Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Drake

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ES

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Stadio, M5S in pressing «Rispettare le prescrizioni» (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 19 Luglio 2019)
L'ISTANZA

Se non lo fanno in Campidoglio, ci pensano alla Pisana a chiedere conto dei «vizi amministrativi del progetto stadio». Con un'interrogazione urgente la capogruppo del M5S in Regione Roberta Lombardi, il vicepresidente del Consiglio regionale Devid Porrelli e il presidente della commissione Urbanistica Marco Cacciatore chiedono alla giunta Zingaretti di rimediare a quei vizi.
Il trio pentastellato in Regione riavvolge all'indietro la pellicola e torna a quella conferenza dei servizi dall'esito disastroso, ben prima dei cartellini rossi del Politecnico di Torino. I consiglieri regionali avevano già chiesto e ottenuto un parere legale in cui si dice molto chiaramente che «le condizioni di fattibilità per la realizzazione dello Stadio non ci sono», ma soprattutto che i consiglieri non subirebbero conseguenze in caso di bocciatura del progetto. Ma dal Comune fanno orecchie da mercante. E allora ieri i tre consiglieri hanno chiesto che la Regione faccia rispettare le stringenti prescrizioni della conferenza dei servizi. Ma in Comune, dove il M5S governa, fanno ancora finta di niente. Anzi, il consigliere Angelo Sturni ieri annunciava trionfante che da oggi i romani possono partecipare alle scelte in materia urbanistica. Quelli del comitato di Tor di Valle però aspettano invano una convocazione dal Comune da più di un anno.
Ste. P.

Drake

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Andranno a processo in 12, tra cui l'imprenditore Luca Parnasi, mentre per tre è stato accordato il patteggiamento. Questa la decisione del gup della Capitale nell'ambito del filone principale dell'inchiesta sul nuovo Stadio della Roma calcio. A giudizio, oltre a Parnasi, vanno l'ex vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio, Adriano Palozzi di Forza Italia, l'ex assessore regionale, Michele Civita del Pd e il soprintendente ai beni culturali, Francesco Prosperetti. Vanno a processo poi Daniele Leoni, funzionario del Dipartimento Urbanistica del Comune di Roma, Giampaolo Gola, l'ex assessore allo sport del X Municipio, l'architetto Paolo Desideri, e Claudio Santini, ex capo di Gabinetto al Mibact. Le accuse sono a vario a titolo di associazione per delinquere, corruzione e finanziamento illecito. I pm capitolini in particolare ipotizzano una presunta corruzione nell'ambito della variante del progetto per lo stadio che dovrebbe sorgere nella zona di Tor di Valle,á approvato poi col taglio del 50% delle cubature rispetto al progetto iniziale. Per questa vicenda Campidoglio e Regione Lazio hanno chiesto di costituirsi parti civili. I patteggiamenti a due anni riguardano invece alcuni ex collaboratori del costruttore romano. La prima udienza del processo in tribunale è stata fissata per il 5 novembre 2019.
https://roma.repubblica.it/cronaca/2019/07/19/news/stadio_roma_parnasi_a_processo_con_altri_11_in_tre_patteggiano-231570279/?ref=RHPPLF-BH-I231570535-C4-P3-S1.4-T1

Ranxerox

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Citazione di: Drake il 19 Lug 2019, 15:31
Andranno a processo in 12, tra cui l'imprenditore Luca Parnasi, mentre per tre è stato accordato il patteggiamento. Questa la decisione del gup della Capitale nell'ambito del filone principale dell'inchiesta sul nuovo Stadio della Roma calcio. A giudizio, oltre a Parnasi, vanno l'ex vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio, Adriano Palozzi di Forza Italia, l'ex assessore regionale, Michele Civita del Pd e il soprintendente ai beni culturali, Francesco Prosperetti. Vanno a processo poi Daniele Leoni, funzionario del Dipartimento Urbanistica del Comune di Roma, Giampaolo Gola, l'ex assessore allo sport del X Municipio, l'architetto Paolo Desideri, e Claudio Santini, ex capo di Gabinetto al Mibact. Le accuse sono a vario a titolo di associazione per delinquere, corruzione e finanziamento illecito. I pm capitolini in particolare ipotizzano una presunta corruzione nell'ambito della variante del progetto per lo stadio che dovrebbe sorgere nella zona di Tor di Valle,á approvato poi col taglio del 50% delle cubature rispetto al progetto iniziale. Per questa vicenda Campidoglio e Regione Lazio hanno chiesto di costituirsi parti civili. I patteggiamenti a due anni riguardano invece alcuni ex collaboratori del costruttore romano. La prima udienza del processo in tribunale è stata fissata per il 5 novembre 2019.
https://roma.repubblica.it/cronaca/2019/07/19/news/stadio_roma_parnasi_a_processo_con_altri_11_in_tre_patteggiano-231570279/?ref=RHPPLF-BH-I231570535-C4-P3-S1.4-T1

