Citazione di: DajeLazioMia il 23 Mar 2020, 07:42
4 settimane fa sembrava impossibile tutto questo. 2 settimane fa e poco più ho fatto una riunione per decidere lo smartworking e ancora molti colleghi "è solo un'influenza"...
Gli scienziati anche, fino a qualche settimana fa, non erano TUTTI d'accordo.
Nella mia esperienza personale.
Poi se vogliamo dire che hanno deciso con un ritardato, drammatico, di 6-7 giorni, ok. Certo. Ma stiamo parlando di tempi brevissimi nella gestione di situazioni complesse. Solo questo.
Se, spero mai, dovesse ricapitare, sarebbe diverso, come in Corea. Ci sarebbero protocolli di intervento, qualsiasi decisione da prendere passerebbe facilmente perché tutti avremmo nella mente ciò che sta accadendo ora e nessuno farebbe domande inutili avendo già la risposta.
Poi che uno nel proprio contesto prenda decisioni estreme per cautelarsi ok, ma non sono decisioni che coinvolgono milioni di persone e non richiedono il dialogo con migliaia di soggetti chiamati in causa. Soprattutto in un contesto democratico e che per la prima volta vede uno scenario del genere.
Hanno ritardato la.chiusura delle fabbriche? Sì.
Erano facili da chiudere senza un consulto ampio e condiviso? Per me no. Non nella realtà dei fatti. E non alla prima esperienza del genere.
Io, così tanto per parlare su un forum, le avrei chiuse subito?
Sì, ma ho visto che è stato difficile anche far passare il concetto nel mio piccolo contesto di lavoro. Anche tra colleghi eh, "ma ci pagano?", "ma con le giuste precauzioni che problema c'è?", etc...
Io anche nel mio piccolo contesto di lavoro ho imposto la decisione immediatamente e ho detto al mio capo che se voleva poteva farmi una lettera di richiamo.
No, non dipende dalle tutele che ho (sicuramente più alte di altri, infatti non sto dicendo che avrebbero dovuto fare tutti così), perché molti altri colleghi hanno fatto esattamente come te pur avendo le stesse tutele: temporeggiamo, vediamo, organizziamo, vabbè ma non possiamo prendere decisioni drastiche così velocemente.
Io dal secondo dopo che si è inteso il lockdown mi sono messo a predisporre il mio lavoro da casa e il giorno dopo ho chiuso tutto.
E ho sbroccato al dirigente che ha provato a dire che lo Smart working era a discrezione dei capi servizio dicendogli che non aveva minimamente capito in che contesto si trovava.
Sono più intelligente? Più previdente? Avevo già capito tutto? Non credo.
Credo si tratti di modo di ragionare e di abitudine.
Siete abituati allo status Quo, anche quando lo status Quo uccide. Io ho una forma mentis che tende a criticare e a voler radicalmente cambiare lo status Quo già di mio, in questa situazione non mi è stato quindi difficile agire di conseguenza.
Non è difficile, te lo assicuro, è solo che vi hanno totalmente disabituati a ragionare in questi termini.
Quarant'anni fa ci sarebbe stata molta più gente pronta come me. Settant'anni fa che te lo dico a fare, quando vieni da una guerra guardi a quello che va fatto in un dato momento, non ci pensi proprio alla convinzione, falsa, che i cambiamenti possono essere solo graduali.
Per questo sessant'anni fa non ci si faceva problemi a scendere con i tubi innocenti in strada per imporre delle scelte politiche e oggi è tutto un giustificare, temporeggiare, vedere, comprendere.
L'unica cosa che devi comprendere è che gli interessi della tua parte non hanno rappresentanza istituzionale. L'unico che puoi rappresentarli sei tu, non siedendo in parlamento puoi farlo solo nei luoghi in cui vivi, lavori, etc.