Un'altra questione importante - Si lavora per rilanciare la costruzione del nuovo impianto
Tor di Valle, il progetto stadio ruota tutto intorno a Vitek (Corriere dello Sport, 23 Maggio 2020)
ROMA - Uno stadio sempre più internazionale. Proprietario americano, che si tratti di Pallotta oppure di Friedkin, finanziatore americano, il fondo York, partner d'affari ceco, Radovan Vitek. Si lavora per rilanciare l'operazione Tor di Valle, più volte promessa in oltre 3.000 giorni di idee ed ostruzionismo e mai avviata sul serio. Sullo sfondo, nemmeno tanto al coperto, resta il sindaco di Roma, Virginia Raggi, che nelle ultime dichiarazioni ha espresso concetti rassicuranti.
LO SNODO. La questione più urgente da mettere a posto, prima di riprendere l'iter politico-burocratico, è proprio il ruolo di Vitek, pescato dalla banca Unicredit come soggetto interessato a rilevare i terreni di Luca Parnasi, socio iniziale scelto da Pallotta per costruire lo stadio. Parnasi, coinvolto in una brutta vicenda giudiziaria, non è più considerato un interlocutore credibile, né da parte della banca creditrice né da parte del Comune. Per questo tutti spingono perché Vitek entri velocemente in scena. Sarebbe probabilmente già successo se non si fosse fermato il mondo per la pandemia. Ma la trattativa è ancora in piedi, anche se a cifre diverse rispetto a tre mesi fa. Non preoccupano invece le rimostranze di Gaetano Papalia, ex proprietario dell'area, che aspetta quasi due anni arretrati di rate da Parnasi, diventato insolvente dopo l'arresto. Anche Papalia avrà quanto gli spetta, evitando che impugni il passaggio di proprietà a Vitek ritardando ulteriormente il processo.
la ratio. Vitek è interessato al business non solo per i rapporti di buon vicinato con Unicredit. Ma anche perché può realizzare una succulenta speculazione. Se aprissero i cantieri per lo stadio, come la Roma auspica da tempo, potrebbe negoziare con la controparte il terreno, che con il via libera alla costruzione del complesso acquisirebbe valore. Se invece lo stadio saltasse, su un'area già edificabile non faticherebbe a costruire un piccolo quartiere, che realizzerebbe comunque lo scopo di bonificare una zona degradata della città.
i passaggi. Quando Vitek avrà preso il posto di Parnasi, anche il Campidoglio sarà più risoluto nelle manovre successive. Almeno questo trapela dalla maggioranza comunale, che da sempre è stata divisa sul tema stadio ma negli ultimi mesi ha ritenuto utile portare avanti il dossier, anche per evitare contenziosi e perdita di consenso elettorale. La convenzione urbanistica, ovvero il contratto tra le parti, è alle battute finali, insieme con la variante al piano regolatore. Una volta esaminato dal sindaco e dai suoi tecnici, il plico passerebbe al consiglio comunale per la votazione. Sarebbe l'ultimo atto, perché il successivo placet della Regione dovrebbe essere solo un passaggio formale. Ma i condizionali in questa storia non vanno mai dimenticati.
rob.mai.