Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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sharp

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Citazione di: gigiazzo il 10 Dic 2019, 23:10
Sorprende il silenzio del Magliaro, il banditore al soldo dei proponenti. Attraverso le sue veline si capisce che aria tira.

magari so' finiti i bonifici e nell'attesa dei prossimi eventi ... !!!

Ranxerox

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Va be', intanto vendono i terreni di Tor di Valle e fanno una due diligence per la cessione  della società valutando il prezzo come se lo stadio fosse già cosa fatta.
Boh...

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GLI SVILUPPI SUL NUOVO IMPIANTO

Tor di Valle, è tornato l'ottimismo con Vitek. E la Raggi si espone (Corriere dello Sport, 11 Dicembre 2019)

L'assessore Frongia: «Sono positivo. Vedo la volontà comune di chiudere il prima possibile»

di Guido D'Ubaldo
ROMA 


L'uscita di scena di Parnasi ha tranquillizzato la maggioranza del Campidoglio, c'è un approccio diverso ora nei confronti dello stadio di Tor di Valle. Il Movimento è alle prese con la grana De Vito, oggi è un separato in casa, ma da presidente dell'assemblea capitolina calendarizza gli atti da portare in aula. Bisogna capire come si posizionerà sullo stadio, gli sarà consigliato di non essere presente al momento del voto, anche Ferrara, quando fu investito dalla bufera giudiziaria, si era astenuto. Di sicuro il passaggio di consegne con Vitek ha portato un clima di maggior fiducia.


frongia. Oggi in Campidoglio la parola d'ordine è ottimismo. Daniele Frongia, assessore allo Sport di Roma Capitale e Commissario Straordinario di Euro 2020, ha parlato della questione stadio a margine della presentazione della maglia di gara della nona edizione dell'Atleticom We Run Rome: «L'incontro tra le parti va avanti, auspico una conclusione positiva in tempi contenuti. Poi ci sarà il passaggio politico in Assemblea Capitolina e in Regione Lazio. E' importante chiedere anche ai consiglieri e al presidente della Regione Lazio cosa ne pensano». L'assessore è sempre stato favorevole allo stadio: «I tifosi della Roma si possono aspettare un regalo di Natale? Non so se e quando si arriverà a un punto sulla Convenzione. Di positivo ci sono gli incontri e la volontà comune di chiuderla il prima possibile. Da questo punto di vista resto ottimista sull'opera». Poi un passaggio sull'ingresso di Radovan Vitek, immobiliarista ceco con un patrimonio sconfinato: «Non sono a conoscenza degli accordi tra privati e non credo possano interferire su un iter amministrativo già avviato - spiega Frongia - la Conferenza dei Servizi è stata chiusa un anno fa. E' una questione tra privati che non riguarda in prima battuta il Comune». 

fiducia. Anche Antonio De Santis, l'assessore al personale, è convinto che il clima intorno allo stadio sia tornato positivo, ma se ne riparlerà dopo il bilancio. Ora è importante capire il passaggio delle quote a Vitek. Gli atti devono ancora essere firmati, questo deve avvenire entro il 18, per evitare il fallimento di Eurnova. Ancora non è chiaro se l'investitore ceco sia intenzionato ad affiancare Pallotta oppure rivendere i terreni al presidente della Roma. C'è già l'accordo di massima trovato con Unicredit e gli avvocati di Vitek hanno già partecipato agli incontri tra i tecnici. Nei prossimi giorni potrebbe arrivare la bozza definitiva della Convenzione, i tecnici termineranno i lavori prima di Natale, la sindaca riceverà il dossier entro la prossima settimana, ma si è già informata sugli ultimi sviluppi. 
(Ha collaborato Lorenzo Scalia) 

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La trattativa Friedkin-Pallotta ora passa dallo stadio di proprietà (Corriere della Sera ed. Roma, 11 Dicembre 2019)

Frongia: «C'è la volontà di chiudere la convenzione»


