Citazione di: James M. McGill il 19 Ago 2019, 13:02
danny quanto racconti su don sardelli è bello, giusto e necessario ma non è la "destinazione", è la "strada". quello che manca non è il racconto della strada ma del punto di arrivo.
Certo che è la strada, ma è proprio questa a delineare progressivamente il punto di arrivo.
Ed è così sempre.
Non mi sembra che la democrazia liberale nasca bella e fatta. Passa da rivendicazioni parziali, esperienze, tanti fallimenti e pure tanto sangue. Il punto d'arrivo è andato definendosi lungo la strada, perché per un'alternativa di sinistra questo dovrebbe diventare un problema ostativo e non una fisiologica parte del percorso?
Parissn la realtà di quegli anni era tante cose, a me quello fuori dalla realtà (o meglio quello che vuole ridurla a uno) sembri proprio tu. Non può essere che questa visione parziale ti viene dalla tua altrettanto parziale esperienza?
Anche perché scusami ma attribuire il compromesso storico alla necessità di fermare l'avanzata della corruzione e successivamente di Craxi mi sembra una ricostruzione a dir poco discutibile, per non dire più onestamente del tutto falsa. Il compromesso storico, che lo si trovi utile o dannoso, venne ricercato per motivi radicalmente diversi.
In ogni caso quegli anni non erano certo solo gli anni della questione morale, ma anche gli anni della lotta per la casa con le grandi occupazioni abitative, gli anni dei consigli operai e della nuova generazione meridionale emigrata al nord, dei comitati di quartiere, delle rivolte studentesche, delle battaglie femministe e per le libertà individuali. Una ricchezza che rappresentava la vera forza a sinistra, al di là dei riferimenti parlamentari o extraparlamentari.
Questa roba il PCI (o meglio il suo gruppo dirigente, perché a livello di base il discorso è molto diverso) la digerì solo a volte e con enorme fatica. Capacità di contaminazione pari a zero o quasi e invece proprio la contaminazione avrebbe potuto rappresentare un salto di qualità dirompente.
Eppure stamo ancora qui all'agiografia di Berlinguer, senza riuscire ad analizzare con un po' più di lucidità e profondità l'effettiva efficacia e positività delle sue scelte di allora.
Botteghe oscure era all'epoca non così diversa dal Vaticano per tradizionalismo e incapacità di aprirsi alle novità.
Mutatis mutandis presentava la stessa farraginosità e resistenza ai cambiamenti di un'istituzione religiosa.
Anche qui, mi sembra di parlare di cose molto concrete e nella realtà storica dei fatti, non di chiacchiere astratte.
Questo anche per rispondere a UnDodicesimo che rimuove totalmente un pezzo enorme e fondamentale su cosa fosse la "sinistra", tanti SI, altro che No, espressi in forma di proposte dalle esperienze citate.
OVVIO che oggi sia soprattutto no, perché una volta sconfitta la sua proposta oggi la sinistra si esprime solo in negativo rispetto alla proposta altrui.
Se un giorno ad essere egemone fosse una qualsiasi proposta di sinistra (vecchia o nuova che sia) sarebbero i Salvini, i Renzi, i Di Maio, i Berlusconi a rappresentare il "partito del NO" perché direbbero sempre No nei confronti della proposta egemone.
Non capisco come possa essere difficile comprendere che la dinamica odierna è semplicemente questa e non una qualche propensione peculiare della sinistra a dire No.
Mi sembra un'ovvietà per chi conosce un minimo di storia politica e utilizza decentemente la logica.