Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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seagull

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 20 Lug 2019, 11:56
Però sono riusciti a raggiungere in Montenegro per un intervista Ilievskij.

Merdosi maiali.


GoodbyeStranger

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Citazione di: Crocodile il 21 Lug 2019, 13:14
Pallotta è un anno che non si fa vedere a Roma.

Tempo al tempo.

Non succede.... Ma se succede...

Omar65

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Citazione di: Crocodile il 21 Lug 2019, 13:14
Pallotta è un anno che non si fa vedere a Roma.

Tempo al tempo.

A Roma no, ma una mesata fa è stato visto in Toscana, qualche giorno fa a Otranto.

Quindi non credo rischi nulla, però  un presidente che non si fa vedere nella "sua" città ai tifosi spiace.

:=))

BalkanLaziale

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A onor del vero, nemmeno la società - del quale è presidente - non è di Roma.

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PARISsn

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secondo me non teme  nulla riguardo la legge altrimenti non verrebbe manco in toscana o in puglia...secondo me ha  proprio paura dell'incolumita' fisica..ha paura che qualcuno lo pija a pizze !! del resto pure oggi alla festa del compleanno ho visto bandiere e striscioni con " Pallotta maiale " e " Pallotta vattene " ....

spaturno

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2 cose che ormai si ripetono in questi articoli.
La prima è la sfumatura delle cubature prima 40% ora arrivata al 50%, forse unica cosa giusta fatta dalla giunta per evitare un regalo già monstre allo stato attuale. Si partiva da una propo9sta di cubatura iniziale di 1 milone di mc.
La seconda è il ritardo dovuto alle opere pubbliche da fare prima dell'apertura dello stadio. Ecco questo punto mi fa incazzare perchè non si capisce quali siano le opere a loro carico ed il perchè dovrebbero realizzarle comune ,Regione e stato al posto loro, per uno stadio di proprietà.
O magari l'accordo con il comune fu diminuisci le cubature e le opere te le faccio io, ma sarebbe una sbracata di pantaloni.
Purtroppo da questi articoli sempre uguali questi quesiti non si sciolgono.

Aggiungo come mia considrazione personale, se io ho un socio ed il mio socio lo arrestano, posso trattarlo come non fosse mai esistito?  Magari una domanda qualcuno me la fa: D: ma il tuo socio? R:era una brava persona ....mi sono accorto che era un fijo de na mignotta.
Qui siamo al pilone di cemento.

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Il grande freddo sullo Stadio incontri con i privati sospesi (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 26 Luglio 2019)
IL RETROSCENA

