La convenzione e Vitek: adesso il nuovo stadio torna d'attualità (Corriere dello Sport, 9 Dicembre 2019)
Le mosse del miliardario ceco tolgono imbarazzi. Trovata una soluzione per le opere pubbliche
di Guido D'Ubaldo
ROMA
Adesso anche la sindaca Raggi è più tranquilla. Dal progetto stadio è uscito di scena Luca Parnasi, il costruttore al centro di inchieste giudiziarie, la cui presenza metteva in imbarazzo alcuni consiglieri della maggioranza. Ora l'ultimo step sembra meno lontano. Il lavoro dei tecnici dei proponenti e quelli del Dipartimento Urbanistica è praticamente chiuso, mancano solo i dettagli, potrebbero terminarlo questa settimana per poi presentarlo alla sindaca. L'ultimo atto prima della votazione in aula. E' stata trovata una soluzione transitoria: a un anno dall'apertura dello stadio sarà verificato lo stato dei lavori delle opere pubbliche.
L'immobiliarista ceco Radovan Vitek ha raccolto l'invito di Unicredit, rilevando il debito della famiglia Parnasi con la banca, comprese le società Capital Dev, Parsitalia e soprattutto Eurnova. L'accordo è stato trovato a metà della scorsa settimana, sarà firmato nei prossimi giorni, ma intanto è stato blindato, evitando di fatto il fallimento della società partner della Roma nella costruzione dello stadio. La dead line era stata fissata al 18 dicembre, dopo quella data sarebbe partita l'azione legale in assenza di una proposta ufficiale. Il preaccordo già c'è e mette al sicuro la Roma, perchè in caso di fallimento sarebbe stato rimesso tutto in discussione. Ora Eurnova deve contattare tutti i creditori per chiudere i vari contenziosi. Vitek ha investito una cifra complessiva intorno ai 550 milioni, comprendente anche quella legata all'acquisto dei terreni. La Roma ha valutato positivamente l'ingresso dell'uomo d'affari di Brno, la presenza di Parnasi avrebbe potuto creare qualche imbarazzo in Campidoglio. Ora il processo può andare avanti in maniera più snella. Ancora non è chiaro se Vitek sia interessato a diventare socio di Pallotta per la realizzazione dello stadio, con la possibilità di occuparsi del Business Park, oppure se rientrerà in gioco qualche ex proprietario dei terreni. Dopo il 18 si saprà. L'imprenditore ceco in quel caso potrebbe anche fermarsi all'investimento, cedendo i terreni e il progetto a Pallotta, che aveva firmato un precontratto per l'acquisto dell'area di Tor di Valle da Eurnova. Un accordo non ancora perfezionato proprio per l'impasse amministrativa in cui il dossier è precipitato dopo i problemi giudiziari di Luca Parnasi.
Appena in tempo. Unicredit ha dato vita a un'operazione simile a quella attuata con la famiglia Sensi per il recupero del credito. Vitek ha rilevato Eurnova direttamente da Parnasi, le altre due società dalla banca. C'è stata un'accelerazione nella scorsa settimana, avvicinandosi la dead line del 18. Parnasi aveva ritardato il pagamento dei terreni a Papalia e sulla questione era interessato anche il curatore fallimentare della Sias. Il fatto che Parnasi sia uscito di scena è giudicato favorevolmente in Campidoglio. Alcuni consiglieri si erano espressi con posizione critiche sul tema dei rifiuti, figuriamoci su quello dello stadio di Tor di Valle.
Friedkin avanza. Intanto prosegue la trattativa per la cessione di quote della Roma a Dan Friedkin. Lo scambio di documenti prosegue tra gli Stati Uniti e Londra. Il miliardario texano è intenzionato ad andare avanti e presto procederà all'aumento di capitale, per poi puntare a rilevare la quota azionaria di maggioranza. Pallotta è pronto a restare anche con una quota di minoranza. Friedkin vuole chiudere l'operazione direttamente negli Stati Uniti, dove le procedure burocratiche sono più snelle. C'è massima attenzione anche da parte sua sugli sviluppi dello stadio.