Giornalisti che parlano di Lazio....

Aperto da gentlemen, 30 Apr 2014, 19:04

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CityZen

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? botta di culo Tarà ? perché? Sacrosanta e piccola per ora retribuzione di decenni di mer.da.
Mentana che dice storica società che merita rispetto, etc etc.
Credo che il loro schema assillante e idiota stia semplicemente crollando.
Alla lunga ciò che è palesemente falso deve crollare.
Prendiamo e godiamone -
E' incredibile che succeda in qualche modo nel momento in cui è stato dato il peggio ('onore a stupidini' a Milano).

A proposito, ma è vera la storia, scusate l'ot, che Maestrelli è stato partigiano?
Allora è tutto così semplice!
Un grande striscione: 'onore a Tommaso Maestrelli'
Uno dei nostri miti più grandi, condivisibile da tutti ma proprio tutti, vincente, ottima e indiscutibile persona.

Tarallo

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Permettimi di essere scettico sul fatto che ci sia una nuova strategia dei media nazionali atta a difendere la Lazio :)

mazzok

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se so' svegliati, forse cominciano a preoccuparsi davvero dei segnali che arrivano dal paese, anche perché sono preoccupanti veramente.

biancocelestedentro

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La pagina facebook "Laziale e antifascista" ha pubblicato una foto del giornale con l'intervista.
Al di là dei contenuti più o meno condivisibili (la mia opinione è che si tratti di una testimonianza importante di un tifoso della Lazio a cui dovremmo dare il massimo della visibilità) mentre leggevo mi è venuto spontaneo immaginarmi l'intervistatore e pensare a una sua smorfia di disgusto mentre formula le domande.

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CityZen

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mò difenderla è eccessivo... smettere di mal-trattarla quando pare e piace, un piccolo passo avanti.

pantalazio

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Vorrei ricordarvi che siamo in campagna elettorale. Repubblica ci alliscia per suo tornaconto. Dal 27 maggio saremo di nuovo sporchi brutti e fascisti.

Cesio

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Citazione di: Tarallo il 11 Mag 2019, 12:26
Permettimi di essere scettico sul fatto che ci sia una nuova strategia dei media nazionali atta a difendere la Lazio :)

Io pure, secondo me è un caso isolato. Fa troppo comodo avere la Lazio come parafulmine

CityZen

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ahò forse ci avete ragione voi, ma portare sempre gli occhiali neri non fa bene ve lo dico... si finisce a vivere nel buio. quegli altri al contrario d noi co gli occhiali arcobaleno so capaci di passare per santi benedetti co i presidenti fondatori picchiatori bulli epici giocatori dichiaratamente fasci, non dico diventare così parakuli, però non tafazzare sempre sì (anche Portelli nel suo piccolo lo fa, perché alla domanda 'come mai sei diventato laziale? in cui distinguiamo tutti benissimo la malizia, avrebbe dovuto sottolineare con più forza la normalità di questa scelta, incredibile solo agli occhi dei talebani giallorossi - ovvero quasi tutti loro, tranne i giovanissimi forse)

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PabloHoney

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La rivolta dei tifosi della Lazio:
"Laziale fascista? Non in mio nome"

In questi giorni
qualcuno si è arbitrariamente arrogato il diritto di parlare a nome di tutto un popolo, quello dei tifosi della Lazio. E facendolo ha per di più, ancora una volta, avallato un'impropria equazione, l'equazione laziale=fascista; che a furia di essere sbandierata ha finito per attecchire nella mente dei più, travalicando i confini e divenendo un assioma incontrovertibile. Laziale=fascista.

Lo si è fatto rilasciando affermazioni apodittiche e temerarie, che hanno ancora una volta violato l'ordinamento giuridico italiano e la nostra Costituzione, secondo quanto previsto dall'art. 4 della legge Scelba; quell'apologia di fascismo che ha di recente costretto la Procura di Torino ad aprire un fascicolo nei confronti del fondatore della casa editrice Altaforte, Francesco Polacchi, e che tanta enfasi ha avuto alla vigilia dell'inaugurazione del Salone del Libro. Affermazioni temerarie – dicevamo – che hanno persino avuto l'ardire di agitare lo spettro del terrorismo degli anni '70.

