CENTROCAMPO – Del doman non v'è certezza, specialmente senza conoscere il futuro di Luis Alberto e Milinkovic. Inzaghi pose il veto sulla cessione del serbo, come ampiamente e ripetutamente affermato dal presidente Lotito, quest'anno la differenza la farà – oltre all'ammontare dell'offerta recapitata alla Lazio – anche la volontà del calciatore, che avrebbe bisogno di nuove motivazioni e potrebbe cambiare aria. La disponibilità della Lazio ad accumulare un tesoretto c'è, e l'intoccabilità del sergente vacilla, scricchiola, non è più cristallizzata come l'anno scorso. Un altro veto è quello posto dall'allenatore piacentino della Lazio: che uno dei due tra il "Mago" e il Sergente possa rimanere a Roma. Lo spagnolo, che più volte non ha speso parole al miele nei confronti dell'ambiente capitolino, reo di "capire poco di calcio, se giudica solo sulla base dei gol e degli assist", ha dichiarato negli ultimi giorni di sentirsi amato e benvoluto da Inzaghi, ma è lo stesso Luis a "corteggiare" da tempo il Siviglia, squadra che gli è rimasta nel cuore e che ripartirà dalla guida tecnica di Lopetegui. Un profilo molto simile a "Don Luis" è Dani Ceballos, 22enne in forza al Real Madrid che si è detto intenzionato a lasciare la Casablanca. Il contratto con le Merengues è lungo (fino al 2023), ma la volontà è di andare finalmente a giocare, per una cifra appena inferiore a 20 milioni può essere strappato all'agguerrita concorrenza di Tottenham, West Ham, Inter e Napoli. In uscita dalla Capitale c'è anche Milan Badelj: se il 3-5-2 sarà ancora il modulo di base (ma comunque in ogni caso), sarà il migliore della stagione Lucas Leiva (settimo in A per intercetti, 90% di precisione nei passaggi, miglior calciatore del campionato quanto a tackle vinti) a fungere da pilastro della squadra. Sul croato ci sono Aston Villa, West Ham e Bordeaux, oltre a qualche squadra italiana. Milan rimarrà a Roma solo se riserverà garanzie di impiego (pensabili solo in caso di revisione del credo tattico di Inzaghi), altrimenti lascerà la Capitale dopo un solo anno in biancoceleste. La SPAL a breve rinnoverà il prestito di Alessandro Murgia, mentre Cataldi dovrebbe continuare a crescere e confermarsi alla Lazio, dopo una stagione in cui i minuti giocati non sono stati tantissimi ma tutti di qualità, coronati da due reti a SPAL e Roma. Valon Berisha è stata la più grande delusione dell'anno, specialmente se si tengono a mente le aspettative nutrite dai tifosi l'estate scorsa sul centrocampista proveniente dal Salisburgo. Tra problemi fisici e difficoltà di adattamento al nostro calcio, Valon è rimasto ai margini e non è praticamente mai stato premiato dall'allenatore della prima squadra della Capitale. Forte la voglia di giocare, ma ancora più forte sembra la voglia di rivincita, ad oggi dunque una cessione verrà presa in considerazione solo come ultima ratio.
Anche in questo reparto Inzaghi pare avere un preferito, ed anche in questo caso la bottega è piemontese. Daniele Baselli viene da una stagione tutt'altro che fantascientifica, ma gode di grande stima da parte di Simone. Anche in tal caso il prezzo è alto. Simile il discorso legato a Marcos Llorente (classe '95 del Real con clausola rescissoria da 50 milioni) e ad Elmas, ala macedone o trequartista di grande prospettiva (classe 1999): sul calciatore del Fenerbahce hanno messo gli occhi i top club europei, compresi Inter e Real Madrid. Nomi più accessibili sono Akgun del Galatasaray (anche impiegato come esterno offensivo nel Galatasaray, ruolo in cui la Lazio è scoperta) e Peter Zulj, mezz'ala dell'Anderlecht che ha trascorso gran parte della carriera allo Sturm Graz in Austria. 