Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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PARISsn

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Citazione di: CityZen il 02 Lug 2018, 14:04
Ahimè no, non credo funzioni così anzi il contrario. Silenzio uguale nessun provvedimento.
Ad esempio: qualcuno ha più parlato dell'accoltellamento di Liverpool? La Uefa ha forse preso dei provvedimenti nei loro cfr? A me non risulta, a voi ? ... Se ci fosse stata una qualsiasi pressione mediatica invece si sarebbero dovuti inventare qualcosa, per salvare la faccia, almeno.
Il silenzio è consenso. E' un lasciar fare. O no?
A me che facciano il loro stadio non mi frega nulla, che lo facciano nel malaffare nell'insicurezza parecchio di più, come cittadina romana, e italiana aggiungo (siamo pur sempre la capitale di questo buffo e astuto paese) non come tifosa della Lazio.

ma non sempre funziona cosi'...prendiamo atto ( e per fortuna ) che c'e gente che compie  il proprio lavoro fregandosene dell'opinione  pubblica e della pressione dei media....e Ielo credo proprio sia  uno di quelli.....ricordate gli adesivi di Anna Frank??? cioe' pure il parlamento europeo ne parlo'...sulla bocca di tutto il mondo ( negativamente) per settimane ma  poi? il procuratore federale ha comminato una  multa ed è finita  li mentre tutti chiedevano penalizzazioni, squalifiche del campo, cacciate dalle coppe ect ect....

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Stadio, corruzione e opere: ora indaga la Corte dei conti (Corriere della Sera ed. Roma)
Tre inchieste dei magistrati contabili, una è sui lavori pubblici che avrebbero penalizzato il Comune

Ilaria Sacchettoni

Dallo stadio della Roma alle speculazioni edilizie su Marino: i progetti di Luca Parnasi e della sua Eurnova potrebbero aver rappresentato un colossale spreco anziché una risorsa. Un danno invece di un vantaggio.

Al momento sono tre le indagini che la procura regionale della Corte dei Conti ha avviato sul costruttore della Eurnova. Intanto c'è un approfondimento legato agli arresti del 12 giugno scorso che dovrà accertare una serie di responsabilità sotto il profilo erariale. Se gli episodi di corruzione fossero confermati (processualmente) sia l'eventuale funzionario capitolino che il consigliere comunale o l'assessore municipale coinvolti potrebbero essere chiamati a risarcire le casse erariali in quanto pubblici ufficiali. Il ragionamento contabile è semplice: la loro slealtà istituzionale ha penalizzato la capitale. Potrebbe insomma verificarsi quello che è già accaduto con «Il mondo di mezzo» quando i pm di via Baiamonti hanno citato sia politici sia funzionari pubblici condannati per corruzione accusandoli di aver procurato un doppio danno alla città, vuoi sotto il profilo del disservizio che sotto quello dell'immagine. In altre parole rischiano, per fare un esempio, sia Michele Civita che Adriano Palozzi, tanto Giampaolo Gola quanto Paolo Ferrara. C'è poi un secondo capitolo che riguarda l'ipotesi di speculazioni edilizie sul territorio di Marino. É il progetto (in progress) per l'edificazione di villini e un centro commerciale da parte della parnasiana Ecovillage srl. Per assicurarsi che il piano decollasse il costruttore chiese aiuto sia a Palozzi che all'ex presidente Acea Luca Lanzalone. Il primo (già sindaco di Marino) avrebbe dovuto assicurargli un via libera politico in giunta, l'altro la sua valorizzazione commerciale. Le due inchieste sono affidate al vice procuratore Massimo Lasalvia che al momento ha sulla propria scrivania sia l'ordinanza della gip Maria Paola Tomaselli che un esposto sulla Ecovillage della Città Metropolitana.

