Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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ES

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Citazione di: TheVoice il 31 Ott 2018, 23:56
Ehhh... te pare a te, mica agli inquirenti.

Che, stando a quello che si legge, si sono fermati agli imprenditori, ai politici e agli amministrativi (o pseudo tali).

Abbanga e ammerda dormono sonni tranquilli, al momento.

Il progetto un po' meno, nonostante quello che scrive er prezzolato magliaro...

Già, questo poi è altro argomento ancora.
Questa ridda di pressioni, corruzioni, andava a favore di chi?
Chiaramente di Parnasi e di Pallotta, presidente della as sterco.
Dunque, chi riceveva vantaggi non sapeva nulla di questo porcaio.
Nemmeno baldissoni, che si intratteneva di frequente col Parnasi.
Credo, a memoria, sia il primo processo nella storia in cui un ricevente favore da atto illecito non solo sia ritenuto fuori da ogni concorso di colpa, ma addirittura nemmeno indagato.

Una barzelletta, ripeto.

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«È stata una mia scelta finanziare in maniera lecita o illecita i partiti» (Corriere della Sera ed. Roma, 1° Novembre 2018)

Stadio Roma, le nuove rivelazioni di Luca Parnasi ai magistrati

Ilaria Sacchettoni

È il 14 luglio scorso e, di fronte ai magistrati, Luca Parnasi, agli arresti, confida segreti e virtù del proprio modus operandi. Un metodo che lo accomuna a quegli imprenditori degli anni Ottanta agili nel distribuire contanti ai maggiori partiti dell'arco costituzionale: «Non facevo mistero — ammette il costruttore — della scelta di finanziare, sia in maniera lecita che illecita, diversi partiti».

Non è l'unica conferma incassata dalla pm Barbara Zuin nel corso di tre interrogatori. Un'altra, importante, riguarda il ruolo strategico rivestito dall'ex presidente Acea, Luca Lanzalone, nello stringere rapporti con i vertici del Campidoglio. Lanzalone può vantare un rapporto consolidato con la sindaca Virginia Raggi con la quale dialoga via Whatsapp e che in tre soli giorni accoglie la proposta di nominare Fabio Serini ai vertici dell'Ipa: «Ok grazie vedo subito», è la risposta alla segnalazione del Mr Wolf di Parnasi («Fabio Serini potrebbe essere il professionista idoneo per assumere la gestione dell'Ipa»). Quindi la Raggi chiede al presidente Acea di organizzarle un incontro sull'emergenza idrica con i sindaci dell'hinterland. E Lanzalone: «Caspita, praticamente mi fai da segretaria che onore! Procedo a verificare la disponibilità». Parnasi descrive un Lanzalone «parvenu» bisognoso di presentazioni negli ambienti più influenti: «Gli presentai personalità come Luigi Abete, il professor Laghi (Enrico Laghi, ndr), Paolo Fiorentino amministratore delegato di Carige, Caniggia (Emanuele Caniggia, ndr) e Andrea Abodi (numero uno della serie B candidato a sostituire Carlo Tavecchio, ndr). L'avvocato Lanzalone si rivelerà poi utilissimo nel risolvere un contenzioso fra Acea e una società mista Acea- società del gruppo Parnasi.

Il costruttore è un sostenitore del Pd e amico di Michele Civita, ex braccio destro di Nicola Zingaretti: «Quello che ho fatto per Civita è stato assicurargli e procurargli il voto dei miei familiari e di un gran numero dei dipendenti di società mie». Intanto chatta con Marcello De Vito a proposito dell'avvocato Mauro Vaglio, candidato per i Cinque Stelle al Senato: «Poi un giorno ti presento pure la De Vito brava se ti fa piacere», scherza il presidente dell'assemblea capitolina con il costruttore.

Quanto al rapporto con l'assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti, questo viene presidiato da Lanzalone e dal suo studio. Lemmetti, si lamenta Lanzalone ha la «bulimia» degli incarichi e ambizioni governative: «Fai nominare me ministro...», chiede al presidente Acea. Anche Serini sogna in grande: «Vorrei capire perché Serini — fa notare Lanzalone a un suo collaboratore — pensa che dovremmo appoggiarlo da qualche parte». Dall'informativa dei carabinieri arriva una conferma anche al ruolo giocato dall'ex capogruppo del Movimento, Paolo Ferrara, ascoltato ieri dai pm.