Non è un film, ma magari ha più le caratteristiche di una telenovela a puntate. Ma, di sicuro, da qualche settimana a questa parte, sul progetto dello stadio della Roma Tor di Valle il controverso intervento calcistico/immobiliare sui cui da giugno 2017 pesa un'inchiesta per corruzione che ha portato all'arresto di Luca Parnasi e Luca Lanzalone prima e di Marcello De Vito dopo tra il Campidoglio e i privati sta andando in onda il Grande freddo: The big chill, per dirla nella lingua di James Pallotta, il bostoniano patron dei giallorossi.
ZERO RIUNIONI
Da diversi giorni, infatti, i contatti tra gli uomini del Comune e gli esponenti di Eurnova si sono interrotti. Diciamo sospesi, o comunque congelati. Niente più riunioni, niente più approfondimenti, stop anche all'unico segno di vita che l'iter del progetto ancora manifestava, e cioè i ripetuti vertici per limare piccoli dettagli in vista della convenzione urbanistica da firmare. Tavoli di lavori più tecnici che politici, di certo non decisivi per la sorte finale del progetto, ma che comunque testimoniavano la volontà almeno formale di portare avanti il lavoro. Tutto fermo, tutto rinviato. Dopo l'estate, sicuramente. C'è chi dice settembre, chi ottobre, chi neppure si sbilancia sulla tempistica. Del resto, è dalla primavera che i rapporti si sono raffreddati, gli incontri diradati e il nervosismo (dei proponenti) cresciuto.
Pallotta non ha più portato avanti il closing con Eurnova (avrebbe dovuto pagare un acconto di dieci milioni su cento per l'acquisizione di terreni e progetto), gli investitori internazionali che dovevano essere alle spalle del patron romanista sono sempre più sfiduciati, il club giallorosso è costretto a ricorrere ai Bond per rifinanziare il suo debito e sostituire il finanziamento di Goldman Sachs.
IL CRONOPROGRAMMA
Come se non bastasse tutto questo, il progetto Tor di Valle ha subito ieri un ulteriore rallentamento. Per il Ponte dei Congressi, infatti, l'unica opera infrastrutturale rimasta in piedi per risolvere il nodo mobilità dopo che è stato depennato dalla lista di investimenti il ponte di Traiano, che avrebbero dovuto pagare i privati ci vorranno non meno di cinque anni. Sempre se tutto va bene.
Il timing è venuto fuori ieri, durante una riunione della Commissione Lavori Pubblici del Campidoglio, nella quale i tecnici capitolini hanno spiegato che non se ne parlerà prima del 2024. Il bando di gara, infatti, dovrebbe essere pubblicato entro la fine dell'anno. Ma poi, con i tempi della burocrazia, tra i tempi di assegnazione della gara, la progettazione esecutiva e la realizzazione definitiva se ne andranno appunto circa cinque anni. Sempre al netto di eventuali ricorsi e controricorsi, e anche escludendo altri intoppi sul percorso. Tanto per dirne uno, la difficoltà da parte del Campidoglio di portare avanti senza problemi una commissione di aggiudicazione (la casistica di rinvii infiniti è fin troppo lunga). Anche i costi sono lievitati: dai 145 milioni di euro inizialmente previsti, secondo i calcoli del Campidoglio si sarebbe già arrivati a 170 milioni di euro per le modifiche progettuali già adottate, differenza che il Comune deve saldare con un mutuo. In ogni caso, qualora tutto questo venisse superato, resta un fatti: il Grande freddo tra Comune e privati rischia di diventare il gelo assoluto.
Ernesto Menicucci

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Mentre il Comune studia il nuovo Ponte dei Congressi

Sullo stadio cala l'autunno (Corriere dello Sport, 26 Luglio 2019)

Pazienza finita: la Roma vuole novità concrete entro pochi mesi Altrimenti percorrerà altre strade

di Marco Evangelisti
ROMA

I mesi passano. Le giornate si accorciano. La pazienza anche. Ah, passano pure i rappresentanti della volontà popolare. Da una parte all'altra. Qualcuno s'iscrive ai gruppi misti. A Roma la maggioranza del Movimento 5 Stelle si assottiglia. Della variante al piano regolatore e della convenzione urbanistica necessarie all'apertura dei cantieri di Tor di Valle nessuna traccia, solo vaghi racconti. Andrebbe tutto portato nell'aula dell'Assemblea Capitolina e approvato. Un giorno forse lo faranno.

O magari no. Magari la Roma a un certo punto perde la pazienza, ringrazia, anzi, nemmeno ringrazia, porta le carte dagli avvocati - perché ci sono esperti in materia convinti che dopo l'accordo del febbraio 2017 il Comune si sia impegnato a portare avanti l'impresa del nuovo stadio e che quindi in caso di cancellazione del progetto i proponenti acquisiscano il diritto a un risarcimento vero, di quelli da far tremare i bilanci - e poi decide che cosa fare di sé stessa. Se andare avanti senza impianto, se cercare un nuovo proprietario oppure aprire davvero un altro iter (lungo, però: bisognerebbe ripartire da un progetto bis) con un'altra amministrazione, specificamente quella di Fiumicino. 
Intanto a settembre il presidente James Pallotta passerà finalmente di qui anche e soprattutto per toccare con mano la situazione. Ma nessuno pensa più che quello sarà il mese delle decisioni. Adesso il Campidoglio deve affrontare ben due passaggi di bilancio e ha appunto tempo fino alla fine di settembre per farlo. Aggiungiamoci il fatto che le riunioni tra tecnici e avvocati per stilare la celebre convenzione urbanistica - sempre con il nodo della contemporaneità richiesta tra apertura dello stadio e completamento delle opere di mobilità pubblica - sono diluite per via del periodo di ferie. Non c'è neanche la possibilità di approfondire le varie ipotesi di compromesso imbastite. Realisticamente parlando, la Roma comincerà a mettere pressione vera sul Comune da ottobre, sperando di arrivare all'ok definitivo entro l'autunno. In mancanza di novità concrete, la rottura a quel punto sarà difficilmente evitabile, come le azioni conseguenti di cui si diceva.
Dal Campidoglio continuano ad assicurare che c'è tutta la volontà politica di andare avanti, anche quella che non si vede. Ieri durante una seduta della commissione consiliare lavori pubblici Roberto Botta, vicedirettore generale di Roma Capitale, ha presentato il progetto del Ponte dei Congressi (145 milioni di euro già stanziati dal governo Renzi e 28 del Comune), l'opera che dovrebbe riordinare il traffico soffocante dell'asse Magliana-Eur in un'unica colossale rotatoria. E che è indispensabile alla riuscita urbanistica del progetto nato dall'accordo con la Roma del 2017. A Radio Radio hanno calcolato rapidamente che se tutto va benissimo l'opera dovrebbe essere operativa per il 2024. In questo caso non c'è alcun obbligo legale di contemporaneità con l'apertura dello stadio, però nel progetto ponte e Tor di Valle sono strettamente collegati. Un'altra diranazione in questo labirinto burocratico.