La trattativa va avanti, ma la forbice tra domanda e offerta è ancora ampia. Così la chiave per sbloccare l'affare che deve portare Dan Friedkin alla presidenza della AS Roma, rilevando le quote di James Pallotta, resta sempre lo stadio di proprietà. Unico vero volano di crescita per moltiplicare gli introiti senza dover ricorrere alle plusvalenze da calciomercato o alle ricapitalizzazioni. La richiesta di Pallotta per la società giallorossa si aggira intorno al miliardo, l'offerta è di almeno 200 milioni più in basso. All'interno ci sono debiti per 270 milioni e una ricapitalizzazione, da fare entro il 2021, da 150 milioni di euro, 130 dei quali sono quota del proprietario. Lo stadio di Tor di Valle, è bene ricordarlo, non sarà di proprietà diretta del club - come per altro accade per molti altri club calcistici, ad esempio l'Arsenal - ma Friedkin e Pallotta stanno trattando proprio il trasferimento delle azioni della Roma Spv Llc, la società che controlla sia la AS Roma sia la «newco» del progetto stadio. Si attende da tempo ormai immemorabile il via libera alla posa della prima pietra. Ieri, alla presentazione della Atletico We Run Rome, ha parlato Daniele Frongia, assessore allo Sport di Roma Capitale: «L'unica informazione che posso dare è che il gruppo di lavoro e gli incontri tra le parti vanno avanti. Mi auspico una conclusione positiva in tempi contenuti, poi ci sarà il passaggio in Assemblea Capitolina e in Regione Lazio. C'è la volontà comune di chiudere la convenzione, resto ottimista». Un passo avanti è stato l'ingresso dell'immobiliarista ceco Radovan Vitek, che ha rilevato da Unicredit i debiti della Eurnova di Luca Parnasi, che è così uscito definitivamente dal progetto della costruzione dello stadio di Tor di Valle. Vitek, però, non ha intenzione di entrare direttamente nella AS Roma con una quota.

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Tor di Valle si avvicina, anche Friedkin può accelerare (Gazzetta dello Sport, 11 Dicembre 2019)

L'assessore Frongia: «C'è la volontà comune di chiudere in fretta». Con l'ok al progetto, club più ricco

di Massimo Cecchini -ROMA


Gira che ti rigira, alla fine tutto torna sulla questione stadio. È infatti la possibilità - o meno - di avere un impianto di proprietà (con relativo «Business park») ad orientare il prezzo nel corso di questa trattativa per la cessione della Roma al gruppo di Dan Friedkin. Inutile nascondere che un club che dispone di una fonte di potenziali introiti come può essere il nuovo stadio di Tor di Valle avrebbe un appeal (e un prezzo) assai maggiore rispetto ad una società senza stadio e quindi dai margini di sviluppo minori.

Svolta Comune
Ma sono proprio le buone notizie che arrivano dal Comune sul fronte Tor di Valle a lasciar pensare che anche la trattativa con Friedkin possa concludersi in tempi relativamente ristretti, visto che anche la sindaca Raggi - prima di Natale - potrebbe fare un comunicato che lasci intendere come ai primi del 2020 l'Assemblea capitolina darà il via libera definitivo. Detto che su questa sorta di«avanzamento politico dei lavori» è stato messo al corrente anche lo stesso Friedkin, ieri sull'argomento ha parlato anche il vice sindaco Daniele Frongia. «Gli incontri tra le parti vanno avanti. Mi auspico una conclusione positiva in tempi contenuti. Non so quando si potrà arrivare alla Convenzione, ma c'è una volontà comune di chiudere e quindi resto ottimista». A margine di una manifestazione, poi, anche l'assessore De Santis ha fatto intendere come il vento stia cambiando, anche se resta la grana De Vito, presidente dell'Assemblea Capitolina, indagato anche sulla questione stadio, il cui ruolo imbarazza la frangia più dura delMovimento 5 Stelle. In ogni caso, il subentro di Vitek a Parnasi agevola lo sblocco, tanto più che ilmagnate ceco - oltre a cedere i terreni di cui sta prendendo la disponibilità - potrebbe diventare anche partner nella costruzione, anche se il Comune intende vegliare sul fronte di eventuali desideri di speculazione. «Non credo che accordi tra privati possano interferire su un iter amministrativo già avviato - aggiunge Frongia -, anche perché la Conferenza dei Servizi è stata chiusa un anno fa. L'ingresso di Vitek è una questione che non riguarda in prima battuta il Comune». Il vice sindaco, poi, dribbla anche la vicenda Friedkin con una considerazione ecumenica: «Qualsiasi investimento serio deve essere visto bene anche dalla tifoseria ». Proprio vero. Per questo, mentre negli Stati Uniti le parti continuano il lavoro sulla valutazione, si stanno muovendo anche gli studi legali. Un segno che c'è voglia di fare in fretta.