Infine c'è la tranche che riguarda Tor Di Valle, affidata direttamente al procuratore regionale Andrea Lupi. Qui l'ipotesi che viene formulata negli esposti (grillini e dei radicali) è chiara: Tor Di Valle è un pessimo affare per la città. La delibera comunale, approvata dalla maggioranza M5S, si legge nella denuncia, finisce per favorire sotto il profilo urbanistico Eurnova mentre il Comune viene penalizzato anche per le opere pubbliche: poche rispetto a quante ne avrebbe incassate edificando lo stadio altrove.

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Parnasi, slitta il verdetto sulla sua scarcerazione (Il Messaggero)
L'INCHIESTA

ROMA Tutti si aspettavano che la decisione sarebbe arrivata ieri, compreso lui, Luca Parnasi, il patron dello stadio della Roma a Tor di Valle, arrestato per associazione a delinquere e detenuto a Rebibbia. E invece, con una mossa a sorpresa, il gip Maria Paola Tomaselli, dopo avere ricevuto il parere della procura che dà l'ok ai domiciliari, ha preso cinque giorni di tempo per sciogliere il nodo. Proprio nelle stesse ore, è stata fissata in Cassazione l'udienza con la quale i difensori di Parnasi hanno chiesto l'annullamento - «per carenza di motivazione» - dell'ordinanza di custodia cautelare, firmata dallo stesso gip, che ha portato in carcere il loro assistito: l'udienza è fissata l'11 luglio. Gli avvocati Emilio Ricci e Giorgio Tamburrini hanno depositato l'istanza nei giorni successivi all'arresto scegliendo di non fare ricorso al tribunale del Riesame e, nonostante le tante ammissioni messe a verbale dal loro assistito la scorsa settimana, l'istanza è rimasta in piedi. Scelta legittima, ma che potrebbe aver pesato sulla decisione del gip di allungare i tempi della valutazione. Nel frattempo, proseguono gli altri fronti dell'inchiesta: ieri sono stati interrogati in carcere dalla pm Barbara Zuin due collaboratori di Parnasi, Gianluca Talone e Giulio Mangosi, che avrebbero risposto alle contestazioni, questa mattina presenteranno istanza di scarcerazione e la procura farà sapere la propria valutazione a stretto giro. Domani, invece, davanti al Tribunale del Riesame si presenteranno l'ex assessore regionale Pd Michele Civita e l'ex vicepresidente del Consiglio regionale Adriano Palozzi (FI).
I GIUDICI CONTABILI
Anche la Corte dei conti ha deciso di accelerare con le verifiche. Il procuratore Andrea Lupi e il pm Massimo Lasalvia ipotizzano che i pubblici ufficiali a libro paga del costruttore possano aver provocato un doppio danno alla città: erariale e d'immagine per tre indagini diverse. La prima, avviata sulla base di un esposto presentato dalla base Cinquestelle, contraria al progetto, e dai Radicali. Nel mirino, la delibera capitolina che approvava l'interesse pubblico per l'impianto sportivo. Nel secondo fascicolo, i magistrati contabili stanno calcolando quanto l'asservimento di consiglieri e funzionari sia costato alle casse capitoline, soprattutto se il progetto dovesse naufragare. Nel mirino della procura anche tutti gli incarichi che il Comune di Roma ha affidato all'avvocato Luca Lanzalone - ai domiciliari per corruzione - consigliere di punta della sindaca Virginia Raggi per il dossier «stadio». L'ultimo tranche contabile riguarda l'affare Ecovillage. Un'operazione immobiliare nel comune di Marino che prevede la realizzazione di 1.500 appartamenti, un centro commerciale e un parco.
L'ISPEZIONE
Intanto ieri si è attivato anche il ministero dei Beni Culturali, che ha disposto un'ispezione sulle pratiche curate dal soprintendente di Roma, Francesco Prosperetti, coinvolto in un filone dell'inchiesta penale. «Noi facciamo l'ispezione guardando quello che è successo. E facciamo gli applausi e siamo assolutamente a favore di quello che sta facendo la magistratura», ha dichiarato il ministro della Cultura, Alberto Bonisoli.
Michela Allegri
Sara Menafra

WhiteBluesBrother

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Bene bene, li aspettavo i giudici amministrativi...
Adesso provassero a dire che "si procede spediti, è tutto in regola".

