Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Gianni Elsner precursore......
:) :) :)

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Stadio Roma, i misteri di Fraccaro, Lanzalone e De Vito. Chi è il puparo?
Nella vicenda Stadio della Roma troppi misteri tra Fraccaro, Lanzalone e De Vito. L'opinione di Cristina Grancio
di Cristina Grancio *

De Vito arrestato per reati contro la pubblica amministrazione per le vicende dello stadio ed altre questioni urbanistiche su Roma, giovedì scorso torna sullo scranno della presidenza dell'Aula Giulio Cesare, come se niente fosse successo in questi ultimi otto mesi.

In occasione di quella seduta consigliare ho ritenuto opportuno, come noto, abbandonare i lavori d'Aula, esplicitando il mio disappunto sull'opportunità del Consigliere De Vito di ricoprire il ruolo di Presidente dell'Assemblea Capitolina, rimproverando alla maggioranza Cinque Stelle di non aver provveduto loro, avendone i numeri a revocare il mandato.
Operavo un distinguo tra l'essere consigliere comunale e l'essere Presidente dell'Assemblea Capitolina; il primo è espressione della volontà dei voti degli elettori, funzione che in pendenza di giudizio ed in applicazione del principio di presunzione di non colpevolezza sino al passaggio in giudicato di un'eventuale sentenza di condanna Marcello De Vito è giusto che riprenda ad esercitare le sue funzioni; il secondo, quello del Presidente, è espressione di una maggioranza politica, ed il cui compito è di garanzia, imparzialità ed equità nello svolgimento dei poteri di direzione dei lavori nonché di disciplina dell'attività di Consiglio. Quale l'imparzialità e l'equità di un Presidente d'Aula imputato in processo per reati contro la pubblica amministrazione che nei fatti hanno avuto ad oggetto lo stadio di Tor di Valle e la cui delibera dovrà passare per l'Aula Giulio Cesare?

Il criterio M5S per le espulsioni

Perché la maggioranza pentastellata ha chinato il capo e non ha preso quelle determinazioni che l'hanno caratterizzata precedentemente, sempre in occasione della vicenda stadio, per esempio nella mia prima sospensione dal Movimento e nel primo tentativo di una mia espulsione dal gruppo consiliare pochi mesi dopo per il solo fatto di aver osato parlare nelle sedi preposte?

La vicenda De Vito ha risvegliato alcuni interrogativi che non hanno mai trovato risposta in capo agli attori della scena.

La questione Stadio ha interessato l'attenzione e la partecipazione di quelli che poi diventeranno i Ministri della Repubblica: Bonafede e Fraccaro, che all'epoca, nel 2017, erano responsabili degli Enti Locali per il Movimento 5 Stelle ed erano spesso presenti a palazzo Senatorio. Proprio in quel periodo gli attivisti cinque stelle di Roma sollevavano, invece, il loro disappunto per la realizzazione dello Stadio a Tor di Valle, la sottoscritta nel mentre pubblicava non senza tentativi di censure e di pressioni da parte dei colleghi di allora di maggioranza, un post su Facebook intitolato "stadio sì, ma nella piena legalità" e l'Assessore all'Urbanistica Paolo Berdini si adoperava nella prima Conferenza di Servizi che poi bocciò il progetto presentato da Panasi in epoca Marino. Il progetto dello stadio Tor di Valle era nella sostanza morto ma bisognava farlo resuscitare.

Sugli attivisti l'effetto "colera"

Fu così che i fatti dicono che gli attivisti del tavolo dell'urbanistica del Movimento (solo successivamente trasformato in associazione), l'assessore all'urbanistica ed la sottoscritta una dopo l'altra vennero screditati, dimenticati, accantonati, espulsi, revocati. E' in questo frangente che entra in scena Lanzalone, il mister Wolf (come chiamato da Parnasi) che aveva già prestato la sua collaborazione in altri Comuni di cui proprio Fraccaro ne era a diretta conoscenza, come per esempio a Porto Torres in Sardegna (di ciò mi darà riscontro un consigliere di opposizione proprio di Porto Torres).
Un fatto che sicuramente ha preoccupato è stato portare la mia azione politica direttamente nella Commissione urbanistica capitolina, nella quale dichiaravo i motivi del mio dissenso al voto (supportato tra l'altro dal lavoro fatto con Il Presidente Onorario della Suprema Corte di Cassazione Ferdinando Imposimato), ragione per la quale mi allontanavo dalla Commissione Urbanistica al fine di non esprimere il mio dissenso in occasione del voto, in uno spirito critico, ma ancora ingenuamente costruttivo.