James M. McGill

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La cosa che non si capisce, che è però dirimente, è cosa si intenda con la frase: "Vitek ha rilevato da Unicredit i debiti di Parnasi".

La frase a me suona poco sensata, perché Unicredit non cede i debiti, cede, eventualmente, i CREDITI.

Ovvero Unicredit ieri doveva avere da Parnasi un tot, facciamo 100 milioni, Vitek paga a Unicredit il tot meno una fee, facciamo che paga 80 milioni, così Unicredit molla il debitore problematico e Vitek a fronte della spesa di 80 ottiene un credito di 100.

Ma per Parnasi è cambiato solo il creditore.

Che sia questo lo scenario mi sembra confermato dal fatto che si scrive che Vitek "acquisterà da Parnasi" (lo deve ancora fare quindi) i terreni di TdV.

Ma il punto evidente è che i debiti di Parnasi verso Vitek, sono superiori al valore dei terreni. Il valore dei terreni diventa sufficiente a compensare Vitek solo se TdV diventa la sede certa della speculazione immobiliare.

Questo per dire che mi sembra che ce la raccontino come "Vitek si sostituisce a Parnasi" e per me invece è "Vitek si sostituisce ad Unicredit".

E una cosa è la capacità di persuasione di Unicredit verso l'ecosistema politico affarista che potrebbe svoltare TdV, e un'altra quella di Vitek.

Sbaglio qualcosa secondo voi?

robylele

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Citazione di: James M. McGill il 11 Dic 2019, 11:59

Sbaglio qualcosa secondo voi?

Secondo me hai fatto bingo.  ;)

sono due le cose: o noi due abbiamo equivocato, in preda una faziosità di stampo biancoceleste, oppure questo cecchini la butta in caciara, tanto chi lo legge non approfondisce più di tanto.

Davy_Jones

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Citazione di: James M. McGill il 11 Dic 2019, 11:59


Questo per dire che mi sembra che ce la raccontino come "Vitek si sostituisce a Parnasi" e per me invece è "Vitek si sostituisce ad Unicredit".



you're right on the money there 

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Citazione di: James M. McGill il 11 Dic 2019, 11:59
La cosa che non si capisce, che è però dirimente, è cosa si intenda con la frase: "Vitek ha rilevato da Unicredit i debiti di Parnasi".

La frase a me suona poco sensata, perché Unicredit non cede i debiti, cede, eventualmente, i CREDITI.

Ovvero Unicredit ieri doveva avere da Parnasi un tot, facciamo 100 milioni, Vitek paga a Unicredit il tot meno una fee, facciamo che paga 80 milioni, così Unicredit molla il debitore problematico e Vitek a fronte della spesa di 80 ottiene un credito di 100.

Ma per Parnasi è cambiato solo il creditore.

Che sia questo lo scenario mi sembra confermato dal fatto che si scrive che Vitek "acquisterà da Parnasi" (lo deve ancora fare quindi) i terreni di TdV.