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Stadio della Roma Ferrara dal pm. E spunta la chat Lanzalone-Raggi (La Repubblica ed. Roma 1° Novembre 2018)

Gli sms del presidente di Acea alla sindaca "Mi fai da segretaria" Le manovre di Parnasi per ingraziarsi il M5S

Francesco Salvatore Giuseppe Scarpa

Dalla grande confidenza che l'ex numero uno di Acea, Luca Lanzalone, aveva con la sindaca Virginia Raggi, tanto da chiamarla la sua "segretaria", fino ai corteggiamenti dell'imprenditore Luca Parnasi al capogruppo del M5s in Campidoglio Paolo Ferrara (ieri interrogato in procura) che, nei piani del costruttore, doveva essere il suo cavallo di Troia per accreditarsi dentro la galassia del potere grillino. Per poi ritornare a Lanzalone nelle vesti di spiccia faccende per il costruttore romano in lite con Acea per un debito a cinque zeri. A rappresentarlo è l'informativa finale dei carabinieri di via In Selci agli atti dell'inchiesta per corruzione sullo stadio della Roma per il quale la procura ha chiuso martedì le indagini per 20 persone.
Sindaca segretaria
C'è grande confidenza tra Luca Lanzalone presidente di Acea e la sindaca di Roma Virginia Raggi. Emblematico uno screenshot di una conversazione WhatsApp inserito nell'informativa in cui Lanzalone sponsorizza al vertice dell'Ipa Fabio Serini (poi indagato per corruzione e traffico di influenze illecite insieme a Lanzalone) proprio con la prima cittadina. « Ciao Virginia quello che precede è il cv di Fabio Serini...», scrive Lanzalone il 17 maggio 2017. Poi Raggi rappresenta a Lanzalone tutta una serie di persone che lo vogliono incontrare, chiedendogli anche una serie di date in cui sarebbe disponibile. Il numero uno di Acea gli risponde così: «Caspita, mi fai da segretaria».
Il corteggiamento ai 5 Stelle
Ha le idee chiare Luca Parnasi. E' lui il boss, quello che guida Eurnova e che dispensa in autonomia favori alla politica: « Non facevo mistero con nessuno dei miei collaboratori della scelta di finanziare in maniera lecita o illecita i diversi partiti». L'obiettivo di Parnasi sono, nella Capitale, soprattutto i grillini: « Ho fatto predisporre il progetto ( quello relativo al Lungomare di Ostia, ndr) in ragione della funzione esercitata dal Ferrara, poiché era il capogruppo dei Cinque Stelle al Comune di Roma e per la sua capacità di influire sull'iter amministrativo inerente al progetto Stadio e sui progetti futuri che avevo in animo di realizzare ».
I favori in Acea
Parnasi cerca la collaborazione di Lanzalone, offrendogli consulenze «perché buon canale di contatto con il 5SZ » . In cambio il Mr Wolf genovese, continua Parnasi, «mi chiese di introdurlo nel mondo romano». È un do ut des quello tra i due, che va a toccare anche le casse di Acea, di cui Lanzalone era presidente: « In ragione della presenza di Lanzalone Acea ci è stata meno avversa", spiega Parnasi. La vicenda è quella relativo alla società Ecogena, partecipata al 51 per cento da Acea e per il restante da privati, fra cui Parnasi. « Per il pagamento dell'ultima tranche, attendevamo che Acea sbloccasse una somma di denaro di 750mila euro — dice Parnasi — si creò un contenzioso. Abbiamo raggiunto un accordo transattivo».
"Fammi parlare con Giorgetti"
Stavolta è Lanzalone a chiedere un favore al costruttore. La richiesta è di farlo parlare con il sottosegretario della Lega Giancarlo Giorgetti, con cui Parnasi ha un ottimo rapporto. Il tema sono le nomine in Cassa depositi e prestiti. Una casella a cui lo stesso Lanzalone sembra ambire. È il giugno 2018, seduti al ristorante il Localino: "Ma tu sei delegato a fare questa cosa?", chiede Parnasi. " Più o meno" risponde Lanzalone, per poi aggiungere " i sottosegretari e i viceministri se la vedono loro, noi abbiamo la Cdp».