Un paio d'ore dopo ricevevo la comunicazione scritta a firma di Fraccaro ed altri due parlamentari in qualità di probiviri della gravità del mio comportamento e con effetto immediato mi sospendevano dal Movimento. Due mesi più tardi il 3 agosto 2017 si verificano due accadimenti che sembrano essere slegati tra loro, ma che forse non lo sono affatto.

In quella data viene pubblicato l'elenco dei vincitori con un contratto a tempo pieno ed indeterminato nel quale Donatella Iorio, presidente della commissione urbanistica avrebbe dovuto prendere servizio presso il comune di Roma, con qualifica di "Architetto Categoria D, posizione economica D1 – Famiglia tecnica".

Donatella Iorio "contesa"


La Iorio come è facile intuire ha proseguito il suo mandato elettivo ed ha conservato la presidenza della commissione urbanistica. Una scelta diversa avrebbe lasciato il ruolo vacante, non solo, la vicepresidente della Commissione ero e lo sono io tutt'ora. Sebbene la delibera sull'Interesse Pubblico del c.d. stadio di Tor di Valle fosse già passato in aula, si sarebbe dovuto votare la variante urbanistica ed il rischio di non gestire la nuova votazione con un nuovo presidente di commissione magari non gradito probabilmente non rientrava nelle variabili che potessero essere accettate. Quello stesso 3 agosto infatti, in concomitanza con l'entrata in servizio dei vincitori del concorso, viene convocata d'urgenza la maggioranza in mia assenza, probabilmente semplicemente non fui informata della riunione perché l'oggetto era far sì, previa votazione in seno alla maggioranza, di far adottare un atto ad opera degli uffici capitolini affinché transitassi nel Gruppo Misto. Alla votazione non parteciparono la Iorio, e la Montella. A conclusione della stessa riunione veniva redatto un documento ove si leggeva: "Da quanto appreso dagli organi di stampa a da una mail con comunicazione del Gestore del sito del Movimento 5 Stelle al Capogruppo Paolo Ferrara in data 9.6.2017, la Consigliera Grancio risulta sospesa dal Movimento con procedimento disciplinare, in quanto avrebbe tenuto un comportamento non rispettoso della linea politica definita dal gruppo consigliare"

Il verbale inizialmente firmato all'unanimità viene modificato a penna, l'unanimità diventa la maggioranza, protocollato ed indirizzato al Segretario Generale che casserà la richiesta e la Iorio, come detto sopra, proseguirà il suo lavoro da consigliera a capo della commissione Urbanistica.

Cosa c'è di strano in questo verbale della riunione di maggioranza sottoscritto dai consiglieri? Gli stessi nella sostanza, con atto protocollato, dichiaravano che nessuno di loro aveva chiesto la mia sospensione dal Movimento, ma di esserne venuti a conoscenza dalla stampa e da una mail inviata con comunicazione del gestore del Movimento 5 Stelle al capogruppo Paolo Ferrara.

Ora se nessuno dei consiglieri era a conoscenza della mia sospensione perché ne prendono atto dalla stampa e da una mail, come ha potuto Fraccaro firmare la mia sospensione cautelare, due ore dopo il mio intervento in commissione urbanistica "per gravi motivi"? Con chi si è interfacciato Fraccaro nel prendere la sua decisione? Fraccaro è stato il mero esecutore materiale della decisione presa da altri? Chi è il gestore del sito Movimento 5 Stelle che sembrerebbe avergli comunicato la posizione assunta in commissione? A nome di chi parlava visto che nessuno dei consiglieri ne sapeva nulla?
Il Sottosegretario di Stato Fraccaro (poi Ministro), allora deputato di opposizione ha forse prestato ingenuamente il fianco a chi è ora rinviato a giudizio per gravi atti contro la pubblica amministrazione, a quel Lanzalone che lui ben conosceva, che godeva della stima dei piani alti del Campidoglio e non solo? Oppure in quell'atto pubblico in cui si chiedeva la mia defenestrazione qualcuno di quei consiglieri ha dichiarato il falso? E se fosse stato dichiarato il falso perché c'è stata questa necessità?

