Campionato - coronavirus

Aperto da alex73, 08 Mar 2020, 09:43

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Comunque il presidente del Lione ha affermato che potrebbe rimanere aperta la strada dei playoff, quindi la chiusura in Francia non dovrebbe essere totale.
In tal caso Spadafora e co. non potrebbero farsi forti della decisione delle istituzioni francesi per procedere a un'interruzione definitiva.

PARISsn

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"Avete visto la Francia e l'Olanda?", ci dicono. "Prendiamone serenamente atto e chiudiamo tutto", insistono quelli che di far ripartire e i campionato proprio non vogliono sentir parlare. "Troppi rischi per la salute e poi ci sono altre priorità", affermano i più pacati. "Siete vergognosi, qui contiamo i morti e Lotito pensa al calcio", inveiscono invece i più infervorati. Poi ci sono quelli più fantasiosi che temono partite da 5-5, giocatori spaesati perché forse costretti a giocare in stadi di provincia e non nel meraviglioso e modernissimo Bentegodi o nel comodissimo Rigamonti. Il proletariato di tutto il mondo s'è unito! La speranza di Marx però è irrealizzata e qui anche ridicolizzata. A essersi unito è il popolo del calcio, quello un po' credulone, spesso giustizialista e forcaiolo, che odia la ricchezza dei propri idoli ma contribuisce a crearla, mal sopporta chi ha successo e abbocca alle parole di miele (o fiele?) di chi ha bisogno di adularlo. Ebbene quel popolo, per la maggior parte, non vuole sentir parlare di ripresa. È un fatto, lo dicono i sondaggi. El pueblo, stavolta, ha dalla sua pure una parte del sistema: il Ministro dello Sport e il presidente del Coni avrebbero già tirato giù il sipario e rimandato tutti alla prossima stagione. E buona parte dell'opinione pubblica, della stampa, quelli che nella proiezione sociale sono i borghesi, sostengono le rivendicazioni del popolo. E allora, sapete che c'è, ci arrendiamo di fronte a tale alleanza e deponiamo le armi della parola. Ci avete convinto, si fermi tutto, si chiuda la stagione 2019-2020 e si buchi il pallone. Pazienza, ne compreremo uno nuovo quando sarà.

PROPOSTA - Ma allora sia permesso avanzare una proposta che sembra anche di buon senso, postulato che sicuramente troverà d'accordo coloro che sostengono come non si possa giocare per tutelare la salute di giocatori, staff tecnici e medici, addetti stampa e marketing, giardinieri, magazzinieri, cuochi e tutta la pletora di chi orbita intorno a un club professionistico. Sarà d'accordo anche chi sostiene che giocare mentre la gente muore e soffre è immorale. La proposta è la seguente: si chiuda il calcio, ma lo si chiuda fino a quando il vaccino contro il Covid-19 non sarà disponibile per tutti. Insomma, non si giochi più fino a quando non ci saranno più vittime e fino a che la salute di tutti non sarà davvero blindata. Altrimenti, scusate, tutto quello sostenuto fino adesso non è altro che demagogia, populismo, squallida ipocrisia. Tre delle peggiori estensioni umane che si fondono e danno vita a un pastrocchio osceno. La provocazione vuole smascherare i buoni samaritani che buoni non sono. Perché rimandare tutti a luglio, ai ritiri estivi e poi all'inizio della nuova stagione a fine agosto o inizio settembre è un esercizio vergognoso, una presa in giro senza precedenti. Cosa cambierebbe tra giugno e agosto? E come la mettiamo con l'ondata di ritorno del virus - annunciata da tutti gli esperti - prevista per l'autunno? Quindi quale sarebbe esattamente il senso di cancellare la stagione ancora in corso, per poi riprendere con quella nuova?

