Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Ranxerox

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Citazione di: Precisione il 05 Giu 2019, 20:59
Stadio Roma: lungo vertice Comune-societa' ma stallo opere mobilita'

E' ancora stallo dopo l'ennesimo vertice fiume, durato oltre 4 ore, tra i tecnici del Campidoglio e la dirigenza dell'As Roma, guidata da Mauro Baldissoni, sul progetto dello stadio di proprieta' del club giallorosso da realizzare a Tor di Valle. Al termine dell'incontro il manager giallorosso e' andato via senza rilasciare dichiarazioni. Il nodo della discussione sta nelle specifiche legate alla mobilita' della convenzione urbanistica, che il Campidoglio a 5 Stelle intende approvare contestualmente alla variante urbanistica chiamata a sancire sulle mappe catastali che al posto dell'ippodromo di Tor di Valle sorgera' un impianto da calcio da 55mila posti ed un business park. Il sistema delle opere di viabilita' studiate attorno all'impianto resta dunque un punto cruciale, ancora pieno di fragilita', dell'intero dossier.

Il Campidoglio, a quanto filtra, chiederebbe alla societa' giallorossa la garanzia che i lavori partano dall'unificazione della Via del Mare con la Via Ostiense, operazione che potrebbe richiedere in una delle configurazioni urbanistiche possibili anche l'esproprio di alcuni terreni privati a carico dei proponenti. Invece il club prima di procedere ad interventi che potrebbero portare ad un aggravio di spesa superiore rispetto a quanto preventivato chiederebbe la garanzia dal Campidoglio che contestualmente partano anche i lavori pubblici come la realizzazione del Ponte dei Congressi, finanziato dallo Stato, e del restyling della ferrovia Roma-Lido, a carico della Regione Lazio, entrambi ancora fermi ala fase progettuale. Dopo due anni dall'approvazione in Assemblea Capitolina del pubblico interesse per l'opera e un anno e mezzo dopo la votazione in Conferenza dei Servizi manca ancora l'intesa per far approdare in Aula varante e convenzione urbanistica.

Quindi stanno per mettere la prima pietra... :=))

Ranxerox

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JoseAntonio

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Solo a metà mese verrà messo in calendario il prossimo incontro

Lo Stadio in stallo Accordo lontano (Corriere dello Sport)

Cinque ore di riunione e ora un paio di settimane per riflettere Ma la trattativa non si ferma

