Conosco molto bene da quando sono nato, per motivi parentali, la realtà di alcune zone cosiddette "rosse" di alcune regioni sempre cosiddette "rosse"; più in particolare parlo del senese propriamente detto (quindi non la zona dell'Amiata) [conosco molto bene per ragioni di vita anche la maremma sia laziale che toscana e l'Amiata ma non ho un pregresso storico che vada più indietro della fine degli anni '80 per cui su queste sorvolo, inoltre su queste zone il discorso è più complesso].
Ora questa zona già dall'inizio degli anni 70 da "rosse" era diventata "rosa" e già dalla fine degli anni '50 poteva già dirsi a-comuniste ma meglio genericamente "rossa", se si esclude per i vecchi che bofonchiavano al latere del "Partito", pur standoci dentro. Zonain cui il PCI sperimentava una blanda socialdemocrazia, un benessere diffuso, una serie di ammodernamenti culturali (soprattutto nell'educazione). Aveva smesso comunque di essere comunista già da inizio anni '60, in quanto il partito svolgeva oramai una funzione principalmente amministrativa di gestione dell'esistente in "meglio", cercando di stimolare in questo modo anche altre zone d'Italia ma senza esportare conflitto. Intendiamoci, di per se niente di male...se hai conquistato il potere nel resto d'Italia...Alla fine la cosa è diventata prassi, consuetudine, normalità...ancora oggi il PD li so i comunisti, cosi per mera consuetudine e prassi in maniera completamente e totalmente avulsa dal dato materiale concreto già da alcuni decenni. Molta gente che li votava il PCI-PDS-DS-PD non è mai stata di sinistra, anzi...ma manco di sinistra come lo si poteva essere in provincia negli anni '40-'50, cioè avanzati sul piano politico sociale ed economico ma ancora indietro sul piano culturale. Era un modo di gestire le cose oramai.