Questo viaggio nel tempo è utile per tornare all'assemblea capitolina della scorsa settimana e porsi la domanda: cosa ha frenato i consiglieri di maggioranza dal adottare la decisione più garantista per l'assemblea Capitolina, nonostante il colpo di accetta Di Maio al momento dell'arresto di De Vito, che con pari velocità dell'amico Fraccaro nei miei confronti, aveva espresso il suo verdetto? Qualcosa non torna...

* Cristina Grancio, consigliere DemA Gruppo misto

nestorburma

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Così a naso qualcuno tiene per le palle qualcun altro...

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Citazione di: nestorburma il 26 Nov 2019, 15:38
Così a naso qualcuno tiene per le palle qualcun altro...
Ma no, cosa vai a pensare.
🤔

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Stadio Roma: come il Comune e la  Raggi aggirano le leggi sull'Urbanistica"

Francesco Sanvitto scatenato sullo Stadio: "Le leggi sull'urbanistica sono chiare, il Comune di Roma non deve contrattare con il privato"

"Stadio Roma, il grande inciucio tra assessori, funzionari e consiglieri comunali con i costruttori è servito. E a scatenare l'ira del Tavolo della libera Urbanistica non è la secretazione della bozza di convenzione ma l'inosservanza delle leggi che regolano l'urbanistica e che separano chiaramente il ruolo del privato dalla pubblica amministrazione.

Insomma, per Francesco Sanvitto, l'architetto spina nel fianco del comune di Roma e di Virginia Raggi, ciò che sta accadendo in Comune è la sistematica violazione delle leggi Urbanistiche che non solo prevedono una distanza chiara tra pubblico e privato, ma disegnano un comportamento virtuoso che è stato sistematicamente violato. E Sanvitto lo spiega in un post dedicato al Codacons che ha presentato una denuncia contro la secretazione della bozza di convezione urbanistica. La lettera è tremendamente chiara e spiega con dovizia come funzionari e politici comunali stiano violando sistematicamente le leggi del settore. La conclusione è un appello alla magistratura affinché indaghi:"Qui siamo ben oltre all'Urbanistica "contrattata", siamo di fronte all'inosservanza delle norme di legge che dovrebbero essere oggetto delle attenzioni della magistratura per verificarne il rispetto".



Ecco il testo della lettera che inchioda il Comune di Roma

Caro Codacons,

quando ci leggi e trasformi i nostri dibattiti in denunce (Giorni fa sono stato interrogato a proposito di una vostra denuncia fatta sulla base di un mio intervento sull' abbandono del PAU), per favore, leggi a fondo anche gli allegati.




L'esposto di cui leggiamo oggi riguarda la diffida presentata ai Consiglieri per NON votare varianti urbanistiche contenenti progetti edificatori in contrasto con il Piano di Bacino del Tevere pubblicato il 5 settembre.

Questo esposto riguarda anche l'imposizione della "segretezza" alla richiesta del Consigliere Cristina Grancio di poter leggere la bozza di "convenzione" "concordata" tra Comune e proponente.

Ecco, caro Codacons, avresti dovuto leggere anche l'allegato perché è, sì grave segretare le "trattative" in corso...Ma è molto, ma molto più grave fare "trattative" tra tecnici comunali e rappresentanti della Giunta da un lato ed il privato proponente dall'altro.

Chi propone un progetto di variante del PRG ha l'obbligo di legge di presentare, assieme al progetto, anche la proposta di Convenzione Urbanistica che è parte integrante del progetto stesso;

La variante deve essere discussa per la sua "adozione" dal Consiglio Comunale che è L'UNICO PREPOSTO PER LEGGE a poterlo e doverlo discutere per conto di tutta la cittadinanza che esso rappresenta.

Le norme di legge sono chiarissime ed evitano che si possano generare equivoci e si possano dare compiti di "validazione" a proposte private da parte di dirigenti, funzionari ed Amministratori.