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Parnasi: «Pagavo la politica legalmente e illegalmente» (Il Messaggero, 1° Novembre 2018)
L'INCHIESTA

ROMA Plenipotenziario e sindaco ombra, ha accennato qualcuno. E in effetti dall'informativa conclusiva dell'inchiesta sul sistema Parnasi, il manager Luca Lanzalone, manager di punta in Campidoglio, emerge come il punto di riferimento dell'intera amministrazione capitolina, e in particolare del sindaco Virginia Raggi. Tanto che in una conversazione gli sfugge una battuta, particolarmente significativa se letta oggi: «Virginia mi fai da segretaria, ma che onore!». Nel documento di 365 pagine, molti sono gli estratti del verbale di Luca Parnasi che ammette apertamente: «Pagavo la politica, legalmente e illegalmente» e che ha sempre sostenuto in particolare il Pd.
SERINI E LEMMETTI
E' il 22 maggio 2017 quando Lanzalone invia alla sindaca il curriculum del commercialista che a Livorno l'ha indicato per risolvere il commissariamento dell'azienda dei rifiuti locale, Serini appunto: «Virginia, a mio avviso potrebbe essere il professionista idoneo ad assumere la gestione dell'Ipa», le scrive Lanzalone; e lei: «Vedo subito, intanto ti chiederei un paio di date anche per incontrare i sindaci di Anguillara e di Civitavecchia»; «Caspita: praticamente mi fai da segretaria, che onore!!!». Come hanno ricostruito i carabinieri del Nucleo investigativo, tre giorni dopo, il 25 maggio, la nomina di Serini, con un salario di 102mila euro, è cosa fatta, rinnovata anche a maggio del 2018. Il commissario provvederà a ricambiare il favore con una serie di incarichi allo studio di Lanzalone. Che, nel frattempo, in comune ha un peso sempre maggiore. Se è grazie ai «livornesi» che arriva a Roma, ci mette poco ad avere più peso persino dell'assessore al bilancio, Gianni Lemmetti, pure lui arrivato dalla Toscana. Col socio di studio, si lamenta di una battuta che gli ha fatto l'assessore: «Mi ha detto ah, ma allora sali al governo, io mi aspetterei che chiamassero anche me». E quindi, a proposito del rischio fallimento di Atac: «L'altro giorno ha detto una roba Lemmetti fuori dal mondo...in amministrazione straordinaria. fai nominare me ministro, così nomino io il commissario e Alfonso gli ha detto le deleghe a Virginia».
IL GOVERNO
Dalle chat che Lanzalone ha col suo socio di studio, sembra molto interessato a quel che accade nel governo giamaica. Il 31 maggio si sfoga in chat parlando di Di Maio: «Ancora insiste col governo Conte, rinuncia pure a due ministeri, praticamente un governo leghista appoggiato dai cinquestelle, ormai gli è venuta la governite...». I due ricevono le richieste ancora di Serini, che vuole inserirsi nelle aziende a partecipazione statale, e ancora una volta l'avvocato è nel posto giusto, vicinissimo anche a palazzo Chigi: «A me mi avevano messo sulla partita nomine - si sfoga Lanzalone - poi hanno deciso di sospendere tutto per concentrarsi solo sul governo, se non fanno ripartire quel tavolo non posso fare nulla, bisognerebbe sentire Alfonso (probabilmente Bonafede, ndr.)». E ancora: «Per altro con la Castelli (probabilmente il sottosegretario, ndr.) avevamo cominciato a fare un bel lavoro, analitico, anche con alcuni funzionari del Mef che le avevo presentato, preposti alle istruttorie sulle nomine».
I PAGAMENTI ALL'AVVOCATO
Ad essersi accorto delle potenzialità dell'avvocato di Bogliasco è ovviamente l'imprenditore Luca Parnasi, ora accusato di essere a capo di un'associazione a delinquere finalizzata a piegare le resistenze di Comune e Regione nel progetto stadio e in altri piani per il futuro. Lo conosce in una riunione tecnica sullo stadio, a gennaio 2017, e non lo molla più, remunerandolo con consulenze vere o promesse: «Per noi era un riferimento - racconterà a verbale - aveva un ruolo nella vicenda stadio e ed era, a mio giudizio, un buon canale di contatto con il movimento Cinquestelle, per la sua capacità di incidere sulle loro determinazioni». Per questo motivo, il contatto con lui e i suoi collaboratori sarebbe stato costante: «Gli ho presentato persone importanti come Luigi Abete e i dirigenti di banca Carige».
IO E MIO PADRE SEMPRE COL PD
Sui pagamenti alla politica, Parnasi è particolarmente esplicito: «Non facevo mistero con nessuno dei miei collaboratori della scelta di finanziare sia in maniera lecita che illecita diversi partiti». Alcuni di loro avevano la possibilità di accedere al portafogli aziendale per finanziare operazioni politiche apparentemente utili. Ma per i capitoli delicati a decidere è lo stesso Parnasi: «I rapporti più importanti, specie in tema di finanziamento alla politica a livello più alto, tipo Eyu (fondazione giovanile in area Pd ndr), li ho sempre curati io in prima persona». Il partito di riferimento è il Pd, e in particolare l'ex assessore regionale Michele Civita: «Ho già detto e ribadisco che la mia azienda, e anche quella di mio padre, sostiene da sempre il Pd. Io però non ho mai versato soldi personalmente a Civita».
Michela Allegri
Sara Menafra

