Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Fulmineblu

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Citazione di: turco il 10 Apr 2019, 17:01
Purtroppo è vero...

Ci sarebbero problemi di ordine pubblico.....
E non sarebbe la prima volta......

GoodbyeStranger

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Citazione di: trax_2400 il 10 Apr 2019, 08:23
Cioè secondo questo tizio il futuro di Roma dipende dalla costruzione oppure no dello stadio della riomma.
Con tutte le cose che ci sono da fare.
Senza alcuna vergogna.

Ma soprattutto perché i faraoni costruivano le piramidi.

GoodbyeStranger

*
Lazionetter
* 12.080
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Citazione di: Drake il 10 Apr 2019, 09:54


Animate da un'idea di futuro...
Nell'aldilà. Per me va bene.

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Stadio, il fronte del no agita M5S maggioranza a rischio all'Eur (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 11 Aprile 2019)

IL FOCUS

«Rischiamo di fare la fine del Municipio XI», dice un consigliere di maggioranza dell'Eur che non sa ancora come finirà oggi. Perché nel pomeriggio si vota in aula l'annullamento dell'interesse pubblico sull'ecomostro di Tor di Valle, già approvato in commissione Urbanistica. Morale: un'altra giunta pentastellata balla sul Titanic. È quella del Municipio IX, l'Eur, che in comune con l'amministrazione appena sfiduciata di Mario Torelli ha un territorio interessato dall'opera più divisiva in assoluto: lo stadio della Roma. Solo che Torelli è riuscito a far calendarizzare la delibera dopo la sua mozione di sfiducia, e ora da delegato del sindaco potrebbe farla passare più facilmente. All'Eur, no. All'Eur si vota ancora. Uno vale uno.
GIUNTA SPACCATA
La maggioranza è di tredici, in dodici votarono l'interesse pubblico nel 2017 e nel frattempo due consiglieri hanno cambiato idea. Sono Paolo Barros e Raffaele Di Nardo, quello che in commissione Urbanistica disse senza tanti giri di parole: «Il vero parere tecnico sullo stadio ce lo ha dato la Procura». Come dire, svegliamoci. Stamattina ci sarà un'altra riunione perché sulla delibera Stop stadio targata Cristina Grancio e Stefano Fassina, il voto del M5S non sarà compatto. Anzi, alcuni consiglieri hanno chiesto di poter esprimere un voto di coscienza. Come hanno fatto in giunta: il vicepresidente della giunta Roberto De Novellis e l'assessore Fiorella Caminiti si sono astenuti. Buona parte della maggioranza, dopo quello che ha scoperto la magistratura, oggi potrebbe gridare il proprio liberatorio No allo stadio. Sono contrari quelli del Pd, quelli di Fratelli d'Italia, e siamo a sette in aula, più Paolo Mancuso, Paolo Barros, Raffaele Di Nardo, Rosalba Ugolini ma anche il prudente presidente della commissione Mobilità, terrorizzato dall'impatto dello stadio, Giulio Corrente. Roberto Tranquilli medita un gesto eclatante: potrebbe uscire dall'aula. Fanno in tutto tredici. Game over.
«Sapete qual è il bello? Che non è nemmeno un voto vincolante per il Comune. Il nostro no è un'espressione genuina degli interessi del territorio come deve essere», sottolinea Paolo Mancuso che ricorda ai colleghi capitolini: «Pensano ancora alle penali? A fine 2017 ci convocarono tutti da Lanzalone, fu lui a dirci che non c'era nessuna penale». Intanto sul destino dell'XI Municipio la Raggi vuole proporre il sequel di un film già visto a Montesacro quando la presidente, Roberta Capoccioni, sfiduciata anche lei in Consiglio dopo l'abbandono di alcuni consiglieri, fu incaricata dalla sindaca di svolgere a titolo gratuito una consulenza per l'amministrazione. Anche alla Magliana probabilmente andrà così dal momento che ogni potere dopo la caduta della giunta e del consiglio è tornato in capo al Campidoglio e la sindaca giuridicamente non può nominare commissario del Municipio lo sfiduciato Torelli. Ma come fatto con la Capoccioni, può tenerlo lì (sempre che lui accetti) per aiutare la squadra comunale a gestire un territorio molto ampio. Di certo l'XI mini-comune tornerà al voto nel 2020 con la finestra elettorale delle amministrative.
C. Moz.
Ste. P.

