oltre a Carola Rakete, ci sono tra le ONG che operano nel mediterraneo anche altri capitani come Claus-Peter Reisch o Arturo Centore, che hanno avuto ed hanno problemi con autorita' nazionali, non solo italiane, per le stesse ragioni dell'eroina.
e quello del Maridive 601, o della Sarost 5* di cui non mi pare alcun giornale si degni di riportare il nome, e non sono neanche parte di ONG.
non mi pare pero' che abbiano assunto alcun stato di notorieta' anche da parte dei social che sembrano essere sempre sul pezzo.
qualche motivo in particolare di questa differenza per chi in fondo fa lo stesso 'lavoro' ed affronta gli stessi rischi?
un problema di semplice utilita' della notizia?
quanto alle intenzioni dei 'aitutiamoli a casa loro', capita a tutti di doversi fidare finche' non se ne e' parlato di piu', magari permettendo che se ne parli di piu'.
allo stesso tempo si possono rivolgere domande sulle intenzioni di quelli che 'preoccupiamoci prima di quelli che si mettono in viaggio'.
una volta passata la notizia, si preoccupano di informarsi se realmente gli accolti avranno qualche speranza, e reale possibilita', di condividere la stessa nostra dignita' umana e comodita' di benessere?
o invece si ritrovano a vivere in condizioni al di sotto dei nostri standard di vita?
standard che tralaltro difficilmente si riesce a 'criticare'
https://www.lazio.net/forum/temi/'pilastri'-delle-identita-politiche-personali/msg2856327/#msg2856327, cosi come delle intenzioni sull'aiutiamoli a casa loro si riesce difficilmente a parlare anche quando non si sta parlando di migranti.
quanti si preoccupano poi di informarsi sulle reali possobilita' che i bambini, ed i figli di queste persone che arrivano, abbiano le stesse possibilita' di futuro dei nostri figli?
o passata la notizia, si ritorna al proprio 'quieto vivere' per poi riscandalizzarsi alla prossima 'onda' di indignazione in cui allinearsi a salutare l'ennesimo 'eroe eletto dai social'?
*i fatti che coinvolgono la Sarost 5 sono addirittura di quasi un anno fa.