Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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PARISsn

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dai su ma quanti anni sono che leggiamo " superata l'impasse....entro marzo...entro maggio...entro giugno..." intanto sono passati 5 anni... 8)

biancocelestedentro

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Citazione di: edge24 il 24 Mag 2020, 10:27
scusate, ma in che modo?

Stessa domanda che mi sono fatto io. Poi io una risposta me la sono pure data ma sono uno che per certe cose di default pensa male quindi me la tengo per me.
:asrm

novantatreesimo

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Citazione di: biancocelestedentro il 24 Mag 2020, 13:19
Stessa domanda che mi sono fatto io. Poi io una risposta me la sono pure data ma sono uno che per certe cose di default pensa male quindi me la tengo per me.
:asrm

Illuminaci fratello, che qui dentro, quando si tratta delle merde, nessuno pensa bene.

biancocelestedentro

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Citazione di: novantatreesimo il 24 Mag 2020, 17:30
Illuminaci fratello, che qui dentro, quando si tratta delle merde, nessuno pensa bene.

C'è poco da illuminare (o molto, dipende). La parte evidenziata da edge24 non ha senso, a meno di non ipotizzare due cose: rabbonimento degli svotacessi, condotte degli amministratori pubblici un po' strane, perché non ci dovrebbe essere un rapporto di causa effetto tra il cambio di proprietà dei terreni e lo "snellimento" del procedimento di approvazione di una delibera, a meno che questo atto della PA non dipenda dalle qualità personali di Parnasi, cosa che a me pare strana assai.

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Torakiki

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Posto qui un estratto da un articolo di Emiliano Fittipaldi e Giovanni Tizian per l'Espresso a proposito di Luca Palamara. Mi limito a citare la parte relativa ai rapporti con Baldissoni e ad alcune intercettazioni sull'inchiesta stadio. Nulla di rilevante penalmente forse, ma ci spiega come mai i magistrati si fossero affrettati a dichiarare l'estraneità delle parti lese per antonomasia.

Per inciso, anche se da cittadino non mi fa piacere, ricordando calciopoli non si può non trovare un che di karmico nella sbrodolata di intercettazioni che ora gli si rivoltano contro.

CitazioneC'è, soprattutto, il rapporto finora inedito con Mauro Baldissoni, direttore generale dell'AS Roma. Palamara è un tifoso sfegatato: conosce Claudio Ranieri e Luciano Spalletti, ma per vedere i campioni della sua Roma è a Baldissoni che chiede biglietti per l'Olimpico. Non solo per le partite casalinghe, ma anche per quelle in trasferta. Il do ut des è però sempre dietro l'angolo: quando la procura di Roma e il procuratore aggiunto Ielo aprono l'inchiesta su Luca Lanzalone e il costruttore Luca Parnasi e sulle presunte mazzette intorno al progetto del nuovo Stadio della Roma, Baldissoni (che sarà poi sentito come testimone) sa che può contare sull'amico.

Palamara, a marzo 2018, pensa però solo ad andare in tribuna.

Palamara: «Buongiorno Mauro scusami la seccatura ma ho promesso a mio figlio di portarlo a Barcellona e sto trovando difficoltà a reperire due biglietti. Attendo tue un caro saluto».

Qualche giorno dopo, si capisce dal tono del messaggio che il desiderio è stato probabilmente esaudito.

Palamara: «Grazie Mauro è stato qualcosa di epico e di indimenticabile ed il fatto di esserci stati a Barcellona ha reso tutto ancora più bello un abbraccio a presto».
Baldissoni: «Grazie Luca».

Due giorni dopo, però, Palamara chiede un altro favore. Vuole andare pure in Inghilterra.

Palamara: «Buongiorno Mauro la seccatura te la chiedo nei limiti del possibile anche per Liverpool sempre con mio figlio grazie come sempre»
Baldissoni: «Non sarà facile Luca. Vediamo.

Una settimana dopo, Palamara insiste: «Mauro scusami avevo provato a cercarti perché mi ha chiamato Luca (di chi si tratta? forse Lanzalone, ndr?) che mi ha detto che viene a vedere la partita a Liverpool e ci teneva ci fossi anche io. Non voglio metterti in difficoltà se c'è ancora possibilità aspetto un tuo riscontro io sono con mio figlio».

