Cara Curva Nord

Aperto da Emfio, 09 Apr 2013, 09:55

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Tarallo

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In questo caso potrebbero non esserci prodotti, ma solo immagine.

PabloHoney

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Magari ė la fine della guerra con la società.... !!??

Magnotranquillo... !!??

dario

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Citazione di: ES il 28 Feb 2020, 17:57
Perché improbabile?
Serve un nome, per un marchio.
Gli IRR vogliono abbandonare le logiche del profitto?

Dissi

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Citazione di: setteblu il 28 Feb 2020, 19:57
Gli IRR vogliono abbandonare le logiche del profitto?

Aspettiamo il piano quinquennale :DD

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BalkanLaziale

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Dopo la morte di Diabolik era prevedibile qualcosa di genere.

Ranxerox

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Citazione di: BalkanLaziale il 28 Feb 2020, 21:01
Dopo la morte di Diabolik era prevedibile qualcosa di genere.

Secondo me la morte di Diabolik ha solo accelerato un percorso già in atto.
Non credo sia produttivo fare proiezioni su ciò che sarà.
Parleranno i fatti.
Secondo me, nel tempo, le scrocchiate prese tra diffide, lacerazioni interne, richieste di risarcimento, inasprimento delle politiche contro la violenza, il razzismo e la politica negli stadi, indagini penali collaterali, ha inciso profondamente nel tessuto dei gruppi organizzati storici e, soprattutto, negli irriducibili.
Quindi si rende necessario un fisiologico  riposizionamento del brand e dell'immagine.
Penso che più o meno sia tutto qui.

dario

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Citazione di: Ranxerox il 28 Feb 2020, 21:20
Secondo me la morte di Diabolik ha solo accelerato un percorso già in atto.
Non credo sia produttivo fare proiezioni su ciò che sarà.
Parleranno i fatti.
Secondo me, nel tempo, le scrocchiate prese tra diffide, lacerazioni interne, richieste di risarcimento, inasprimento delle politiche contro la violenza, il razzismo e la politica negli stadi, indagini penali collaterali, ha inciso profondamente nel tessuto dei gruppi organizzati storici e, soprattutto, negli irriducibili.
Quindi si rende necessario un fisiologico  riposizionamento del brand e dell'immagine.
Penso che più o meno sia tutto qui.
Ne saremmo tutti felicissimi ma temo che non vedremo alcun riposizionamento.
Sostanziale, intendo.

Laziale77

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* 76
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Non cambierà nulla, è solo un nuovo brand  "ultras lazio"  e credo ci sarà anche un nuovo logo con la presentazione a ponte milvio..
Per me un ottima mossa

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Palo

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I proprietari del brand sono invecchiati e si devono spostare in Tevere per vedere la partita. Lasciano la curva ma non vogliono lasciare il "loro" nome ad altri.


Questione di Copyright e di diottrie.


bak

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Citazione di: ssl_1900 il 28 Feb 2020, 10:14
ma  sono sempre loro, puoi alimentarti in grande letizia.
parlano di svolta epocale ma non ci sarà proprio nessuna svolta epocale.
stesse persone, stessi cori, stesso indirizzo. e, come sempre, tiferanno prima per loro stessi, per la loro immagine. perchè per loro ha sempre contato l'immagine, a dispetto delle chiacchiere trite e ritrite che passavano per radio o dai comunicati.

non escludo che dietro la "svolta epocale" possano esserci motivi puramente economici, magari il brand irriducibili tirava sempre meno e avevano bisogno di una ripulita per dare nuovo impulso al merchandising del gruppo.

leggo di saluti, lacrime "alternative", rispetto. non datevi pena, loro sono e loro restano.

Inappuntabile.

bak

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* 20.168
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Citazione di: ssl1900 il 28 Feb 2020, 10:04
Ma che cos'è lo stadio-teatro?

Quello che il Questore di Napoli sta cercando di attuare nel Capoluogo campano.
Tutti gli ultras seduti (roba che da noi manco negli anni 60) e guai a cambiare di posto altrimenti volano i Daspo; praticamente restano quell* che vanno in curva per farsi i selfie.

Circa il "gruppo portante" ricordiamoci pure Lazio-Fenerbahce a porte chiuse quarto di finale EL, quando sarebbero serviti quarantamila assatanati per rimontare il 2-0 dell'andata e le tante sanzioni che la Società Sportiva Lazio ha dovuto sopportare in campo nazionale ed europeo.