26 anni, in Belgio è stato impiegato raramente. Trattasi (per questi ultimi) di profili di secondo piano, che andrebbero ad aggiungersi agli altri centrocampisti in rosa e a vestire comunque ruoli da comprimari. Accanto a Leiva urge infatti un top player che possa rimpiazzare un (eventuale) partente, oltre ad un altro profilo affermato. Un occhio va anche dalle parti dell'Empoli, che è appena retrocesso in Serie B: Bennacer e Traore son destinati a fare uno step ulteriore, ma anche Rade Krunic è un profilo molto interessante per qualità e quantità, che arricchirebbe il bagaglio tecnico della Lazio. Il bosniaco è però corteggiato anche dal Milan e nelle ultime ore sembra ad un passo dal Genoa, che in panchina ha uno sponsor niente male in questo senso: il nuovo tecnico (a meno di clamorosi ribaltoni) Aurelio Andreazzoli. Infine, una conferma quasi superflua da ricordare, quella di Marco Parolo. "Non era mai successo che saltasse più di una partita per scelta tecnica nella mia gestione", evidenziava Simone Inzaghi agli sgoccioli del campionato, eppure Marco è stato spesso sacrificato in favore della "formula fantasia". Il suo rientro nel finale di stagione, finale di Coppa Italia compresa, ha dimostrato che la Lazio non può ancora fare a meno della sua sagacia tattica (l'ex capitano biancoceleste Stefano Mauri lo ha definito il calciatore più intelligente della Lazio ai microfoni di Radiosei soltanto sabato scorso, ndr): non partirà inevitabilmente da titolare inamovibile, ma un suo addio alla Capitale non verrà mai preso in considerazione. Il centrocampista di Gallarate gode infatti della massima fiducia di tutti e sarà una risorsa spendibile anche nella prossima annata, anche da vice-Leiva in caso di partenza di Badelj e di contestuale acquisto di un profilo con caratteristiche diverse.
ATTACCO – Ciro Immobile è l'oro della Lazio. Nessuno in Serie A ha segnato più del bomber di Torre Annunziata negli ultimi tre anni; la scalata del numero 17 verso i primi cannonieri della storia della Lazio è appena cominciata. Anche in una stagione che nelle ultime 15/20 partite è stata deludente sotto il profilo del bottino di reti, Ciro ha sfiorato i venti gol tra tutte le competizioni. Chi si è trovato a meraviglia nei meccanismi d'attacco della squadra ed ha mostrato una crescita clamorosa rispetto al primo anno è Felipe Caicedo, capace di trasformare i fischi in applausi. Quasi in doppia cifra, il "Panterone" si è preso la Lazio sulle spalle e nel 2019 ha quasi monopolizzato la produzione offensiva, risultando decisivo in tantissime partite (Empoli, Frosinone, Udinese, Sampdoria) ed aprendo le marcature nel derby del 3-0 sulla Roma di Eusebio Di Francesco. Il calciatore è stato sempre trattenuto da Simone Inzaghi, che ha rivendicato più volte tra conferenze ed interviste la paternità della permanenza dell'ecuadoriano. L'exploit degli ultimi mesi di un centravanti molto tecnico e dotato di grande intelligenza non è passato inosservato, da qui le sirene turche del Galatasaray e la possibilità di effettuare una rilevante plusvalenza. L'ingaggio è importante e potrebbe "escludere" dalla corsa al calciatore alcune italiane interessate (specialmente il Bologna), non invece le ipotesi di un ritorno in Spagna o di una parentesi in Cina o negli Emirati Arabi. Felipe si è sentito finalmente coinvolto ed apprezzato nel progetto Lazio, ma ora vorrebbe garantito un posto da titolare che spesso gli è sfuggito anche nel momento-no di Immobile. Chi rimarrà al 100% a Roma è Joaquin El Tucu Correa, che in una sola stagione ha fatto innamorare i tifosi della Lazio, risultando tra l'altro decisivo nelle partite più importanti della stagione: derby, Coppa Italia col Milan e finale con l'Atalanta. Le sirene spagnole dell'Atletico Madrid potranno continuare a suonare (si parla di offerta dai 40 ai 60 milioni), del resto la società capitolina ha già palesato come in assenza di offerte spropositate i pezzi pregiati rimangano nella Capitale senza se e senza ma. Anche il Napoli è interessato all'ex Samp e Siviglia, che però ha vinto a Roma il primo trofeo in carriera e non vuole abbandonare la Lazio sul più bello. Da valutare il futuro di Pedro Neto, che si è ritagliato uno spazio importante pur non avendo giocato tantissimi minuti in stagione. L'arrivo di "Bobby" Adekanye dal Liverpool fa pensare ad una nuova sistemazione in prestito. Il nigeriano classe 1999 ha tutto per esplodere: tiro, propensione all'assist, dribbling ubriacante, fisico e testa, ma non ha ancora disputato nemmeno un minuto in una prima squadra e dunque costituisce ancora un punto interrogativo. In avanti urge un goleador, ma soprattutto un profilo che sappia integrarsi all'occorrenza sia con l'estro di Correa che con le caratteristiche di Immobile.
