Citazione di: PARISsn il 03 Mar 2020, 16:11

Le battaglie nella confezione di un giornale a sostegno di un proprio punto di vista possono essere di tanti tipi: mettere un argomento nella pagina cosiddetta di destra perché è lì che cade per primo l'occhio del lettore; far cambiare una foto scelta per la prima pagina (ad esempio se hanno vinto la domenica sia Roma che Lazio, far scegliere quella relativa alla vittoria più importante o nella partita più difficile); far cambiare un titolo troppo schierato. Gli esempi potrebbero essere tanti, discussioni interne che portano in genere a compromessi tra opposte visioni. Mi ricordo un braccio di ferro infinito sulla scelta di una foto di Mauri a corredo di un pezzo sull'ultimo presunto caso di scommesse che contestavo e che alla fine fu cambiata con quella del giudice istruttore. Ma non si tratta di medaglie da mostrare. A domanda ho risposto. Vorrei anche cercare di spiegare che un giornale, per giunta un giornale non sportivo, non si divide in romanisti e laziali: il collega che voleva mettere la foto di Mauri era della giudiziaria e non si interessava di calcio: in quei giorni era Mauri quello finito in manette e per lui era quella la foto emblematica. Non c'entra Caltagirone e neanche il direttore (peraltro all'epoca tiepidamente juventino).
Poi certo ci sono giornalisti tifosi che magari approfittano, specie nei giornali sportivi, della loro carica per imporre certe scelte... Ma non credo sia un segreto, come non è un segreto che a Sky o alla Rai tanto per dire ci sia un giornalismo schierato. Nei quattro anni in cui ho personalmente guidato il servizio sportivo del Messaggero ho fatto del mio meglio per mantenere l'equilibrio tra le due squadre, tornando ad esempio a una vecchia abitudine degli anni 60-70 in base alla quale la prima pagina sportiva era riservata alla squadra che giocava in casa in quel turno.
Da cronista, prima, nessuno mi ha imposto nulla (almeno con me non ci sono riusciti, non ho mai firmato un pezzo in cui non credessi). Qualcuno ha scritto del dopo coppa con la Sampdoria, del dopo supercoppa con l'Inter...non so alludendo a cosa. Non erano abbastanza celebrativi? Non abbastanza entusiasti? Filoromanisti? Non so. Gli articoli sono lì, non li ricordo diversi dalle centinaia che ho scritto negli anni dei sette trofei, o a difesa della Lazio sempre e comunque in qualsiasi scandalo vero o presunto sia stata ficcata.
Collaboratori esterni. Che significa? Chiedete per un amico... Significa che ogni redazione è composta da un certo numero di persone assunte (sempre meno) che lavorano alla confezione delle pagine, a turno riposano, hanno l'influenza, fanno il turno di notte. Dunque c'è bisogno per tutte le rubriche (Lazio, Roma, ma pure sci, tennis, atletica, ciclismo ecc.) che ci sia qualcuno che se ne occupi a tempo pieno. Sulla Lazio ai miei tempi c'era Magliocchetti, a volte se avevano tempo scrivevano De Bari o Salticchioli (loro sì interni). Quando si decideva cosa fare di Lazio io parlavo con Daniele e concordavamo il da farsi. Ecco a cosa servono i collaboratori esterni. Che sono anche liberi, non avendo vincoli di esclusiva, di parlare alle radio che li cercano. A nome proprio e non a nome del giornale.
Spero di essere stato esauriente e grazie a chi mi ha ringraziato per l'intervento. Che certo è a mia difesa, se permettete, perché mi era già capitato ultimamente (e avevo preferito non controbattere) di leggere qualche allusione alla mia carriera, chiusa a testa alta e senza "collaborazioni mancetta" da pensionato, che dimostrano semplicemente per chi le scrive, o solo le pensa, una cosa: non mi conosce.