Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore

Aperto da Redazione Lazio.net, 22 Mag 2018, 07:12

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Citazione di: calimero il 30 Apr 2020, 20:41
L'unico intervento che lo stato potrebbe fare è farsi garante di un prestito a tasso agevolato che estingua quelli in essere e fornisca un surplus di liquidità, ma parliamo di cifre intorno al miliardo di euro, non so se sia possibile visto che come hai già scritto il debito non è attribuibile esclusivamente al virus e beneficiaria sarebbe la controllante che ha sede in un paradiso fiscale.

Questo secondo me è impossibile per vari ordini di motivi, come dicevo, ma preciso meglio il messaggio di quel mio primo post.

Innanzitutto, finora la ratio dei finanziamenti garantiti (fino al 90%) dallo Stato è stata quella di aiutare imprese sane travolte dalla pandemia. Per questo motivo la condizione di eleggibilità per il finanziamento garantito è valutata in base ai dati di dicembre. Inquelli sono già in dissesto da un bel pezzo. :pp

Anche se lo Stato italiano impazzisse e decidesse di voler prevedere una misura di garanzia pubblica per società di calcio stra-indebitate con sede in paradisi fiscali, questa misura dovrebbe prima superare anche la normativa europea, che disciplina gli aiuti di stato. Per fare un esempio, per l'incremento della quota coperta dal Fondo di garanzia, è stato necessaria l'approvazione della CE. Approvazione che non arriva senza paletti... E non parliamo neanche della "accountability" di un governo che userebbe soldi pubblici per fare una cosa del genere. Altro che forconi...

Ma mettiamo che sia lo Stato che la CE impazziscono e concedono garanzie pubbliche al 90% a questa società. Poiché il prestito lo farebbe una banca, quest'ultima rischia per il 10%. Quindi ha tutti gli incentivi al posto giusto per fare la scelta giusta, a meno che non sia la stessa banca che ha i loro bonds (ma questi saranno già stati cartolarizzati sicuro  :=)) )

Con molto ottimismo, l'unico aiuto non di tipo normativo dallo stato potrebbe essere un "ristoro" di parte del fatturato, come si sta ipotizzando per alcune categorie di imprese. Ma a loro non cambierebbe niente perchè, appunto, il loro problema vero non è il calo del fatturato.

Infine ci sono considerazioni di natura più strategica. Una società di calcio non è una grande impresa manifatturiera, magari strategica per il paese, che se fallisce, oltre alle ricadute sociali, perde quote di mercato all'estero, investimenti, know how e non si riprende più. Una società di calcio la sua quota di mercato garantita ce l'ha già, pure se sparisce dal palcoscenico per un po'.




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Beati voi.
Io, a leggere nella stessa frase aessemerda debiti e impossibile salto direttamente pagina

Felipe Caicedo

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Su un giornale odierno ho letto che Pallotta e soci ( quindi Pallotta e basta visto che i soci si sono già dati alla macchia) sarebbero disposti a cedere la fogna a Friedkin anche realizzando una minusvalenza. Posto che per principio tendo a non credere a quanto scrivono i  giornalisti, poniamo per un secondo che davvero Pallotta azioni una stop loss e ceda tutto il baraccone rimettendoci (d'altronde fucking idiots gli hanno addirittura insultato le sorelle..).
Il punto è che mai come oggi i business di Friedkin sono fermi:
Le auto stanno a prendere ruggine
I film non vengono distribuiti
I safari sono sospesi
Forse ha degli alberghi, chiusi pure quelli.

Il nostro Giorgione

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Citazione di: Felipe Caicedo il 30 Apr 2020, 23:25
Su un giornale odierno ho letto che Pallotta e soci ( quindi Pallotta e basta visto che i soci si sono già dati alla macchia) sarebbero disposti a cedere la fogna a Friedkin anche realizzando una minusvalenza. Posto che per principio tendo a non credere a quanto scrivono i  giornalisti, poniamo per un secondo che davvero Pallotta azioni una stop loss e ceda tutto il baraccone rimettendoci (d'altronde fucking idiots gli hanno addirittura insultato le sorelle..).
Il punto è che mai come oggi i business di Friedkin sono fermi:
Le auto stanno a prendere ruggine
I film non vengono distribuiti
I safari sono sospesi
Forse ha degli alberghi, chiusi pure quelli.