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Finanziamenti e inviti al matrimonio: così il costruttore avvicinava i grillini (Il Messaggero 1° Novembre 2018)

Imprenditore giovane e intraprendente, Luca Parnasi - dice l'informativa conclusiva dell'inchiesta, depositata agli atti - ci ha messo poco ad acquistare la fiducia dei cinque stelle romani. Il rapporto diventa ad esempio, particolarmente solido con Paolo Ferrara, ex capogruppo in consiglio comunale, al quale l'imprenditore avrebbe garantito un progetto per Ostia a spese proprie e che ieri è stato interrogato in procura. Dopo un primo aggancio tramite uno dei suoi collaboratori, i contatti e gli incontri tra i due sono frequenti. A novembre del 2016, il capogruppo grillino aggiorna il costruttore sul passo indietro di Berdini: «Ha detto che non è contrario allo stadio». « Ciao Luca, questa settimana ci prendiamo una birra in centro? Con Giulio e Marcello», scrive Ferrara il 29 luglio 2017. Magli incontri sarebbero stati frequenti, anche per tutto il 2018. Il grillino lo invita a cena da Giampaolo Gola, assessore ad Ostia, «è assessore ora ci può fare una cenetta », commenta in chat. E promette di partecipare al matrimonio di Parnasi, a maggio scorso. Stesso feeling anche con Marcello De Vito (non indagato). Frequenti anche i contatti, specie a ridosso delle elezioni. De Vito sarebbe stato il tramite di un incontro con Roberta Lombardi, ma poi avrebbe fatto anche altri nomi: «Ti vuole vedere Mauro Vaglio, nostro candidato al Senato come numero 3»; «Con grande piacere - risponde Parnasi - che faccio lo chiamo io?». E ancora: «Poi un giorno ti presento anche la De Vito brava se ti fa piacere», e manda via whatsapp il "santino" elettorale di Francesca De Vito. Una catena di relazioni che non si è neppure fermata a quel punto. Anche Daniele Piva contatta Parnasi: «Sono candidato alla Camera per il Movimento, al collegio uninominale Eur Ardeatino, possiamo incontrarci?», gli scrive. Dopo poco, e dopo l'incontro, una delle aziende del gruppo Eurnova manda all'università Roma Tre una proposta di cofinanziamento dell'assegno di ricerca di Piva, «per l'importo complessivo di 9mila euro», «valutato l'interesse per i temi trattati », in tema di «sistema dei reati tributari dopo la riforma del 2015».

NEMICOn.1

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Comunque , questa cosa che i 5stelle romani erano cosi asserviti a Parnasi che finanzia e prima di lui lo faceva il padre , il PD , è davvero molto strana .

MisterFaro

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Citazione di: NEMICOn.1 il 01 Nov 2018, 10:55
Comunque , questa cosa che i 5stelle romani erano cosi asserviti a Parnasi che finanzia e prima di lui lo faceva il padre , il PD , è davvero molto strana .

Parnasi ha finanziato anche i candidati di alemanno, forza Italia e la lega.

Paga chi può essergli utile

ES

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Parnasi ha finanziato si è comprato tutti coloro potessero diventargli utili, da sx a dx.
Ricordiamo i finanziamenti pre - prima delibera, dicembre 2014, giunta Marino.

http://limbeccata.it/retroscena/stadio-roma-nel-2013-parnasi-finanzio-mezzo-consiglio-comunale/

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Alex_k

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Citazione di: ES il 01 Nov 2018, 00:01

Una barzelletta, ripeto.

