Campionato - coronavirus

Aperto da alex73, 08 Mar 2020, 09:43

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PARISsn

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il discorso è solo uno, ci sono troppi interrogativi a cui è facile rispondere positivamente  o negativamente ed entrambe le risposte potrebbero essere giuste....quindi nell'indecifrabilita' delle varie situazioni ( tamponi, quarantene, giocatori positivi, trasferte e quant'altro ) sarebbe duopo che qualcuno si prendesse la responsabilita' di stabilire qualcosa di certo...tipo non si gioca piu' e se ne riparla a contagio sconfitto o all'arrivo del vaccino, oppure ok si riparte in tale data ma al primo giocatore positivo si chiude tutto e buonanotte, oppure si porta tutta la serie A a Oristano e si gioca 3 partite al giorno sul campo dell'Oristanese alle 12, alle 18 e alle 20 e 30, stare a continuare co sta [...]llla, prima  il 4 maggio, poi il 18...poi non se sa...mi pare la solita  italica indecisione, dove si fa una legge e  poi si inseriscono 30 mila cavilli per non scontentare nessuno...

RubinCarter

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Citazione di: StylishKid il 29 Apr 2020, 14:22


Mi pare che non ci siano le condizioni per proseguire, PURTROPPO.

Fino al vaccino non ci sono condizioni per proseguire.
Fermiamo il mondo.


Ma allora quando dicono da un mese che  "ci dobbiamo convivere", chevvordi'?




alex73

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Citazione di: StylishKid il 29 Apr 2020, 14:35
Spesso se un giocatore ha due linee di febbre gioca lo stesso.
In questo caso no.
Quindi come vedi è diverso.
e  che significa?

StylishKid

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Ma poi è una questione di casualità.

Se un giocatore si becca una malattia infettiva per caso, ok sta fuori e si aspetta che guarisca.

Qui stiamo parlando di una pandemia, che già sai che può ridurre le rose delle squadre.
Che fai? Ti affidi alla sorte?

Chi c'ha più culo col virus vince il campionato?

Poi boh.

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alex73

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A me.pare evidente che ci sia una volontà politica a chiudere il.camoipnato....ora e' da capire il perché.
Non e' la salute pubblica che rappresenta la scusa

StylishKid

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Citazione di: RubinCarter il 29 Apr 2020, 14:40
Fino al vaccino non ci sono condizioni per proseguire.
Fermiamo il mondo.


Ma allora quando dicono da un mese che  "ci dobbiamo convivere", chevvordi'?

Vor di' che l'alternativa è perfino peggiore (chiusura totale e crollo dell'economia).
Per cui convivi col virus, che vor di' mutande de ghisa e che Iddio te la mandi buona.

Fino al vaccino.

alex73

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Citazione di: StylishKid il 29 Apr 2020, 14:42
Ma poi è una questione di casualità.

Se un giocatore si becca una malattia infettiva per caso, ok sta fuori e si aspetta che guarisca.

Qui stiamo parlando di una pandemia, che già sai che può ridurre le rose delle squadre.
Che fai? Ti affidi alla sorte?

Chi c'ha più culo col virus vince il campionato?

Poi boh.
se chiudono tutto in tutto il.modo allora ok ma a quanto pare ci sono nazioni e competizioni che fanno diversamente

PARISsn

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Citazione di: RubinCarter il 29 Apr 2020, 14:40
Fino al vaccino non ci sono condizioni per proseguire.
Fermiamo il mondo.


Ma allora quando dicono da un mese che  "ci dobbiamo convivere", chevvordi'?

per convivere intendono che devono riaprire 1500 concessionarie perche le macchine se devono vendere e la  fiat le deve  produrre...senno' comincia a  licenziare qualche  migliaio de operai...evidentemente ( e non esprimo commenti se sia giusto o meno ) 100 massaggiatori o 100 fisioterapisti che rimangono a spasso 5 o 6 mesi hanno meno impatto economico...

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italicbold

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A oggi non credo ci siano le condizioni per proseguire, é evidente. Per allenarsi é un altro paio di maniche.
Sulla questione dei tamponi io credo che i giocatori già li facciano da tempo, anche per monitorare la loro situazione.
Il rischio zero non esiste, adesso e probabilmente non esisterà ancora per parecchio tempo. Al momento, per ricominciare é evidente che si dovrà fare un grande lavoro di profilassi per ridurlo al minimo.

StylishKid

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Citazione di: alex73 il 29 Apr 2020, 14:43
se chiudono tutto in tutto il.modo allora ok ma a quanto pare ci sono nazioni e competizioni che fanno diversamente

Qui non saprei, dipende direi anche dalla diffusione del virus in quel paese.
Purtroppo, di nuovo.

Non lo so, sto cercando di usare il buon senso.

Tarallo

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Citazione di: alex73 il 29 Apr 2020, 14:43
se chiudono tutto in tutto il.modo allora ok ma a quanto pare ci sono nazioni e competizioni che fanno diversamente

Ce stanno pure gli americani che si iniettano i disinfettanti.

alex73

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* 12.299
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Citazione di: StylishKid il 29 Apr 2020, 14:45
Qui non saprei, dipende direi anche dalla diffusione del virus in quel paese.
Purtroppo, di nuovo.