Iter regolare, tutto liscio come l'olio... :=))

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Tangenti e favori per lo stadio Undici a processo con Parnasi (La Repubblica - ed. romana)

Ricostruito il giro di mazzette messo in piedi dal costruttore. Alla sbarra anche Lanzalone Tre collaboratori dell'imprenditore patteggiano due anni. Prosperetti rischia la sospensione

di Maria Elena Vincenzi

Tutti rinviati a giudizio, eccezione fatta per tre patteggiamenti. A poco più di un anno dagli arresti, avvenuti a giugno scorso, l'inchiesta sullo stadio della Roma finisce a processo. E comincerà il 5 novembre. Il giudice per l'udienza preliminare ha rinviato a giudizio dodici persone per la vicenda dell'impianto di Tor di Valle. Si tratta del filone principale dell'indagine dei carabinieri del nucleo investigativo, coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pubblico ministero Barba Zuin, che rivelò come, dietro al nuovo tempio del calcio giallorosso, si nascondesse un enorme giro di mazzette: le contestazioni sono, a seconda delle posizioni, associazione per delinquere, finanziamento illecito e corruzione. Gli atti hanno rivelato un sistema in cui gli impreditori chiedevano e la politica li accontentava a fronte di favori di ogni tipo: denaro, assunzioni di amici e parenti, consulenze, finanziamenti alle campagne elettorali.
Siederà davanti a un tribunale quello che secondo l'accusa era il capo e ideatore del sistema corruttivo, l'impreditore Luca Parnasi, proprietario dei terreni. « Io pago tutti » , diceva nelle intercettazioni: secondo l'accusa era il vertice di un sodalizio che ha commesso, si legge nel capo di imputazione, « una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione al fine di ottenere provvedimenti amministrativi favorevoli alla realizzazione del nuovo stadio della Roma e di altri progetti imprenditoriali». Non solo. Per gli inquirenti è stato lui a cercare di pilotare le procedure amministrative legate al masterplan, approvato nell'ambito della Conferenza dei servizi nel febbraio dello scorso anno. Un provvedimento che portò, tra l'altro, all'abbattimento del 50 per cento delle cubature rispetto all'ipotesi iniziale. Oltre al costruttore, andranno a processo anche l'ex vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio, Adriano Palozzi ( Forza Italia), l'ex assessore regionale Michele Civita ( Pd) e il soprintendente ai Beni culturali, Francesco Prosperetti. Per quest'ultimo, accusato di induzione indebita a dare o promettere utilità (un nuovo reato a metà strada tra corruzione e concussione) il ministero ha già avviato le procedure disciplinari per la sospensione cautelare dal servizio e dall'incarico.
Un processo che, a questo punto, si unirà a quello istruito a carico di Luca Lanzalone, ex presidente Acea, in rapporti strettissimi con Parnasi. Dopo il costruttore, infatti, l'avvocato genovese vicino al Movimento Cinquestelle era l'altra figura chiave dell'inchiesta: avrebbe favorito il proprietario dei terreni di Tor Di Valle sia da consulente del Campidoglio sia, dopo, da numero uno della società energetica. Il tutto in cambio di favori e consulenze al suo studio legale. La posizione di Lanzalone si riunisce solo ora: la sua difesa aveva infatti scelto il rito immediato che permette di saltare proprio l'udienza preliminare. Ma anche lui il 5 novembre sarà alla sbarra.
Nessun dibattimento, invece, per tre ex collaboratori di Parnasi: Luca Caporilli, Giulio Mangosi e Simone Contasta. Per loro il giudice Massimo Di Lauro ha dato il via libera al patteggiamento: due anni di reclusione.

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Per la Roma conseguenze imprevedibili sull'iter del progetto da realizzare a Tor di Valle

stadio: parnasi a giudizio (Corriere dello Sport)

Il costruttore romano sarà processato con altre 11 persone


di Roberto Maida

ROMA

Tredici mesi dopo l'arresto, il rinvio a giudizio. Che Luca Parnasi andasse a processo era ormai scontato, dal momento che il 6 febbraio scorso la procura aveva ritenuto ci fossero gli estremi per arrivare in tribunale, ma il passaggio dal gup (giudice per l'udienza preliminare) apre ufficialmente il dibattimento, con conseguenze imprevedibili sull'iter dello stadio della Roma. L'inchiesta Rinascimento, stimolata dalle intercettazioni telefoniche, entra dunque nel vivo.