Non sappiamo se alla fine il pm sia riuscito a partire per godersi il "Never walk alone" e le sciarpate dell'Anfield, ma di sicuro due mesi dopo, il 13 giugno 2018 (giorno degli arresti di Parnasi e Lanzalone) è lui a chiedere informazioni al magistrato. Che lavora a pochi metri di distanza dagli inquirenti che hanno condotto l'inchiesta. Invece di dichiararsi indisponibile, il magistrato propone subito un incontro privato.

Baldissoni: «Luca, ma cosa è successo su Parnasi? C'è davvero sostanza?»
Palamara: «Buongiorno Mauro in giornata o anche domani ci vediamo per un caffè?»
Baldissoni: «Sono a Roma. Dimmi tu».

Palamara: «Alle 11 caffè palazzo Montemartini saletta interna?»
Baldissoni: «Ok. Un po' prima»

Il giorno dopo il dg della Roma manda un articolo di giornale che riporta le parole di Ielo, che sottolineano come l'AS Roma «è fuori da questa storia». Baldissoni, però, deve essere sentito come testimone.

Baldissoni: «Solo per ricordarti le parole di Ielo ieri. Noi non consideriamo viziato nessun atto».
Palamara: «Mauro lo vedo domani e ti dico».
Baldissoni: «Ok. Spero di parlarci il prima possibile. Vorrei capire che dire a tutti gli investitori americani tra l'altro...

Forse Baldissoni vuol parlare con Ielo, o con i vertici della procura? Il giorno dopo, Baldissoni viene certamente ascoltato dagli uffici guidati al tempo da Giuseppe Pignatone. Solo come testimone.

Palamara: «È rimasto molto soddisfatto per oggi e di te».
Baldissoni: «Sono contento. Gli ho detto che resto a loro disposizione se gli serve qualche chiarimento. Con piacere. Anche informalmente».
Palamara: «Ok. Ci prendiamo caffè nei prossimi giorni».

Nelle settimane e nei mesi successivi, i due amici si incontrano più volte. Probabile che Baldissoni sia preoccupato dagli sviluppo dell'inchiesta, e che il pm che gli chiede i biglietti possa essere un buon aggancio per avere informazioni di prima mano. È un fatto che Ielo, sentito dall'Espresso, neghi di aver mai dato a Palamara qualsiasi dettaglio sull'inchiesta, su Baldissoni o chiunque altro. «Palamara non lo sentivo né incontravo da mesi», ha detto.


adiutrix

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Citazione di: Torakiki il 25 Mag 2020, 20:30
Posto qui un estratto da un articolo di Emiliano Fittipaldi e Giovanni Tizian per l'Espresso a proposito di Luca Palamara. Mi limito a citare la parte relativa ai rapporti con Baldissoni e ad alcune intercettazioni sull'inchiesta stadio. Nulla di rilevante penalmente forse, ma ci spiega come mai i magistrati si fossero affrettati a dichiarare l'estraneità delle parti lese per antonomasia.

Per inciso, anche se da cittadino non mi fa piacere, ricordando calciopoli non si può non trovare un che di karmico nella sbrodolata di intercettazioni che ora gli si rivoltano contro.

Palamara. Questo giudice che ha già fatto in modo di insabbiare l'inchiesta sulla più grave corruzione nel calcio degli ultimi 70 anni, ora si fa beccare, con le intercettazioni, a chiedere informazioni (o altro) in un'altra inchiesta che riguarda sempre la sua roma. Possibile non ci sia un giornalista che cominci a farsi/fare qualche domanda? Mi sembra assurdo che misfatti così palesi non vengano approfonditi. Poi si fanno inchieste su delle frasi Lotito...

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Citazione di: adiutrix il 25 Mag 2020, 22:43
Palamara. Questo giudice che ha già fatto in modo di insabbiare l'inchiesta sulla più grave corruzione nel calcio degli ultimi 70 anni, ora si fa beccare, con le intercettazioni, a chiedere informazioni (o altro) in un'altra inchiesta che riguarda sempre la sua roma.