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alasinistra

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 26 Lug 2019, 07:46
Mentre il Comune studia il nuovo Ponte dei Congressi

Sullo stadio cala l'autunno (Corriere dello Sport, 26 Luglio 2019)

Pazienza finita: la Roma vuole novità concrete entro pochi mesi Altrimenti percorrerà altre strade

di Marco Evangelisti
ROMA
I Casamonica sono allertati! :asrm


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Citazione di: alasinistra il 26 Lug 2019, 15:24
Citazione di: Redazione Lazio.net il 26 Lug 2019, 07:46
Mentre il Comune studia il nuovo Ponte dei Congressi

Sullo stadio cala l'autunno (Corriere dello Sport, 26 Luglio 2019)

Pazienza finita: la Roma vuole novità concrete entro pochi mesi Altrimenti percorrerà altre strade

di Marco Evangelisti
ROMA
I Casamonica sono allertati! :asrm



Bombe del 2019.

ES

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La pazienza l'abbiamo finita noi, nel dover sopportare la lettura di tale evangelista. Io credo giornalismo sia diventato fiera di marchettari.
Così, una sensazione...

PARISsn

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Citazione di: ES il 27 Lug 2019, 13:21
La pazienza l'abbiamo finita noi, nel dover sopportare la lettura di tale evangelista. Io credo giornalismo sia diventato fiera di marchettari.
Così, una sensazione...

bastera' aspettare  poco...i quotidiani cartacei ormai hanno i giorni contati...in Italia solo 4 giornali ormai superano le 100mila copie vendute ( Corsera, Stampa, Repubblica e Gazzetta )...10 anni fa ne vendevano 400 o 500mila al giorno a testa e arrivavano anche a vendere 1 milione o 2  milioni di copie per eventi eccezionali ( il corsport per esempio vendette 2 milioni di copie il giorno dopo l'ultima vittoria ai mondiali )...il corsport al momento vende  meno di 90mila copie di media...è appena  un filino sopra la sufficienza...perdere anche altre 10mila copie vorrebbe dire la chiusura del giornale....perche  un giornalino locale...il Gazzettino di Bolzano o il Corriere di Padova possono anche sopravvivere vendendo 10 mila copie...ma  il contesto è minimo...un unica redazione...pochi giornalisti...poche pagine..cronaca locale e stop...il Corriere dello Sport è un giornale nazionale..ha redazioni al nord e al sud...cento giornalisti da pagare...la distribuzione a livello nazionale e quant'altro...per cui secondo me  è proprio un input dell'editore quello di sproloquiare sulla riomma e tenere attaccato ancora almeno lo zoccolo duro del magnifico bobbolo che per  il 90 % è ormai l'unico acquirente del giornale....e i giornalisti volenti o nolenti se vogliono conservare il posto di lavoro ancora qualche annetto devono sottostare alla  linea editoriale e stop....

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paolo71

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Citazione di: BalkanLaziale il 21 Lug 2019, 23:22
A onor del vero, nemmeno la società - del quale è presidente - non è di Roma.