DISASTRO - Alla logica, poi, s'aggiunge l'aspetto finanziario. L'impatto della cancellazione della stagione sul sistema calcio sarebbe drammatica. Attenzione, però, non per la Lazio. Lotito sopravvivrebbe, il club con lui. I bilanci sono sani, i contraccolpi ci sarebbero, si dovrebbe tirare la cinghia e ridiscutere gli stipendi dei giocatori sotto contratto, ma lo spettro fallimento non sarebbe di casa a Formello. Si paleserebbe, invece, altrove. Almeno per una decina di club di Serie A, senza considerare le società di categoria inferiore. Rischierebbero il posto, secondo le prime stime, quasi 300 mila persone. Non calciatori, come pensa il popolino più becero che gode nel pensare a un Cristiano Ronaldo senza contratto (come se ne avesse bisogno), ma quelli di cui sopra: magazzinieri, fisioterapisti, massaggiatori, cuochi, giardinieri, addetti stampa, marketing, fotografi ecc. Senza contare tutto ciò che intorno al mondo del calcio gira: testate giornalistiche, agenzie di betting, tanto per citarne alcuni dei settori che verrebbero irrimediabilmente compromessi. Settori che garantiscono pane, vita, a migliaia di famiglie e che - evidentemente- sono considerati dal proletariato del football degni di essere sacrificati sull'altare della demagogia. Ci sarebbe poi la botta sull'economia del Paese: 1,1 miliardi di gettito fiscale prodotto, da uno studio Eurispes risulta come per un euro investito nel calcio, lo Stato ne guadagni 15,2 di ritorno. L'azienda calcio, inoltre, partecipa all'aumento del reddito di imprese e famiglie per oltre 20 miliardi e crea occupazione. Un elemento di cui nessuno si cura. E quindi va bene così, ci adeguiamo. Si chiuda il sipario e sulla scena si torni solo a vaccino acquisito. Altrimenti, avremo assistito solo all'ennesima farsa all'italiana. Stavolta, però, sanguinosa per molti.


questo articolo da un sitarello mi pare serio e l'ho riportato, come ho gia detto piu' volte non so dire se sia giusto ripartire o meno, se possa essere fatto in sicurezza o no, se la situazione  lo consentira' o no, pero' mi pare ora che si prenda una decisione definitiva e chi la prende se ne assume la responsabilita'...se non si puo' riprendere il 18 maggio allora non si potra' riprendere manco 40 giorni dopo quando partono i ritiri, e quindi manco calendarizzare la prossima stagione con partenza agosto o settembre...facciamo come in Messico e Argentina, se ne riparla nel 2021, magari ci sara' un vaccino o magari tra 8 mesi, che non sono appunto pochi giorni, si potra' valutare seriamente se ormai contagi e focolai sono cosi' pochi e circoscritti che si puo' riprendere tranquillamente....

mazzok

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Citazione di: olympia il 29 Apr 2020, 13:41
Facessero le coppe a agosto, a settembre e ottobre conclusione campionato 2019_20..A novembre campionato 2020_21.
Non capisco perché non si potrebbe fare.

se salta il campionato devono saltare anche le coppe. Quando si reputerà ragionevolmente sicuro far disputare le partite potrà riniziare il campionato. Le coppe prevedono spostamenti tra nazioni che, sempre se si segue il principio della sicurezza, sono più problematici. Oppure autorizeranno eccezioni alle quarantene solo per i calciatori ? vado io da spadafora a ricordargli le frasi sui privilegi.

L'unica altra soluzione e che vadano tutti in qualche paese amico che li ospiti per giocarsi il loro bel campionato paneuropeo. C'è pure il rischio che non tornino.

