeva per la procedura d'urgenza, mentre «io e i miei tecnici ritenevamo più corretta la procedura ordinaria e Lanzalone ha sostenuto la nostra tesi». Il dg ammette poi di aver continuato a confrontarsi con il presidente Acea «ma solo per avere la sua opinione e senza richiedere una sua partecipazione attiva alla decisione».

Ieri, intanto, la gip ha respinto l'istanza con cui Lanzalone chiedeva di lasciare i domiciliari: «Persistono i gravi indizi di colpevolezza e non sono mutate le esigenze cautelari».


WhiteBluesBrother

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La notizia sta sparendo dai radar. Speriamo in una seconda ondata di provvedimenti cautelari che allarghi il cerchio... e che qualcuno vuoti TUTTO il sacco.

zorba

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 23 Giu 2018, 09:52
La notizia sta sparendo dai radar. Speriamo in una seconda ondata di provvedimenti cautelari che allarghi il cerchio... e che qualcuno vuoti TUTTO il sacco di merda.

Giusto per la precisione...

:=))

:asrm

Il nostro Giorgione

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IL TEMPO (F. M. MAGLIARO) -  Procura a parte, il cui lavoro, non concluso, al momento non pare rilevare dubbi in merito alla validità degli atti prodotti, sul progetto Stadio della Roma si presentano una serie di nuove incognite che potrebbero portare a un lungo rallentamento dell'iter, riportandolo, di fatto, all'anno di grazia 2016 cioè all'avvio della prima Conferenza di Servizi decisoria. E, da un punto di vista economico, con un danno sia per la Capitale - in termini di investimenti, opere pubbliche, tasse, economia cittadina - stimabile per difetto in un miliardo e 200 milioni di euro e per la società sportiva Roma in almeno una sessantina di milioni di euro. Andiamo per ordine. Ci sono almeno due aspetti nella delibera di pubblico interesse della Raggi, votata il 14 giugno 2017, che la rendono difficilmente attuabile e che, quindi, ne consiglierebbero la totale riscrittura.

GLI STUDI SUL TRAFFICO E IL PONTE DI TRAIANO - Dopo le intercettazioni trapelate in questi giorni, da cui emergono con chiarezza le falle della mobilità privata con la cancellazione del Ponte di Traiano e i relativi studi sui flussi di traffico a dir poco ottimistici, molti consiglieri comunali (e molti funzionari capitolini) hanno chiesto nuovi approfondi- menti: cioè di rifare questi studi (magari affidandoli a una società terza a spese dei proponenti) e capire se, davvero, il Ponte di Traiano serva o meno. Negli studi presentati si esaminano due scenari (7.30-8.30 di mattina feriale in ingresso al Business Park; 19.30-20.30 di pomeriggio infrasettimanale in ingresso al- lo Stadio) ciascuno dei quali con tre simulazioni: con il solo Ponte di Traiano; con il solo Ponte dei Congressi; senza nessun ponte. L'idea è inserire una quarta variabile (tutti e due i Ponti costruiti) e incrementare gli scenari di orario sia in ingresso allo Stadio sia, soprattutto, in uscita da Tor di Valle dopo  una partita, considerando anche che gli incontri si possono disputare 7 giorni su 7 con orari di inizio dalle 12.30 alle 21.00. Ecco il problema. Se i nuovi studi evidenziassero la necessità di reinserire il Ponte di Traiano, si aprirebbe la prima falla nella delibera Raggi di pubblico interesse che, rispetto a quella Marino, eliminava il Ponte di Traiano dal novero del- le opere pubbliche (insieme al finanziamento per la Metro) pur di giungere al taglio delle cubature.

LA DESTINAZIONE DEI SOLDI PER IL TRASPORTO - Secondo problema: il contributo costo di costruzione. È la parte cash delle tasse che il costruttore paga al Comune (l'altra sono fogne, strade, illuminazione e via dicendo). Questo contributo viene calcolato sulla base della cubatura edificata ed è stato stimato dalla Raggi, nella sua delibera, in 45 milioni di euro (nella versione Marino la stima era di almeno 53 milioni: ovviamente più cubature, più tasse). La Raggi ha vincolato espressamente la destinazione di questo contributo al «miglioramento dell'offerta e del servizio di trasporto pubblico su ferro prioritariamente attraverso l'acquisto o eventualmente attraverso il "revamping" di treni sulla ferrovia Roma-Lido». La destinazione di questo Contributo spetta per legge al Consiglio comunale e può essere destinata a coprire qualsiasi spesa in qualsiasi parte della città, non per forza, quindi, riservata allo Stadio. Il dettaglio diabolico: nella delibera non è stato previsto nessun piano B. I soldi vanno alla Roma-Lido. Punto. Solo che la Regione Lazio, proprietaria della linea, ha annunciato la decisione di dar seguito alle norme europee e di mettere a bando il servizio viaggiatori a partire dal 2019 per i successivi 7 anni. Atac, che oggi effettua questo servizio, non potrà partecipare al bando. Se il concordato fallimentare sarà accolto, Atac sarà in amministrazione controllata. Se sarà bocciato, sarà in fallimento. E, in ogni modo, es- società in house del Campidoglio, non potrà partecipare alla gara. Ora c'è la corsa a mettere l'ennesima toppa: il direttore generale del Comune, Giampaoletti, starebbe verificando con la Regione se questi soldi possono essere comunque girati sulla Roma-Lido con una apposita convenzione.