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Bonnerone

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Bene!! Vediamo adesso chi avrà il coraggio di portare avanti le pratiche davanti al rischio di danno erariale

arturo

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Esattamente!
vediamo un po' se adesso avranno paura di pagare di tasca propria , come l'hanno avuta , nel non bocciare in toto la pubblica utilità della delibera di Marino.

WhiteBluesBrother

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Gratta gratta...

DIABOLIKVS
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2 days ago · #32273
Avvoltoi sullo stadio
Approfondimento de "L'Espresso" sull'impianto della Roma: Pallotta ritiene che Parnasi gli sia stato imposto da Unicredit e, in particolare, dall'allora ad Paolo Fiorentino e dall'avvocato della banca Roberto Cappelli
La vera storia di Luca Parnasi è la trama di un western all'italiana, scrive Gianfrancesco Turano su "L'Espresso". Dal 13 giugno è in carcere per un'inchiesta della Procura di Roma, con i media che gli danno responsabilità ampiamente superiori al suo effettivo peso nel saloon della politica romana e nazionale. Negli ultimi sette anni, da quando è iniziata la vicenda dello stadio, aveva dato soldi all'intero arco della politica iniziando con la fondazione Farefuturo di Gianfranco Fini per arrivare alla Lega di Matteo Salvini e a Eyu del tesoriere Pd Francesco Bonifazi. Si era coperto con il M5S rampante nella capitale e nell'Italia intera grazie all'inviato speciale di Beppe Grillo da Genova Luca Lanzalone, finito agli arresti. Soprattutto si era consegnato con disciplina e sottomissione alle banche: Unicredit, Popolare di Vicenza, Rothschild Italia.
  Sabato 14 aprile 2018 si disputa il Gran Premio di Formula E. Fra i presenti al Gran Premio, c'è il presidente del Coni Giovanni Malagò, per vent'anni alla guida del Canottieri Aniene. Altri due soci del circolo sul Tevere parlano in disparte. Sono Mauro Baldissoni, direttore generale dell'As Roma, e Parnasi. Non lontano c'è anche il proprietario del club, il bostoniano Jim Pallotta. Lui con Parnasi parla il meno possibile. Da tempo il finanziere statunitense si esprime con grande libertà di pensiero e frequente uso della "E.. word" sull'immobiliarista romano. Lo vede come un ostacolo alla rapida attuazione di un progetto che era stato annunciato in partenza nel 2016. Pallotta ritiene, non a torto, che Parnasi gli sia stato imposto da Unicredit e, in particolare, dall'allora ad Paolo Fiorentino e dall'avvocato della banca Roberto Cappelli, presidente della squadra nel 2011 con un ruolo fondamentale nel passaggio del club dalla famiglia Sensi ai capitali a stelle e strisce della Neep. Pallotta ha dovuto accettare i diktat della banca. Unicredit si trovava nella posizione unica di essere il principale creditore della holding Parsitalia di Parnasi, del gruppo Papalia-Sais ex proprietario di Tor di Valle e della Roma stessa, sia in versione Sensi sia in versione Usa. Salvo i soldi alla Neep, sono tutte eredità dell'incorporazione di Capitalia e di annidi prestiti concessi su ordine di Cesare Geronzi ai costruttori romani. Ma i rapporti fra Pallotta e Fiorentino che si sono deteriorati da tempo.
Il motivo per cui Unicredit è conditio sine qua non nelle vicende dello stadio si trova fra le carte di Parsitalia. Dentro Parsitalia si consuma un bis della vicenda Italpetroli. Come era successo con la holding del presidente scudettato Franco Sensi, i creditori impongono un durissimo piano di rientro all'azionista di maggioranza, Maria Luisa Mangosi, la madre di Luca Parnasi che ha finanziato, secondo norma, il sindaco di Milano Beppe Sala per 50 mila euro. Nell'arco di tre anni dall'agosto 2014, Unicredit risolve il problema dell'esposizioneda 726 milioni (dato 2013) distribuita su 19 controllate di Parsitalia in modo graduale ma semplice. La banca nomina un suo uomo, l'ex Aedes Michele Stella, come manager e attraverso una serie di passaggi tecnici si prende tutto il piatto, rappresentato da appalti per molte centinaia di milioni. A quel punto, Parnasi resta in vita come imprenditore solo perché ha in mano i terreni di Tor di Valle, messi dentro Eurnova e finanziati da Unicredit per una cifra modesta (9 milioni). Ma Parnasi non ha, fin dall'inizio, le risorse per costruire, che devono essere private. A ottobre del 2015 si accorda con la famiglia Pizzarotti e costituisce la Buildit. I costruttori di Parma hanno l'80 per cento. Il resto è di Parnasi e dei fratelli Maurizio e Prospero Calb, romani con residenza monegasca. I progetti da sviluppare sono due, uno è lo stadio.