mazzok

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Citazione di: PARISsn il 29 Apr 2020, 13:48
"Avete visto la Francia e l'Olanda?", ci dicono. "Prendiamone serenamente atto e chiudiamo tutto", insistono quelli che di far ripartire e i campionato proprio non vogliono sentir parlare. "Troppi rischi per la salute e poi ci sono altre priorità", affermano i più pacati. "Siete vergognosi, qui contiamo i morti e Lotito pensa al calcio", inveiscono invece i più infervorati. Poi ci sono quelli più fantasiosi che temono partite da 5-5, giocatori spaesati perché forse costretti a giocare in stadi di provincia e non nel meraviglioso e modernissimo Bentegodi o nel comodissimo Rigamonti. Il proletariato di tutto il mondo s'è unito! La speranza di Marx però è irrealizzata e qui anche ridicolizzata. A essersi unito è il popolo del calcio, quello un po' credulone, spesso giustizialista e forcaiolo, che odia la ricchezza dei propri idoli ma contribuisce a crearla, mal sopporta chi ha successo e abbocca alle parole di miele (o fiele?) di chi ha bisogno di adularlo. Ebbene quel popolo, per la maggior parte, non vuole sentir parlare di ripresa. È un fatto, lo dicono i sondaggi. El pueblo, stavolta, ha dalla sua pure una parte del sistema: il Ministro dello Sport e il presidente del Coni avrebbero già tirato giù il sipario e rimandato tutti alla prossima stagione. E buona parte dell'opinione pubblica, della stampa, quelli che nella proiezione sociale sono i borghesi, sostengono le rivendicazioni del popolo. E allora, sapete che c'è, ci arrendiamo di fronte a tale alleanza e deponiamo le armi della parola. Ci avete convinto, si fermi tutto, si chiuda la stagione 2019-2020 e si buchi il pallone. Pazienza, ne compreremo uno nuovo quando sarà.

PROPOSTA - Ma allora sia permesso avanzare una proposta che sembra anche di buon senso, postulato che sicuramente troverà d'accordo coloro che sostengono come non si possa giocare per tutelare la salute di giocatori, staff tecnici e medici, addetti stampa e marketing, giardinieri, magazzinieri, cuochi e tutta la pletora di chi orbita intorno a un club professionistico. Sarà d'accordo anche chi sostiene che giocare mentre la gente muore e soffre è immorale. La proposta è la seguente: si chiuda il calcio, ma lo si chiuda fino a quando il vaccino contro il Covid-19 non sarà disponibile per tutti. Insomma, non si giochi più fino a quando non ci saranno più vittime e fino a che la salute di tutti non sarà davvero blindata. Altrimenti, scusate, tutto quello sostenuto fino adesso non è altro che demagogia, populismo, squallida ipocrisia. Tre delle peggiori estensioni umane che si fondono e danno vita a un pastrocchio osceno. La provocazione vuole smascherare i buoni samaritani che buoni non sono. Perché rimandare tutti a luglio, ai ritiri estivi e poi all'inizio della nuova stagione a fine agosto o inizio settembre è un esercizio vergognoso, una presa in giro senza precedenti. Cosa cambierebbe tra giugno e agosto? E come la mettiamo con l'ondata di ritorno del virus - annunciata da tutti gli esperti - prevista per l'autunno? Quindi quale sarebbe esattamente il senso di cancellare la stagione ancora in corso, per poi riprendere con quella nuova?

DISASTRO - Alla logica, poi, s'aggiunge l'aspetto finanziario. L'impatto della cancellazione della stagione sul sistema calcio sarebbe drammatica. Attenzione, però, non per la Lazio. Lotito sopravvivrebbe, il club con lui. I bilanci sono sani, i contraccolpi ci sarebbero, si dovrebbe tirare la cinghia e ridiscutere gli stipendi dei giocatori sotto contratto, ma lo spettro fallimento non sarebbe di casa a Formello. Si paleserebbe, invece, altrove. Almeno per una decina di club di Serie A, senza considerare le società di categoria inferiore. Rischierebbero il posto, secondo le prime stime, quasi 300 mila persone. Non calciatori, come pensa il popolino più becero che gode nel pensare a un Cristiano Ronaldo senza contratto (come se ne avesse bisogno), ma quelli di cui sopra: magazzinieri, fisioterapisti, massaggiatori, cuochi, giardinieri, addetti stampa, marketing, fotografi ecc. Senza contare tutto ciò che intorno al mondo del calcio gira: testate giornalistiche, agenzie di betting, tanto per citarne alcuni dei settori che verrebbero irrimediabilmente compromessi. Settori che garantiscono pane, vita, a migliaia di famiglie e che - evidentemente- sono considerati dal proletariato del football degni di essere sacrificati sull'altare della demagogia. Ci sarebbe poi la botta sull'economia del Paese: 1,1 miliardi di gettito fiscale prodotto, da uno studio Eurispes risulta come per un euro investito nel calcio, lo Stato ne guadagni 15,2 di ritorno. L'azienda calcio, inoltre, partecipa all'aumento del reddito di imprese e famiglie per oltre 20 miliardi e crea occupazione. Un elemento di cui nessuno si cura. E quindi va bene così, ci adeguiamo. Si chiuda il sipario e sulla scena si torni solo a vaccino acquisito. Altrimenti, avremo assistito solo all'ennesima farsa all'italiana. Stavolta, però, sanguinosa per molti.