Citazione di: PARISsn il 28 Lug 2019, 02:16
bastera' aspettare  poco...i quotidiani cartacei ormai hanno i giorni contati...in Italia solo 4 giornali ormai superano le 100mila copie vendute ( Corsera, Stampa, Repubblica e Gazzetta )...10 anni fa ne vendevano 400 o 500mila al giorno a testa e arrivavano anche a vendere 1 milione o 2  milioni di copie per eventi eccezionali ( il corsport per esempio vendette 2 milioni di copie il giorno dopo l'ultima vittoria ai mondiali )...il corsport al momento vende  meno di 90mila copie di media...è appena  un filino sopra la sufficienza...perdere anche altre 10mila copie vorrebbe dire la chiusura del giornale....perche  un giornalino locale...il Gazzettino di Bolzano o il Corriere di Padova possono anche sopravvivere vendendo 10 mila copie...ma  il contesto è minimo...un unica redazione...pochi giornalisti...poche pagine..cronaca locale e stop...il Corriere dello Sport è un giornale nazionale..ha redazioni al nord e al sud...cento giornalisti da pagare...la distribuzione a livello nazionale e quant'altro...per cui secondo me  è proprio un input dell'editore quello di sproloquiare sulla riomma e tenere attaccato ancora almeno lo zoccolo duro del magnifico bobbolo che per  il 90 % è ormai l'unico acquirente del giornale....e i giornalisti volenti o nolenti se vogliono conservare il posto di lavoro ancora qualche annetto devono sottostare alla  linea editoriale e stop....

senza dubbio più facile fare sto stadio che smentire ste 2 verità...

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Tor di Valle, il Cda Eurnova si è dimesso (Corriere della Sera - ed. romana)

Stadio della Roma sempre più nel caos: si dimette il cda di Eurnova, la società di Luca Parnasi che detiene la proprietà dei terreni a Tor di Valle e che, di fatto, è il soggetto proponente del progetto stadio. Motivo? I problemi economici della società: a valle dell'accordo tra la Roma e il Campidoglio, il presidente giallorosso James Pallotta avrebbe dovuto versarenelle casse di Eurnova una prima tranche da7milioni a titolo di anticipo sulla cessione dei terreni (operazione da circa 100 milioni) su cui edificare lo stadio. Ma l'accordo ancora non c'è e Pallotta non paga. Anzi, i summit tecnici tra le parti sono terminati da un mese e in calendario non ci sono nuovi appuntamenti. Segnale che in Comune, dopo la debacle elettorale del M5S alle europee e le proteste dei territori, il progettodi Tor di Valle non è più una priorità. Anche sul fronte Roma si parla di un calo di fiducia da parte di Pallotta, non a caso lo scorso mese in Italia senza peròmai passare dalla Capitale. Lo stallo è totale. Così giovedì scorso il cda composto dall'ad Giovanni Naccarato, RiccardoTiscini e Giovanni Sparvoli che era in carica da luglio 2018, un mese dopo l'arrestoper corruzione di Luca Parnasi, ha presentato le dimissioni alla proprietà a causa dei problemi finanziari della società e forse per dare una scossa ad una situazione bloccata. Dimissioni accettate da Parnasi, che ha subitopensatoadelle contromisure per limitare i danni: assicurato l'arrivodi nuovi capitali per tenere in vita la società, il nuovo presidente/amministrator e dovrebbe essere nominato in famiglia e probabilmente sarà la sorella Flavia a prendere in mano le redini della società; due dei tre exdel cda—Naccarato e Sparvoli —resteranno a curare il progetto stadio con la carica di consulenti esterni per non disperdere il lavoro fatto finora su Tor di Valle.Apatto che, però, il Campidoglio non abbia già deciso di virare sul no allo stadio.

Andrea Arzilli

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Pallotta arriva a settembre per provare a sistemare la situazione. Ma sarà dura...

allarme stadio roma alle corde (Corriere dello Sport)