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Caso Tor di Valle, il M5S riflette (Corriere dello Sport 11 Aprile 2019)

di Guido D'Ubaldo
ROMA

Oggi al IX Municipio, competente per territorio sullo stadio della Roma, si pronuncerà con una votazione sulla delibera Grancio Fassina per annullare la pubblica utilità dello stadio di Tor di Valle. Già la Commissione Urbanistica del Municipio, a maggioranza M5S, aveva votato a favore della delibera. Il parere del Municipio non sarebbe vincolante, ma avrebbe una valenza politica anche in Campidoglio. Il Movimento dopo l'arresto di De Vito ha frenato sul progetto dello stadio della Roma e all'interno della giunta è in atto il dibattito sulla possibilità di revocare la delibera varata dall'amministrazione Marino nel 2014 che stabilisce la pubblica utilità del nuovo stadio. Di Tor di Valle si è discusso anche nel vertice dei giorni scorsi in Campidoglio tra Beppe Grillo e i consiglieri della maggioranza.

Cristina Grancio, espulsa dal Movimento, è tra i consiglieri maggiormente contrari allo stadio: «Il problema principale che ho avuto io nel Movimento è che spesso dovevamo accettare le decisioni che venivano dall'alto. E' chiaro che a lungo andare questo tipo di politica non regge, la maggioranza viene meno, infatti piano piano stanno perdendo consenso un po' ovunque. Non gli conviene desecretare il parere dell'Avvocatura. Il parere è funzionale alla scelta dei consiglieri e quindi non poteva essere secretato, quindi vedremo come finirà questa storia. Il parere avrebbero dovuto leggerlo tutti e quarantotto i consiglieri, invece lo abbiamo letto solo in due perchè ci siamo impuntate: io e la Montella. Ce lo hanno fatto leggere in un ufficio, da sole, e sorvegliate a vista per evitare che prendessimo appunti o chissà che cosa. Non si può più ricorrere all'annullamento? In realtà i diciotto mesi previsti dalla legge non sono mai iniziati, non so come si possa dire che sono passati. Il problema serio sarà aprire i cantieri, farlo con la mobilità attuale significa bloccare tutto un quadrante. Mi stupisco quando sento Enrico Stefàno dire che "la variante è un atto dovuto", ma dove l'ha letta questa cosa?», ha detto a Centro Suono Sport. Dallo scorso anno la consigliera capitolina è passata nel Gruppo misto, dopo essere stata espulsa dal Movimento proprio per la sua rigida linea anti-stadio.

BalkanLaziale

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"Diritto morale" manco è quotato per la giornata di oggi.  :sisisi:

biancocelestedentro

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Citazione di: BalkanLaziale il 11 Apr 2019, 07:32
"Diritto morale" manco è quotato per la giornata di oggi.  :sisisi:

No, non è morale, questo è proprio acquisito, tipo un trofeo messo veramente in bacheca invece della solita illusione agostana, una coppa delle fiere per intenderci  8)

arturo

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 11 Apr 2019, 06:53
Stadio, il fronte del no agita M5S maggioranza a rischio all'Eur (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 11 Aprile 2019)