questo articolo da un sitarello mi pare serio e l'ho riportato, come ho gia detto piu' volte non so dire se sia giusto ripartire o meno, se possa essere fatto in sicurezza o no, se la situazione  lo consentira' o no, pero' mi pare ora che si prenda una decisione definitiva e chi la prende se ne assume la responsabilita'...se non si puo' riprendere il 18 maggio allora non si potra' riprendere manco 40 giorni dopo quando partono i ritiri, e quindi manco calendarizzare la prossima stagione con partenza agosto o settembre...facciamo come in Messico e Argentina, se ne riparla nel 2021, magari ci sara' un vaccino o magari tra 8 mesi, che non sono appunto pochi giorni, si potra' valutare seriamente se ormai contagi e focolai sono cosi' pochi e circoscritti che si puo' riprendere tranquillamente....

la fonte va sempre riportata

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AquiladiMare

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Citazione di: mazzok il 29 Apr 2020, 13:55
se salta il campionato devono saltare anche le coppe. Quando si reputerà ragionevolmente sicuro far disputare le partite potrà riniziare il campionato. Le coppe prevedono spostamenti tra nazioni che, sempre se si segue il principio della sicurezza, sono più problematici. Oppure autorizeranno eccezioni alle quarantene solo per i calciatori ? vado io da spadafora a ricordargli le frasi sui privilegi.

L'unica altra soluzione e che vadano tutti in qualche paese amico che li ospiti per giocarsi il loro bel campionato paneuropeo. C'è pure il rischio che non tornino.

Nelle prossime settimane imho ci saranno decisioni UEFA. Il problema riguarda le maggiori leghe. Il virus lo han tutti i paesi. Per cui dovranno adottare un protocollo univoco di sicurezza da applicare a tutti i calciatori.

phenix

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Citazione di: mazzok il 29 Apr 2020, 13:55
se salta il campionato devono saltare anche le coppe. Quando si reputerà ragionevolmente sicuro far disputare le partite potrà riniziare il campionato. Le coppe prevedono spostamenti tra nazioni che, sempre se si segue il principio della sicurezza, sono più problematici. Oppure autorizeranno eccezioni alle quarantene solo per i calciatori ? vado io da spadafora a ricordargli le frasi sui privilegi.

L'unica altra soluzione e che vadano tutti in qualche paese amico che li ospiti per giocarsi il loro bel campionato paneuropeo. C'è pure il rischio che non tornino.

https://m.corrieredellosport.it/news/calcio/2020/04/29-69290984/la_uefa_tutti_giocheranno_comunque_le_coppe_europee_/

Pare la UEFA abbia altre intenzioni. Che poi ce la faccia è altro discorso. In Italia comunque la possibilità di giocare coppe a campionato sospeso è già stata sdoganata (e accettata da molti pure qui), quindi noi non saremmo un problema. Altrove non so.

mazzok

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Citazione di: AquiladiMare il 29 Apr 2020, 14:15
Nelle prossime settimane imho ci saranno decisioni UEFA. Il problema riguarda le maggiori leghe. Il virus lo han tutti i paesi. Per cui dovranno adottare un protocollo univoco di sicurezza da applicare a tutti i calciatori.

si ma se in agosto vige la quarantena per chi arriva in Italia dall'estero le partite in italia non si potranno disputare perchè il real madrid dovrà farsi 14 giorni in albergo prima di poter giocare. Non mi sembra fattibile. Di più tra giugno ed agosto probabilmente non cambierà quasi nulla a livello rischio contagio. Per cui se non si può giocare a giugno non vedo come si possa ad agosto. L'articolo postato da PARISsn lo condivido.