Il cda di Eurnova si è dimesso Il club insiste con il Comune ma la strada è sempre più stretta

di Guido D'Ubaldo

ROMA


Venerdì scorso, nel tardo pomeriggio, si è dimesso il Consiglio di amministrazione di Eurnova. Ora i proponenti devono trovare nuove figure al posto dell'amministratore delegato Giovanni Naccarato, del presidente Riccardo Tiscini e del consigliere d'amministrazione Giovanni Sparvoli. In seguito ai guai giudiziari Luca Parnasi era uscito dal management di Eurnova, lasciando la società in mano a manager che avrebbero dovuto gestire il passaggio dei terreni e dell'intero dossier di Tor di Valle a Pallotta. Dopo l'arresto di Parnasi il presidente americano infatti si era deciso a proseguire da solo, per essere l'unico interlocutore del Campidoglio. L'accordo era stato raggiunto negli ultimi giorni del 2018, per un totale di 110 milioni, con la prima rata, di circa 7 milioni, da versare inizialmente entro marzo. Si è parlato anche della moglie di Parnasi, Christiane Filangeri, come la figura di garanzia per rilevare l'incarico di presidente (l'alternativa sarebbe la sorella), con i manager dimissionari che resterebbero come consulenti. Un presidente di facciata, di fiducia, addirittura un congiunto, coadiuvato dai manager. La decisione delle dimissioni è arrivata perché Pallotta non ha ancora dato seguito all'accordo e non ha pagato la prima tranche, mentre il secondo pagamento era vincolato all'approvazione in aula della variante. Soprattutto, il presidente della Roma non ha visto l'accelerata che auspicava per cominciare i lavori. Per la sopravvivenza di Eurnova era determinante anche soltanto il primo pagamento, che non è mai arrivato. I sette milioni iniziali sarebbero stati un carburante importante per il gruppo, che adesso si trova assolutamente in riserva. Le dimissioni dei manager servono per dare un segnale, ma resteranno come consulenti per consigliare il nuovo board. 


strada in salita. Questo colpo di scena rende più tortuoso il percorso per arrivare a un accordo con il Comune, anche se gli incontri proseguono, in attesa della risposta che i proponenti aspettano dal presidente della Conferenza dei Servizi della Regione Lazio. E non arriverà presto (forse non prima dell'autunno) perché alla Pisana è in corso l'approvazione del piano paesaggistico territoriale. Pallotta ha in programma di arrivare a settembre a Roma e vuole fare chiarezza. Difficile trasferire il progetto a Fiumicino, operazione costosa e con diverse controindicazioni. Con questo nuovo scenario e con Pallotta a Roma si deciderà il tipo di strategia da intraprendere per sollecitare l'amministrazione capitolina a una approvazione rapida della variante e della convenzione urbanistica. Ma questo può essere possibile dopo l'accordo con Eurnova. Se la Roma si tira indietro senza ricevere il no dal Campidoglio non potrà fare nessuna rivendicazione. Mentre se è il Comune che boccia il progetto Pallotta può adire le vie legali e chiedere il risarcimento. Entro l'autunno il club giallorosso potrebbe far partire un documento molto duro nei confronti della sindaca Raggi, se non si dovesse uscire da questo impasse. 

linea dura. La partita si è fatta complicata e la linea che sceglierà Pallotta non è ancora chiara. C'è un gruppo parallelo negli Stati Uniti che si occupa del dossier Tor di Valle e che potrebbe mettere in discussione la gestione dello stadio portata avanti finora. L'uomo di fiducia di Pallotta vicino al dossier Tor di Valle, Bob Nidam, sarebbe per la linea dura con il Comune, ma da Roma gli stanno facendo capire che bisogna andare avanti con diplomazia, perché sono stati spesi già 80 milioni e il progetto può ancora andare in porto senza scossoni. C'è il rischio di ricominciare daccapo e anche l'alternativa di Fiumicino non è facile da portare avanti. Non tutti i terreni interessati al progetto sono di proprietà del Comune, ma vanno acquistati da privati. 


NEMICOn.1

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 30 Lug 2019, 06:41
Pallotta arriva a settembre per provare a sistemare la situazione.

Sembra il titolo di un film con Burt Lancaster  "arriva valdez "
al Comune di Roma stanno tremando

James M. McGill

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"Già spesi 80 milioni"
La merda nella testa.

Il nostro Giorgione

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robylele

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Citazione di: James M. McGill il 30 Lug 2019, 09:12
"Già spesi 80 milioni"
La merda nella testa.

sulla radio di marione un trigoriota si chiedeva se fosse stato Michelangelo Buonarroti ad aver fatto il progetto.

mazzok

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Citazione di: James M. McGill il 30 Lug 2019, 09:12
"Già spesi 80 milioni"
La merda nella testa.

ormai sono due anni che hanno già speso 80 milioni, fa tanto slogan di campagna pubblicitaria.

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