Tutto ciò è accaduto a pochi giorni dall'esposizione del famigerato striscione che il 24 aprile, nei pressi di Piazzale Loreto, ha sfregiato la memoria della Festa della Liberazione, omaggiando la memoria di Benito Mussolini. Anch'esso firmato dalla sigla del gruppo di ultras, a nome del quale il rappresentante di questa tifoseria organizzata ha parlato. Facendolo, però (e qui sta il problema maggiore, per noi), ha finito per coinvolgere tutti gli altri tifosi laziali, che quelle idee non solo non le condividono ma molto spesso le avversano.

Lo stadio, per chi non se ne rendesse conto, altro non è che uno spaccato della società civile, in tutte le sue divaricazioni e le sue complessità. Nelle decine di migliaia di persone che si raccolgono ogni settimana per seguire una squadra di calcio ci sono tutte le anime della società, sono rappresentate tutte le sensibilità politiche: quelle di sinistra, di destra, di centro e quelli a cui della politica (come se dice a Roma) "non je ne può frega' de meno".
Ecco perché noi riteniamo intollerabile che ci sia chi (media compresi) continua pervicacemente ad assimilare tutta la tifoseria laziale a queste frange estremistiche politicizzate, compiendo così una riduzione abusiva e una vera e propria falsificazione della verità.

La Società Sportiva LAZIO venne fondata al principio del secolo scorso sugli ideali sportivi di lealtà e di rispetto dei giochi olimpici, tanto che il motto scelto dai 9 soci fondatori è stato questo: "Concordia parvae res crescunt", estrapolato dalla frase latina: "Concordia parvae res crescunt, discordia maximae dilabuntur" (letteralmente: nell'armonia anche le piccole cose crescono, nel contrasto anche le più grandi svaniscono). Una società che, prima che la sua immagine venisse infangata da simboli e slogan per sempre squalificati dalla storia, ha avuto l'onore di avere avuto tra i suoi tesserati Ivo Bitetti, il pallanuotista che catturò il Duce in fuga; e Tommaso Maestrelli l'allenatore più amato di sempre, che da giovane fu partigiano.
Ecco, noi siamo stanchi di sentirci dare del "fascista" ogni volta che manifestiamo la nostra fede sportiva, arcistufi di doverci sempre giustificare nell'attimo esatto in cui affermiamo la passione per i nostri colori. Ecco perché, dopo quest'ennesima violazione del codice penale, oltre che della veridicità della Storia, i firmatari di quest'appello sentono la necessità non più differibile di far giungere forte e chiara una ferma voce di dissenso.

Ci rivolgiamo dunque a questi signori che condividono l'amore per la nostra squadra, pregandoli una volta per tutte di non coinvolgerci mai più in azioni e manifestazioni di pensiero che non hanno nulla a che vedere col gioco del calcio.

Svolgano pure le loro attività politiche, se le loro coscienze e le regole della democrazia glielo consentono. Lascino però in pace i tifosi della Lazio, che sono e vogliono restare soltanto tifosi della Lazio.


Laziale e antifascista
Tifosi laziali di Sinistra

http://www.strisciarossa.it/la-rivolta-dei-tifosi-della-lazio-laziale-fascista-non-in-mio-nome/?fbclid=IwAR3RDXFR9KR39IuzByNkthREygHsSLaHI3QAzotU8bkJK_N-TTVrEKdhWq0

Tarallo

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gigiazzo

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Fantastico.
Questo comunicato avrebbe dovuto farlo la società.