La Legge che regola l' Urbanistica nel nostro paese è chiara : le proposte di pianificazione possono essere o DI INIZIATIVA PUBBLICA oppure DI INIZIATIVA PRIVATA.

La normativa sugli stadi a cui si è appellato il Proponente si basa su una proposta di INIZIATIVA PRIVATA .... solo il leggere sulla stampa che un Assessore faccia avere al proponente una proposta che il proponente stesso dovrebbe avallare affinché venga approvata fa presupporre una commistione di interessi che fa accapponare la pelle ed il tutto al di fuori del dibattito pubblico che dovrebbe svolgersi in un Consiglio Comunale tra i rappresentanti dei cittadini ed alla presenza dei cittadini stessi.... Qui siamo ben oltre all' Urbanistica "contrattata", siamo di fronte all'inosservanza delle norme di legge che dovrebbero essere oggetto delle attenzioni della magistratura per verificarne il rispetto.

TestaccioLaziale

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https://ostia.newsgo.it/2019/11/trasporti-800mln-di-euro-per-roma-lido-e-roma-viterbo/?fbclid=IwAR0ec7Ub-IJsUn40A5LdxdfGGkNXibv9-HpfWCD2qZGw65fekg8OgeKfbaQ

Trasporti, 800mln di euro per Roma – Lido e Roma – Viterbo

800milioni per la Roma – Lido e per la Roma – Viterbo. Ad annunciare il maxi stanziamento per le due ferrovie ex concesse sono stati questa mattina l'assessore regionale Alessandri, l'amministratore Unico di Astral Antonio Mallamo e il presidente di Cotral Spa Amalia Colaceci nel corso della conferenza stampa in Regione.



tutto a vantaggio di pallotta

Ranxerox

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Citazione di: TestaccioLaziale il 29 Nov 2019, 18:57
https://ostia.newsgo.it/2019/11/trasporti-800mln-di-euro-per-roma-lido-e-roma-viterbo/?fbclid=IwAR0ec7Ub-IJsUn40A5LdxdfGGkNXibv9-HpfWCD2qZGw65fekg8OgeKfbaQ

Trasporti, 800mln di euro per Roma – Lido e Roma – Viterbo

800milioni per la Roma – Lido e per la Roma – Viterbo. Ad annunciare il maxi stanziamento per le due ferrovie ex concesse sono stati questa mattina l'assessore regionale Alessandri, l'amministratore Unico di Astral Antonio Mallamo e il presidente di Cotral Spa Amalia Colaceci nel corso della conferenza stampa in Regione.



tutto a vantaggio di pallotta

Beh, sono le famose opere pubbliche che pagano i privati (cittadini) per costruire gli stadi.  :=))

James M. McGill

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Vabbe', noi ci mettiamo sulla Roma-Viterbo...

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Palo

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ES

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Stretta nel senso che lo strozzano o che lo avvitano?

È bella sta notizia oppure no?

Il nostro Giorgione

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Citazione di: ES il 04 Dic 2019, 12:02
Stretta nel senso che lo strozzano o che lo avvitano?

È bella sta notizia oppure no?

Bè, risponde a un grande tema: come cazzo fa una Pubblica Ammnistrazione a "negoziare" la convenzione urbanistica, programmando di accordare cubature, diritti e oneri faraonici, a un soggetto giuridicamente fallito (= la società di Parnasi)?

Risposta: intanto il Comune tratta, nel più totale disprezzo di una pur minima diligenza nella gestione dell'interesse pubblico, poi quando tutto va a posto, arriva il mafioso dell'est che sistema tutto (libera la società di Parnasi dai debiti, sostituendosi alla banga dalla quale compra a stralcio il relativo credito....).

Roba brutta, ragazzi, roba terrificante.