MisterFaro

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Citazione di: ssl1900 il 28 Feb 2020, 10:04
Ma che cos'è lo stadio-teatro?

Una invenzione utilizzata per denigrare e perculare coloro che vorrebbero evitare certi eccessi pericolosi. E sempre per perculare e denigrare arrivano a pretendere che per tutti la partita di calcio, la tecnica, la passione, la tattica che vengono espressi debbano essere solo un suppellettile delle scenografie e dei cori senza limiti.

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Aquila Romana

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Citazione di: ssl1900 il 28 Feb 2020, 10:04
Ma che cos'è lo stadio-teatro?


Diffidate da chi rinnega il valore emotivo degli spalti.

"Dopo aver visto visto una partita negli stadi di questa generazione non ti va più di andare in quelli obsoleti, perché improvvisamente ti rendi conto che non ha alcun senso pagare un biglietto per raggiungere un posto scomodo, maleodorante, pericoloso e dove magari ti serve anche un binocolo per capire che cosa sta succedendo in campo. Conosco l'obiezione nostalgica: così si trasformano gli stadi in teatri ovattati per spettatori in giacca e cravatta che pretendono di bere l'aperitivo prima del fischio d'inizio, di cenare nell'intervallo e di scambiare amabilmente due chiacchiere alla fine. Ecco sì. Abbasso l'epica dello stadio come una voltan e Forza Teatro".

Questa è la conclusione dell'editoriale "prepartita" scritto da Cristian Rocca, per il numero di maggio e giugno della rivista "Undici". In primis, queste parole suscitano una crisi di riso amaro,  tuttavia meritano anche una reazione meno fisica e superficiale. Tralasciando l'ipocrisia di una testata che sovente pubblica fotoreportage da settori decisamente popolari, sparsi in giro per il globo, e che tra gli sponsor presenta un marchio, divenuto storico simbolo di un modo di andare alla partita in maniera non proprio conforme alla morale comune, adesso noi vogliamo entrare a gamba tesa!

Non conosciamo personalmente l'autore, ma il fatto che elogi l'atmosfera dello stadio del Sassuolo qualche riga più in alto, ci fa quantomeno dubitare della sua esperienza di "girastadi". Come abbiamo raccontato in una recente intervista, lo Stadio Città del Tricolore, o Giglio (risparmiateci il "Mapei Stadium"), in versione neroverde, presenta lo stesso scenario del deserto del Gobi a mezzogiorno. Per di più buona parte del sostegno sassolese, quantomeno la sua frangia più calorosa, ha abbandonato l'azienda calcistica della famiglia Squinzi, rea di aver sradicato la squadra dalla sua originaria, seppur piccola, realtà.

In seguito, traendo spunto dall'episodio in cui alcuni tifosi del Tottenham sono stati banditi dal New White Harte Lane per essersi rifiutati di seguire la partita seduti, un gongolante Rocca inizia il suo contributo spiegando a noi, poveri imbecilli, che "il problema è che gli stadi nuovi non possono convivere con il tifo organizzato di una volta, ovvero con gli ultrà". Non sappiamo su quali evidenze empiriche sia maturata tale sentenza, piuttosto, diciamo che alle nostre latitudini non si sopporta più il tifo verace e sanguigno e si vorrebbe ridurre il cosiddetto "fattore campo" ad un ricordo di tempi barbari. Come se gli episodi di violenza in occasione degli eventi sportivi, non esclusivamente calcistici, si siano verificati soltanto dagli anni Settanta in poi.

Chi scrive proprio non capisce come si possa paragonare l'esperienza provata allo stadio con le emozioni suscitate dal teatro; il dubbio non concerne né la qualità, né la quantità, bensì le dinamiche psicologiche ivi implicate. Banalmente, nel primo caso l'appassionato partecipa alle sorti della sua squadra sul campo, immaginando di poter influenzare il risultato finale tramite il suo sostegno. Tale sentimento è un carattere che risale agli albori del pallone, anticipando e prescindendo dall'appartenenza ai gruppi organizzati. Invece, potremmo affermare che nessuno degli spettatori seduti in platea, oppure nel loggione, abbia mai pensato di poter incidere sulle prestazioni degli attori durante la rappresentazione artistica.