POSSIBILE NUOVA DELIBERA - Due falle dunque - destinazione del contributo costo di costruzione e ripristino del Ponte di Traiano - che potrebbero obbligare la Raggi a riscrivere la sua delibera, aprendo un problema politico: soldi per il Tpl e Ponte tagliato sconfesserebbero totalmente l'intera architettura urbanistica che i 5Stelle hanno voluto imporre al progetto Stadio, stravolgendo, pur di assecondare le promesse fatte in campagna elettorale, un progetto da 1,7 miliardi di euro di investimenti per ridurlo a meno della metà del valore originario. Politica a parte, però, l'eventuale riscrittura della delibera di pubblico interesse si renderebbe essenziale per evitare nuovi strapppi (o nuove toppe) a un iter già di suo abbastanza stiracchiato. E, nella nuova eventuale delibera, due le soluzioni più semplici: l'incremento di cubature a compensazione per rimediare al reinserimento del Ponte di Traiano (che non necessariamente si tradurrebbero nel ripristino delle tre Torri). Oppure, destinando al Ponte proprio il contributo costo di costruzione, ridefinendo la lista delle opere oggi inserite nel pubblico interesse (18 milioni fra parco, videosorveglianza, pontili e golene) cui aggiungere solo un sostanzialmente modesto sovrappiù di cubature.

NUOVA DELIBERA, NUOVA CONFERENZA DI SERVIZI - Una nuova delibera, però, renderebbe obbligatorio ricominciare con una nuova Conferenza di servizi regionale: sarebbe al limite della follia impiegare una Conferenza aperta sul progetto ver- sione Marino, risolta prima con un no; poi dirottata, a lavori aperti, ad approvare la versione Raggi con il cambiamento di delibera e, magari domani, a riapprovare una terza versione del progetto con una terza delibera.

I COSTI: 1,2 MILIARDI PER LA CITTÀ, 30 MILIONI L'ANNO PER LA A. S. ROMA - Tutto questo gioco ha un costo: in termini di tempo e di soldi. La Roma stimava in 30 milioni di euro gli introiti annuali minimi stimati dal nuovo Stadio. Questa ipotesi di nuovo iter impone una perdita di tempo di due anni minimi (fra quanto già perso e quanto sarà necessario per ritornare al punto ante inchiesta). Per la città, la stima è complessa e fra gli 800 milioni in meno del valore del progetto, la diminuzione di tasse locali (140 milioni anno) e l'investimento in termini di costruzioni (350 milioni l'anno) siamo a oltre 1,2 miliardi di euro solo per il primo anno.

CodyAnderson

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Dagli atti (quanto scritto sul forum non ho letto il documento) emerge che su almeno due punti ossia il ponte e il relativo problema traffico e il vincolo paesaggistico si sono oliati i meccanismi e, nel caso del ponte, sono state omesse informazioni o comunque servirebbe verificare le stime sulla viabilita' alla luce di alcune intercettazioni.

Penso che questo basti ed avanzi per invalidare il procedimento.

kelly slater

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https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/22/stadio-roma-la-testimonianza-di-berdini-lanzalone-aveva-funzioni-di-assessore-per-la-questione-dellimpianto-sportivo/4445535/


IL CAMBIO DI LINEA DOPO LE DICHIARAZIONI DI TOTTI – Berdini racconta ai pm che inizialmente "lo studio Lanzalone, per intero coinvolto nella vicenda, aveva formulato un parere molto argomento favorevole alla posizione del comune, poiché asseriva che la Roma e il gruppo Parnasi non avrebbero potuto avanzare pretese risarcitorie nei confronti del Comune". Ma a un certo punto, le cose cambiano: "Una domenica il giocatore della Roma, Francesco Totti, rese pubblicamente una dichiarazione di esortazione alla realizzazione dello stadio. La sera stessa, il vicesindaco Luca Bergamo mi telefonò rappresentandomi la necessità di cercare una mediazione con la Roma, per confermare la dichiarazione di pubblico interesse del nuovo stadio". A quel punto, secondo Berdini, iniziano le riunioni di "mediazione" in Campidoglio con il dg dell'As Roma, Mauro Baldissoni, e il patron di Eurnova, Luca Parnasi. "A dette riunioni – ricorda Berdini – forse solo ad alcune di esse, parteciparono con mia sorpresa anche Bonafede e Fraccaro".

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kurt

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La soprintendente con il nome impronunciabile era contraria a qualsiasi tipo di opera che comportasse di mettere mano alle tribune dell'ippodromo. Viene sostituita con Prosperetti che invece il vincolo lo toglie. Su quali basi si è deciso l'avvicendamento?
Aldilà del ponte, la viabilità,  la conferenza dei servizi,  la raggi,  lanzalone e i cazzi che se li frega, il momento decisivo di tutta la vicenda (per me che la vedo da lontanissimo) è questo: senza il via libera della soprintendenza,  il progetto avrebbe avuto uno stop forse decisivo perché il mantenimento delle tribune lo avrebbe stravolto completamente. Mi sembra questo un aspetto che non viene messo sufficientemente in risalto dalla marea di articoli che stanno trattando la vicenda e che invece mi sembra centrale.

trax_2400

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C'è una cosa che non capisco.
La soprintendente Eichberg aveva richiesto di mettere questo vincolo sulle tribune di Tor di Valle.
La votazione sull'effettiva necessità di mettere questo vincolo doveva essere votata da 5 soprintendenti tra cui la Eichberg.
Quest'ultima è stata sostituita da Prosperetti ed alla votazione hanno vinto quelli contro il vincolo 3 a 2.
E' evidente che se la Eichberg non fosse stata sostituita avrebbero vinto quelli favorevoli e sarebbe stato messo il vincolo.
Se Prosperetti è stato messo lì apposta non mi sembra che sia tutto regolare.

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