Ma il punto evidente è che i debiti di Parnasi verso Vitek, sono superiori al valore dei terreni. Il valore dei terreni diventa sufficiente a compensare Vitek solo se TdV diventa la sede certa della speculazione immobiliare.

Questo per dire che mi sembra che ce la raccontino come "Vitek si sostituisce a Parnasi" e per me invece è "Vitek si sostituisce ad Unicredit".

E una cosa è la capacità di persuasione di Unicredit verso l'ecosistema politico affarista che potrebbe svoltare TdV, e un'altra quella di Vitek.

Sbaglio qualcosa secondo voi?

Ma no, non sbagli. E' che manca il passaggio che va dal credito all'asset.

Quando la vicenda riguarda il povero Cristo con la casa pignorata, chi si compra il credito diventa facilmente il proprietario senza passare dall'asta (dando una piccola buonuscita al proprietario). E già in questo caso i problemi tecnici non sono pochi.

Ma quando si tratta di ristruttrare i grandi gruppi industriali, l'acquisto del credito in sofferenza è lo strumento giuridico-economico indispensabile per creare le condizioni di legittimità necessarie affinchè il proprietario dell'asset lo possa vendere.

Il discusso pescecane ceko compra tutti i crediti della Banga verso il gruppo Parnasi e, a quel punto, decide come e quando comprarsi i pezzi delle aziende (partecipazioni o singoli asset). Ma deve comunque evitare che altri creditori diversi dalla Banga restino insoddisfatti, sennò determina la bancarotta.

Cioè, se l'operazione di acquisto dei crediti è "virtuosa" (ossia, la - lurida - speculazione mira al sottostante, cioè agli asset) il percorso è lunghissimo  e pericoloso. Fosse vera la premessa, cioè che la Banga alienerebbe tutti i 600 milioni di crediti infettatti verso il gruppo Parnasi, sarebbe una robina che si organizza in un 6/7 mesi di durissimo lavoro, col rischio costante che vada tutto a puttane.

Forse l'operazione shark è ristretta solo alla società di Parnasi proprietaria (anzi, ancora no: ha un preliminare...... ahahahhahhah!!!!! Da perfezionare non con il venditore, che è fallito, ma con il fallimento-tribunale...... doppio ahahahahahhaah!!!!) del terreno. Dunque, sistemati i buffi solo di questa società, Vitek diventa proprietario del terreno utilizzando come leva il credito cedutogli dalla Banga.

Sia come sia, la vicenda è superiore a qualsiasi folle delirio inventivo di uno sceneggiatore americano anni '70.

Come la Sindacatura, la Pubblica Amministrazione Capitolina e pezzi di società civile rilevanti come gli organi di stampa assecondino questa merdosa vicenda senza battere ciglio resta un mistero dei nostri tempi.

galafro

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 11 Dic 2019, 07:51
La trattativa Friedkin-Pallotta ora passa dallo stadio di proprietà (Corriere della Sera ed. Roma, 11 Dicembre 2019)

Frongia: «C'è la volontà di chiudere la convenzione»