Non lo so, sto cercando di usare il buon senso.
sono d'accordo ma personaggi come agnelli malago spadafora conte per me nn adottano la regola del buon senso...

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Corallo

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Citazione di: alex73 il 29 Apr 2020, 14:48
sono d'accordo ma personaggi come agnelli malago spadafora conte per me nn adottano la regola del buon senso...

Alex tu come faresti? a pensarci bene non è una situazione facilissima da gestire...

RubinCarter

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Citazione di: StylishKid il 29 Apr 2020, 14:43
Vor di' che l'alternativa è perfino peggiore (chiusura totale e crollo dell'economia).
Per cui convivi col virus, che vor di' mutande de ghisa e che Iddio te la mandi buona.

Fino al vaccino.

Se chiudono , si creeranno talmente tanti disoccupati che chi si salva dal virus muore nella guerra sociale.
La quarantena serviva a prendere tempo sul virus , studiandolo ed organizzando le strutture sanitarie.





Ps. Nel Lazio sono morte 200 persone per il covid19 ( l'1% apparentemente senza altre patologie).
L età media è maggiore di 75 anni.

Veramente la fuori con mascherine guanti e distanza c'è sto mostro imbattibile?


Ovviamente tutti questi discorsi non valgono oggi , ma anche per la prossima / prossime stagioni.

Se per assurdo si riparte tra 2 anni , facciamo il campionato a 8 squadre sperando che 2 milioni di disoccupati siano sopravvissuti.






trax_2400

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Io farei giocare. Con dei protocolli rigorosi.
Il rischio zero non esiste.
Isolamento a casa o in albergo. Tampone ogni tot. Spogliatoi chiusi, si arriva all'allenamento in tuta e ci si fa la doccia a casa.
Oppure addirittura spostarsi all'estero.
Più che altro perché sinceramente con tutte le misure che si possono permettere le società di serie A credo che i giocatori sarebbero molto più tutelati di tutti gli altri lavoratori, rischierebbero di meno.
Visto che stanno riaprendo anche le attività non essenziali.
Io in questo periodo sto lavorando. Dopo un mese dall'inizio dell'emergenza siamo stati forniti di mascherine praticamente inutilizzabili (sono senza elastico e hanno due buchi all'altezza delle orecchie). Guanti nada. Da poco tempo controllano la temperatura all'ingresso.
Adesso hanno avuto la genialata di farci traslocare da una sala all'altra, spostando computer e mobilia, senza che ci sia una urgenza pratica, solo perché lo avevano progettato.
I giocatori sono sempre sotto i riflettori, impensabile che le società si comportino in maniera più che rigorosa.
Tra l'altro isolando tutto il movimento difficilmente un giocatore contagiato potrebbe portare ad un incremento significativo del contagio su base nazionale.
Invece se si ammala un operaio che poi prende il treno ...

Questo è quello che penso io, eh ... probabilmente sbaglio.

Lazio19001989

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Citazione di: PARISsn il 29 Apr 2020, 13:48
"Avete visto la Francia e l'Olanda?", ci dicono. "Prendiamone serenamente atto e chiudiamo tutto", insistono quelli che di far ripartire e i campionato proprio non vogliono sentir parlare. "Troppi rischi per la salute e poi ci sono altre priorità", affermano i più pacati. "Siete vergognosi, qui contiamo i morti e Lotito pensa al calcio", inveiscono invece i più infervorati. Poi ci sono quelli più fantasiosi che temono partite da 5-5, giocatori spaesati perché forse costretti a giocare in stadi di provincia e non nel meraviglioso e modernissimo Bentegodi o nel comodissimo Rigamonti. Il proletariato di tutto il mondo s'è unito! La speranza di Marx però è irrealizzata e qui anche ridicolizzata. A essersi unito è il popolo del calcio, quello un po' credulone, spesso giustizialista e forcaiolo, che odia la ricchezza dei propri idoli ma contribuisce a crearla, mal sopporta chi ha successo e abbocca alle parole di miele (o fiele?) di chi ha bisogno di adularlo. Ebbene quel popolo, per la maggior parte, non vuole sentir parlare di ripresa. È un fatto, lo dicono i sondaggi. El pueblo, stavolta, ha dalla sua pure una parte del sistema: il Ministro dello Sport e il presidente del Coni avrebbero già tirato giù il sipario e rimandato tutti alla prossima stagione. E buona parte dell'opinione pubblica, della stampa, quelli che nella proiezione sociale sono i borghesi, sostengono le rivendicazioni del popolo. E allora, sapete che c'è, ci arrendiamo di fronte a tale alleanza e deponiamo le armi della parola. Ci avete convinto, si fermi tutto, si chiuda la stagione 2019-2020 e si buchi il pallone. Pazienza, ne compreremo uno nuovo quando sarà.