Lui chiedeva biglietti. Gli altri chiedevano altro...
E a parte il caso Bergamo-Sensi c'è anche Calciopoli e i vantaggi che i putridi ne trassero.

adiutrix

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Appunto. Possibile non ci sia qualcuno che chieda del perché alcune inchieste non siano state portate fino in fondo.  Il caso Sensi Bergamo è stato insabbiato. La Federcalcio ha detto che non ha ricevuto alcun incartamento,  la procura di Roma ha detto che glielo ha inviato. Quella di Livorno afferma di aver mandato il tutto alla procura di Roma e cioè Palamara.  Questo di sensi Bergamo è il più grave fatto di corruzione nel calcio. Se era capitato a noi da mo' che ci avevano cancellati.

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Naturalmente chi deve andare a chiedere lo deve fare per un un'amico.

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Citazione di: adiutrix il 25 Mag 2020, 22:43
Palamara. Questo giudice che ha già fatto in modo di insabbiare l'inchiesta sulla più grave corruzione nel calcio degli ultimi 70 anni, ora si fa beccare, con le intercettazioni, a chiedere informazioni (o altro) in un'altra inchiesta che riguarda sempre la sua roma. Possibile non ci sia un giornalista che cominci a farsi/fare qualche domanda? Mi sembra assurdo che misfatti così palesi non vengano approfonditi. Poi si fanno inchieste su delle frasi Lotito...

Per non dimenticare:


Roma: Il Caso Bergamo-Sensi

10 Ottobre 2006
Pagina 1 di 2

SensiIl 4 luglio 2005 il quotidiano Il Tirreno esce con un articolo esplosivo su un presunto accordo tra il presidente della Roma Franco Sensi e il designatore arbitrale Paolo Bergamo: il primo avrebbe promesso contratti con la Ina-Assitalia (società assicurativa sponsor della Roma, nella quale lavorava Bergamo) in cambio di una lista di cinque arbitri graditi. Lo diciamo subito, è una vicenda spinosa che ha portato con sé minacce di querele. Al fine di restare fuori da ogni questione, ci limitiamo a riprodurre solo alcuni articoli tratti da quotidiani e riviste, lasciando al lettore ogni eventuale considerazione. Cominciamo con l'articolo originario, quello de Il Tirreno:

