Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Sledgehammer

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Citazione di: TheVoice il 04 Apr 2019, 22:38
Eh ma ci saranno almeno 6-7 sedie vuote...

L'aula era semideserta?

E gli applausi da dove venivano?
da Rebibbia

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di Marco Filacchione

ROMA

«Se è tutto ok, il progetto a Tor Di Valle va avanti». In un'intervista a "Radio Cusano Campus", Virginia Raggi ha disegnato ieri uno scenario decisamente ottimistico a proposito della costruzione dello stadio della Roma, malgrado nel Movimento Cinque Stelle sia cresciuta l'opposizione al progetto dopo l'arresto per corruzione del presidente del Consiglio comunale Marcello De Vito. «Pur non essendo tenuta - ha continuato - ho chiesto di fare dei supplementi d'indagine, delle verifiche ulteriori affinché la decisione che verrà presa alla fine sia la più giusta per la città e per i cittadini. Finora queste verifiche hanno dato una serie di pareri positivi, se continuiamo su questa strada non ho dubbi che si andrà verso lo sviluppo del progetto». Una battuta l'ha dedicata al sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, che qualche giorno fa, sulla stessa emittente, aveva proposto per lo stadio giallorosso l'area attigua al centro commerciale Da Vinci: «Gli piacerebbe...», ha chiosato la Raggi. Il punto di vista della sindaca ricalca quello riferito qualche giorno fa dal vicepresidente dell'Assemblea capitolina, Enrico Stefàno, che ha parlato di un possibile via libera al progetto entro l'estate, se gli approfondimenti giuridici sul caso daranno esito positivo. «In tal caso avremo il dovere di andare avanti con la procedura, visto che abbiamo già votato una delibera in Consiglio comunale».

LANZALONE. Intanto, continuano ad arricchirsi i filoni di inchiesta sul caso stadio. Slitta al prossimo luglio il processo per l'ex presidente di Acea Luca Lanzalone, finito ai domiciliari nel giugno 2018 con l'accusa di corruzione e traffico di influenze illecite e oggi sottoposto al divieto di dimora a Roma. Come si ricorderà, Lanzalone, all'epoca consulente del Campidoglio per la questione stadio, avrebbe ricevuto dall'imprenditore Parnasi, secondo l'ipotesi della procura, «molteplici utilità» per mandare a buon fine l'iter procedurale. Tra queste utilità, l'affidamento di lucrosi incarichi in favore dello studio legale "Lanzalone & partners". Il processo è slittato a luglio perché il tribunale ha ordinato ieri una perizia su decine di intercettazioni, sia telefoniche che ambientali, che ora dovranno essere trascritte e il perito ha chiesto almeno sessanta giorni di tempo per completare le operazioni. Il processo a Lanzalone non corre in parallelo a quello di Parnasi, perché il dirigente ha ottenuto di essere giudicato con il rito immediato, evitando così la fase dell'udienza preliminare. Con lui sarà giudicato anche il commercialista Fabio Serini, commissario straordinario dell'Ipa, l'ente previdenziale dei dipendenti capitolini. Un incarico che avrebbe ottenuto proprio per i buoni uffici di Lanzalone presso la sindaca Raggi. In cambio, l'ex presidente Acea si sarebbe fatto assegnare da Serini almeno due incarichi professionali per il suo studio legale.

DE VITO. Un altro protagonista dell'inchiesta, Marcello De Vito, attende in carcere la decisione del Tribunale del Riesame, chiamato mercoledì scorso a valutare la richiesta di revoca della custodia cautelare inoltrata dai suoi legali. Il dispositivo è atteso per oggi o nei prossimi giorni. Analoga richiesta è stata fatta per l'avvocato Camillo Mezzacapo, che secondo l'accusa, in "società" con De Vito, ha ottenuto da Parnasi tangenti mascherate da consulenze. 


LuloFr

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questa positività arriva dopo il viaggio in Qatar?

pan

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Citazione di: TheVoice il 04 Apr 2019, 22:25

Gli applausi da dove venivano?

le sedute sono pubbliche, infatti si sente la voce del presidente che dice " chiedo al pubblico di fare silenzio".