ES

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Tor di Valle Società ceca prende l'area (La Repubblica ed. Roma, 5 Dicembre 2019)

Il terreno dove sorgerà l'impianto verso la Cpi Friedkin a un passo dal club ma studia le mosse 5S

di Lorenzo d'Albergo


Mister Dan Friedkin pronto a bussare alle porte di Trigoria a suon di dollari texani. I cechi di Cpi pronti a rilevare debiti della Eurnova (società del costruttore Luca Parnasi oggi amministrata dai curatori scelti dal tribunale) per mettere le mani sul progetto del nuovo stadio della Roma e del suo business park. L'affare di Tor di Valle, travolto dalle inchieste e invischiato in un infinito tira e molla burocratico tra privati e Campidoglio, diventa un caso internazionale.
Sì, perché l'immobiliarista Rodovan Vitek è dato a un passo dall'acquisto di quasi 60 milioni di crediti da Unicredit relativi al pacchetto Eurnova. Una mossa che apre un'importante finestra sul futuro dell'impianto giallorosso: per Cpi lo step successivo sarebbe l'ingresso nella trattativa per la realizzazione del "Colosseo bis" e di tutti gli edifici che lo circonderanno. Ma, prima di parlare dei terreni, Eurnova deve mettere ordine nei propri conti. Da qui l'idea dei cechi di acquistarne i debiti.
Un'operazione che potrebbe apparire insensata, ma in realtà permetterà a Cpi ( realtà che in Italia ha proprietà in Costa Smeralda, in Francia opera a Nizza e possiede decine di uffici in Germania) di fare il proprio ingresso in un affare da 1,3 miliardi di euro. Non è ancora chiaro se da protagonista o come mediatrice, pronta a rivendere i terreni di Tor di Valle al miglior acquirente. Si vedrà.
Quel che è certo è che sia Vitek che Friedkin guardano con interesse alle manovre capitoline. Per investire a Roma e nella Roma servono quelle certezze che al momento non ci sono. La prossima settimana non promette particolari passi in avanti nella trattativa. Le parti, proponenti e Comune, appaiono fiduciose. Ma con la sensazione che anche i prossimi tavoli saranno squisitamente tecnici, lunghi faccia a faccia per cercare di appianare le divergenze sulla realizzazione delle opere pubbliche a supporto dello stadio.
L'oggetto del contendere è sempre lo stesso. I privati vorrebbero aprire l'impianto anche con le infrastrutture (specie quelle trasportistiche, che dipendono dai bandi pubblici del Campidoglio) ancora da concludere. Da palazzo Senatorio, invece, i 5 Stelle continuano a battere sulla «contestualità» delle opere. Traduzione: se non sono tutte completate, nessuna inaugurazione.
La questione, con gli occhi degli osservatori del Texas e della Repubblica Ceca puntati sull'amministrazione 5S, non è di secondo piano. Per la giunta grillina in ballo ci sono i valori fondanti del Movimento, il «no» alla speculazione edilizia. Ma pure la possibilità di mettersi seduti a un tavolo prestigioso, con grandi investitori internazionali pronti a scommettere sulla capitale. Ma non a pazientare per sempre. O almeno a mostrare la stessa tempra messa in campo fino a questo momento dal patron statunitense della Roma, James Pallotta.

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Stadio, una cordata ceca per comprare i debiti della Eurnova di Parnasi (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 5 Dicembre 2019)

