Mi accorgo che abbiamo dato un po' troppo per scontato cosa significa la nostra partecipazione ai Mondiali Antirazzisti. Forse perché Lazionet ai Mondiali Antirazzisti è diventata maggiorenne, sono infatti 18 anni di partecipazioni continuative! Ma qui ci sono nuovi amici e allora vado a riprendere, adattandola, una vecchia presentazione
Perché "Start Lazionet"?
Il nome adottato dalla nostra squadra è un omaggio ai personaggi di una delle mille eroiche storie che hanno contrassegnato gli anni bui del dominio nazista sull'Europa. "Start" infatti è il nome della squadra di prigionieri ucraini che nel 1942 sfidò la rappresentativa della Luftwaffe a Kiev, nella finale di un torneo di calcio che vide opporsi squadre di varie nazionalità, per la maggior parte composte da prigionieri dei campi di lavoro nazisti. Una squadra che, nonostante la minaccia di morte che incombeva su di loro in caso di vittoria, decise di non abbassare la testa di fronte al nemico nazista ed entrò in campo per vincere. Il match si concluse sul risultato di 5 a 3 per la "Start" e i nazisti non tardarono nel mettere in atto la loro rappresaglia: direttamente sul campo cadde il primo martire, Korotchich, torturato e poi fucilato. Alcuni altri membri vennero trucidati più avanti, nel giro di un mese. I più "fortunati" trovarono il trasferimento in un campo di prigionia ben più duro di quello in cui erano fino a quel momento internati.
"Start Lazionet" ai Mondiali Antirazzisti
Era l'afoso luglio del 2002 quando una cellula avanguardista e clandestina di Lazionet s'insinuò nottetempo nel campeggio di Montecchio Emilia dove di lì a poco si sarebbero svolti i Mondiali Antirazzisti di calcio. Gesulio e Zack, questo il nome dei due intrepidi netters, incuranti del pericolo misero a serio rischio la loro verginincolumità fisica chiedendo agli organizzatori di poter iscrivere al torneo una squadra di tifosi della Lazio.
E Start Lazionet fu, la nostra avventura ai Mondiali Antirazzisti comincia così. Due sedicenti calciatori (!?), una tifosa e madrina d'eccezione, l'eterea Pag, e qualche maglietta della Lazio da regalare ai volenterosi regazzetti reclutati di partita in partita per raggiungere il numero legale.
Ci si scontrò con tanta diffidenza nei nostri confronti. A volte anche rabbia. Chiedevano i tifosi/calciatori delle altre squadre (i più gentili...): i Laziali sono tutti razzisti, che ci fanno qui?
La risposta, grazie anche all'intelligenza degli organizzatori, l'abbiamo data di anno in anno nella maniera più semplice possibile. Con una partecipazione assidua a tutte le edizioni e mettendo i nostri granelli di terra sul piatto dell'antirazzismo, dell'antifascismo e dell'antisessismo.
Prima a Montecchio, poi a Casalecchio.
Dal 2011 al 2018 a Bosco Albergati (Castelfranco Emilia - Modena).
Quest'anno siamo stati a Riace, paese dell'accoglienza.
(www.mondialiantirazzisti.org/mondiali/)
Sono 18 (D-I-C-I-O-T-T-O) partecipazioni da allora.
Non siamo fascisti, non siamo razzisti, non siamo sessisti. Siamo Laziali. In questa frase il senso intimo e profondo della nostra partecipazione pluriennale ai Mondiali Antirazzisti.
Sempre Forza Lazio.
Con il cielo per bandiera.