Ecco, questa mi pare plausibile. La cloaca è vendibile solo con una cessione a premio e spacchettando la componente immobiliare. Quanto a Fkrikies, adesso gli affari andranno noi benissimo. Con la crisi del trasporto pubblico si venderanno milioni, anzi, miliardi di Toyota Aigo.... :asrm :asrm :asrm :asrm :asrm

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Il tycoon prepara il risanamento e spera nella cessione

PALLOTTA RIAPRE ECCO LO SCONTO (Corriere dello Sport, 1° Maggio 2020)

Il presidente pronto a riavviare la trattativa anche a costo di lasciare con una perdita. Friedkin aspetta la ripresa e il prossimo bilancio. Intanto saranno necessari altri tagli e plusvalenze

di Guido D'Ubaldo
ROMA


Pallotta prepara il risanamento dei conti, ma intanto continua ancora a sperare di chiudere la trattativa con Friedkin. La Roma lo ha messo per scritto, nella pubblicazione della semestrale. «Sono ancora in corso contatti con un potenziale investitore, seppur rallentati per effetto della diffusione del virus Covid-19». In altre parole, la Roma ci tiene a far sapere che la trattativa tra Pallotta e Friedkin per la cessione della pacchetto azionario di maggioranza non è mai tramontata. A Houston aspettano di conoscere il bilancio di fine anno che verrà pubblicato il prossimo 30 giugno per decidere poi se riavviare la trattativa.

ANCORA TAGLI. Dalla relazione si evince che la Roma si comporta come qualunque altra società alle prese con la crisi causata dal Covid-19. Con il taglio degli stipendi ha abbassato il passivo di trenta milioni, ma la previsione al 30 giugno è sempre quella di avere un disavanzo di circa 110 milioni. Sono venute meno tante entrate, a cominciare dai ricavi del botteghino e se non si riprenderà a giocare la situazione sarà ancora più delicata. Pallotta ha comunicato che è pronto a intervenire, procederà all'aumento di capitale. Ha già messo 89,1 milioni ed è disposto a metterne altri 45 circa. Con calma e senza fretta, quando sarà necessario. E inviterà a farlo anche ai suoi soci, quelli che non hanno manifestato la volontà di uscire.
Bisognerà procedere con il taglio dei costi per far quadrare i conti. La spalmatura degli stipendi sposterà inevitabilmente i debiti sull'esercizio della prossima stagione. Il taglio dei costi riguarderà ancora l'abbattimento del monte ingaggi dei giocatori, ma anche il costo del personale, che attualmente incide molto con circa 250 dipendenti. Sarà necessario ancora qualche plusvalenza, derivante dalla cessioni di calciatori. Nella passata stagione questa voce è stata negativa, si è passati da 76 a 19 milioni. Se vengono meno ancora a lungo le entrate le criticità aumenteranno. Pallotta garantirà la continuità aziendale, ma non vede l'ora di mollare. Per questo è disposto a riprendere la trattativa con Friedkin anche a costo di rimetterci. Per ripartire è fondamentale che l'attività torni verso la normalità. Gli uomini di Friedkin hanno in mano tutti i dati, i documenti, hanno capito che questo periodo può dirare ancora qualche mese. Quindi aspettano. A debita distanza. Le comunicazioni sono state interrotte da tempo. 

LO SCONTO. Tutte le società italiane nelle relazioni di bilancio inseriscono considerazioni su quello che accadrà dopo l'emergenza sanitaria. In ogni caso il capitale si può ridurre di due terzi senza correre il rischio di default, a causa del Covid-19, in attesa di ripartire.
Pallotta ha deciso da tempo di lasciare, non viene a Roma da quasi due anni, ma continua a garantire la continuità aziendale. Molti soci spingono per uscire, in particolare Starwood e non parteciperanno all'aumento di capitale. C'è la questione di Tor di Valle ancora in alto mare e ieri Totti ha detto che lo stadio a Roma non si farà mai. Pallotta è disposto a uscire di scena anche con una perdita di cento milioni, quindi con una cifra più vicina ai 500 milioni che ai 710 che erano stato pattuiti a fine dicembre. Intanto Goldman Sachs ha ripreso anche a sondare il mercato alla ricerca di nuovi investitori. Ma in questo momento è molto difficile trovare imprenditori disposti a mettere soldi in un'attività che non genera utili.