  Dopo gli arresti alcuni passaggi delicati minacciano il futuro dello stadio. La Procura ha sottolineato che il progetto non è messo a rischio dall'inchiesta. Eppure le ombre restano. È necessario nominare un nuovo presidente di Eurnova dopo che Parnasi si è dimesso dal carcere. Se la sua posizione si aggraverà, potrebbe essere nominato un amministratore giudiziario. Fra gli elementi di possibile ritardo c'è l'inchiesta del pm romano Mario Dovinola che valuta il ruolo di Parnasi nel fallimento della Sais di Gaetano Papalia, ex padrone di Tor di Valle. Il re degli ippodromi sostiene che Parnasi non ha saldato il prezzo di cessione dei terreni alla Sais. «Parnasi», dice Papalia all'Espresso, «ha pagato fino a oggi rate mensili per circa 19 milioni di euro sui 42 milioni complessivi. Per questo Sais ha ancora in pegno la metà del capitale di Eurnova. Mi risulta che l'ultima rata sia stata pagata da Eurnova a marzo di quest'anno». Una sospensione duratura dei pagamenti potrebbe fare scattare una istanza di fallimento da parte della curatela Sais. A quel punto, Parnasi sarebbe praticamente costretto a cedere. Tornando a Papalia, la sua ricostruzione è questa. «Lo stadio è stata una seconda opzione per Parnasi che, sull'area dell'ippodromo, voleva realizzare un complesso residenziale attraversato da canali d'acqua sul modello di Amsterdam, con cubature fino a 300 mila metri. A marzo del 2010 abbiamo firmato un preliminare per 42 milioni più Iva con 600 mila euro di caparra. Tempo dopo gli dissi che ero stato contattato per il nuovo stadio da Rosella Sensi e gli consigliai di partecipare con Tor di Valle alla selezione delle aree avviata da Cushman e Wakefield. Ad aprile 2012 formalizzammo il secondo accordo con una caparra di 3 milioni. Parnasi non li aveva. Li chiese alla Popolare di Vicenza, più altri 5 circa per i costi di startup. Forse non li ottenne. Comunque non me li diede. Così non mi fu possibile pagare il debito con Equitalia che a febbraio 2013 chiese il fallimento della Sais, dichiarato a maggio del 2014, poco dopo la firma del terzo accordo, quello definitivo, per la cessione dell'area a 42 milioni». Nel frattempo, Tor di Valle aveva superato sia la prima selezione, quella delle settanta aree, sia la seconda, quella delle dieci, e aveva vinto dopo essere arrivata in finale con i terreni della Bufalotta (Lamaro-Toti) e di Tor Vergata (Vianini-Caltagirone).
Non c'erano motivi particolari di eccellenza dell'ex ippodromo sulle altre due. Ma c'erano le centinaia di milioni di debito con Unicredit che al tempo governava, di fatto, la Roma. Fiorentino voleva Parnasi e così Baldissoni, Cappelli, Daffina. Anche i fratelli Toti, del resto, erano indebitati con l'ex Capitalia e non erano nella condizione di fare la voce grossa. Caltagirone, che certo non la prese bene, era comunque azionista di Unicredit. Come tale, poteva guardare con favore al risanamento di Parsitalia approvato ad agosto 2014 e chiuso un anno fa, più o meno quando il proprietario della Vianini ha ceduto la sua partecipazione nella banca di Jean-Pierre Mustier. Due mesi prima del fallimento Sais, a marzo 2014, ci fu la presentazione del nuovo stadio in Campidoglio. A dicembre arrivò la dichiarazione di pubblico interesse. Papalia si mostra stupito di parecchie cose. Di come hanno lasciato fallire la sua Sais, ad esempio. O del comportamento di Parnasi. «Dopo la morte del padre, Luca mi ha bloccato il telefono. L'ultima volta ci siamo sentiti per gli auguri di Natale del 2016». Ripartire da capo su un'altra area significa perdere anni. Pallotta non è disponibile e ha i suoi motivi. Secondo fonti riservate, il finanziamento di Goldman Sachs è vincolato ai tempi di realizzazione dell'impianto che andrà sotto l'ombrello della spa Stadio Tdv. Questa società non è collegata all'As Roma ma direttamente alla Neep dello hedge-funder italoamericano e il suo capitale è interamente in pegno a Goldman Sachs a garanzia dei crediti. Insomma le rassicurazioni di Raggi e della Procura rischiano di essere insufficienti. Oggi la situazione sta tutta in un episodio precedente gli arresti. Francesco Totti, uomo-immagine del club, incontra una persona e gli chiede che sta facendo. Quello dice di essere a Roma per una riunione sullo stadio. Risposta: "Ancora co sto stadio". Fulminante. E non è una barzelletta.
(G. Turano – L'Espresso)

