IL CAMPIONATO INTERROTTO
Il piano B? I play-off per i verdetti in campo (La Repubblica)
La mossa di Gravina per completare la stagione ma il format va stabilito. Ma resta il nodo degli stipendi
di Enrico Currò e Matteo Pinci
A conclusione di un caldissimo consiglio federale, è arrivata la mossa della Figc per evitare il rischio di un sabotaggio in corsa del campionato: il "piano B" invocato dal presidente del Coni Malagò. Play-off e play-out. La formula esatta verrà decisa dopo il 28 maggio, quando il governo si è impegnato a comunicare la data utile per la ripresa dei tre campionati professionistici, che potranno durare fino al 20 agosto. Con i protocolli medici attuali per gli allenamenti (da correggere appunto in vista dei campionati), un contagiato impone 14 giorni di quarantena di gruppo (e due contagiati 20 giorni): in pratica, la paralisi del torneo. Play-off e play-out diventano dunque un'arma: sia contro chi volesse congelare la classifica a proprio vantaggio, se si ritrovasse in testa o magari finalmente salvo, sia contro il crescente numero di club che preferirebbero non ripartire e che adesso hanno lo spauracchio di una partita secca in cui giocarsi tutto. Il Piano C è invece la cristallizzazione della classifica, anche qui con criteri da stabilire, nel caso non ci fosse tempo neanche per i play-off.
Il format è comunque tutto da pensare: con varie sfumature, si va dall'ipotesi massimalista delle tre fasce per coinvolgere tutte e 20 le squadre – poule scudetto, poule Europa League e poule salvezza – a quella minimalista con Juventus, Lazio, Inter e Atalanta in gara per il titolo, col triangolo Milan-Verona-Parma a contendersi il terzo posto dell'Europa League e con le ultime 4, oppure le ultime 6, a giocarsi la permanenza in A. Anche la Coppa Italia, con le semifinali di ritorno Napoli-Inter e Juventus-Milan e la finale, è un'incognita da incastrare nel calendario, carico di ombre per la prossima stagione: se Champions ed Europa League si protrarranno per tutto agosto, sarà complicato conservare la finestra di settembre per le nazionali e iniziare i nuovi campionati prima di ottobre.
Ma il Consiglio ieri si è spaccato, registrando il voto contrario di calciatori e allenatori, che battagliano per gli stipendi. La Federcalcio ha deliberato: le società potranno iscriversi anche senza pagare gli emolumenti di marzo e aprile, ai club basterà aprire il contenzioso con i calciatori. Inoltre la scadenza per saldare maggio è prorogata al 31 agosto: per i primi 8 mesi del 2020 i calciatori rischiano di incassare solo gennaio, febbraio e maggio, poi più nulla fino al 16 ottobre. Secondo i presidenti, è il solo modo per evitare che dopo il 30 giugno ci sia chi si rifiuta di continuare a giocare, se non verrà pagato, e per fronteggiare l'assenza di liquidità: alcuni sostengono di non avere nemmeno i soldi per i tamponi obbligatori. Rischiano gli stipendi da marzo ad agosto quasi 2000 atleti: il 50% dei professionisti, al netto della cassa integrazione, attesa forse tra 90 giorni e che la Figc non può integrare per motivi legali (tutelati soltanto i contratti al minimo federale: chi non li paga non può iscriversi). È il nodo della Serie C dove, bocciato lo stop votato dall'assemblea, sembra passata la linea play-off e play-out. Ma serve un protocollo medico specifico per la categoria, in assenza del quale i medici dei club sono pronti a scioperare, paralizzando il campionato. Sono quasi sull'aventino anche gli assistenti di A e B: lamentano, rispetto agli arbitri, la mancanza di comunicazioni da parte dell'Aia e chiedono trasferte vicine alle città di residenza, con viaggi in giornata. L'unica a sorridere è la Lega Dilettanti di Sibilia: ha chiuso i battenti, proprio come voleva.