Giornalisti che parlano di Lazio....

Aperto da gentlemen, 30 Apr 2014, 19:04

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neogrigio


ES


alasinistra


paolo71

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È uno spiraglio di luce nel buio facciamolo diventare sole.

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pan

quante volte si è scritto "pezzi" così qua sopra, addirittura con le medesime terminologie ("de core").
meglio così.

arturo

Citazione di: paolo71 il 24 Ago 2018, 08:42
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È uno spiraglio di luce nel buio facciamolo diventare sole.

Già fatto, ieri su FB. 8)

novantatreesimo

dove lo leggo l'articolo del glandissimo dotto?

Tarallo

Lo sfogo plateale del presidente della Lazio contro il tecnico

«Simone, te stai sempre a lamentà!» (Corriere dello Sport)

Lotito che cazzia Inzaghi aggiunge un altro capitolo a quello che è ormai diventato un genere letterario con il "padrone" laziale assoluto protagonista

di Giancarlo Dotto

Lotito è questo. Prendere o lasciare. Io prendo. Al netto di certa sua propensione a sfiorare la macchietta e della incontinenza da potere. Il personaggio non si presta a equivoci. Quello che vediamo in pubblico o di straforo coincide con quello che non vediamo. Niente lati oscuri, nulla da scavare. Un estroverso puro, nel senso del pensiero uguale azione. Un tipo alla Aurelio De Laurentiis, ma meno levantino e decisamente più divertente. I suoi sfoghi sono diventati nel tempo un genere letterario. Il suo cazziatone a "Simone" è un topos del genere "qui comando io", una versione non meno feroce e definitiva del "...Perché io so' io e voi non siete un cazzo!". 

Un uomo solo al comando, insomma. Il guaio è quando l'uomo solo al comando è un cretino, un debole o un incapace. Ma Lotito è tutto meno che un cretino, un debole o un incapace. Lotito sa quello che vuole e sa come prenderselo. Non si sforza di essere quello che non è. E non cercherà mai il consenso delle masse. Non farà mai un sondaggio web tra i tifosi per decidere se vendere un giocatore o se cambiare la tappezzeria a Formello. Al massimo delle sue attitudini democratiche chiede un parere a Igli Tare, il più sottovalutato dirigente del calcio italiano. 

Deprecabile forse, odioso qua e là, ma indispensabile. E clamorosamente efficace. In un calcio come il nostro così gravemente malato di acefalia, la gente capace di decidere è rara, a livello di club e di federazione. Lotito gestisce la sua Lazio come avrebbe dovuto fare il suo pavido amico Tavecchio con la Nazionale. Tanto per capirci, Lotito non sarebbe mai rimasto passivo e silente alla vigilia del disastro di San Siro con la Svezia, dopo lo strappo tra Ventura e i giocatori e il mai smentito abbandono del ritiro da parte del tecnico. Avrebbe, minimo, alzato il telefono e, Giampiero invece di Simone, l'invettiva sarebbe arrivata forte e chiara. E, chissà, anche il finale sarebbe forse cambiato. Per restare in ambito capitolino, il cesarismo ha premiato anche la Roma. Non è certo un caso se gli ultimi due scudetti arrivano con presidenti padri e padroni come Dino Viola e Franco Sensi, diversi ma uguali nella gestione egocentrica del club. Si narra a Trigoria delle frequenti sfuriate che arrivano da oltre oceano, ma non è la stessa cosa di quando il capo ti sta addosso anche fisicamente. 

Lotito è questo e i risultati sono dalla sua parte. La telefonata a "Simone" conferma che l'esercizio del potere è anche terrore quando serve. Alzare i volumi, azzerare la dialettica, ridurre la sintassi a poche, inequivocabili esclamazioni, aiuta a ristabilire la chiarezza dei ruoli. "Tu pensa a fare l'allenatore!" sarà anche sgradevole a sentirlo, soprattutto se sei Simone ma anche se non lo sei, ma è il necessario colpo di frusta perché la macchina funzioni. Le moine non bastano, in certi casi sono tossiche. L'Inter di Moratti avrebbe vinto molto di più con una leadership meno propensa ai languori sentimentali. Se io sono il capo e ti pago sono tecnicamente obbligato a diffidare di te che ti fai pagare, perché prima o poi mi presenterai il conto della tua sudditanza. 

Insomma, può piacere o no, ma Lotito è uno di loro, ha l'assenza di pudore e di moderazione tipica dei capi. Infiniti esempi, fuori e dentro lo sport. Da Tamerlano a Che Guevara, passando per Agnelli, Berlusconi o Marchionne, non c'è grandiosità senza qualcuno che si assuma il disumano dovere del comando.

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Alex_k

Non so che pensare del pezzo di dotto. Non sembra neanche scritto da uno scatarro giallomarrone :o

GiPoda

Bel pezzo questo di Dotto.
Bisogna onestamente riconoscerlo altrimenti nn si diventa credibili quando si fa notare il pennivendolismo di tanti suoi colleghi.

arturo

Oggi , quello sterco di Abbate , parla di " turpiloquio " di Lotito.
stammerda.

UnDodicesimo

nel pezzo di Dotto non vedo nulla di cui applaudire.

mi tocca pure leggere degli scudetti delle merde, invece che dei titoli vinti dalla Lazio, come attestato del lavoro svolto da Lotito.

me sa che a forza di essere sparati addosso, pure uno che semplicemente ci mette un dito al culo, fa piacere.

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MisterFaro

Citazione di: UnDodicesimo il 24 Ago 2018, 10:18
nel pezzo di Dotto non vedo nulla di cui applaudire.

mi tocca pure leggere degli scudetti delle merde, invece che dei titoli vinti dalla Lazio, come attestato del lavoro svolto da Lotito.

me sa che a forza di essere sparati addosso, pure uno che semplicemente ci mette un dito al culo, fa piacere.

:hail:


Tutti i titoli della Lazio vinti negli ultimi 20 anni non andavano bene, una parte perché sono con Lotito stesso e gli altri, Scudetto, Coppe Europee, Coppe Italia, Supercoppe Italia, non andavano perché Cragnotti era un noto mollacchione...

trax_2400

Vabbè c'ha dovuto mette in mezzo la riomma perché è difettoso, però la maggior parte degli articoli ne approfittano per infangare Lotito, lui invece  dice quello che è normale dire.

MadBob79

Timeo Danaos et dona ferentes.

A Dotto piace fare il bastian contrario, ergo, ce lo troviamo dalla stessa parte della barricata solo perché gli piace autospompinarsi e adesso ne ha l'occasione. La prosa efficace ce l'ha sempre avuta, questo bisogna ammetterlo senza se e senza ma, ma è una 'ndrocchia come tante altre se ne vedono nel panorama giornalistico sportivo con l'aggravante del pisciomestruismo e l'attenuante di un bagaglio culturale sopra la media del mare de merda in cui naviga allegramente.

A.Nesta (c)

Comunque non so se avete letto il Tweet di Piccinini...

arturo


A.Nesta (c)


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meanwhile

oh cazzo... ma l'anno scorso gl'abbiamo messo una bella paura davvero a sti nzonzi.
mi sa che anche questi ancora si chiedono "e se Caicedo.." e allora st'anno meglio cominciare per tempo a rompere le palle.
bene così, ho deciso che mi piace sta guerra, missione primaria continuare a rompere il cazzo, poi si vedrà quello che viene.

Daje Simone, bello de casa!  :since  :asrm

ps:certo che anche voi, leggere i tweet di piccinicchio


Buckley