Nella società odierna lo stadio è rimasto uno dei pochi luoghi ad aver mantenuto una valenza emotiva e non si può rinnegare questo carattere. La prossima volta che passate di fronte al vostro campo, provate ad assecondare il flusso di ricordi e sensazioni che vi suscita la sua vista. Sugli spalti siamo stati arsi dal sole e colti dalla furia di Giove Pluvio, battendo i denti per il freddo oppure implorando Madre Natura per una tregua dalla calura. Abbiamo condiviso la totale empatia con l'amico di sempre, così come con un perfetto sconosciuto. Eternamente bambini, siamo passati dall'estasi allo sconforto, manifestando per giorni gli effetti di questa febbre dell'anima. Non possiamo spiegare ai profani quello che proviamo ogni volta che la palla sta per gonfiare la rete avversaria. No, non per non il gol, viviamo per gli attimi che lo precedono. 

Le emozioni provate dal divano non sono affatto comparabili, e risparmiateci "i brividi" delle imbellettate tribune vip lounge bar. Nessuno svago, nessun intrattenimento, allo stadio si soffre terribilmente e si vive la contesa sportiva in prima persona! Davvero possiamo pensare di cedere tutto questo per una bevuta a bordo campo, "in giacca e cravatta"? Lasciateci celebrare la nostra festa, il nostro rito (o quel che ne è rimasto) e che l'aperitivo vi vada di traverso. Viva lo stadio! Viva il teatro! Abbasso lo stadio "teatro"!

Scritto da Alberto Fabbri (6-8-2019)

https://www.rivistacontrasti.it/no-allo-stadio-teatro/

UnDodicesimo

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Citazione di: Aquila Romana il 29 Feb 2020, 10:50
... alcuni tifosi del Tottenham sono stati banditi dal New White Harte Lane per essersi rifiutati di seguire la partita seduti,...

Giusto per precisare

Citazione di: https://www.google.com/amp/s/www.bbc.co.uk/sport/amp/football/47915073
Persistently standing for the whole match or for long periods, along with failing to heed requests from the stewards and fellow fans to be seated, is not acceptable behaviour, notwithstanding it's against ground regulations

Che qualcuno, non tu, potrebbe farsi anche l'idea che appena ci si alza in UK te cacciano via

BalkanLaziale

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Citazione di: Ranxerox il 28 Feb 2020, 21:20
Secondo me la morte di Diabolik ha solo accelerato un percorso già in atto.
Non credo sia produttivo fare proiezioni su ciò che sarà.
Parleranno i fatti.
Secondo me, nel tempo, le scrocchiate prese tra diffide, lacerazioni interne, richieste di risarcimento, inasprimento delle politiche contro la violenza, il razzismo e la politica negli stadi, indagini penali collaterali, ha inciso profondamente nel tessuto dei gruppi organizzati storici e, soprattutto, negli irriducibili.
Quindi si rende necessario un fisiologico  riposizionamento del brand e dell'immagine.
Penso che più o meno sia tutto qui.

L'intera controcultura ultras sta viaggando verso la sua fine, almeno in campionati con più soldi in gioco e diritti televisivi. 'Rebranding is the way' dopo che generazioni di ultras anni 80 e 90 usciranno dalla scena. Questo sta succedendo con Irriducibili.

Per me basta che politica e loro pensiero 'razziale' finirà fuori lo stadio.

Ranxerox

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Citazione di: BalkanLaziale il 29 Feb 2020, 13:23
L'intera controcultura ultras sta viaggando verso la sua fine, almeno in campionati con più soldi in gioco e diritti televisivi. 'Rebranding is the way' dopo che generazioni di ultras anni 80 e 90 usciranno dalla scena. Questo sta succedendo con Irriducibili.

Per me basta che politica e loro pensiero 'razziale' finirà fuori lo stadio.

Esatto

Emfio

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per chi ha una certa età....
è come mettere a confronto questi anni con gli anni 80'....
oggi abbiamo tutto è di più....
ma forse stavamo meglio prima

forse ci divertivano di più prima

io uno stadio come quello della Juve non lo vorrei mai frequentare

piuttosto resto a casa

Palo

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Ma 'na via de mezzo no, eh?


Io mi sono fatto tutti gli stadi britannici e non del rugby per il 6 nazioni. Clima meraviglioso. Grande sostegno e nessun ultras ...

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Palo

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Ah, e provate a vedere la partita al Millennium ... poi mi dite

Laziale77

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Mi rimangio quello che ho scritto, dai distinti mi e' sembrata una curva più spenta che faticava a tenere i cori, c'è stato un ricambio, anche lo striscione  credevo qualcosa di diverso.

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