Tarallo

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Davy_Jones

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pare che fino ai due cinesi malati di covid allo spallanzani stavano una favola. purtroppo il covid l'ha rovinati.  pero' considerato che tutti sti "giornalisti" stanno a rimorchio della merda, questo "articolo" e' devastante. perfino loro non riescono a indorare piu' di tanto.

StylishKid

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Citazione di: Felipe Caicedo il 30 Apr 2020, 23:25
poniamo per un secondo che davvero Pallotta azioni una stop loss

Confesso la mia ignoranza: ho dovuto fare una ricerca su Google.... :)

eagle s supporters

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IL TEMPO (A. AUSTINI) - Il calcio non sa che fine farà, la Roma ha un futuro ancora più incerto. L'altro ieri è arrivata la relazione del club giallorosso sulla semestrale chiusa al 31 dicembre 2019, ovviamente contiene gli stessi numeri annunciati a febbraio (perdita consolidata di 87 milioni di euro, patrimonio netto consolidato negativo per 135 milioni, indebitamento finanziario netto a 264 milioni), che senza opportuni correttivi rischiano di peggiorare a fine esercizio. Non basta il taglio delle quattro mensilità di stipendi dei calciatori (di cui 3 rinviate) che vale circa 30 milioni di euro, la Roma si prepara alla contrazione ulteriore dei ricavi e stavolta, come scritto nell'allarmante relazione, non sa neppure se potrà intervenire con le ormai rituali (per tutti i grandi club italiani) plusvalenze di fine giugno. Il mercato sarà aperto? Il campionato ripartirà? Friedkin è ancora interessato all'acquisto? Il nuovo stadio che fine fa? Domande senza risposta, legate a fattori imprevedibili.

Intanto la Roma ha confermato che i contatti col potenziale acquirente texano sono tuttora in corso, ma sono rallentati a causa della pandemia, mentre Pallotta e soci hanno anticipato 89 milioni sui 150 dell'aumento di capitale deliberato, che i sono serviti a pagare anche gli stipendi fino a febbraio compreso. Ma il cda ha spiegato che qualora il deal con i Friedkin si concludesse positivamente, sarebbe il nuovo acquirente a immettere nuova liquidità. Altrimenti non ci saranno vie alternative alla vendita dei calciatori. Pallotta aspetta segnali da Houston e con i soci sembra orientato a considerare una cessione al ribasso (con minusvalenza), in cambio del disimpegno: operazione «stop loss, take profit» nel gergo della finanza.

Uno sconto sui 700 milioni circa concordati con Friedkin potrebbe richiamare anche altri investitori: li sta cercando Goldman Sachs. Le lentezze sul nuovo stadio hanno fatto perdere a Pallotta il residuo entusiasmo. Mentre si continua a scrivere da mesi il testo della convenzione urbanistica Eurnova ha annunciato nel suo bilancio la firma del preliminare per la cessione dei terreni di Tor di Valle a Vitek avvenuta il 17 dicembre, ma la pandemia ha rinviato la stesura del contratto definitivo, non legato all'iter, bensì all'accordo tra il Tribunale e Parnasi e all'acquisto da parte dello stesso Vitek di una quota di una società ora controllata da Unicredit.

Tarallo

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Fu Goldman Sachs a trovare Geims all'epoca? O fu Unicredit? Secondo me è importante, perché se fosse vero che GS si trova nella stessa situazione di anni fa, per me abbandona e cerca altri modi, più tranchant, di rientrare del credito.

