Pallotta è pronto a versare la prima tranche per l'acquisto dei terreni di Eurnova, ma...
Tor di Valle senza pace (Corriere dello Sport, 24 maggio 2019)
Ci sono ancora punti da chiarire sulla convenzione urbanistica: i tempi possono slittare al 2020
di Guido D'Ubaldo
ROMA
Quella dello stadio della Roma rischia di diventare una storia infinita. Mentre Pallotta spera di firmare la prima tranche per l'acquisto dei terreni da Eurnova entro la prossima settimana, la votazione per la variante e la convenzione urbanistica in aula rischia di slittare ancora, dopo l'estate se non addirittura all'inizio del 2020. I proponenti, con Baldissoni in testa, considerano l'ultimo passaggio in aula una formalità, in quanto con l'approvazione in Conferenza dei servizi l'iter dovrebbe essere stato ormai incardinato verso il sì. Non sembrano previsti altri intoppi, a meno che non cada la maggioranza del Campidoglio. In realtà, seppure l'approvazione è considerata un atto dovuto, prima di arrivare in aula bisogna superare la fase di confronto con gli uffici del Dipartimento Urbanistica. Infatti, se per la variante urbanistica è praticamente tutto a posto, la vera partita si sta giocando sulla convenzione urbanistica. Le parti divergono su alcuni punti, relativi alle opere pubbliche. Dopo i primi giorni di un irrigidimento dell'amministrazione, in seguito alle parole considerate inopportune di Pallotta, dalla scorsa settimana negli incontri (che sono tornati ad avere frequenza quasi quotidiana), il clima è tornato di confronto e collaborazione per trovare una soluzione condivisa che possa coniugare le esigenze del proponente con quelle di Roma Capitale. Una volta terminato il lavoro dei tecnici la delibera dovrà essere sottoposta alla Giunta, presumibilmente entro il prossimo mese, e successivamente al parere dell'Aula.
riflessi elettorali. La storia dello stadio della Roma ci ha insegnato che le previsioni non sono mai state rispettate, a questo si aggiunga l'eventuale trambusto post elezioni europee che, se dovessero penalizzare il Movimento, potrebbero comportare un ulteriore rallentamento. E' questo che teme Pallotta, preoccupato per l'instabilità politica del Paese, che lo ha portato a dividere il pagamento dei terreni in tre tranche. La prima di soli otto milioni entro fine maggio, poi un'altra a breve, di altri sette milioni, per bonificare il sito e renderlo fruibile per le prime operazioni (rilievi archeologici), infine il restante a convenzione approvata.
rivalsa. Nella maggioranza del Campidoglio ci sono ancora alcuni consiglieri molto scettici ed eventuali sconquassi elettorali per il Movimento potrebbero allargare la fronda, spostando l'approvazione della delibera all'anno nuovo. In questo caso Pallotta è pronto a chiedere prima di tutto la nomina di un commissario per sollecitare la chiusura dell'iter, ma in ultima analisi i proponenti sono orientati a chiedere i danni, che saranno valutati all'interno del progetto, per alcune centinaia di milioni di euro.