Roma - Anche se viene voglia di non credere più a nulla di tutta questa pazzesca vicenda dello stadio della Roma, bisogna ammettere che ieri coloro che la stanno maneggiando con cautela hanno avuto il coraggio di guardarsi in faccia l'un l'altro per cinque ore. E per quattro è rimasto seduto al tavolo anche Mauro Baldissoni, il vicepresidente esecutivo del club tuttora dotato di piena delega sulla questione Tor di Valle. Altrettanto francamente bisogna ammettere che non sono approdati su nessuna riva solida. Hanno soltanto promesso di rivedersi prima possibile, però senza troppa fretta, diciamo tra un paio di settimane. Meglio: a metà mese verrà fissata, si suppone a brevissima scadenza, la data del prossimo incontro. Hanno bisogno di raccogliere le idee e continuano a giurare che non c'è alcuna intenzione di rompere le trattative e che è interesse di tutti arrivare a una soluzione positiva.
E' persino ragionevole. Virginia Raggi ha bisogno di un successo politico - bloccare lo stadio della Roma sarebbe piuttosto comodo in questo periodo di crepuscolo del Movimento 5 Stelle e di turbolenza interna al Campidoglio, con il fronte di Tor di Valleche ha acquisito un pesante valore simbolico, ma significherebbe anche ingrossare il mucchio delle iniziative fallite e delle cose non fatte - per segnalare l'esistenza in vita della sua giunta. La Roma, inutile ripeterlo, ha bisogno dello stadio per tornare a vedere scorci di futuro. James Pallotta ha messo l'impianto al centro della sua strategia aziendale e comunque con il permesso di costruire arena e business park si troverebbe in mano un pacchetto molto più appetibile da mettere eventualmente in vendita. A Eurnova servono i soldi che ricaverebbe dalla vendita del terreno a Pallotta e anche tale trattativa è congelata in attesa che l'iter per la costruzione dello stadio riparta a ritmo pieno
Questo raccontano e se è tutto vero non si capisce perché allora non si metta una pietra sul passato e la prima pietra della costruzione in terra. Aspettiamo ancora. Cinque ore di discussione indicano comunque un dialogo articolato tra le parti e configurano la speranza che non si stia semplicemente portando avanti una tediosa ed empia rappresentazione. Anche se qualcuno della parte della Roma è uscito dagli uffici dell'urbanistica all'Eur la sera tardi borbottando che passi avanti non ce ne sono stati. Probabilmente è vero in senso formale. Il Comune vuole che le opere pubbliche - riunificazione di Ostiense e Via del Mare, aumento della capacità di trasporto della ferrovia Roma Lido - siano terminate e attive prima dell'apertura dello stadio. I proponenti replicano che mentre con la delibera della giunta Marino la Roma disponeva del pieno controllo sulla realizzazione di tali opere adesso questa responsabilità le è stata tolta, quindi non sarebbe logico imporre al club un vincolo che non c'è la concreta possibilità di far rispettare. Alcuni atti delle modifiche alla viabilità spettano al Comune, per la Roma Lido esiste anche la competenza della Regione, quindi è coinvolta addirittura una terza parte.
Per ottenere flessibilità in questo ambito la Roma (che fa distrattamente sventolare qua e là l'alternativa Fiumicino, in realtà impraticabile) avrebbe presentato una proposta in cui si accolla una maggiore quota delle opere pubbliche di quella preventivata: un aumento che potrebbe portare il totale previsto del contributo dei proponenti a oltre 130 milioni. Indicativamente e senza scendere dei dettagli della singole operazioni. Intorno a questa trovata si rifletterà nei prossimi giorni, con lo scopo di stilare, se non nella prossima riunione almeno in un ragionevole e piccolo numero di pochi incontri ulteriori, una convenzione urbanistica che fissi gli obblighi di tutte le parti in causa. Ci si può riuscire, se questa è davvero la volontà comune. Non resta che sedersi sul ciglio della strada e aspettare.

m.e.


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Il retroscena Un mese fa quasi la rottura

Quella mail della discordia (Corriere dello Sport)

Roma - Fino a un mese fa, più o meno, la vicenda dello stadio di Tor di Valle marciava faticosamente e lentamente ma con una certa sicurezza nella giusta direzione. Nonostante le due inchieste giudiziarie che avevano inferto pesanti colpi alla credibilità dell'intero iter, tagliando via alla procedura praticamente un intero anno che avrebbe dovuto essere utilizzato con maggiore profitto. Tutto sommato le accuse di corruzione a Luca Parnasi, titolare di Eurnova, partner della Roma nel progetto e proprietario del terreno su cui deve sorgere il complesso, non avevano azzerato tutto, e neppure l'arresto del presidente del consiglio comunale Marcello De Vito. Però queste vicende, soprattutto la seconda, avevano riacceso le polemiche e i mal di pancia all'interno della maggioranza targata Movimento 5 Stelle che regge il Campidoglio. Proprio nei giorni scorsi la consigliera Cristina Grancio, uscita dal Movimento, ha dichiarato al nostro giornale che a quanto le risulta diverse persone all'interno della maggioranza stanno cercando un modo di fermare il progetto senza correre rischi di una causa di risarcimento danni da parte della Roma.
I veri contrasti - o, nella visione dei pessimisti, il pretesto che la giunta capitolina aspettava per far esplodere il conflitto con la Roma - sono cominciati appunto un mese fa, quando James Pallotta non ha ricevuto risposta a una sua mail in cui chiedeva un appuntamento con il Comune per alcuni suoi emissari. Siccome intende rilevare il terreno da Eurnova per una cifra superiore ai 100 milioni di euro, prima di chiudere l'affare voleva rassicurazioni sull'iter. Davanti al silenzio degli uffici comunali ha diffuso una breve nota in cui chiedeva ai tifosi della Roma di farsi sentire, perché non si perdesse ulteriore tempo.
L'uscita di Pallotta ha aumentato la tensione, già elevata per la difficoltà della trattativa, tra il Comune e la Roma. Gli incontri tra tecnici si sono fermati per un paio di settimane. Quando sono ripresi, è sembrato che il riavvicinamento tra le due posizioni stesse finalmente portando verso la conclusione positiva delle operazioni. Ma i nodi da sciogliere sono molti e resistenti. E le parole della Raggi sulla priorità da assegnare alle opere pubbliche hanno rialzato il livello del contrasto.

m.e.