IL FOCUS

«Rischiamo di fare la fine del Municipio XI», dice un consigliere di maggioranza dell'Eur che non sa ancora come finirà oggi. Perché nel pomeriggio si vota in aula l'annullamento dell'interesse pubblico sull'ecomostro di Tor di Valle, già approvato in commissione Urbanistica. Morale: un'altra giunta pentastellata balla sul Titanic. È quella del Municipio IX, l'Eur, che in comune con l'amministrazione appena sfiduciata di Mario Torelli ha un territorio interessato dall'opera più divisiva in assoluto: lo stadio della Roma. Solo che Torelli è riuscito a far calendarizzare la delibera dopo la sua mozione di sfiducia, e ora da delegato del sindaco potrebbe farla passare più facilmente. All'Eur, no. All'Eur si vota ancora. Uno vale uno.
GIUNTA SPACCATA
La maggioranza è di tredici, in dodici votarono l'interesse pubblico nel 2017 e nel frattempo due consiglieri hanno cambiato idea. Sono Paolo Barros e Raffaele Di Nardo, quello che in commissione Urbanistica disse senza tanti giri di parole: «Il vero parere tecnico sullo stadio ce lo ha dato la Procura». Come dire, svegliamoci. Stamattina ci sarà un'altra riunione perché sulla delibera Stop stadio targata Cristina Grancio e Stefano Fassina, il voto del M5S non sarà compatto. Anzi, alcuni consiglieri hanno chiesto di poter esprimere un voto di coscienza. Come hanno fatto in giunta: il vicepresidente della giunta Roberto De Novellis e l'assessore Fiorella Caminiti si sono astenuti. Buona parte della maggioranza, dopo quello che ha scoperto la magistratura, oggi potrebbe gridare il proprio liberatorio No allo stadio. Sono contrari quelli del Pd, quelli di Fratelli d'Italia, e siamo a sette in aula, più Paolo Mancuso, Paolo Barros, Raffaele Di Nardo, Rosalba Ugolini ma anche il prudente presidente della commissione Mobilità, terrorizzato dall'impatto dello stadio, Giulio Corrente. Roberto Tranquilli medita un gesto eclatante: potrebbe uscire dall'aula. Fanno in tutto tredici. Game over.
«Sapete qual è il bello? Che non è nemmeno un voto vincolante per il Comune. Il nostro no è un'espressione genuina degli interessi del territorio come deve essere», sottolinea Paolo Mancuso che ricorda ai colleghi capitolini: «Pensano ancora alle penali? A fine 2017 ci convocarono tutti da Lanzalone, fu lui a dirci che non c'era nessuna penale». Intanto sul destino dell'XI Municipio la Raggi vuole proporre il sequel di un film già visto a Montesacro quando la presidente, Roberta Capoccioni, sfiduciata anche lei in Consiglio dopo l'abbandono di alcuni consiglieri, fu incaricata dalla sindaca di svolgere a titolo gratuito una consulenza per l'amministrazione. Anche alla Magliana probabilmente andrà così dal momento che ogni potere dopo la caduta della giunta e del consiglio è tornato in capo al Campidoglio e la sindaca giuridicamente non può nominare commissario del Municipio lo sfiduciato Torelli. Ma come fatto con la Capoccioni, può tenerlo lì (sempre che lui accetti) per aiutare la squadra comunale a gestire un territorio molto ampio. Di certo l'XI mini-comune tornerà al voto nel 2020 con la finestra elettorale delle amministrative.
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Citazione di: Redazione Lazio.net il 11 Apr 2019, 07:13
Caso Tor di Valle, il M5S riflette (Corriere dello Sport 11 Aprile 2019)

di Guido D'Ubaldo
ROMA

Oggi al IX Municipio, competente per territorio sullo stadio della Roma, si pronuncerà con una votazione sulla delibera Grancio Fassina per annullare la pubblica utilità dello stadio di Tor di Valle. Già la Commissione Urbanistica del Municipio, a maggioranza M5S, aveva votato a favore della delibera. Il parere del Municipio non sarebbe vincolante, ma avrebbe una valenza politica anche in Campidoglio. Il Movimento dopo l'arresto di De Vito ha frenato sul progetto dello stadio della Roma e all'interno della giunta è in atto il dibattito sulla possibilità di revocare la delibera varata dall'amministrazione Marino nel 2014 che stabilisce la pubblica utilità del nuovo stadio. Di Tor di Valle si è discusso anche nel vertice dei giorni scorsi in Campidoglio tra Beppe Grillo e i consiglieri della maggioranza.