MTL

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Si potrebbe dar vita ad una sottoscrizione on line di questo documento? Magari tramite tutti i canali social

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rimski orel

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Ottimo ma non capisco la firma in calce. Tifosi Laziali di Sinistra, non la capisco perche' non bisogna essere di sinistra ne' di destra ne' di qualsiasi altra cosa per essere tifosi Laziali e non bisogna essere di sinistra per essere antifascisti, soprattutto dopo aver detto, giustamente, che la tifoseria e' uno spaccato di societa' e che la politica non c'entra niente con il calcio. Io avrei firmato semplicemente "I tifosi Laziali"

gigiazzo

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La doppia firma non sembra casuale.
Prima "Laziale antifascista" che è la firma che può/potrebbe accomunare tutti gli altri tifosi.
E poi la firma degli autori che si identificano come "tifosi laziali di sinistra". Tutto sommato mi sembra corretto.

Magari si potesse veicolare su larghissima scala questa dichiarazione. Bisogna togliere alla curva l'ossigeno del consenso.

UnDodicesimo

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Citazione di: gigiazzo il 11 Mag 2019, 09:54
...

Mi auguro sia la prima di una lunga serie.

E che piano piano non ci sia bisogno di sottolineare di quale parte politica si sia. Ma solo di chi si tifa.

Se stessi o la Lazio.

Ps: non sto dicendo che l'intervistato è tifoso di sé stesso.

gigiazzo

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In ambito accademico Alessandro Portelli è un personaggio abbastanza noto, così come è nota la sua appartenenza politica. Posso confermarti con buona certezza che la sua uscita non è per farsi pubblicità.

Dissi

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Citazione di: PabloHoney il 11 Mag 2019, 14:36
La rivolta dei tifosi della Lazio:
"Laziale fascista? Non in mio nome"

In questi giorni
qualcuno si è arbitrariamente arrogato il diritto di parlare a nome di tutto un popolo, quello dei tifosi della Lazio. E facendolo ha per di più, ancora una volta, avallato un'impropria equazione, l'equazione laziale=fascista; che a furia di essere sbandierata ha finito per attecchire nella mente dei più, travalicando i confini e divenendo un assioma incontrovertibile. Laziale=fascista.

Lo si è fatto rilasciando affermazioni apodittiche e temerarie, che hanno ancora una volta violato l'ordinamento giuridico italiano e la nostra Costituzione, secondo quanto previsto dall'art. 4 della legge Scelba; quell'apologia di fascismo che ha di recente costretto la Procura di Torino ad aprire un fascicolo nei confronti del fondatore della casa editrice Altaforte, Francesco Polacchi, e che tanta enfasi ha avuto alla vigilia dell'inaugurazione del Salone del Libro. Affermazioni temerarie – dicevamo – che hanno persino avuto l'ardire di agitare lo spettro del terrorismo degli anni '70.

Tutto ciò è accaduto a pochi giorni dall'esposizione del famigerato striscione che il 24 aprile, nei pressi di Piazzale Loreto, ha sfregiato la memoria della Festa della Liberazione, omaggiando la memoria di Benito Mussolini. Anch'esso firmato dalla sigla del gruppo di ultras, a nome del quale il rappresentante di questa tifoseria organizzata ha parlato. Facendolo, però (e qui sta il problema maggiore, per noi), ha finito per coinvolgere tutti gli altri tifosi laziali, che quelle idee non solo non le condividono ma molto spesso le avversano.

Lo stadio, per chi non se ne rendesse conto, altro non è che uno spaccato della società civile, in tutte le sue divaricazioni e le sue complessità. Nelle decine di migliaia di persone che si raccolgono ogni settimana per seguire una squadra di calcio ci sono tutte le anime della società, sono rappresentate tutte le sensibilità politiche: quelle di sinistra, di destra, di centro e quelli a cui della politica (come se dice a Roma) "non je ne può frega' de meno".
Ecco perché noi riteniamo intollerabile che ci sia chi (media compresi) continua pervicacemente ad assimilare tutta la tifoseria laziale a queste frange estremistiche politicizzate, compiendo così una riduzione abusiva e una vera e propria falsificazione della verità.