Barzelletta proprio no. 'Sta cosa è grave e dovrebbe dare la misura di quanto sia pervasiva la massoneria teramana. Per me siamo di fronte ad un evidente nuovo sistema di criminalità organizzata e non capisco come al di fuori di Roma questi schifo non faccia indignare nessuno. Boh, sarò strano io

NEMICOn.1

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Citazione di: MisterFaro il 01 Nov 2018, 11:02
Parnasi ha finanziato anche i candidati di alemanno, forza Italia e la lega.

Paga chi può essergli utile

I 5 stelle non mi sembra che li abbia finanziati e non credo che non sapessero che è un finanziatore del PD , che loro , tanto attaccano .
Qualcosa di strano c'è , credo che a parti invertite , il PD non si sarebbe fatto corrompere da un finanziatore dei 5 stelle , sicuramente sotto c'è molto altro che non sappiamo .

TheVoice

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Citazione di: Alex_k il 01 Nov 2018, 13:13
Barzelletta proprio no. 'Sta cosa è grave e dovrebbe dare la misura di quanto sia pervasiva la massoneria teramana. Per me siamo di fronte ad un evidente nuovo sistema di criminalità organizzata e non capisco come al di fuori di Roma questi schifo non faccia indignare nessuno. Boh, sarò strano io

Per il panorama nazionale c'è una parolina magica: si chiamano stecche.

E a darle, direttamente o indirettamente, c'è abbanga.

Parnasi invece fa il lavoro sporco, quello più evidente e rischioso: paga i politici e gli amministratori locali (o quelli che possono incidere su base locale)

ordnung und disziplin

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Citazione di: NEMICOn.1 il 31 Ott 2018, 23:40
Ma tutto regolare cosa ?
I pm riferiscono che Luca Parnasi, insieme ai suoi cinque collaboratori, ha creato un'associazione a delinquere «allo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione al fine di ottenere provvedimenti amministrativi favorevoli alla realizzazione del nuovo stadio della Roma e di altri progetti imprenditoriali riconducibili all'operatività del sodalizio». Il gruppo criminale, secondo l'impianto accusatorio dei magistrati, avrebbe «avvicinato pubblici ufficiali» e «compiuto operazioni di intermediazione illecita» con la «promessa di dazione di denaro e di altre svariate utilità».

Ma ti pare che potrei aver detto una boiata simile seriamente?
Volevo essere ironico. :)

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James M. McGill

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I finanziamenti ai partiti sono possibili in forma trasparente.
Io stesso, quando dirigevo un'azienda ho finanziato partiti.
Lo si fa per sostenere la democrazia e fare in modo che chi pensate possa essere più adeguato a creare sviluppo e posti di lavoro abbia forza.

Non è che si può dire "no" al finanziamento pubblico e "no" a quello privato. Chi lo fa sottointende "no ai partiti". Ovvero la dittatura, il fascismo, il peronismo, il grillismo: nessun corpo intermedio a governare la reazione della massa, della folla, con il leader, il duce.

Ché un Parnasi vada oltre è un punto debole del sistema. Che va governato, non rigettato.

Faccio presente quindi che sì, pagava in modo lecito i partiti, ma anche che a Lanzalone gli ha dato soldi in modo illecito. E' quello il reato per cui entrambi devono rispondere alla giustizia. Non i finanziamenti leciti.
Lanzalone, lo ricordo, era l'uomo di fiducia di Casaleggio e del M5S per cercare di governare Roma, fuori controllo in mano alla'inesperta Raggi.

Dissi

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Citazione di: James M. McGill il 01 Nov 2018, 15:48
I finanziamenti ai partiti sono possibili in forma trasparente.
Io stesso, quando dirigevo un'azienda ho finanziato partiti.

Zanzi, dicci che lo hai fatto per sostenere l'ipotesi del Flaminio alla Lazio, cosi a WBB gli scoppia il fegato :DD

James M. McGill

*
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* 1.913
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Citazione di: Dissi il 01 Nov 2018, 16:18
Zanzi, dicci che lo hai fatto per sostenere l'ipotesi del Flaminio alla Lazio, cosi a WBB gli scoppia il fegato :DD

:twisted:

ES

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* 20.560
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Il finanziamento ai partiti, così come regolato, apre una autostrada alla corruzione.
In questa storiaccia, direttamente o non, risultano coinvolte decine di persone, da sx a dx.