IL FATTO. Parnasi, proprietario della società Eurnova con il quale Pallotta aveva ideato il progetto Tor Di Valle, è accusato di aver pilotato le procedure amministrative legate all'approvazione del piano. Tra le imputazioni, la più grave è di associazione a delinquere. A giudizio andranno oltre al costruttore altre 11 persone tra cui l'ex vicepresidente del consiglio regionale Adriano Palozzi, l'ex assessore regionale Michele Civita e il soprintendente ai beni culturali Francesco Prosperetti. Tre imputati, tutti collaboratori di Parnasi, hanno invece scelto la strada del patteggiamento, con la condanna a 2 anni per reati minori.

paralisi. Sta di fatto che dall'alba del 13 giugno 2018, giorno del blitz e delle manette che condussero Parnasi in cella, la Roma non ha potuto più muovere passi avanti sostanziali per costruire lo stadio di proprietà, nonostante il «diritto acquisito» sbandierato più volte dal vicepresidente Baldissoni e nonostante i cospicui investimenti già effettuati da Pallotta. Non è bastata la trattativa tra il presidente della Roma e i delegati di Eurnova, con l'accordo per acquistare la seconda metà del progetto a 105 milioni, per smuovere le acque politiche. La bufera giudiziaria, nella quale la Roma non è in alcun modo coinvolta, ha creato turbative e rallentamenti al percorso amministrativo naturale, che dopo l'approvazione della conferenza dei servizi del dicembre 2017 sembrava aver davvero avviato una nuova era. 

PRIMA PIETRA. A distanza di quasi due anni, invece, la Roma non ha ancora potuto aprire il cantiere di Tor Di Valle. Nelle ultime dichiarazioni ufficiali sul tema, Pallotta ha auspicato di poter cominciare i lavori entro la fine del 2019 ma gli incontri tra tecnici delle ultime settimane non hanno ancora sciolto il nodo decisivo: la convenzione urbanistica, cioè il contratto tra proponenti e Comune che regola anche in termini economici l'iter di costruzione. Da qui il piano B di Baldissoni, che ha avuto contatti con il Comune di Fiumicino interessandosi a un'area non lontana dall'aeroporto.


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Perché a pagare è una città sfinita (Corriere dello Sport)

di Marco Evangelisti

E forse basta questo a dire tutto: va più veloce la giustizia che l'amministrazione, arriva prima il rinvio a giudizio del costruttore Parnasi che la convenzione urbanistica, sapremo che cosa è andato storto assai prima che qualcosa venga fatto dritto. Ci sono giudici a Roma mentre è lecito dubitare che ci sia ancora una maggioranza in Campidoglio. Diciamo la verità, ne dubita più di chiunque la sindaca Virginia Raggi. Infatti, fateci caso, da tempo non dice che la sua città avrà uno stadio fatto bene, nicchia e sorvola, fa capire che di Tor di Valle sarà quel che sarà. E sarà quel che sarà pure del club con un alto dirigente del quale due anni e mezzo fa - eh, tanta vita ci è passata tra le mani - lei si era fatta fotografare soddisfatta, ecologica e vincente accanto alle colonne antiche e alla lupa di bronzo, in una fredda serata di febbraio.