ES

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 01 Mag 2020, 08:27
Il tycoon prepara il risanamento e spera nella cessione

PALLOTTA RIAPRE ECCO LO SCONTO (Corriere dello Sport, 1° Maggio 2020)

Il presidente pronto a riavviare la trattativa anche a costo di lasciare con una perdita. Friedkin aspetta la ripresa e il prossimo bilancio. Intanto saranno necessari altri tagli e plusvalenze

di Guido D'Ubaldo
ROMA


Pallotta prepara il risanamento dei conti, ma intanto continua ancora a sperare di chiudere la trattativa con Friedkin. La Roma lo ha messo per scritto, nella pubblicazione della semestrale. «Sono ancora in corso contatti con un potenziale investitore, seppur rallentati per effetto della diffusione del virus Covid-19». In altre parole, la Roma ci tiene a far sapere che la trattativa tra Pallotta e Friedkin per la cessione della pacchetto azionario di maggioranza non è mai tramontata. A Houston aspettano di conoscere il bilancio di fine anno che verrà pubblicato il prossimo 30 giugno per decidere poi se riavviare la trattativa.

ANCORA TAGLI. Dalla relazione si evince che la Roma si comporta come qualunque altra società alle prese con la crisi causata dal Covid-19. Con il taglio degli stipendi ha abbassato il passivo di trenta milioni, ma la previsione al 30 giugno è sempre quella di avere un disavanzo di circa 110 milioni. Sono venute meno tante entrate, a cominciare dai ricavi del botteghino e se non si riprenderà a giocare la situazione sarà ancora più delicata. Pallotta ha comunicato che è pronto a intervenire, procederà all'aumento di capitale. Ha già messo 89,1 milioni ed è disposto a metterne altri 45 circa. Con calma e senza fretta, quando sarà necessario. E inviterà a farlo anche ai suoi soci, quelli che non hanno manifestato la volontà di uscire.
Bisognerà procedere con il taglio dei costi per far quadrare i conti. La spalmatura degli stipendi sposterà inevitabilmente i debiti sull'esercizio della prossima stagione. Il taglio dei costi riguarderà ancora l'abbattimento del monte ingaggi dei giocatori, ma anche il costo del personale, che attualmente incide molto con circa 250 dipendenti. Sarà necessario ancora qualche plusvalenza, derivante dalla cessioni di calciatori. Nella passata stagione questa voce è stata negativa, si è passati da 76 a 19 milioni. Se vengono meno ancora a lungo le entrate le criticità aumenteranno. Pallotta garantirà la continuità aziendale, ma non vede l'ora di mollare. Per questo è disposto a riprendere la trattativa con Friedkin anche a costo di rimetterci. Per ripartire è fondamentale che l'attività torni verso la normalità. Gli uomini di Friedkin hanno in mano tutti i dati, i documenti, hanno capito che questo periodo può dirare ancora qualche mese. Quindi aspettano. A debita distanza. Le comunicazioni sono state interrotte da tempo. 

LO SCONTO. Tutte le società italiane nelle relazioni di bilancio inseriscono considerazioni su quello che accadrà dopo l'emergenza sanitaria. In ogni caso il capitale si può ridurre di due terzi senza correre il rischio di default, a causa del Covid-19, in attesa di ripartire.
Pallotta ha deciso da tempo di lasciare, non viene a Roma da quasi due anni, ma continua a garantire la continuità aziendale. Molti soci spingono per uscire, in particolare Starwood e non parteciperanno all'aumento di capitale. C'è la questione di Tor di Valle ancora in alto mare e ieri Totti ha detto che lo stadio a Roma non si farà mai. Pallotta è disposto a uscire di scena anche con una perdita di cento milioni, quindi con una cifra più vicina ai 500 milioni che ai 710 che erano stato pattuiti a fine dicembre. Intanto Goldman Sachs ha ripreso anche a sondare il mercato alla ricerca di nuovi investitori. Ma in questo momento è molto difficile trovare imprenditori disposti a mettere soldi in un'attività che non genera utili.


Confuso.