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il commento

Una farsa Finitela di recitare (Corriere dello Sport)

di Marco Evangelisti

ROMA

Gli anni passano veloci, questo in particolare. E' in arrivo l'estate e il voto che dovrebbe spalancare le porte alla costruzione dello stadio della Roma a Tor di Valle, previsto con larghi sorrisi di sindaca e di manager per i primi caldi, non è stato fissato e neppure immaginato da qualche parte nel tempo. Stando alle intenzioni dichiarate galleggia nel limbo che comincia qui e arriva alla fine di dicembre, la qual cosa non significa un bel nulla. 

Vero, si stanno trattando con cautela questioni tecniche spinose e velenose. Intanto però, a proposito di anni, ne sono passati praticamente sette dall'inizio del viaggio, sette lunghi anni di pregiudizi e inchieste e torrenti di chiacchiere. Chiacchiere soprattutto, che sgorgano facili da una sorgente e dall'altra, dai manager e dai presidenti che additano la mancanza dello stadio per giustificare l'inconsistenza delle proprie politiche sportive - tutti guardano il dito, naturalmente, perché davanti c'è il vuoto e il vuoto non giustifica un bel nulla - e dagli amministratori che se ne inventano una via l'altra pur di non amministrare e non decidere, le due diligence, le analisi dei flussi, i pareri degli avvocati, le opere pubbliche da finire domani. 
Viene spontaneo pensare che sia tutta una recita. Che in fin dei conti il Comune di Roma non voglia affatto portare a termine l'impresa alla quale aveva concesso timbro d'approvazione e bolla di lode. In un crescendo negativo hanno preso un progetto ben fatto, funzionale, con qualche difetto ma determinante per il cambiamento in meglio di un pezzo dimenticato e disordinato della città. Lo hanno trasformato in un accrocco di Lego, giocando al ribasso, rivoluzionari divenuti guardiani del vecchio e dell'immutabile. E infine, spaventati da se stessi, si sono messi a cercare qualsiasi scusa per rallentare, frenare, parcheggiare, ma non è che andando avanti così lo stadio si fa sul serio, vero? Mentre sembra che da parte della Roma, di James Pallotta, sia subentrata la rassegnazione, che con i corpi sia invecchiata anche l'idea e che ormai l'unica meta plausibile sia quella del risarcimento danni: mettere l'amministrazione di fronte alle proprie responsabilità, intascare, andarsene convinti persino di avere fatto del proprio meglio. La trama emerge dalle scenografie e dai testi. Ci assicurano che non è così. Bene, tocca a loro dimostrarlo. Noi siamo stanchi di inseguire le chiacchiere e siamo invecchiati insieme con questa storia.




Palo

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Il sogno è che Lotito gli alzi pure lo stadio in faccia!

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Stadio, niente accordo tra società e Campidoglio (Corriere della Sera - ed. romana)

La distanza ancora c'è. Nella riunione fiume tenuta negli uffici del dipartimento Urbanistica, Campidoglio e proponenti dello stadio della Roma, il club e Eurnova, escono senza intesa sulla Convenzione urbanistica. Un flop, dopo il quale le parti si sono date una decina di giorni per riflettere, seppure «con lo spirito di chi la distanza la vuole colmare», spiegano i tecnici confermando che «non c'è passo in avanti». Restano i due nodi che di fatto rischiano di far deragliare il progetto: tempi e fondi extra. Sui tempi Raggi era stata categorica: «Prima le opere pubbliche, poi il campo da calcio». Della stessa opinione la sua maggioranza M5S che, prima del summit all'Eur, si diceva «pronta a non votare la variante se i paletti sulle priorità non fossero rispettati nella Convenzione». Del resto, dopo la debacle alle Europee, la base M5S pressa per la linea dell'intransigenza anche se dovesse portare al collasso del progetto. Di contro la Roma resta della sui idea: vuole la garanzia di evitare un pantano burocratico che le impedisca di aprire l'impianto entro tre anni. E pur di avere questa garanzia il club potrebbe aprire alla richiesta di fondi extra per le opere pubbliche: l'accordo prevede 45 milioni da parte del proponente per la Roma-Lido (nuova stazione a Tor di Valle e tre treni); ma il Comune ne avrebbe chiesti altri 20 per l'esproprio di alcuni capannoni presenti nello spicchio di terra compresa tra via Ostiense e via del Mare che, nei piani, devono essere unificate. Così la Roma potrebbe mettere i soldi in un fondo da cui il Comune attingerebbe di volta in volta per le opere in questione, senza rischio di un uso alternativo. Come fosse un bancomat.