L'OPERAZIONE

Per il progetto Tor di Valle spunta una cordata ceca. Il gruppo Cpi, dell'immobiliarista ceco Radovan Vítek, è in trattativa con Unicredit per acquistare i crediti ipotecari che gravano sulla Eurnova, la società del costruttore Luca Parnasi, indagato per corruzione nell'inchiesta sul nuovo stadio. Parnasi, dopo l'arresto nel giugno 2018, si è dimesso dalla carica di presidente di Eurnova, ma continua a controllare la società proprietaria dei terreni su cui dovrebbe nascere - così sognano i privati - il nuovo impianto sportivo della Roma, con annesso mega-centro per negozi, uffici, alberghi e ristoranti. Tutto ben oltre i limiti del piano regolatore, tanto che servirebbe una variante urbanistica, un passaggio in Assemblea capitolina dall'esito non scontato, date le tensioni e le perplessità all'interno della maggioranza grillina che governa in Campidoglio.
La lista dei debiti del gruppo Parnasi è piuttosto lunga, solo quelli della Eurnova nei confronti di Unicredit ammontano a circa 50-60 milioni di euro. Il gruppo Cpi starebbe trattando con Unicredit per acquistarli. Da quanto filtra, le parti sarebbero vicine alla firma di un preliminare nell'arco di due settimane. Sarebbe il primo passo dell'operazione, che potrebbe riguardare anche i terreni al centro del progetto stadio. Tra gli scenari possibili c'è anche l'ipotesi che questa cordata ceca si muova in raccordo con Friedkin, l'americano interessato all'acquisto della Roma.
Fino a oggi la Eurnova aveva trattato per vendere i terreni a James Pallotta. Una delegazione della società di Parnasi, a febbraio, era volata a Boston per trattare direttamente con gli emissari del patron giallorosso. Risultato? Una stretta di mano che si sarebbe dovuta trasformare in un pre-accordo, detto all'inglese un «sales and purchase agreement». Quell'intesa, in realtà mai formalizzata, prevedeva la vendita dei terreni a circa 100 milioni di euro, con una caparra da 9 milioni da versare subito. La firma però non è mai stata depositata. Pallotta, evidentemente, aspetta di capire che fine farà l'iter in Campidoglio, un percorso ancora piuttosto fumoso dopo gli arresti per tangenti e i vizi nel progetto individuati dai tecnici.
LA CONVENZIONE
Certo è che nella bozza di convenzione spedita dal dipartimento Urbanistica ai proponenti compare, oltre alla Eurnova, anche la TDV Real Estate Srl e la Stadio TDV S.p.A., cioè le società di Pallotta che dovrebbero acquistare i terreni. Nella bozza di accordo - in una parte ancora da compilare - viene menzionato espressamente «un contratto preliminare di vendita a rogito» tra la Eurnova e la società acquirente. Perché una cosa è chiara: i grillini, se mai l'operazione Tor di Valle andasse in porto, non vogliono più i terreni in mano a Parnasi.
L. De Cic.

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LA NOVITA' E' UN MILIARDIARIO CECO

Roma-Friedkin: per lo stadio ora spunta Vitek (Corriere dello Sport, 5 Dicembre 2019)

ROMA - Tra la Roma e Friedkin spunta un miliardario ceco. Si tratta dell'immobiliarista Radovan Vitek, proprietario del gruppo CPI, operativo in tutta l'Europa centrale con particolari interessi a Berlino. Vitek, personaggio controverso, è conosciuto anche in Inghilterra per aver acquistato per 20 milioni la villa di Ringo Starr, il mitico batterista dei Beatles. Secondo Il Sole 24 ore, sarebbe interessato a rilevare la quota di crediti di Unicredit nei confronti di Luca Parnasi, costruttore partner di Pallotta per lo stadio di Tor di Valle. Vitek, 48 anni e quattro figli, aveva già fatto affari con Unicredit. 

ITALIANO. Numero 617 del mondo nella classifica dei ricchi stilata nel 2019 da Forbes, parla un fluente italiano grazie a un passato giovanile da barista nel nostro Paese. La sua idea sarebbe entrare nel business dello stadio con un intervento iniziale di 50-60 milioni: cioè il debito di Eurnova, la società di Parnasi, verso la banca. Ma il progetto più a lunga scadenza potrebbe essere maggiormente ambizioso. Vitek diventerebbe l'interlocutore privilegiato di Pallotta (o chi per lui) nel progetto Tor di Valle, in questo momento bloccato dallo stallo politico romano.

AUDIZIONE. Ieri intanto il Ceo della Roma, Guido Fienga, è stato ascoltato dalla procura federale come testimone sul caso Petrachi. In un'ora e mezzo di udienza, accompagnato dall'avvocato Conte e dal segretario Pantaleo Longo, che è un fedelissimo del direttore sportivo, il dirigente plenipotenziario giallorosso ha chiarito la posizione del club: non ci sarebbe stata alcuna violazione dei principi di lealtà, previsti dal codice di giustizia sportiva, nei confronti del Torino. Tra l'altro per facilitare la risoluzione consensuale del contratto, e ottenere la firma di Petrachi, la Roma ha ceduto due giovani calciatori a Cairo: Bucri e Greco. 
Intanto la procura ha chiesto una proroga per l'inchiesta, che arriverà a una conclusione entro la fine di gennaio. Verranno nel frattempo ascoltati altri testimoni. Due sono le possibilità: archiviazione o deferimento. Nel secondo caso, che appare probabile, Petrachi rischia una squalifica o una multa. 

rob.mai.

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