Cristina Grancio, espulsa dal Movimento, è tra i consiglieri maggiormente contrari allo stadio: «Il problema principale che ho avuto io nel Movimento è che spesso dovevamo accettare le decisioni che venivano dall'alto. E' chiaro che a lungo andare questo tipo di politica non regge, la maggioranza viene meno, infatti piano piano stanno perdendo consenso un po' ovunque. Non gli conviene desecretare il parere dell'Avvocatura. Il parere è funzionale alla scelta dei consiglieri e quindi non poteva essere secretato, quindi vedremo come finirà questa storia. Il parere avrebbero dovuto leggerlo tutti e quarantotto i consiglieri, invece lo abbiamo letto solo in due perchè ci siamo impuntate: io e la Montella. Ce lo hanno fatto leggere in un ufficio, da sole, e sorvegliate a vista per evitare che prendessimo appunti o chissà che cosa. Non si può più ricorrere all'annullamento? In realtà i diciotto mesi previsti dalla legge non sono mai iniziati, non so come si possa dire che sono passati. Il problema serio sarà aprire i cantieri, farlo con la mobilità attuale significa bloccare tutto un quadrante. Mi stupisco quando sento Enrico Stefàno dire che "la variante è un atto dovuto", ma dove l'ha letta questa cosa?», ha detto a Centro Suono Sport. Dallo scorso anno la consigliera capitolina è passata nel Gruppo misto, dopo essere stata espulsa dal Movimento proprio per la sua rigida linea anti-stadio.

In un paese normale , quello evidenziato , dovrebbe bastare per buttare al cesso tutto  e  qualora qualcuno parlasse di penali , di diritto acquisito , dovrebbe ricevere una sonora pernacchia , corredata dalla minaccia , ove continuassero ad insistere , di metterli tutti ar gabbio come meriterebbero.

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NandoViola

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prove tecniche di stadio Unidebit stamattina: da Laurentina ad Ostiense un quadrante della città completamente bloccato per quella stracaxxo di Formula E, googlme maps sembrava un albero di Natale, lmmccvstr.

TestaccioLaziale

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IL TEMPO (F. M. MAGLIARO) - Vecchie e nuove storie che si incrociano sulla via di Tor di Valle e dello Stadio della Roma: oggi pomeriggio, in scena al IX Municipio, quello entro cui ricade proprio l'area del progetto Stadio, va la votazione sulla delibera Grancio/Fassina che chiede l'annullamento d'ufficio della delibera Raggi sul pubblico interesse. E, con-temporaneamente, dopo l'incontro della scorsa settimana fra l'Avvocatura capitolina e i consiglieri pentastellati Campidoglio e nei Municipi, dai cassetti spunta fuori il parere ufficiale che la stessa Avvocatura diede a Virginia Raggi a gennaio 2017. Un parere (protocollo RF/2017/4672) redatto da Rodolfo Murra, allora in forza alla squadra dei legali del Comune, e contro firmato dal capo dell'Avvocatura, Carlo Sportiello. Il parere - si legge dagli atti - venne richiesto il 13 gennaio 2017 dal sindaco Raggi che domandava all'Avvocatura se la delibera Marino potesse essere annullata d'ufficio; quale fosse il reale «peso» giuridico della dichiarazione di pubblico interesse e, infine, quale fosse la posizione del proponente. Già allora Murra, nel rispondere ai quesiti, fu piuttosto chiaro: dopo aver effettuato le analisi della giurisprudenza, scriveva che in caso di revoca «il proponente pur non potendo accampare diritti alla realizzazione dell'opera potrebbe essere legittimato a richiedere quanto meno il rimborso degli oneri vivi occorsi per la progettazione definitiva». In soldoni: nel 2017 la revoca avrebbe comunque comportato un risarcimento danni. Non solo.