Andrea Arzilli

ordnung und disziplin

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C entra poco con lo stadio ma visto che qui si parla spesso di lei voglio postare questa notizia

Roma, 6 giu. (AdnKronos) – La sindaca di Roma, Virginia Raggi, consegnerà un riconoscimento alla Lazio per la recente vittoria della Coppa Italia. A quanto apprende l'Adnkronos, sono in corso contatti tra il Comune capitolino e la dirigenza biancoceleste per decidere la data della premiazione, che dovrebbe avvenire in Campidoglio probabilmente all'inizio di luglio, quando la squadra si radunerà prima della partenza per il ritiro pre-campionato ad Auronzo di Cadore. Sarà anche l'occasione per chiudere definitivamente le polemiche dei mesi scorsi, che si erano aperte dopo che Raggi aveva partecipato all'inaugurazione della sede della Roma.


Se fosse per me rifiuterei come lei rifiutò la maglia.

UnDodicesimo

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Citazione di: ordnung und disziplin il 06 Giu 2019, 13:29
C entra poco con lo stadio ma visto che qui si parla spesso di lei voglio postare questa notizia

Roma, 6 giu. (AdnKronos) – La sindaca di Roma, Virginia Raggi, consegnerà un riconoscimento alla Lazio per la recente vittoria della Coppa Italia. A quanto apprende l'Adnkronos, sono in corso contatti tra il Comune capitolino e la dirigenza biancoceleste per decidere la data della premiazione, che dovrebbe avvenire in Campidoglio probabilmente all'inizio di luglio, quando la squadra si radunerà prima della partenza per il ritiro pre-campionato ad Auronzo di Cadore. Sarà anche l'occasione per chiudere definitivamente le polemiche dei mesi scorsi, che si erano aperte dopo che Raggi aveva partecipato all'inaugurazione della sede della Roma.


Se fosse per me rifiuterei come lei rifiutò la maglia.

https://www.lazio.net/forum/lazio-talk/a-luglio-la-raggi-premiera-la-lazio-in-campidoglio/  :beer:


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Roma, Calabrese (M5S): senza opere variante Stadio non va in Aula Campidoglio

"Ci sono delle cose che devono accadere al momento della firma della convenzione. I 45 milioni di euro di extra oneri per la Roma-Lido, ad esempio, devono essere versati subito, al momento della firma, non a rate come leggo sui giornali vorrebbero fare i proponenti. Se loro pensano di andare avanti così, credo che la relativa variante urbanistica faticherà a ottenere l'ultimo passaggio in aula Giulio Cesare. A noi non interessano le chiacchiere, non vorrei che qualcuno stesse cercando un pretesto per tirarsi fuori da questa situazione". Lo ha detto il presidente M5S della commissione capitolina Mobilità Pietro Calabrese, intervistato da Centro Suono Sport sul futuro del progetto dello Stadio della Roma a Tor di Valle.

In merito allo Stadio "ovviamente - ha aggiunto Calabrese - c'è chi è a favore e chi è contro, ma sul fatto che le opere pubbliche debbano essere realizzate prima dell'entrata in funzione dei comparti privati credo che tutti i cittadini siano perfettamente concordi con noi". Le opere pubbliche sono "uno dei punti fondamentali della delibera di rimodulazione dell'interesse pubblico sullo Stadio della Roma, che giuridicamente per un ente locale come lo è Roma Capitale è una legge esattamente come lo sono tutte le leggi emanate da Stato e Regioni. Quando in una delibera ci sono le cose che le due parti devono fare - ha sottolineato Calabrese - amministrazione pubblica e proponente privato, nessuna delle due può tirarsi indietro. Si chiama governo nell'interesse e a garanzia di tutti i cittadini. Altrimenti succede quanto a Roma negli ultimi decenni ha devastato l'urbanistica di questa Capitale europea".