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biancocelestedentro

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Trattativa mai tramontata.
Bla bla bla
Friskies aspetta. Le comunicazioni sono state interrotte da tempo.
Bla bla bla
Comunque più o meno tutti stanno in mezzo alla merda
Bla bla bla

Sti pezzi de merda non li faranno fallire mai e purtroppo c'è da temere che in nome della ripresa economica gli facciano fare quella porcata a tor di Valle malgrado che per la stessa abbiano arrestato mezzo mondo.
Tifo per un ridimensionamento drastico al più presto.

alex73

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Non li salva manco il Sistina che e' chiuso. Preparate i pop corn...forza coromavirus

ordnung und disziplin

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Citazione di: biancocelestedentro il 01 Mag 2020, 10:00
Trattativa mai tramontata.
Bla bla bla
Friskies aspetta. Le comunicazioni sono state interrotte da tempo.
Bla bla bla
Comunque più o meno tutti stanno in mezzo alla merda
Bla bla bla

Sti pezzi de merda non li faranno fallire mai e purtroppo c'è da temere che in nome della ripresa economica gli facciano fare quella porcata a tor di Valle malgrado che per la stessa abbiano arrestato mezzo mondo.
Tifo per un ridimensionamento drastico al più presto.

Io penso che accadrà proprio quanto da te paventato, in nome della ripresa e della rinascita dalla crisi ci sarà il lasciapassare per la Cloaca di Tor di Valle.

Torakiki

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Ok. Diciamo che vogliano fargli fare la speculazione edilizia. Plausibile. Però perché fare un favore a James e cementificare con lui invece che con qualche amico nostrano dopo aver fatto fallire la società, avergli passato il titolo sportivo (che ricordo nel lodo Petrucci è a disposizione del sindaco della città) e averla ripulita magicamente dai debiti?

Per me Jimmy da 'sto guaio ne dovrà uscire da solo.

Felipe Caicedo

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Citazione di: Tarallo il 01 Mag 2020, 09:47
Fu Goldman Sachs a trovare Geims all'epoca? O fu Unicredit? Secondo me è importante, perché se fosse vero che GS si trova nella stessa situazione di anni fa, per me abbandona e cerca altri modi, più tranchant, di rientrare del credito.
No quella volta fu Unicredit a conferire mandato per trovare un acquirente a Rotchshild Italia del "romanistissimo" Alessandro Daffina, oggi ricordato con affetto dai fucking idiots . Quella volta, pur di vendere la cloaca ed evitare il loro giusto fallimento smossero i poteri forti della finanza ebraica, visto che gli imprenditori romani,  Angelini su tutti, non si erano fatti fregare. I GS bros. , stesso manico ma d'oltreoceano, sono comparsi da 3 o 4 anni, peraltro ottimamente retribuiti per sporcarsi le mani con le merde.

FeverDog

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Austini che parla di fattori imponderabili come Lotito mi ha fatto venire un brivido

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pan

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uh Austini con tono dimesso... la situazione è agli sgoccioli sul serio.
ce l'hanno fatta a capirlo.

LeastSquares

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Citazione di: Tarallo il 01 Mag 2020, 09:47
Fu Goldman Sachs a trovare Geims all'epoca? O fu Unicredit? Secondo me è importante, perché se fosse vero che GS si trova nella stessa situazione di anni fa, per me abbandona e cerca altri modi, più tranchant, di rientrare del credito.

Goldman Sachs e Unicredit si sono entrambi smarcati da tempo, mica so' fessi  :=))

Unicredit ha ceduto a Jim la propria quota di Neep holding da un bel pezzo. Goldman Sachs gli ha prestato 230 milioni per poi sponsorizzare (insieme a JP Morgan) l'emissione obbligazionaria monstre di 275 milioni utilizzata da Jim per ripagare il prestito a GS. Nel frattempo, mentre Standard & Poors quotava il rating delle obbligazioni del trigoria BB-, Goldman Sachs e JP Morgan procedevano a collocarle sul mercato, in gran parte statunitense. Dio solo sa quante volte queste obbligazioni so' state cartolarizzate e in mano a chi so' finite :S.

Ah, e nel frattempo le obbligazioni del trigoria sono state declassate da BB- a B+, ma l'outlook non promette niente di buono  :=))

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