Citazione di: genesis il 28 Apr 2020, 08:38
Interessante lettura politica da Repubblica di oggi.
Per coprire le perdite, i club dovrebbero ridurre per un anno ancora gli stipendi dei calciatori e chiedere sconti sui giocatori presi in prestito con riscatto, la tipica operazione per allestire una rosa rimandando i pagamenti. E se il resto d'Europa ripartirà, l'Italia dovrà svendere i pezzi pregiati e trasformarsi in un discount, quello che è successo al campionato olandese: una vetrina alla mercé dei club europei. La pandemia insomma avrebbe come effetto quello di "riformattare" un sistema già in crisi e fuori controllo da tempo. Ma, temono adesso i club di Serie A favorevoli alla ripresa, questo potrebbe essere un rischio che la politica è disposta ad accettare, oppure un vero obiettivo: in tempo di crisi, ridimensionare spese e follie del calcio dei paperoni può produrre consensi nell'elettorato populista.
Chi ha scritto questo articolo probabilmente vive sulla montagna del sapone.
Diciamoci la verità, il problema del campionato, oggi, é che la squadra più ammanicata e invischiata nel fangoso potere del palazzo é una delle poche squadre ad avere un reale interesse a mandare a monte la scorsa stagione. Chi ha scritto queste dieci righe o é complice o é idiota. come scritto anche altrove questa pandemia ha messo drammaticamente in evidenza molti paradossi e molte contraddizioni del sistema nella sua globalità. Una di queste é che nel campionato italiano esistono due tipologie di squadre. Quelle gestite in maniera regolare e quelle che vivono su un aeroplano della AirPonzi da anni e servono soprattutto da ammortizzatore sociale. Due soprattutto. Una nella capitale amministrativa e una nella capitale morale del paese.
Entrambe hanno un fottuto interesse a mandare a monte la scorsa stagione. Per una pletora di ragioni.
Oltre alla questione sportiva che, malgrado i migliaia di aedi che ne hanno preventivamente decantato le lodi, le stava vedendo fallire miseramente i roboanti programmi c'é anche la questione economica. Per entrambe molto pressanti. Soprattutto per la squadra della capitale amministrativa dove il buco sembra sempre più difficile da riempire. A meno che. A meno che.
A meno che non si lavori in maniera concreta per mandare a monte la stagione passata e si affossi completamente il sistema calcio, creando una spinta ad accorciare, o meglio a eliminare, tutte i vincoli e laccioli che finora le hanno impedito di realizzare il jackpot che aspettano da 3000 giorni.
L'elettorato populista se ne strafotte il benamatissimo cazzo degli stipendi dei paperoni, se quei paperoni giocano per la loro squadra. Se il calcio riprende domani 18 squadre restano a galla. Una, nella capitale morale, ha la merda fino al collo. L'altra, quella dei sette colli, affonda miseramente tra i debiti.
E questo, all'elettorato più becero della capitale, non lo puoi fare. Gli poi togliere il pane, lo stipendio, finanche la casa, ma non gli toglieranno mai quella maglietta di merda con cui gli coprono gli occhi e le orecchie da 90 anni. Anzi.
Gli faranno fare lo stadio devastando anche le più elementari norme a protezione dell'ambiente e dell'urbanesimo nel nome della sacra unità nazionale e popolare per
uscire dalla crisi Covid.
Ma per arrivare a questo hanno bisogno di affossare tutto, anche chi non rischia. Perché diventi un mezzo gaudio solo per loro.
A me sembra talmente palese.