E per quanto riguarda il ponte dei Congressi? "Lo stanziamento dei fondi fu fatto nel 2014 - ha ricordato Calabrese - a parte che bisogna capire perché quando noi siamo arrivati abbiamo trovato tutto fermo e abbiamo dovuto rimettere tutto in piedi, qualcuno dovrebbe sapere che ogni finanziamento statale e' vincolato all'opera a cui si riferisce, per cui i fondi non possono essere impiegati per altro come riportano alcuni articoli di stampa. L'iter sta andando avanti, ed e' seguito anche dal Provveditorato delle Opere pubbliche del Ministero; comunque il ponte dei Congressi non fa parte del progetto Stadio, i privati non devono preoccuparsi di questo. Il vertice di ieri con la Roma? Quelle sono riunioni tecniche, i tecnici riferiscono agli assessori che poi riportano ai consiglieri. Ma ripeto: noi non avalliamo i comportamenti amministrativi del passato. Le opere pubbliche devono essere fatte per prime", ha concluso.

arturo

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Una bella pietrona , sembra..
più ultima  che prima.. 8)

Precisione

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STADIO ROMA: FRONGIA, 'C'E' VOLONTA' DI ANDARE AVANTI, CI VEDREMO ENTRO 15 GIORNI'

"È confermata la volontà politica di andare avanti, come espresso dalla sindaca Raggi, ribadendo l'importanza di avere le opere infrastrutturali antecedenti alla realizzazione dello stadio, posizione espressa anche dalla maggioranza 5 stelle. Entrambe le parti vogliono arrivare a una decisione congiunta e concordata e per questo si rivedranno entro un paio di settimane. A quel punto avremo un aggiornamento". Lo dice l'assessore allo sport del comune di  Roma Daniele Frongia in merito alla situazione dello stadio della Roma.   

WhiteBluesBrother

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Citazione di: Precisione il 06 Giu 2019, 16:52
STADIO ROMA: FRONGIA, 'C'E' VOLONTA' DI ANDARE AVANTI, CI VEDREMO ENTRO 15 GIORNI'

"È confermata la volontà politica di andare avanti, come espresso dalla sindaca Raggi, ribadendo l'importanza di avere le opere infrastrutturali antecedenti alla realizzazione dello stadio, posizione espressa anche dalla maggioranza 5 stelle. Entrambe le parti vogliono arrivare a una decisione congiunta e concordata e per questo si rivedranno entro un paio di settimane. A quel punto avremo un aggiornamento". Lo dice l'assessore allo sport del comune di  Roma Daniele Frongia in merito alla situazione dello stadio della Roma.
Telefonatina dalla Casaleggio "non pagano più le rate, inventatevene un'altra, tanto una più una meno"...

NEMICOn.1

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Non so perché ma mi sembra una bella scusa questa qui in modo che tutti ne possano uscire ; il Comune dice che senza infrastrutture non fa la variante e Pallotta & company scaricando tutte le responsabilità sulla Raggi e i 5 stelle , possono andarsene .

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PRIMA
«Stadio, salta l'interesse pubblico» (Il Messaggero)

Caro Pallotta e cara Eurnova (la società di Parnasi), avete cambiato i patti sullo stadio a Tor di Valle e questo «rimette oggettivamente in discussione l'intero assetto» del progetto, perché sono in forse «gli elementi qualificanti del già dichiarato interesse pubblico». Firmato: il Campidoglio. La lettera riservata inviata ai privati che sognano l'affare stadio è datata 13 maggio. Ed è il documento che ha convinto la sindaca Virginia Raggi a battere i pugni sul tavolo con la Roma, aprendo per la prima volta alla bocciatura della controversa operazione calcistico-immobiliare. La Roma e il Comune litigano sulla convenzione urbanistica che dovrebbe ratificare quanto previsto dalla delibera sul pubblico interesse votata dal M5S nel 2017. La bozza presentata dai privati, «non sembra coerente con lo stato del confronto», dato che sono presenti «profonde e nemmeno preannunciate revisioni».