Ne sono state dette di cotte, di crude e di avvelenate alla Roma per questo e altri peccati probabilmente meritevoli di purgatorio e peggio. Ma adesso tentiamo per un momento di metterci nelle scarpe di un club che vuole costruire uno stadio e si è immaginata di farlo sostenibile, finanziato e il più possibile remunerativo. In cambio, giusto ricordarlo, di un investimento privato vicino al miliardo di euro. Le hanno detto che si poteva e poi si è trovata a consumare sette lunghi anni affollati di tre giunte differenti, un commissario al Comune, due inchieste variamente collegate a Tor di Valle, la scoperta di un reperto di incommensurabile valore a forma di tribuna d'ippodromo.
Ci sono i peccati della Roma, ma questa amministrazione cittadina triste, solitaria, magari finale non possiede il bagliore di una punizione divina. Semmai porta con sé l'ombra di una calamità naturale. O artificiale, fa lo stesso. La Roma ha scelto i partner sbagliati per portare avanti la sua illusione di ascesa sociale nel calcio. Invece si è trovata e non si è scelta la giunta comunale, diventata controparte nell'attuale sfibrante stagione calda. Sprecata ad allargare le braccia davanti alle imposizioni sempre più stringenti, sempre meno ragionevoli, prima dello stadio le opere pubbliche, ma quelle saranno completate chissà quando, sì, ma è così oppure niente, perché noi siamo il nuovo, noi siamo il progresso, noi siamo sempre di meno in assemblea e dobbiamo tutelarci.
Alla Roma non avevano capito, forse. E avrebbero dovuto. Quando la Raggi disse assolutamente no alle Olimpiadi del mattone, con la smorfia del compagno di classe che fa la spia, cioè no a 1,7 miliardi di contributo del Cio e a una chance di governare un cambiamento, il grande rifiuto dettato dalla paura. Quando le strade hanno preso a spaccarsi come mai prima sotto la spinta del gelo, i giardini pubblici a gonfiarsi di erbacce, i rifiuti a puzzare. Nell'estate del crepuscolo di Tor di Valle, a Milano si siedono per decidere, rapidamente nonostante i disaccordi, il destino di San Siro. A Roma il meglio che si può sperare sono gli Europei di nuoto del 2022. Un piatto di lenticchie per la città che aveva diritto di primogenitura sul mondo. Che poi con le lenticchie bisogna fare attenzione: pare che insieme con la Ryder Cup restino sullo stomaco.




UnDodicesimo

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 20 Lug 2019, 06:36
...
E forse basta questo a dire tutto: va più veloce la giustizia che l'amministrazione
...

fossero questi i problemi di Roma, troppo bene si starebbe.

biko

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Un pezzo di incommensurabile emozione :nghe:

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Chiaramente, il socio di parnasi al 50%, pallotta, non sapeva un caxxo...
Mai indagato, nemmeno sentito una volta, convocato.

In pratica il diavolo e l'angelo ingenuo a braccetto.
Il titolo di un film.
Comico.

Tarallo

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Limortaccivostra e de sti zozzoni, un reato nuovo hanno dovuto inventa', so talmente zozzoni che quelli che esistevano no je bastavano.
Eh ma noi 11 anni debbi', iiiscandali, l'anima delimejo mortaccivostra corrotti collusi e pure indotti, sto mucchio de delinquenti. Sto consesso de scappati de casa lì vojo vede' estinti prima di morire, lo devono costruì lo stadio e poi je deve crolla' in testa sti zozzoni.

edge24

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Citazione di: Tarallo il 20 Lug 2019, 09:19
Limortaccivostra e de sti zozzoni, un reato nuovo hanno dovuto inventa', so talmente zozzoni che quelli che esistevano no je bastavano.
Eh ma noi 11 anni debbi', iiiscandali, l'anima delimejo mortaccivostra corrotti collusi e pure indotti, sto mucchio de delinquenti. Sto consesso de scappati de casa lì vojo vede' estinti prima di morire, lo devono costruì lo stadio e poi je deve crolla' in testa sti zozzoni.

è record oh

la squadra che ha portato l'induzione indebita a dare o promettere utilità a Roma

Splash

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Ma come si fa a scrivere una quantita` simile di stronxate?

Palo

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Citazione di: Splash il 20 Lug 2019, 10:28
Ma come si fa a scrivere una quantita` simile di stronxate?
Ecco!

Il nostro Giorgione

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Questi ciucciacazzi pluririmandati al liceo e oggi grandi giornalisti non informano , tra l'altro, che il Prosperetti, pubblico ufficiale, è a processo perché l'iter della rimozione del vincolo apposto dal suo predecessore è apparso viziato agli inquirenti. Stranamente, poi, non evidenziano che il professionista incaricato (secondo i PM, suggerito) per la redazione del progetto sotteso all'istanza, e presso il quale lavorava la figlia dello stesso Porpderetti, è l'arch. Desideri. Si, proprio lui, l'architetto targato Pd e - ai tempi della famosa "Cricca" a  oggetto di una campagna del Giornale per via di una discussa gara per la costruzione del parco della musica di Firenze.


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Il nostro Giorgione

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Però sono riusciti a raggiungere in Montenegro per un intervista Ilievskij.

Merdosi maiali.

Crocodile

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Citazione di: ES il 20 Lug 2019, 09:03
Chiaramente, il socio di parnasi al 50%, pallotta, non sapeva un caxxo...
Mai indagato, nemmeno sentito una volta, convocato.

In pratica il diavolo e l'angelo ingenuo a braccetto.
Il titolo di un film.
Comico.

Pallotta è un anno che non si fa vedere a Roma.

Tempo al tempo.

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