TELENOVELA INFINITA – La telenovela Wesley Moraes ha già assunto dimensioni importanti, col centravanti del Bruges che visitò Formello e gradirebbe la destinazione, il problema è che la spesa richiesta per accaparrarsi il ragazzo che quest'anno ha messo a segno 10 reti e 9 assist in Belgio è notevole e si aggira sui 25 milioni. L'agente Paulo Nehmy ha più volte messo fretta alla Lazio parlando di una fitta concorrenza di club inglesi, West Ham e Newcastle su tutti, la sensazione è che la Lazio giochi al ribasso e voglia chiudere per una cifra non superiore ai 20 milioni: già così sarebbe un unicum nella gestione Lotito-Tare. L'attaccante classe 1996 è un pallino del ds già da oltre un anno e mezzo, e lungi dall'essere un ariete d'area di rigore ama svariare su tutto il fronte offensivo e nonostante la stazza imponente è dotato di grande velocità ed è molto agile tra le maglie dei difensori avversari. Protezione del pallone (specialmente in caso di addio di Milinkovic), altruismo, tempi di inserimento e colpo di testa, queste sono soltanto alcune delle abilità di un avanti che si è fatto apprezzare anche nella scorsa edizione della Champions League.
ALTERNATIVE – Andrea Petagna della SPAL non può che essere un'alternativa: 16 reti con la SPAL lo hanno portato alle luci della ribalta: tante le reti su rigore, enorme il contributo nel far salire la squadra, grande attitudine al sacrificio. L'ex Atalanta ha trovato a Ferrara l'habitat ideale per migliorare il feeling con il gol; il suo lavoro potrebbe aiutare e non poco Immobile, sgravando Ciro di un lavoro sporco spesso eccessivo che lo ha fatto talvolta arrivare sotto porta a corto di fiato. Italiano ed abituato al nostro campionato, non avrebbe bisogno di un lungo periodo di ambientamento (diversamente da Wesley), ma ad oggi il costo del cartellino non è inferiore ai 15 milioni. Torneranno nella Capitale (quasi certamente di passaggio) Palombi (che non verrà riscattato dal Lecce) e Rossi (di rientro da Venezia), Tare dovrà valutarne il futuro con attenzione, ma non è improbabile un ulteriore prestito, magari in una delle neopromosse.
DUE TALENTI IN FIERI – Operazione minore sarebbe quella che porterebbe alla corte di Inzaghi Jan Hurtado, giovane attaccante venezuelano classe 2000 che gioca nel Gimnasia La Plata. La specialità della casa è puntare l'uomo ed esibirsi in lunghe falcate, ma il calciatore sarebbe comunque una scommessa ed è seguito anche da Samp e Milan. Il proliferare di nomi nel reparto avanzato non è però casuale: se come annunciato da Inzaghi si ripartirà con le due punte, e data per scontata una partenza di Caicedo, sarebbero due le pedine da prelevare in avanti. Poco calde le candidature di Schurrle del Fulham e Sanabria del Genoa, che piacevano in passato ma ad oggi sono terze o quarte scelte. Diversamente da Remi Oudin, che potrebbe non suonare familiare a tanti tifosi, eppure ha rappresentato la stella più luminosa della favola dello Stade Reims, squadra francese piazzatasi all'ottavo posto della Ligue1. Che la Lazio cerchi un profilo simile è assolutamente credibile, data la capacità di adattarsi a ricoprire ogni ruolo offensivo: 10 gol e 3 assist nell'ultima stagione, Oudin può fare l'ala destra e sinistra, essere utilizzato da trequartista, seconda punta e anche da prima punta, ha ventidue anni ed è alto 1,85. Personalità da vendere, il talento cresciuto nelle giovanili del Metz impressiona per la chirurgica freddezza davanti agli estremi difensori avversari e vanta una serie lunghissima di ammiratori tra Italia (Fiorentina, Lazio,) e Francia. Il direttore sportivo Tare ha più volte dimostrato di tenere aperte varie piste per poi affondare il colpo su calciatori i cui nomi non erano usciti, ma il fatto di visionare giocatori con simili caratteristiche fa pensare ad una Lazio che verrà più camaleontica e meno prevedibile, che possa davvero cambiarsi abito di partita in partita per scardinare le difese avversarie con creatività.