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mapalla

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Citazione di: PARISsn il 03 Apr 2019, 19:52
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  è l'interpellanza della Grancio sullo stadio del 29 marzo....ha fatto nera la Raggi e tutta la sua conbriccola....vedetelo !!
a circa 20 secondi dalla fine si sente abbastanza distintamente "Lazio merda"...purtroppo è questo il livello...come sempre prima romanisti poi forse professionisti

Sledgehammer

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Citazione di: mapalla il 05 Apr 2019, 09:52
a circa 20 secondi dalla fine si sente abbastanza distintamente "Lazio merda"...purtroppo è questo il livello...come sempre prima romanisti poi forse professionisti
senza parole proprio con la merda nel cervello


NEMICOn.1

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 05 Apr 2019, 06:39
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Quando fa cosi il giorno dopo si bevono sempre qualcuno  :)

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Stadio, M5S alla conta L'Avvocatura: "Con il no nessun rischio penali" (La Repubblica ed. Roma, 6 Aprile 2019)

mauro favale

Due anni dopo, sembra di essere tornati al punto di partenza. A quando i M5S da sempre contrari alla costruzione dello stadio della Roma a Tor di Valle, compulsavano l'Avvocatura capitolina per conoscere gli eventuali rischi di un voto che bocciasse l'impianto voluto da James Pallotta. Su quel parere redatto a inizio 2017 dai legali del Campidoglio c'è anche un giallo: non si trova più, sparito nonostante le richieste di accesso agli atti avanzate dalle opposizioni.
Ora, però, due giorni fa, i consiglieri 5 Stelle, insieme alla giunta, in una riunione allargata ai Municipi, hanno ascoltato un ventaglio di ipotesi avanzate dagli avvocati del Comune a seconda di come la maggioranza deciderà di comportarsi in Aula prima dell'approdo, probabilmente in piena estate, della variante urbanistica, l'atto decisivo che, se approvato, dovrebbe consentire un rapido avvio dei lavori. Ma, appunto, cosa succederebbe se alla fine la maggioranza decidesse fare retromarcia?
Secondo quanto emerso nella riunione di due giorni fa i consiglieri di maggioranza non dovrebbero incorrere in rischi di penali milionarie da parte della società giallorossa. L'ipotesi avanzata, il " paracadute" per i 5 Stelle, sarebbe la revoca dell'interesse pubblico. Un atto non semplice che andrebbe puntualmente motivato ma che potrebbe aprire a una scappatoia per evitare azioni risarcitorie. O comunque limitarle nella portata e nel valore. Una strada che l'M5S deve ancora decidere se percorrere. « Non abbiamo deciso e dobbiamo riunirci per capire cosa fare — spiega un consigliere di maggioranza che chiede l'anonimato — la giunta ci ha chiesto il massimo riserbo sulla questione».
Dopo le inchieste e gli arresti, ultimo quello di Marcello De Vito, insomma, i 5 Stelle vogliono capire se e come è possibile tirarsi indietro. Esattamente come due anni fa. Anche perché, nonostante le dichiarazioni rassicuranti del capogruppo M5S Giuliano Pacetti, il fronte interno alla maggioranza non è per nulla compatto. Non solo nei Municipi interessati ( la commissione urbanistica del IX lo ha già bocciato, l'XI si appresta a farlo) ma anche tra i 5 stelle in Aula Giulio Cesare la fronda contraria si fa sentire. E per mandare sotto in Assemblea l'M5S bastano 6 voti.

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Stadio, la maggioranza prende tempo. E per l'avvocatura non c'è rischio penali (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 6 Aprile 2019)

Sullo stadio si andrà ai voti, ogni consigliere di maggioranza esprimerà la volontà o meno di andare avanti. La retorica dello stadio fatto bene è ormai un ricordo e il gruppo M5S si sta orientando verso lo stop al progetto. Ma come? I consiglieri vogliono approdare alla scelta consapevoli di tutti i rischi e le opportunità. Giovedì sera, dopo l'Assemblea capitolina, c'è stata una prima riunione con la sindaca Virginia Raggi, i presidenti dei Municipi e con gli avvocati del Campidoglio per studiare gli scenari possibili. Quella delle penali milionarie da pagare se si ferma il progetto è un'ipotesi che non esiste finché non si firma un contratto, ovvero la convenzione che dà il via ai cantieri
Dopo aver sentito i legali, i consiglieri prenderanno una decisione politica. Ma si tende a prendere tempo, più che altro. «Faremo altre riunioni perché dobbiamo riflettere a 360 gradi», spiegano i consiglieri.
Le penali tra l'altro, è stato spiegato ai consiglieri di maggioranza, sono alla base dell'importanza degli inadempimenti pattuiti tra le parti, ovvero tra amministrazione e proponente. Ma deve essere un giudice che decide, in caso di richiesta di risarcimento del danno, se le penali sono congrue. «La rilevanza di una penale deve essere commisurata all'inadempimento», spiegano in gergo i legali che stanno lavorando al dossier.
Mancano ancora due atti amministrativi di fondamentale importanza: la variante urbanistica e la convenzione, che è il vero contratto da stipulare e che sancisce il matrimonio tra Campidoglio e i privati.
Insomma se non c'è un atto che avvia davvero il progetto, e al momento ci sono un paio di delibere capitoline e basta, il rischio penali è piuttosto remoto.
Le penali non ci sono perché non c'è ancora un contratto. Poi, certo la controparte potrebbe chiedere conto, in sede civile, di un eventuale stop.
Il presidente della commissione Mobilità del IX Municipio Giulio Corrente la spiega così: «Il matrimonio tra noi e lo stadio non è stato ancora sancito, siamo a una fase di corteggiamento, di conoscenza reciproca ma il prete non ci ha ancora chiesto cosa vogliamo fare - racconta - E poi se c'è un matrimonio, esiste anche il divorzio no? Costano tanto entrambe ma noi dobbiamo pensare al bene del territorio. Quello sullo stadio è un voto di coscienza dopo tutto quello che è successo: c'è gente finita in galera, la Procura che per due volte ha indagato sul progetto. Il percorso è molto accidentato». Corrente si è astenuto, e quindi nel suo Municipio ha contribuito ad approvare la delibera che annulla l'interesse pubblico sul progetto. «L'impatto di quest'opera sarà importante, non possiamo far finta di nulla», sottolinea.
Stefania Piras