La trattativa va avanti, ma la forbice tra domanda e offerta è ancora ampia. Così la chiave per sbloccare l'affare che deve portare Dan Friedkin alla presidenza della AS Roma, rilevando le quote di James Pallotta, resta sempre lo stadio di proprietà. Unico vero volano di crescita per moltiplicare gli introiti senza dover ricorrere alle plusvalenze da calciomercato o alle ricapitalizzazioni. La richiesta di Pallotta per la società giallorossa si aggira intorno al miliardo, l'offerta è di almeno 200 milioni più in basso. All'interno ci sono debiti per 270 milioni e una ricapitalizzazione, da fare entro il 2021, da 150 milioni di euro, 130 dei quali sono quota del proprietario. Lo stadio di Tor di Valle, è bene ricordarlo, non sarà di proprietà diretta del club - come per altro accade per molti altri club calcistici, ad esempio l'Arsenal - ma Friedkin e Pallotta stanno trattando proprio il trasferimento delle azioni della Roma Spv Llc, la società che controlla sia la AS Roma sia la «newco» del progetto stadio. Si attende da tempo ormai immemorabile il via libera alla posa della prima pietra. Ieri, alla presentazione della Atletico We Run Rome, ha parlato Daniele Frongia, assessore allo Sport di Roma Capitale: «L'unica informazione che posso dare è che il gruppo di lavoro e gli incontri tra le parti vanno avanti. Mi auspico una conclusione positiva in tempi contenuti, poi ci sarà il passaggio in Assemblea Capitolina e in Regione Lazio. C'è la volontà comune di chiudere la convenzione, resto ottimista». Un passo avanti è stato l'ingresso dell'immobiliarista ceco Radovan Vitek, che ha rilevato da Unicredit i debiti della Eurnova di Luca Parnasi, che è così uscito definitivamente dal progetto della costruzione dello stadio di Tor di Valle. Vitek, però, non ha intenzione di entrare direttamente nella AS Roma con una quota.
Ammesso e non concesso che ciò che riporta il cs sia vero è come viene presentato che è scandaloso.
L'offerta è di "almeno" 200 milioni più bassa, poi se ci Levi 400 milioni tra debiti e ricapitalizzazioni già deliberate quello che il compratore dovrebbe dare a Pallotta oscillerebbe tra 300 e 400 milioni. Inoltre secondo me dentro questa somma ci sarebbe gratis anche la società dello stadio che per adesso è solo un bel debito.

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Per me questi articoli sono solo cazzate. Per me non c'è nessuno. Secondo me è solo un movimento per sensibilizzare o meglio ancora, mettere pressione al Comune di Roma per dare il beneplacito alla costruzione della speculazione immobiliare e dello stadio.

Il nostro Giorgione

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Citazione di: galafro il 11 Dic 2019, 14:39
Ammesso e non concesso che ciò che riporta il cs sia vero è come viene presentato che è scandaloso.
L'offerta è di "almeno" 200 milioni più bassa, poi se ci Levi 400 milioni tra debiti e ricapitalizzazioni già deliberate quello che il compratore dovrebbe dare a Pallotta oscillerebbe tra 300 e 400 milioni. Inoltre secondo me dentro questa somma ci sarebbe gratis anche la società dello stadio che per adesso è solo un bel debito.

Guarda, può succedere di tutto con questi. Come dicevo prima, chiunque altro avesse fatto la metà della metà della metà della metà delle trojate fatti da questi non gli facevano mettere piede all'interno del pomerio, altro che riunioni con gli uffici ("secretate", porcocazzo, riunioni "secretate").

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COLDILANA61

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Unicredit = Berlusconi
Merde Rossonere = TdV
Vitek = Yonghong Li

Nel frattempo i soldi o spariscono a riappaiono a seconda dei punti di vista .

Non riesco solo a capire che c'era al posto del Delaware come paradiso fiscale per il prode Silvio .

PARISsn

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Citazione di: COLDILANA61 il 11 Dic 2019, 15:12
Unicredit = Berlusconi
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Vitek = Yonghong Li

Nel frattempo i soldi o spariscono a riappaiono a seconda dei punti di vista .

Non riesco solo a capire che c'era al posto del Delaware come paradiso fiscale per il prode Silvio .

Bahamas

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La cessione - Prosegue la trattativa

Tra Pallotta e Friedkin resta il nodo dello stadio: decisivo il Campidoglio (Corriere dello Sport, 14 Dicembre 2019)

Il progetto di Tor di Valle potrebbe appianare la distanza economica

di Roberto Maida
ROMA


Un'altra giornata di voci, di colloqui e messaggi, di indiscrezioni e smentite. Ma il filo conduttore resta illuminato: Pallotta è al lavoro per vendere la Roma, con Dan Friedkin principale interlocutore. Dagli Stati Uniti filtrano interessamenti di altri soggetti, che però non hanno intavolato una trattativa in tempi recenti. Friedkin invece fa sul serio. E dopo la due diligence sui conti della Roma, aspramente criticati da Totti un paio di settimane fa, sta aspettando che si dipani la matassa dello stadio prima di presentare un'offerta concreta. 

