Presente a Lazio-Milan 2-2 (dicembre 1982) e Lazio-Catania 2-1 a giugno 1983. Anni di B che sembravano Champions League, solo che invece che Messi e Ronaldo avevamo di fronte Crialesi e Cantarutti. Ma non importa, con noi c'erano Bruno Giordano e Vincenzino D'Amico, il resto non contava nulla. Anni '80 di fenomeni presunti e reali, 'Batisamba' Batista che ci fece sognare per un giorno di essere più forte di Falcao. Il talento a singhiozzo di Michelino Laudrup, Long John presidente e poi Fascetti, bomber Fiorini a Lazio-Vicenza, il derby di Paoletto di Canio che sbattè in faccia ai trogloditi il concetto che noi, nonostante tutto, esistevamo ancora e ci saremmo sempre stati. Sempre. Sarà che ero giovane, ma non riesco a ricordarmi quegli anni come un medioevo. Al contrario, furono anni leggendari e fieri, anche se avari di soddisfazioni. Certo, da Calleri in poi ci siamo tutti divertiti di più negli anni a venire, ma nel mio pantheon di tifoso c'è posto anche per eroi come il baffuto Vella e Podavini, per dirne solo due.