BomberMax

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 04 Lug 2018, 08:31
Bene bene, li aspettavo i giudici amministrativi...
Adesso provassero a dire che "si procede spediti, è tutto in regola".


:poof: :poof:

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Dissi

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direi che l'articolo de l'espresso riassume e circostanzia quello che diciamo qui da anni: parnasi è commissariato da unicredit che per rientrare di tutti i suoi crediti l'ha prima spolpato e poi ha organizzato l'affare tor di valle

jp1900

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Citazione di: Dissi il 04 Lug 2018, 10:22
direi che l'articolo de l'espresso riassume e circostanzia quello che diciamo qui da anni: parnasi è commissariato da unicredit che per rientrare di tutti i suoi crediti l'ha prima spolpato e poi ha organizzato l'affare tor di valle
Infatti, non si capisce dove sia la novità.
Se un magistrato si leggesse tutto il topic, troverebbe le risposte a tutte le sue domande...  :=))

novantatreesimo

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Nel frattempo, Tor di Valle aveva superato sia la prima selezione, quella delle settanta aree, sia la seconda, quella delle dieci, e aveva vinto dopo essere arrivata in finale con i terreni della Bufalotta (Lamaro-Toti) e di Tor Vergata (Vianini-Caltagirone).

Qualcuno è in grado di spiegarmi questo passaggio?
Queste selezioni dove e come avvenivano? Erano commissioni della giunta (se sì quale) comunale che vagliavano queste possibilità e hanno infine decretato TdV vincitrice?