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Stadio, la decisione agli eletti M5S
E l'Avvocatura esclude penali «d'oro» (Corriere della Sera ed. Roma, 6 Aprile 2019)


La giunta chiamerà al voto tutti i consiglieri, compresi i municipali. I legali: se la Roma farà causa, al massimo otterrà piccoli indennizzi

di Andrea Arzilli

Il vertice decisivo sullo stadio della Roma? Piuttosto la prima di una lunga serie di riunioni informative su Tor di Valle, stavolta con gli avvocati capitolini, dopo le quali i Cinque Stelle metteranno ai voti il sì o il no all'opera. Giovedì sera la maggioranza grillina in Campidoglio era al gran completo ad ascoltare il parere legale dell'Avvocatura capitolina sulla questione dell'eventuale maxi causa di risarcimento che la Roma potrebbe muovere in caso di variante urbanistica affondata in Aula. Assessori, consiglieri e sindaca Raggi che, nell'occasione, ha preferito non sbilanciarsi, hanno ascoltato con attenzione massima il «ventaglio di ipotesi rispetto alla decisione finale» prospettate dagli avvocati. Si è parlato dei meccanismi per stoppare l'iter in sicurezza e rigorosamente prima di apporre la firma sulla convenzione urbanistica, cioè il vero e proprio contratto con il presidente giallorosso James Pallotta. Dell'annullamento in autotutela dell'interesse pubblico sull'onda del documento appena approvato nel Municipio XI, strada per la quale i tempi (18 mesi) sembrano sforati. Della revoca, retromarcia secca e politicamente (forse) troppo impegnativa per il Campidoglio. Insomma, delle modalità per un'exit strategy a impatto zero. Nel gruppone anche i presidenti dei municipi grillini che la causa non la rischiano: anche a loro verrà chiesto di esprimersi sul tema stadio che, dopo lo scoppio delle inchieste e l'arresto del presidente dell'Assemblea capitolina, Marcello De Vito, è diventato altamente divisivo. Anche perché, ormai, quasi di politica pura. Gli avvocati capitolini di Carlo Sportelli, infatti, hanno ragionato a lungo sull'eventualità di una maxi causa per danni in caso di no allo stadio a una manciata di atti dalla conclusione dell'iter. Per la Roma, anzi, quella di una «causa miliardaria » sarebbe una «certezza» se la variante, letta dal club come «passaggio dovuto» visto che già la conclusione della Conferenza dei servizi consentirebbe di costruire a Tor di Valle andando oltre al Piano regolatore, stramazzasse a pochi metri dal traguardo. Ma rispetto alla causa, autentico terrore per i consiglieri M5S, gli avvocati avrebbero rassicurato un po' tutti quanti: che la Roma faccia causa in caso di dietrofront è una cosa, che la vinca è tutt'altra, sempre che, naturalmente, si decida prima di mettere le firme sul contratto e spunti fuori un «validomotivo» per farlo. Le penali miliardarie sui singoli componenti del Consiglio, insomma, non sarebbero dovute. E l'operazione privata su Tor di Valle dovrebbe rispondere prima di tutto al suo rischio d'impresa. Semmai sarebbe più corretto parlare di piccoli indennizzi da calcolare sugli studi commissionati dal Comune al club dopo le modifiche al progetto. Non roba di miliardi, ma di migliaia di euro. E se da un punto di vista economico il consulto degli avvocati capitolini — peraltro terzo ribaltone in tre anni anche se dell'ultimo parere, perno della virata di Raggi verso il sì allo stadio, si sono perse le tracce — ha fatto tirare un sospiro di sollievo agli astanti, sotto il profilo politico ha finito col complicare la faccenda. Come uscire dall'impasse senza inimicarsi il popolo dei romanisti? Come dimenticare l'hashtag #unostadiofattobene? Per ora Raggi prende tempo, dà udienza agli anti-stadio dopo aver ammirato le opere di Salini-Impregilo in Qatar, dov'era pure la Roma. In attesa, cioè, che gli eletti M5S diano il verdetto.