Ranxerox

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* 18.502
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Ulteriore articolo sul merdaggero sullo stadio daaa magggica.
Quasi alla fine si capisce si come Prosperetti ha dato parere favorevole all'abbattimento del vincolo.
Procedura regolarissima nella formazione degli atti anzi che no....

arturo

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* 16.513
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Ma 'nfatti , tutto occhei!

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Il nostro Giorgione

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* 15.237
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Bé, questo articolo è pesantissimo....


IL MESSAGGERO (S. MENAFRA) - Ben inserito nella galassia pentastellata, l'imprenditore Luca Parnasi aveva tanti progetti in mente che andavano anche oltre lo stadio di Tor di Valle. Come racconta l'informativa conclusiva dell'indagine che ora rischia di portarlo a processo per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, pensava di realizzare nuovi impianti sportivi nell'area dell'ex fiera di Roma e in quella dello stadio Flaminio. Uno dei whatsapp agli atti conferma il suo interesse anche in un progetto ormai quasi dimenticato: il cosiddetto Campidoglio due che - su progetto dell'architetto Paolo Desideri coinvolto proprio nell'inchiesta sul sistema Parnasi - dovrebbe ospitaree unificare numerosi uffici comunali nella zona dell'Ostiense. Il messaggino è del 18 aprile scorso e nell'informativa c'è un intero capitolo dedicato solo a questo: «Luca, che tu sappia a che punto sta la situazione di Campidoglio 2», chiede Parnasi al consulente d'eccezione del Comune Luca Lanzalone; e l'avvocato risponde: «Se ti riferisci all'altro palazzo: confusione totale»; «Ok, chi ha il file in mano?»; «Di Maio, io a tratti»; «Ok te ne parlo come ci vediamo», commenta l'imprenditore. Di certo, è significativo l'elemento che il progetto sia stato realizzato proprio dall'architetto Desideri.


IL RUOLO DI DESIDERI - In uno dei suoi verbali, Parnasi è esplicito sul rapporto che ha con lui: «Desideri si è presentato in ufficio - almeno questo è quello che mi ha detto Caporilli dicendo di avere la soluzione per il problema della proposta di vincolo sull'ippodromo Tor Di Valle, e presentandola come soluzione caldeggiata da Prosperetti. Disse chiaramente che avrebbe dovuto fare lui il progetto». Effettivamente, proprio affidando al suo studio una parte del progetto Tor di Valle, e garantendo quindi che la commessa coinvolgesse anche la figlia del soprintendente Prosperetti, la società Eurnova ottiene la cancellazione di un vincolo che fino all'anno prima sembrava insindacabile.
Ad avere mire in continua espansione è anche l'avvocato Luca Lanzalone, per un certo periodo presidente di Acea ma prima (e anche durante) consulente del Comune, e in parte del governo, anche su altri argomenti. A Roma, vorrebbe far avere un ruolo ufficiale al suo studio all'interno del concordato Atac. Ne parla a lungo col suo socio di studio, Luciano Costantini, ma i due si lamentano molto del fatto che la giunta non voglia affidare una consulenza ufficiale. Appena dopo la nomina del governo a cinque stelle, i progetti sembrano essere anche molti altri. Il brogliaccio sintetizzato dal Nucleo investigativo, guidato dal colonnello Lorenzo D'Aloia, racconta un universo di possibili contatti: «Luciano afferma che Alfonso gli ha detto che vorrebbe portarlo ovunque ed aspetterà che Luciano gli indichi la posizione che vuole assumere. Luciano gli ha chiesto cosa serve ed Alfonso (forse Bonafede ndr) gli ha risposto che non ha ancora capito come funziona il ministero. Discutono dell'argomento e dell'eventuale incarico. Luca dice di aver detto a Luigi (forse Di Maio ndr) che è interessato alla nomina a commissario in qualche amministrazione straordinaria piuttosto che Cassa depositi e prestiti. Luca dice di aver chiesto l'incarico anche per Luciano. Luca dice che Riccardo gli aveva portato un piano in cui Acea avrebbe dovuto sponsorizzare l'acquisto di autobus dell'Atac con 20 milioni e per fortuna era intervenuto anche Luigi per farlo desistere». L'incarico poi non arriverà, anche perché Lanzalone dodici giorni dopo finisce agli arresti domiciliari.

arturo

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* 16.513
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in un paese normale.
non in quello  di " prima romanisti e poi esseri umani "

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