L'accusa, in un'intervista al Fatto Quotidiano, è dell'ex pm della Tangentopoli napoletana degli anni '90, Nicola Quatrano, oggi in pensione ma che collabora con l'Osservatorio Internazionale offrendo assistenza legale gratuita ai perseguitati politici e religiosi del Nordafrica. "Da uomo di sinistra dico che è sconfortante l'incapacità della sinistra di proporre un ragionamento sensato sui temi della gestione dei flussi migratori - osserva Quatrano - limitandosi a fare il tifo da stadio pro-capitana e contro Matteo Salvini, sulla pelle dei poveri 42 profughi". E aggiunge: "La sinistra ha sbagliato nell'ergere a ruolo di eroina una ragazza che ha compiuto un ricatto, compatibile con la mission della sua Ong e basta: prendere i profughi e portarli in Italia, e solo in Italia. Lo hanno deciso loro, quelli della Sea Watch, e basta. Contribuendo anche loro a mettere a repentaglio la vita dei 42 profughi". "Temo che questa vicenda abbia fatto guadagnare a Salvini molti punti percentuali in più nei consensi", dice l'ex pm, spiegando il perché: "La risposta ai temi complessi della gestione dei flussi migratori non può essere l'accoglienza tout court e basta. Nessun Paese al mondo può dire Venite tutti qui, per la semplice ragione che non è possibile. Bisogna riaprire una vertenza con l'Ue, ridiscutere la redistribuzione dei migranti, e una trattativa seria non si può aprire attraverso ricatti e ricattini, forzando i blocchi tra gli applausi dei parlamentari Pd".