Agnelli supera Lotito di qualche ordine di grandezza, eppure stavolta solo articoli asettici, nessuna levata di scudi dallo sport (gramellini ? malagò ? tommasi ? opinionisti uniti ? nisba) o campagne di indignazione scuotono il paese.
Lotito esprimeva, in privato, una preoccupazione legata alla vendita dei diritti TV per tutta la serie A.
Agnelli riduce ancor di più il novero del censo divino aumentando di gran lunga il budget in ballo.
L'ambito è lo stesso (anche se lotito difende anche la categoria, agnelli solo se stesso), e se ragionassimo da uomini di affari ci sta, non è facile gestire una società i cui ricavi possono subire variazioni così importanti in dipendenza da fattori (anche) esterni. Un uomo di sport tuttavia non dovrebbe mai varcare quella linea fondata sul merito.
Senza entrare troppo nelle varie sfumature, anche queste contro il sabaudo a mio modo di vedere, è il tipo di soluzione già prospettata nel dubbio che non accetto. Salvaguardare i ricavi della juve in caso di catastrofe e creare un sistema rigido, senza possibilità di spinte innovative. Coniugare sport e continuità industriale può essere possibile ma passa dalla condivisione più equa dei proventi, anche quelli champions volendo, evito i picchi negativi rinunciando a parte di quelli positivi . Ragionare come un unico sistema e cercare di far crescere tutto il movimento calcistico italiano.