De Cicco a pag. 37



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«Stadio, garanzie più deboli sul legame con la Roma» (Il Messaggero)

IL CASO

Caro Pallotta e cara Eurnova (la società di Parnasi), avete cambiato i patti sullo stadio a Tor di Valle e questo «rimette oggettivamente in discussione l'intero assetto» del progetto, perché sono in forse «gli elementi qualificanti del già dichiarato interesse pubblico». Firmato: il Campidoglio. La lettera riservata inviata ai privati che sognano l'affare stadio è datata 13 maggio. Ed è il documento che ha convinto la sindaca Virginia Raggi a battere i pugni sul tavolo con la Roma, aprendo per la prima volta alla bocciatura della controversa operazione calcistico-immobiliare che si trascina da quasi sette anni (e da sempre sgradita ai grillini).
La Roma e il Comune litigano sulla convenzione urbanistica che dovrebbe ratificare quanto previsto dalla delibera sul pubblico interesse votata - a malincuore - dal M5S nel 2017. La bozza presentata dai privati, si legge nella missiva di cui Il Messaggero è in possesso, «non sembra coerente con lo stato del confronto», dato che sono presenti «profonde e nemmeno preannunciate revisioni». Questo scrive la direttrice dell'Urbanistica comunale, Cinzia Esposito. La frattura è così profonda da «rimettere in discussione» l'interesse pubblico. Cioè il via libera dell'amministrazione.
Alcune contestazioni sono note, altre no. Per esempio non era emerso che i privati - così almeno sostiene il Comune - vogliano un'«attenuazione radicale del vincolo di strumentalità tra l'impianto e l'AS Roma (nella qualità e nella quantità». Si tratta in sostanza dell'obbligo di legare il nuovo stadio al club giallorosso «per 30 anni», com'è scritto nella delibera del 2017. Altrimenti? Scatterebbe una maxi-multa pari al «contributo straordinario» dei privati. Cioè 98 milioni di euro. Nella bozza dei proponenti, annota sempre la Esposito, è prevista invece «la soppressione della previsione di un importo a titolo di penale per il caso di perdita/violazione del vincolo di strumentalità». Cioè se lo stadio tra qualche anno non sarà più «l'arena» della Lupa, non sarebbe chiaro che tipo di multa dovrebbero sborsare i privati.
Non c'è accordo poi sulle infrastrutture - non molte, ormai - rimaste a carico dei proponenti in cambio delle cubature record per alberghi, negozi e uffici. Il contributo per la mobilità, cioè 45 milioni per rimettere in sesto la malandatissima ferrovia Roma-Lido, «non sarebbe più versato all'atto della sottoscrizione della convenzione», hanno detto i privati. E per di più «l'apertura dello stadio non sarebbe condizionata dalla qualità/quantità del trasporto su ferro». Tutti cambiamenti che «sembrano distanziarsi tanto dalle condizioni della delibera del 2017 quanto dalle prescrizioni emerse in conferenza dei servizi» in Regione.
«VIA NON PERCORRIBILE»
Il patto era infatti che lo stadio avrebbe aperto solo col «contestuale» funzionamento di tutte le opere pubbliche assicurate. Cioè con l'Ostiense-Via del Mare unificata e con la Roma-Lido in grado di correre con un treno ogni 3 minuti e mezzo («16 treni l'ora»), mentre oggi se va bene passa un convoglio ogni venti minuti. Zero accordo anche sui parcheggi, sulla ricostruzione delle tribune del vecchio ippodromo «da considerare opera pubblica», sul «crono-programma» che il Campidoglio vorrebbe «vincolativo» e non «meramente indicativo». Insomma, mentre l'assessore allo Sport, Daniele Frongia, ieri pubblicamente confermava «la volontà politica di andare avanti, ribadendo l'importanza di avere le opere prima dello stadio», nelle missive riservate il Campidoglio scrive che le proposte dei privati «non sono percorribili amministrativamente». Se non è una stroncatura, poco ci manca.

