Ho fatto esperienza su come trattate gli ospiti e confermo che la gentilezza che ci usate è squisita e a volte rasenta il servilismo. Come si legge in qualche libro di Ismail Kadaré, secondo le leggi del Kanun l'ospite è inviato da Dio e come tale va protetto fin dove si ha il controllo del proprio territorio, o qualcosa del genere. Certo, come sostiene mia moglie, in grado di comprendere, bisogna sempre discernere se la gentilezza sia genuina o interessata. Ricordo che qualche anno fa a Saranda mi chiese di non profferire parola con l'albergatrice perché se si fosse accorta che ero italiano ci avrebbe fatto tutt'altro prezzo per la camera, questo in tema di pagamenti maggiorati. Mi riferì, la mia signora, che dopo qualche giorno la padrona di casa si informò presso di lei sulle cause del mio mutismo.
Circa le cerbere all'aeroporto, lasciamo stare la faccenda del passeggino, che tanto stavamo pensando di disfarcene in qualche modo. Tecnicamente avevano ragione loro, questo va detto, ma io pago la compagnia aerea per un servizio uguale all'andata e al ritorno, le condizioni contrattuali le applichi subito, non solo al ritorno. Piuttosto la seconda cerbera fu rigida nell'applicare alla lettera le condizioni di trasporto fino a sconfinare nella stupidità. Due bagagli a stiva da 20 kg, ci presentiamo con due valigie per un peso complessivo inferiore a 35 kg ma distribuito in modo tale che nella grande c'erano 22 o 23 kg. Siccome mancava poco alla chiusura del check in abbiamo dovuto aprire le valigie lì davanti per ridistribuire il peso in modo da riportare la grande a 20 kg altrimenti non ce le avrebbe imbarcate. Motivazione addotta: si sbilancia l'aereo. A distanza di anni, ma vattene n'altra volta a fa' 'n culo te la riomma e tutto l'aeroporto!