PROPOSTA - Ma allora sia permesso avanzare una proposta che sembra anche di buon senso, postulato che sicuramente troverà d'accordo coloro che sostengono come non si possa giocare per tutelare la salute di giocatori, staff tecnici e medici, addetti stampa e marketing, giardinieri, magazzinieri, cuochi e tutta la pletora di chi orbita intorno a un club professionistico. Sarà d'accordo anche chi sostiene che giocare mentre la gente muore e soffre è immorale. La proposta è la seguente: si chiuda il calcio, ma lo si chiuda fino a quando il vaccino contro il Covid-19 non sarà disponibile per tutti. Insomma, non si giochi più fino a quando non ci saranno più vittime e fino a che la salute di tutti non sarà davvero blindata. Altrimenti, scusate, tutto quello sostenuto fino adesso non è altro che demagogia, populismo, squallida ipocrisia. Tre delle peggiori estensioni umane che si fondono e danno vita a un pastrocchio osceno. La provocazione vuole smascherare i buoni samaritani che buoni non sono. Perché rimandare tutti a luglio, ai ritiri estivi e poi all'inizio della nuova stagione a fine agosto o inizio settembre è un esercizio vergognoso, una presa in giro senza precedenti. Cosa cambierebbe tra giugno e agosto? E come la mettiamo con l'ondata di ritorno del virus - annunciata da tutti gli esperti - prevista per l'autunno? Quindi quale sarebbe esattamente il senso di cancellare la stagione ancora in corso, per poi riprendere con quella nuova?

DISASTRO - Alla logica, poi, s'aggiunge l'aspetto finanziario. L'impatto della cancellazione della stagione sul sistema calcio sarebbe drammatica. Attenzione, però, non per la Lazio. Lotito sopravvivrebbe, il club con lui. I bilanci sono sani, i contraccolpi ci sarebbero, si dovrebbe tirare la cinghia e ridiscutere gli stipendi dei giocatori sotto contratto, ma lo spettro fallimento non sarebbe di casa a Formello. Si paleserebbe, invece, altrove. Almeno per una decina di club di Serie A, senza considerare le società di categoria inferiore. Rischierebbero il posto, secondo le prime stime, quasi 300 mila persone. Non calciatori, come pensa il popolino più becero che gode nel pensare a un Cristiano Ronaldo senza contratto (come se ne avesse bisogno), ma quelli di cui sopra: magazzinieri, fisioterapisti, massaggiatori, cuochi, giardinieri, addetti stampa, marketing, fotografi ecc. Senza contare tutto ciò che intorno al mondo del calcio gira: testate giornalistiche, agenzie di betting, tanto per citarne alcuni dei settori che verrebbero irrimediabilmente compromessi. Settori che garantiscono pane, vita, a migliaia di famiglie e che - evidentemente- sono considerati dal proletariato del football degni di essere sacrificati sull'altare della demagogia. Ci sarebbe poi la botta sull'economia del Paese: 1,1 miliardi di gettito fiscale prodotto, da uno studio Eurispes risulta come per un euro investito nel calcio, lo Stato ne guadagni 15,2 di ritorno. L'azienda calcio, inoltre, partecipa all'aumento del reddito di imprese e famiglie per oltre 20 miliardi e crea occupazione. Un elemento di cui nessuno si cura. E quindi va bene così, ci adeguiamo. Si chiuda il sipario e sulla scena si torni solo a vaccino acquisito. Altrimenti, avremo assistito solo all'ennesima farsa all'italiana. Stavolta, però, sanguinosa per molti.


questo articolo da un sitarello mi pare serio e l'ho riportato, come ho gia detto piu' volte non so dire se sia giusto ripartire o meno, se possa essere fatto in sicurezza o no, se la situazione  lo consentira' o no, pero' mi pare ora che si prenda una decisione definitiva e chi la prende se ne assume la responsabilita'...se non si puo' riprendere il 18 maggio allora non si potra' riprendere manco 40 giorni dopo quando partono i ritiri, e quindi manco calendarizzare la prossima stagione con partenza agosto o settembre...facciamo come in Messico e Argentina, se ne riparla nel 2021, magari ci sara' un vaccino o magari tra 8 mesi, che non sono appunto pochi giorni, si potra' valutare seriamente se ormai contagi e focolai sono cosi' pochi e circoscritti che si puo' riprendere tranquillamente....
Chi lo ha scritto?
Comunque il punto è tutto qui: o si riprende in totale sicurezza o la sospensione di questo campionato sarà stata solo ideologica.

Splash

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A me pare che attualmente non ci siano le condizioni per riprendere, pero` l`UEFA la deve fare pure finita di compilare calendari insensati finche` la situazione sara` piu` delineata.
Che senso ha parlare di campionati a giugno e coppe ad agosto, se il grado di certezza e` quasi 0?

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Eagle78

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Se a un mese e mezzo da una difficilissima e ipotetica ripartenza un Ministro che deve fare gli interessi di un settore non è assolutamente in grado di lasciare aperta una possibilità, vuol dire che la spinta verso lo stop definitivo è soprattutto politica.

RubinCarter

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Citazione di: Lazio19001989 il 29 Apr 2020, 15:00
Chi lo ha scritto?


Marco Valerio Bava. Un raggio di sole nella tempesta più lunga.

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