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Il Comune esamina pure l'idea dello stop Ma la Roma preme (Gazzetta dello Sport, 6 Aprile 2019)

Consultata l'Avvocatura: no all'annullamento, possibile la revoca, anche se c'è il rischio causa

Questione di tentazioni. Quelle che ha una parte del Movimento 5 Stelle di far saltare l'ok al muovo stadio della Roma, mentre la sindaca Raggi prova invece a tenere la barra dritta, pur senza scontentare i riottosi. Per questo la riunione svoltasi in Campidoglio due sere fa tra consiglieri, addetti e rappresentati dei municipi interessati ha esaminato vari scenari, tra cui anche lo stop al progetto, per cui ci si è rivolti ancora all'Avvocatura Capitolina. Non è la prima volta, tant'è che c'era stato un parere misteriosamente secretato da cui la Raggi aveva evinto preoccupazioni per eventuali danni. Sono state considerate due vie d'uscita: l'annullamento in autotutela e la revoca. Il primo sembra impraticabile perché, in assenza di fatti nuovi (tipo un'inchiesta specifica), questo sarebbe dovuto arrivare entro 18 mesi dal via libera, cioè la conferma della Pubblica Utilità, varata il 14 giugno 2017. Resta quindi la strada della revoca che, secondo l'Avvocatura, può essere perseguita con limitati rischi e solo sul fronte delle spese sostenute dal proponente (75 milioni) e non del miliardo che la Romaavrebbe intenzione di chiedere. Quindi la decisione è sempre più politica, ed è possibile che la Raggi faccia votare sul tema un'assemblea allargata anche a presidenti di municipio e assessori, con esiti non scontati, anche se la Roma si aspetta che la variante vada al voto al massimo entro giugno.

TOTI INTERDETTI Infine, il gip Tomaselli ha interdetto per 6 mesi dall'attività i fratelli Pierluigi e Claudio Toti, indagati per corruzione nell'ambito dell'inchiesta su Mercati Generali.
ma. cec.

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Adesso la povera Raggi che s'inventa che fino a due settimane parlava di penali da pagare ???

arturo

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Ranxerox

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Quindi se non c'erano penali da pagare, occultando il parere e forzando il voto, di fatto hanno inciso sulla libertà di poter decidere serenamente sulla delibera da parte dei consiglieri.
Quindi, sostanzialmente, li hanno ingannati raccontando bugie.
È tutto regolare madama la marchesa...

above us only sky

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Citazione di: arturo il 06 Apr 2019, 13:25
Bugiarda certificata!
Forse più incompetente che bugiarda. Comunque si è infilata in un vicolo cieco

arturo

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Citazione di: above us only sky il 06 Apr 2019, 15:23
Forse più incompetente che bugiarda. Comunque si è infilata in un vicolo cieco
Sicuramente incompetente, ma in questo caso, corrotta è bugiarda, ha nascosto ai consiglieri comunali il parere della avvocatura che, come immaginavano tutti, non prevedeva alcuna penale da pagare ai proponenti, quindi la reoma, se ritiene di essere parte lesa, i danni li chieda a Parnasi.

PARISsn

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cioe' una settimana fa' stava a piagne in tv dicendo che era stata costretta ad andare avanti perche il parere dell' avvocatura parlava di penali di milioni che avrebbero pagato i cittadini...adesso si scopre ( ma  il fatto che era stata secretata aveva fatto venire dubbi pure su marte ) che non è vero niente...e questa sarebbe incompetente? no questa è una delle peggiori disoneste che siano mai state sedute sul seggio di sindaco della citta' di Roma... :x

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Il nostro Giorgione

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La chiamo La Bugiarda da quando disse pubblicamente che il suo intimo amico Marra era null'altro che  uno dei 25.000 dipendenti del Comune.
Ovviamente, dichiarazione subito successiva all'arresto ....   

WhiteBluesBrother

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Questa pupazza segue il copione rabberciato della cacaleggio che ha preso gli sghei da unidebit in conto parnasy...
Finché non beccano qualche banchiere nun se divertimo sur serio...

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