Italo Cucci: "Perché ci si preoccupa del contagio del calciatore e non dell'operaio?"https://www.sololalazio.it/2020/04/30/cucci-pagine-si-coronavirus-calcio/un estratto:
E adesso cosa pensa che succederà tra campionati nazionali, Champions, coppe europee?"Già un mese fa ho avuto modo di precisare che è fondamentale far finire, secondo tutte le regole, il campionato. Che potrebbe finire anche a settembre o ottobre. Partiamo dal concetto che abbiamo stabilito di giocare un Campionato del mondo in inverno anziché in estate, sarà un precedente importante? Penso di sì. Allo stesso modo è importante prendere una decisione, stabilire un precedente e far finire un campionato con tutto quello che riguarda l'assegnazione dello scudetto, dei posti nelle coppe, promozioni, retrocessioni. Solo dopo ciò si può pensare ad iniziare il successivo. Si può ricominciare anche a novembre, non cambia niente. E invece stanno lì, facendo far la figura, a quelli che amano il calcio, di coloro ai quali non interessa la salute e vogliono giocare a tutti i costi. Non è e non può essere così".[/i]
Il sistema Calcio è a rischio di saltare? La tv avrà ancora un ruolo predominante?"Il punto da ribadire è che anche per il Calcio, ormai, si parla di azienda, e l'azienda Calcio è importante in Italia. Se non si ricomincia a giocare le tv a pagamento, che finanziano il Calcio, non pagano, non potendo trasmettere il campionato non si vede perché dovrebbero pagare le ulteriori rate alle società.
Usciamo dal terreno dei sentimenti: così come riaprono le fabbriche, dovrebbe riaprire il Calcio. Non si capisce perché ci si preoccupa del possibile contagio del calciatore e non dell'operaio o dell'impiegato o del dirigente che vanno al lavoro. Valgono di meno? Non credo: se riaprono le aziende, riapre anche il Calcio. Un concetto così elementare che, capisco, non possa entrare nelle menti supreme che ci governano".