StylishKid

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Domanda banale.
Alla ripresa degli allenamenti (18 maggio?) si fa il tampone a tutti.

Se per assurdo alla Lazio trovano 5 titolari positivi che si fa?
Si finisce il campionato con rosa ridotta?
E' sportivamente giusto?

Mi pare che non ci siano le condizioni per proseguire, PURTROPPO.


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alex73

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Citazione di: StylishKid il 29 Apr 2020, 14:22
Domanda banale.
Alla ripresa degli allenamenti (18 maggio?) si fa il tampone a tutti.

Se per assurdo alla Lazio trovano 5 titolari positivi che si fa?
Si finisce il campionato con rosa ridotta?
E' sportivamente giusto?

Mi pare che non ci siano le condizioni per proseguire, PURTROPPO.
nn ha senso quello  che scrivo....se si rompono i crociati che si fa si annulla il campionato?

AquiladiMare

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Citazione di: mazzok il 29 Apr 2020, 14:20
si ma se in agosto vige la quarantena per chi arriva in Italia dall'estero le partite in italia non si potranno disputare perchè il real madrid dovrà farsi 14 giorni in albergo prima di poter giocare. Non mi sembra fattibile. Di più tra giugno ed agosto probabilmente non cambierà quasi nulla a livello rischio contagio. Per cui se non si può giocare a giugno non vedo come si possa ad agosto. L'articolo postato da PARISsn lo condivido.

infatti sono d'accordo. mi riferivo al futuro

credo che dovranno adottare un protocollo unico per tutti in Europa per poter poi ricominciare la stagione 2020/21


finire questa stagione la vedo complicata , non solo in Italia

StylishKid

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Citazione di: alex73 il 29 Apr 2020, 14:31
nn ha senso quello  che scrivo....se si rompono i crociati che si fa si annulla il campionato?

Mi pare un caso diverso, quello è un infortunio di gioco.
Credo almeno, eh.

alex73

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Essere contagiati va trattato come un infirtunio

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TomYorke

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Citazione di: alex73 il 29 Apr 2020, 14:31
nn ha senso quello  che scrivo....se si rompono i crociati che si fa si annulla il campionato?

Non mi risulta che la rottura del crociato sia contagiosa.

vaz

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Citazione di: alex73 il 29 Apr 2020, 14:31
nn ha senso quello  che scrivo....se si rompono i crociati che si fa si annulla il campionato?

ma perché i crociati rotti sono infettivi?

TomYorke

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Citazione di: alex73 il 29 Apr 2020, 14:32
Essere contagiati va trattato come un infirtunio

Questa cosa non è possibile al momento.

alex73

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Citazione di: StylishKid il 29 Apr 2020, 14:32
Mi pare un caso diverso, quello è un infortunio di gioco.
Credo almeno, eh.
che c'entra...mica ci deve essere relazione x forza

alex73

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* 12.299
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Citazione di: vaz il 29 Apr 2020, 14:33
ma perché i crociati rotti sono infettivi?
se un giocatore durante un campionato si prende la malaria come lo tratti? Come infortunato

alex73

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Citazione di: alex73 il 29 Apr 2020, 14:33
che c'entra...mica ci deve essere relazione x forza

Spesso se un giocatore ha due linee di febbre gioca lo stesso.
In questo caso no.
Quindi come vedi è diverso.

vaz

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la malaria si trasmette tramite zanzara o trasfusioni.

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