Attesa. Inutile sbilanciarsi con i tempi, ormai. Le volontà sembrano convergenti ma la distanza economica tra le parti rimane rilevante. Difficile a questo punto immaginare una svolta prima di Natale, a meno che le rassicurazioni del Comune sui tempi del progetto di Tor di Valle non chiariscano in maniera irreversibile la road map verso l'apertura dei cantieri. In quel caso, sarebbe più facile raggiungere un'intesa sul prezzo dell'intero business di Pallotta con la Roma. 

Segnali. Dal Campidoglio continuano a giungere segnali di ottimismo. Qualcosa si muove, giurano dai corridoi della giunta Raggi. E il sindaco, in queste ultime ore impegnata con l'allerta meteo sulla città più che sulle questioni imprenditoriali e sportive, potrebbe presto rilasciare una dichiarazione (o scrivere un tweet) che fissi un piano di avvicinamento preciso. L'assessore Montuori ha ripetuto che i giorni buoni per discutere la convenzione urbanistica possano arrivare durante l'inverno, a 2020 inoltrato, ma la verità è che il contratto tra le parti non è stato firmato. E l'ingresso del ceco Vitek nella partita, pur rassicurando la Roma e il Comune sulla serietà dell'affare-stadio, allunga necessariamente i tempi per le valutazioni.

Addio? Ieri intanto Pallotta ha parlato quasi da presidente uscente a Repubblica: «Qualunque cosa accadrà, penserò al bene della Roma». Ma secondo quanto filtra dagli Stati Uniti, la negoziazione non è affatto vicina alla conclusione. Il miliardo di euro chiesto dal venditore, comprensivo dei 270 milioni di debiti e di una parte dell'aumento di capitale, non rispecchia quanto Friedkin e il suo staff valutino il gruppo delle società bostoniane che governano la Roma. Quando si definirà la vicenda-stadio, sarà tutto più semplice.

Indifferenza. In tutto questo la vita romanista, tra Trigoria e l'Eur, procede serenamente. Il management ha avuto ampie rassicurazioni sulla continuità del piano industriale. Almeno per i primi mesi anche un cambio di proprietà non provocherebbe grandi scossoni. Tanto che di Friedkin ormai si parla sempre meno: il riferimento dell'ala italiana del club, con o senza Pallotta, dovrebbe restare Guido Fienga.

NEMICOn.1

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Ma con tutta la buona volontà , come fa a valere 1 miliardo ??
il valore della rosa ( affidiamoci a transfert market !!! ) è di 300 milioni ( volendo essere generosi ) , da cui non fanno parte i 4 giocatori in prestito ( Smalling e Mikitharian Zappacosta e Kalinic ) .
Lo stadio , mettiamo caso che tra una mazzetta e l'altra dovesse essere autorizzato , non sarà mai pronto non meno di 6-7 anni o forse pure 10 .

La sensazione è che qui siamo di fronte ad un nuovo Soros 2 , dove , la trattativa di cessione o l'interessamento non c'era mai stata e i giornalai  continuavano a parlarne .

alex73

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Ricordo anche che giocatori come veretout mancini e smalling sono ancora da pagare ....quindi il valore della loro rosa e' zaniolo più ultratrentenni ...quindi e' fuffa

calimero

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Citazione di: alex73 il 14 Dic 2019, 10:58
Ricordo anche che giocatori come veretout mancini e smalling sono ancora da pagare ....quindi il valore della loro rosa e' zaniolo più ultratrentenni ...quindi e' fuffa

Smalling è in prestito secco. L'anno prossimo sarà in qualche strisciata.

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adiutrix

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Ecco.
a sentire i giornalai riommici era praticamente fatta.
Vabbè, tanto c'è la fila per acquistarla...

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