Drake

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Citazione di: novantatreesimo il 04 Lug 2018, 10:54
Nel frattempo, Tor di Valle aveva superato sia la prima selezione, quella delle settanta aree, sia la seconda, quella delle dieci, e aveva vinto dopo essere arrivata in finale con i terreni della Bufalotta (Lamaro-Toti) e di Tor Vergata (Vianini-Caltagirone).

Qualcuno è in grado di spiegarmi questo passaggio?
Queste selezioni dove e come avvenivano? Erano commissioni della giunta (se sì quale) comunale che vagliavano queste possibilità e hanno infine decretato TdV vincitrice?
La selezione delle aree è stata fatta da una società privata, la Cushman & Wakefield, per conto della roma. La scelta è stata poi imposta al comune. Una delle tante anomalie del progetto stadio.

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ES

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Selezione = l'area se la sono scelta loro.
Loro = Unicredit.


pape

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l'idea stadio è nata subito a tor di valle, molto prima di quanto poi non fosse scaturito dallo studio di Cushman & Wakefield. Ad esempio http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/roma/2012/12/30/news/stadio_tor_di_valle-49691358/

emi-grato

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Citazione di: Drake il 04 Lug 2018, 11:08
La selezione delle aree è stata fatta da una società privata, la Cushman & Wakefield, per conto della roma. La scelta è stata poi imposta al comune. Una delle tante anomalie del progetto stadio.


Anomalia per anomalia...

Cit. Papalia:
"A marzo del 2010 abbiamo firmato un preliminare per 42 milioni più Iva con 600 mila euro di caparra. Tempo dopo gli dissi che ero stato contattato per il nuovo stadio da Rosella Sensi e gli consigliai di partecipare con Tor di Valle alla selezione delle aree avviata da Cushman e Wakefield."


Da Wiki:
Nel 2007, il Gruppo Exor, il braccio di investimento della famiglia Agnelli, ha acquisito una quota del 71,5 per cento in Cushman & Wakefield, sostituendo così il Gruppo Rockefeller come azionista di maggioranza della società.
(omissis)
L'11 maggio 2015 EXOR ha venduto l'intera partecipazione azionaria che deteneva nella società a DTZ etc. etc...



Così, tanto per approfondire...

WhiteBluesBrother

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Se Lotito li pagasse per uno studio simile, Cushman & Wakefield direbbero che la Tiberina è la migliore area di Roma, d'Italia, d'Europa!
Fig Leave se dovrebbero chiama'...

TheVoice

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 04 Lug 2018, 20:56
Se Lotito li pagasse per uno studio simile, Cushman & Wakefield direbbero che la Tiberina è la migliore area di Roma, d'Italia, d'Europa!
Fig Leave se dovrebbero chiama'...

Oste, com'è il vino?

All'epoca dello studio, in C&W ci lavorava una mia amica....

mazzok

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Citazione di: jp1900 il 04 Lug 2018, 10:38
Infatti, non si capisce dove sia la novità.
Se un magistrato si leggesse tutto il topic, troverebbe le risposte a tutte le sue domande...  :=))

la novità è che adesso deve essere divulgato

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PabloHoney

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Stadio della Roma: the show must go on

di Rossella Marchini
5 luglio 2018

La ricostruzione degli atti che hanno portato all'approvazione dello stadio di Tor di Valle ci parla di procedure urbanistiche sottomesse a investitori internazionali, a banche, a fondi immobiliari, a società sull'orlo del fallimento. Nella totale indifferenza alla qualità del vivere urbano

[... Segue ...]

fonte

ES

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Citazione di: PabloHoney il 05 Lug 2018, 13:46
Stadio della Roma: the show must go on

di Rossella Marchini
5 luglio 2018

La ricostruzione degli atti che hanno portato all'approvazione dello stadio di Tor di Valle ci parla di procedure urbanistiche sottomesse a investitori internazionali, a banche, a fondi immobiliari, a società sull'orlo del fallimento. Nella totale indifferenza alla qualità del vivere urbano

[... Segue ...]

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