Citazione di: sergione il 19 Ott 2018, 16:45
Entro a gamba tesa sul duopolio Salvini Di Maio. Non sono un politologo ma da quel poco che ho visto finora ( intendo provvedimenti effettivamente portati a casa), qualora questo scudo fiscale venisse cancellato e qualcuno fosse ancora convinto che tra i due e' Salvini a dettare la linea, vuol dire che di politica ne capisce anche meno di me.
Premessa: questo governo non ha una linea in termini di interventi strutturali, fa molte chiacchiere e pochi provvedimenti. Quindi una linea strutturale NON C'E'.
E questo perché, come dicevo quando sostenevo che questo governo fosse contro natura (cosa che ancora credo), sul piano strutturale non c'è compatibilità tra le due forze in campo.
C'è la rappresentazione, l'immaginario, la propaganda accompagnate da interventi amministrativi marginali, fatti particolari erti a simbolo. Una modalità evenemenziale di governare.
Su questo ambito Salvini ha dettato e detta ancora la linea: migranti, sicurezza, scontro sovranista con l'europa.
I 5S hanno faticato molto a stargli dietro ma oggi iniziano a perdere le staffe (e la tenuta del gruppo parlamentare) perché su troppi temi hanno dovuto assecondare l'alleato: Tap, sicurezza, migranti stessi.
Tanto da avere la necessità di aprire uno scontro interno sulla finanziaria e in particolare sul condono, indigeribile per i pentastellati e la retorica su cui si sono costruiti.
Se si semplifica unificando lega e 5S e i rispettivi elettorati come fa James a mio avviso non si coglie quanto sta avvenendo oggi.
E' vero che parte dell'elettorato grillino si è salvinizzato in questi mesi, ma pensare che ciò riguardi il 28% dell'elettorato è a mio avviso un madornale errore analitico.
Lo zoccolo duro grillino è vivo e vegeto è ha ingoiato i bocconi amari in attesa che la finanziaria riequilibrasse l'azione di governo finora vista.
Il punto è che però la finanziaria, a differenza del caso diciotti, non è un evento ma un intervento strutturale. Non a caso qui casca l'asino, non a caso qui si ha la prima mini-crisi di governo che a stento riescono a gestire ed è ancora a rischio esplosione.
Come fa notare Giorgetti su Repubblica però è ancora Salvini non solo a dettare la linea, ma anche a tenere ben salda la spina che tiene in vita il governo.
Se si dovesse tornare alle urne una cosa è certa, anche se i 5S non dovessero drammaticamente crollare: il governo non li riguarderebbe.
Mentre Salvini, a restar bassi, raddoppierebbe seggi e peso politico.
E questo conta molto quando vai a fare le trattative politiche per le prossime alleanze, a destra ma non solo.
Non ne ho una convinzione ferrea, ma a me sembra che il timer di questo governo sia già partito e segni il suo termine dopo le europee, soprattutto se i grillini dovessero perdere una quota considerevole di voti.
A quel punto Salvini potrebbe pretendere un rimpasto di governo (già in discussione dietro le telecamere, rischiano diversi ministri pentastellati, in primis Toninelli) e mettere una posta appositamente troppo alta.
A quel punto si prepara, elezioni o no, un bel governo con Salvini premier.