Lorenzo De Cicco


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di Marco Evangelisti

ROMA
Insomma, al club comincerebbero anche a prudere le mani dopo oltre cento riunioni sullo stadio e sette anni di guai collegati. Tanto che di recente più che di finanziamenti per la costruzione e di strategie per l'uso dei maggiori introiti che deriverebbero dall'impianto si sente bofonchiare di risarcimenti e di giudici che a Roma ci saranno pure. Non si tratta solo di fare causa per i danni. I dirigenti della parte giallorossa si stanno chiedendo se non ci sia un modo di sbloccare a forza, attraverso la legge naturalmente, questo iter che continua a incagliarsi su ogni mucchietto di sabbia disponibile.

Le cinque ore di litigi trattenuti di cui abbiamo riferito ieri - insieme con l'impressione che ormai entrambe le parti, la Roma come il Comune, portino avanti una stanca recita con l'unico scopo di preparare il ricorso ai tribunali da un lato e di bloccare definitivamente il progetto dall'altro - hanno fruttato solo qualche breve passo avanti e un lungo rinvio di riflessione: ci si rivede da metà giugno in avanti, speriamo con un'idea geniale da qualche parte. In verità non si può dire che le posizioni siano rimaste immobili e immutabili. La Roma ha portato al tavolo una proposta che fa montare oltre i 130 milioni il contributo previsto per le opere pubbliche e una serie di escamotage tecnici tipo la fornitura di infrastrutture sostitutive come navette speciali per il lasso di tempo che passerebbe tra l'apertura dello stadio, il potenziamento della ferrovia Roma Lido e l'unificazione di Ostiense e Via del Mare. I tecnici dell'amministrazione hanno mollato qualcosa, altrimenti non staremmo qui a parlarne. Ma la questione di fondo resta lì, minacciosa e solida: la Roma non può aspettare il completamento delle opere pubbliche (costruire lo stadio richiede da due anni e mezzo a tre, non di più), il Comune, come ha pubblicamente detto la sindaca Virginia Raggi, pretende invece che tutto avvenga contestualmente.
O si trova un compromesso o la causa di risarcimento da parte della Roma diventa inevitabile, per quanto complicata. Adesso però alla Roma si stanno chiedendo, o meglio lo stanno chiedendo agli avvocati, se in caso di contrasti insanabili non ci si possa rivolgere a Tar, con buone motivazioni. Perché la richiesta del Comune può essere considerata sproporzionata rispetto al beneficio insito nel permesso a costruire, visto che l'investimento resterebbe inutilizzato probabilmente per un paio d'anni almeno. In più, fanno notare i rappresentanti del club (non a noi: lo hanno fatto notare alla controparte), con la nuova delibera la responsabilità della costruzione delle opere pubbliche torna al Comune, che deve compiere una serie di atti ai quali non ha neppure cominciato a pensare, tipo gli espropri delle costruzioni su cui insistono le previste modifiche alla viabilità. Aggiungiamoci che per quanto riguarda la ferrovia è coinvolta nei rifacimenti anche la Regione. Quindi in nessun modo il club potrebbe avere il controllo su quanto accade.
Tale è l'interpretazione della Roma e in effetti bisogna ammettere che la pretesa del Comune, pur comprensibile alla luce del pericolo traffico (ma allora perché rinunciare alla versione Marino-Caudo del progetto, che garantiva soluzioni strutturali a spese del privato?), dettata in questi termini appare demagogica. Il motivo per il quale la Raggi ha preso tale posizione, se davvero vuole realizzare lo stadio, è difficile da comprendere. Almeno ieri si è sentita una voce ufficiale (e distensiva) dal Campidoglio. L'assessore Daniele Frongia ha parlato a Rete Sport: «C'è la volontà politica di andare avanti, come espresso dalla sindaca Raggi, che ha ribadito l'importanza di avere le opere infrastrutturali in anticipo rispetto alla realizzazione dello stadio. E' la posizione della maggioranza Cinque Stelle. Entrambe le parti vogliono arrivare a una decisione congiunta e concordata. Si rivedranno entro un paio di settimane». Quando bisognerà cominciare a scoprire i bluff.


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