SVINCOLATI DI LUSSO – Arjen Robben stuzzica le fantasie di Lazio e tifosi. Dopo una vita al Bayern Monaco, con cui ha vinto tutto, l'olandese sarebbe un'occasione a parametro zero. L'incognita sono i troppi infortuni (quest'anno non ha praticamente mai giocato, con 27 gare saltate per problemi fisici) che lo hanno colpito nelle ultime tre stagioni, forzandolo ai box: problemi agli adduttori, infortuni al polpaccio e alla coscia, problemi al nervo ischiatico, rottura della fibra muscolare, stiramenti costanti al polpaccio, mal di schiena; l'unica ipotesi possibile sarebbe un contratto a gettone, ma dovrebbe parlarsi anche di stipendio, perché Arjen in carriera è fuori dai parametri della Lazio. Svincolati anche Susaeta, ala destra del Bilbao, Ben Arfa del Rennes e Ryan Babel del Fulham, oltre ad Hector Herrera del Porto e Danny Welbeck dell'Arsenal. Per poi citare Max Kruse, che al Werder Brema ha rubato l'occhio con una stagione da doppia cifra alle voci gol e assist, un po' come Rondòn del West Bromwich, fino a Fernando Llorente, finalista di Champions col Tottenham: ha superato i 33, come gli esterni Rafinha (Bayern) e Juanfran (Atletico Madrid), ma sarebbe un colpo alla Nani, alla Postiga, alla Saha, nella speranza che possa rivelarsi più un "colpo alla Klose". Monitorata costantemente anche la situazione di Yacine Brahimi del Porto e di Alberto Moreno del Liverpool: sono parametri zero, arriverebbero nella Capitale senza dover spendere e spandere, ed il secondo ha anche visitato Roma ospitato da Lucas Leiva qualche mese fa.
RESA DEI CONTI – Molti dei nomi fatti sono esterni d'attacco o punte di peso, caselle scoperte nella rosa laziale: che sia la volta buona per fornire ad Inzaghi più soluzioni tattiche? Va detto che raramente la Lazio è andata per propria filosofia ad attingere a questo tipo di mercato, ma è altrettanto vero che il ringiovanimento della squadra non potrà precludere l'inserimento di tasselli d'esperienza. Le vie del mercato, come si suol dire, sono infinite, e non di rado tra le operazioni effettivamente in bilico e intere pagine di profili solamente osservati da vicino è stata eretta una cortina di ferro. Quel che risulta è però che la società sarà molto vigile sui nuovi talenti emergenti a livello europeo e non si focalizzerà sui moduli, puntando invece su profili sufficientemente duttili da poter ricoprire più slot. "Se ci saranno occasioni, verranno colte", dichiarava il direttore sportivo nell'ultima finestra invernale. Oggi il concetto è ribadito, ma il "se" iniziale è pleonastico. La Lazio ha in mano Jony e gran parte del mercato dipenderà da Milinkovic-Savic: qualora entro un mese il serbo dovesse essere ancora a Roma, la cessione diverrebbe più difficile. Tare intanto sonda il terreno e si prepara ad ogni evenienza. L'obiettivo della prossima annata è alzare l'asticella, procedere verso quello step che ormai è divenuto obbligatorio. Tempistica e contestualizzazione saranno fondamentali: con una Supercoppa italiana che (ad oggi) potrebbe anche giocarsi ad agosto la Lazio spera di poter portare ad Auronzo un buon numero di volti nuovi, e soprattutto è ben conscia del fatto che sarà un'estate frizzante con grandi cambiamenti per tutte le prime della classe di A: l'Atalanta si appresta a disputare la Champions League e potrebbe anche farlo nel nuovo impianto (il Gewiss Stadium), la Juventus aprirà un nuovo ciclo così come l'Inter targata Conte, la Roma ripartirà da un tecnico, Fonseca, che in Europa ha sempre ben figurato, il Milan da un nuovo credo tattico e da calciatori funzionali ad un progetto che punta a far divertire i tifosi e già fa gongolare Marco Giampaolo, la Fiorentina che si è rifatta il look è un'incognita che potrebbe regalare sorprese, e il Napoli si candida ad un ruolo da protagonista assoluto sul mercato. Non sarà l'ultimo giro di giostra, ma di certo la Lazio non può fallire la campagna acquisti se vuole ritagliarsi ancora uno spazio di rilievo nel calcio italiano. Gran parte della stagione ventura si decide in questi mesi, che si annunciano ferventi. Per adesso un taccuino pieno zeppo di nomi e tanti profili a bollire in pentola. A breve le carte verranno scoperte, bluffare sarebbe delittuoso.
N.F.