Conte sta portando sulle spalle un fardello pesantissimo.
Oggi ho avuto modo di parlare con una signora sulla 50ina che lavora in una azienda privata. Separata con un figlio a carico.
Mi diceva che al momento gli stanno facendo scaricare tutto lo scaricabile per rimanere a casa e ha quasi finito le cartucce.
Probabilmente alla fine della prossima settimana, massimo due, metteranno tutti in cassa integrazione. Se la sua azienda non riaprirà entro un paio di mesi, forse tre a tirarla un po', quasi certamente alla fine sarà chiusura dell'attività e tutti a casa senza lavoro.
A quel punto era sul punto di piangere.
Questo, moltiplicato per migliaia di lavoratori (e migliaia delle relative famiglie) ed interi settori dell'economia del paese.
Sempre ieri mi è arrivato un altro
w.app di un ospedale non meglio specificato della Lombardia. In una stanza, stese su barelle metalliche, almeno dieci salme chiuse nei teli di plastica blu o bianchi. Chi riprendeva, raccontava con voce strozzata dal peso della situazione, che quella era solo una stanza ma nello stesso ospedale ce ne erano diverse e non sapevano più dove mettere le altre altre salme in attesa che le portassero via tutte.
Un video terrificante, perché finché te lo raccontano fa un certo effetto ma quando lo vedi "de visu", è devastante.
Ci ho messo almeno tre/quattro minuti per rimettermi in sesto dal colpo allo stomaco.
Non è facile decidere per il meglio, anche se il buonsenso sembrerebbe indicare quale sia la strada maestra.
Non è per niente facile e non perché uno sia di destra o di sinistra, ideologico o populista.
Ma le implicazioni e le variabili, in un senso o nell'altro, sono moltissime, in una situazione piena di incognite perché mai affrontata prima.
Oggi Roma era spettrale e angosciante.
Mai vista una cosa del genere in 53 anni.
Quella che stiamo vivendo è una vicenda senza precedenti e per questo, tenere la barra dritta, non è che sia proprio un gioco da ragazzi.