La Società Sportiva LAZIO venne fondata al principio del secolo scorso sugli ideali sportivi di lealtà e di rispetto dei giochi olimpici, tanto che il motto scelto dai 9 soci fondatori è stato questo: "Concordia parvae res crescunt", estrapolato dalla frase latina: "Concordia parvae res crescunt, discordia maximae dilabuntur" (letteralmente: nell'armonia anche le piccole cose crescono, nel contrasto anche le più grandi svaniscono). Una società che, prima che la sua immagine venisse infangata da simboli e slogan per sempre squalificati dalla storia, ha avuto l'onore di avere avuto tra i suoi tesserati Ivo Bitetti, il pallanuotista che catturò il Duce in fuga; e Tommaso Maestrelli l'allenatore più amato di sempre, che da giovane fu partigiano.
Ecco, noi siamo stanchi di sentirci dare del "fascista" ogni volta che manifestiamo la nostra fede sportiva, arcistufi di doverci sempre giustificare nell'attimo esatto in cui affermiamo la passione per i nostri colori. Ecco perché, dopo quest'ennesima violazione del codice penale, oltre che della veridicità della Storia, i firmatari di quest'appello sentono la necessità non più differibile di far giungere forte e chiara una ferma voce di dissenso.

Ci rivolgiamo dunque a questi signori che condividono l'amore per la nostra squadra, pregandoli una volta per tutte di non coinvolgerci mai più in azioni e manifestazioni di pensiero che non hanno nulla a che vedere col gioco del calcio.

Svolgano pure le loro attività politiche, se le loro coscienze e le regole della democrazia glielo consentono. Lascino però in pace i tifosi della Lazio, che sono e vogliono restare soltanto tifosi della Lazio.


Laziale e antifascista
Tifosi laziali di Sinistra

http://www.strisciarossa.it/la-rivolta-dei-tifosi-della-lazio-laziale-fascista-non-in-mio-nome/?fbclid=IwAR3RDXFR9KR39IuzByNkthREygHsSLaHI3QAzotU8bkJK_N-TTVrEKdhWq0


Il pezzo è praticamente perfetto, solo che su strisciarossa.it chi lo legge?

A noi serve visibilità sui canali mainstrean, come quello di Portelli, appunto.

Il nostro Giorgione

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Citazione di: rimski orel il 11 Mag 2019, 14:55
Ottimo ma non capisco la firma in calce. Tifosi Laziali di Sinistra, non la capisco perche' non bisogna essere di sinistra ne' di destra ne' di qualsiasi altra cosa per essere tifosi Laziali e non bisogna essere di sinistra per essere antifascisti, soprattutto dopo aver detto, giustamente, che la tifoseria e' uno spaccato di societa' e che la politica non c'entra niente con il calcio. Io avrei firmato semplicemente "I tifosi Laziali"

La penso come te. Disprezzo il fascismo e i fascismi. Altrettanto schifo il male del 900, il comunismo e i comunismi. Non mi identifico affatto nella "sinistra" e troverei fuori luogo firmarmi "Laziale di sinistra".
Sono Laziale e basta.
Però capisco anche la necessità di "rompere" dando un segnale di antagonismo assoluto.

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Palo

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C'è un gruppo FB di riferimento, Laziale e Antifascista. Ed è il gruppo che c'è dietro a questo comunicato.






pan

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un leggero sentore di cambiamento c'è da un po', alcuni giornalisti o commentatori, ma anche gente comune non tifosa laziale, si è svegliata: ma te credo però, a una certa è stato inevitabile farlo. mi pare come quei commentatori politici che dicono una serie di ovvietà imbarazzanti prima degli avvenimenti. poi, quando la realtà  si è ben dipanata, ripetono tutti le stesse cose e fanno la disamina ovvia dell'ultima ora.
ecco, con la Lazio succederà a breve la stessa cosa: tutti diranno ciò che per moltissimi di noi era già ovvio, anche qua dentro. perché recepiscono che ormai, con il sempre maggior numero crescente di risposte delle persone antifa che girano nella vita reale, giornali, social, testimonianze fotografiche di ribellioni varie della gente sana ma altrattante testimonianze, anche fotografiche (anni fa impensabili, internet non c'era) di altrattanti fascismi dell'altra squadra della capitale, ormai troppe palle non le puoi raccontare più... la corda è stata tirata troppo, sono e saranno sostretti a salire sul carro della verità, occultata per anni.

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