Citazione di: volerevolare il 18 Mag 2020, 14:33
In tutto questo rimane un mistero la valutazione di 700 milioni della baracca: così come è combinata, la maggica può essere venduta o a qualche mutimilionario che ha talmente tanta liquidità in eccesso che non sa come buttare i soldi al cesso oppure a qualche ramificazione di qualche gruppo di dubbia estrazione, che la utilizza come lavatrice fiscale o finanziaria.
Secondo me la questione è che il
tycoon di Boston non sta cercando di vendere il gruppo trigoria spa... lui
vuole vendere Neep trigoria holding spa. Neep controlla direttamente:
(a) il gruppo trigoria (as trigoria spa, la capogruppo; MediaCo, la società che ha emesso il bond; SoccerSAS, la società che detiene il brand e funge da garante dell'emissione obbligazionaria di MediaCo).
(b) stadio TDV spa, la società che ha il compito di realizzare lo stadio

(a) e (b) non sono direttamente collegate tra loro da partecipazioni ma, nell'idea di Jim, a regime
vivrebbero in simbiosi dentro Neep.
Nel suo panglossismo

, Jim ha continuato per anni a finanziare il gruppo as trigoria, guardando alla
big picture 
Dopo anni di
baldanzosi aumenti di capitale però ora avrebbe cambiato umore, e così Neep s'è ritrovata col cartello piantato in giardino (per non dire un altro luogo, più ombreggiato). Il problema di Jim è che siffatta società non è tanto
appetibile. Tra i suoi due suoi principali asset figurano infatti:
(a) un gruppo in dissesto finanziario che colleziona perdite monstre; (b) una società con poco più di un plastico di uno stadio nella voce "attivo" del suo stato patrimoniale.
A questo punto esistono due tipi di tycoon scemo - ma supponiamo entrambi con l'obiettivo di massimizzare il profitto - che potrebbero subentrare. Il tipo che compra
sperando di fare lo stadio e il tipo che compra con la
certezza di fare lo stadio.
Il primo lasciamolo stare per pietà e pensiamo solo al secondo.
Quest'ultimo sborsa, mettiamo, 400 milioni (a un prezzo di saldo del 40%

) e si trova subito impelagato in una grave crisi d'impresa che, senza una adeguata e immediata ricapitalizzazione (quindi altro capitale da iniettare), rischia di fargli saltare subito tutto l'investimento. Nello specifico, potrebbe vedersi andare all'asta il brand

(che oggi vale circa 300 milioni).
Supponendo però che la ricapitalizzazione e l'avvio del risanamento abbia successo, il "tycoon scemo di tipo b" si ritroverebbe comunque a dover risanare una società che solo di costi finanziari sborserebbe nel migliore dei casi 20-25 milioni annui a partire dal 2024. Roba che le rate da 6 mln pagate dalla Lazio a fronte della ristrutturazione del debito con l'erario impallidirebbero. Anche per questo, il risanamento della as trigoria durerebbe lunghi, lunghi anni.

Poi comincerebbe a investire sullo stadio, sostenendo altri costi finanziari massicci, che si sommerebbero a quelli originati dal trigoria. Passerebbero minimo altri 3 anni prima di vedere il primo euro di ricavi.
Tre anni, ovvero il tempo che si potrebbe impiegare per costruire lo stadio. Per fare un
esempio buttato lì a caso, lo stesso tempo che alcune spumeggianti società di Lega pro impiegano per salire in Serie A.