Secondo passaggio fondamentale: in caso di annullamento si poteva prefigurare «la colpa» da parte del Comune, ovvero «l'emissione di atti inizialmente favorevoli poi ritirati che hanno creato affidamento nella loro legittimità» cosa che avrebbe comportato il «conseguente rischio dell'accoglimento» della richiesta di risarcimento. Anche qui, in sintesi: alto rischio di risarcimento danni per aver «ingenerato il convincimento nel destinatario l'incolpevole convincimento di poter legittimamente procedere». E questo era l'anno di grazia 2017: Paolo Berdini era ancora assessore (sarebbe stato allontanato a San Valentino) e solo il 24 febbraio, quindi oltre un mese dopo il parere Murra, la Raggi, Baldissoni e Parnasi avrebbero concluso il nuovo accordo sfociato poi nel progetto rivisto, nella nuova delibera di pubblico interesse (giugno 2017) e nella nuova Conferenza di Servizi. Allora c'era da cassare solo una delibera, quella Marino/Caudo. Oggi,invece, bisognerebbe cancellarne due, Marino e Raggi, e, in più rispetto al 2017, ci sono altri elementi che rendono impraticabile qualunque marcia indietro: questa è la stessa maggioranza che ha votato il pubblico interesse nel 2017 e, secondo, si è anche avuto il via libera dalla Conferenza di Servizi decisoria. Tutti elementi, incluso il trascorrere del tempo e i lavori preparatori a variante e convenzione urbanistica, che finiscono per rafforzare «il convincimento di poter legittimamente procedere» da parte della Roma. Ecco, quindi, che la giornata odierna nel IX Municipio cessa di avere una vesta giuridica che per altro non ha mai avuto dato che si tratta di un parere non obbligatorio e, men che meno, vincolante. Ma assume contorni politici molto netti: il risultato è in bilico. L'aula municipale dovrà esprimere semplicemente un parere su una delibera, quella Grancio/Fassina, la cui inconsistenza giuridica (improcedibile l'annullamento in autotutela della delibera Raggi) non ne attenua però la portata politica. E, di certo, qualunque sia l'esito del voto, esso riattizzerà ancora una volta le polemiche che sono l'unica cosa davvero inutile nell'intera vicenda

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Avemo capito che lo fanno 'sto stadio, Testa', l'avemo capito.

kelly slater

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Oggi a roma sud delirio totale.
Chiuso mezzo eur per il gran premio della formula E.
Chiusa una uscita del gra si è creato un maelstrom di ore di traffico a passo d'uomo.
Un assaggio di quello che puó succedere alla viabilità col merdodromo.

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arturo

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Quindi er magliaro ha avuto accesso al parere dell'avvocatura ed i consiglieri comunali no ?
Ottimo direi...

robylele

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quando andranno a chiedere risarcimenti gli daranno un buono.

migdan

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Citazione di: robylele il 11 Apr 2019, 12:39
quando andranno a chiedere risarcimenti gli daranno un buono.
Che vor dì?  :p

ES

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"che te la piji inderculo"

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Interessante venire a sapere... che se oggi votano per l'annullamento della pubblica utilità non sarà vincolante, mentre lo è qualsiasi altro atto precedente, nessuno dei quali ha mai stabilito che fosse possibile costruire qualcosa............... per il qual motivo potremmo anche noi tutti, romani, pagare.


Che schifo

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NEMICOn.1

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Citazione di: arturo il 11 Apr 2019, 11:56
Quindi er magliaro ha avuto accesso al parere dell'avvocatura ed i consiglieri comunali no ?
Ottimo direi...

Credo che in questi giorni  sia stato possibile farlo vedere ai giornalisti , perché , ieri alla doppia radio , un giornalista che si occupa della vicenda stadio leggeva alcuni passaggi del parere .
Tornando ad oggi , non dimentichiamoci che chi si è occupato di viabilità per quel quadrante lo defini' CATASTROFICO .

PARISsn

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Citazione di: kelly slater il 11 Apr 2019, 11:38
Oggi a roma sud delirio totale.
Chiuso mezzo eur per il gran premio della formula E.
Chiusa una uscita del gra si è creato un maelstrom di ore di traffico a passo d'uomo.
Un assaggio di quello che puó succedere alla viabilità col merdodromo.

Roma...capitale d'Italia...citta' metropolitana...ore 8.00...via Cristoforo Colombo...una delle arterie principale cittadine...un bambino si sente male in macchina..sta andando a scuola accompagnato dalla mamma...c'e un ingorgo terribile...traffico in tilt...la mamma ferma  una pattuglia dei vigili urbani...chiede aiuto...si cerca di far passare l'ambulanza nel traffico...arriva troppo tardi..il bambino è morto...siamo un paese del terzo mondo...perche  in un paese civile i lavori per una corsa automobilistica li fai di notte...sopratutto se interessano un ganglo vitale del traffico cittadino...ad Amburgo..ad Amsterdam...a Liegi avrebbero fatto cosi'...a Roma no..a Roma si fa come avrebbero fatto a Nairobi o a Calcutta...

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