ROMA. Parlavano di un'altra bufera, Mario Saporito, imprenditore edile, e l'assicuratore Paolo Bergamo, designatore degli arbitri di serie A e B, amici e livornesi, in quel novembre del 2002. Non si spiegavano perché Igor Protti, artefice di quella squadra appena uscita dall'inferno, dopo una lite con gli ultrà, se ne stesse chiuso nella sua villa di Cecina a pensare se lasciare o meno il calcio giocato. Dal pallone di provincia, si sa, a quello nobile, il salto è breve. Anche perché quel giorno del 2002 Saporito - che qualche giorno fa è stato ascoltato come persona informata sui fatti dalla polizia giudiziaria - si trova a tu per tu con un personaggio, Bergamo, che nel mondo del calcio vive da sempre e ne conosce tutti i meandri.
Così l'ex designatore si mette a raccontare di una visita fatta un mese prima a villa Pacelli, residenza romana della famiglia Sensi. E mentre nella conversazione l'affaire Protti passava in secondo piano, facevano la loro apparizione ben altri argomenti che sarebbero tornati d'attualità due anni dopo, oggi. Scatenando una bufera.
Bergamo, dunque, racconta all'amico quella visita a Villa Pacelli a casa Sensi: «Ha dei quadri fantastici alle pareti», dice. «Sono dell'Ottocento, varranno 150 milioni l'uno. Mi ha fatto vedere anche quello che vuol regalare al Papa».
Saporito ascolta e Bergamo si sfoga. Non si è ancora scrollato di dosso l'affare degli orologi, i Rolex che proprio Sensi due anni prima aveva regalato per Natale ai 35 arbitri professionisti e che li avevano portati di nuovo in prima pagina. «Uno degli orologi era d'oro, quello regalato al direttore di un importante quotidiano sportivo. E gli altri arbitri, i miei colleghi, a lamentarsi perché ci era toccato solo uno Swatch (così si legge ndr) d'acciaio». Di Sensi e della Roma i due amici parlano e riparlano, anche perché sono i giorni in cui il presidente si lamenta degli arbitraggi che ricorrono più volte nella discussione, anche perché è l'anno in cui la Roma si sente vittima delle terne.
«Quella volta», rivela Bergamo, «Sensi mi parlò di una polizza. Mi disse: lei è assicuratore, vero? Perché io dovrei fare una polizza da due miliardi per una piattaforma petrolifera».
Vai a pensare che sotto il tavolino dell'ufficio di Saporito, in via Marradi 4, a Livorno, i finanzieri avevano piazzato una microspia cercando tutt'altre cose, rivelazioni e conferme riguardo all'inchiesta che si stava conducendo in città sugli intrecci tra politica e appalti.
E invece s'erano trovati nei nastri parole che avrebbero scatenato una tempesta nel mondo del calcio. Tanto da portare il sostituto procuratore del tribunale della capitale, Luca Palamara, ad aprire un fascicolo dove compaiono i nomi di Bergamo e di Franco Sensi, patron della Roma. L'ex arbitro,, sollecitato dal Tirreno, non lo ricorda proprio quell'episodio. «Io conosco Sensi come una persona perbene», ha detto al giornale e al suo legale di fiducia, Sergio Russo. «Come agente generale dell'Ina Assitalia per la provincia di Livorno non ho mai avuto a che fare col presidente della Roma. Contratti con una delle sue società con la mia agenzia? Mai stati fatti». Smentisce amareggiato.
E amareggiato, pochi giorni dopo quelle dichiarazioni, nel luglio scorso, lascia il mondo arbitrale e il suo ruolo di designatore. «Troppi veleni», dirà ai giornalisti che gli telefonano.
Eppure oggi è proprio quello il particolare illuminante che il magistrato romano cerca: la polizza che, secondo l'intercettazione, Sensi avrebbe promesso a Bergamo.
L'arbitro livornese vi accenna mentre parla con Saporito: «Un contratto da due miliardi», specifica. Seicento milioni la provvigione che l'assicuratore ne avrebbe tratto. «Un mese e mezzo dopo mi chiama un amico dell'Ina, uno che conosco da anni e lavora al settore della responsabilità civile. Se mi mette seicento milioni lì non posso mica rifiutarli».
Il registratore va avanti, macina minuti, e quelle parole oggi sono oggetto di un'indagine. Il rapporto della Guardia di Finanza è preciso, ma il magistrato vuole vederci chiaro e verificare se si tratti solo di parole ambigue e di sospetti oppure di episodi più concreti.
Capire, per esempio, perché Bergamo non informò la giustizia sportiva, e soprattutto se e come quel contratto sia stato compilato. In maniera diretta o, come Sensi avrebbe suggerito (lo dice sempre Bergamo nella conversazione intercettata) attraverso un'altra agenzia dell'Ina a Roma e poi fatta arrivare nel pacchetto clienti a Livorno.
Il pm Palamara ha già disposto l'acquisizione agli atti di quella polizza e quindi molte domande avranno presto una risposta. Tutti i protagonisti smentiscono con fermezza. Bergamo, soprattutto, ma anche la Roma, attraverso il suo direttore generale che annuncia querele e azioni giudiziarie contro i giornali che dovessero parlare ancora della vicenda: «Non c'è nessuna indagine, Sensi non è indagato». Un'indagine, invece, esiste, come il "Tirreno" documenta. E va avanti almeno da due anni. Prima è stata la polizia giudiziaria della Finanza a fare accertamenti. Addirittura gli inquirenti hanno fotografato dall'elicottero la piattaforma petrolifera al largo di Civitavecchia di proprietà della Italpetroli, società del gruppo Sensi. E sono anche andati alla ricerca degli eventuali favori che Bergamo avrebbe potuto fare a Sensi. In campo arbitrale, naturalmente, attraverso nomi di giacchette nere gradite ai giallorossi.
Così sono stati passati al setaccio risultati di tutte le partite di quello che fu per la Roma un "annus horribilis" contrappuntato da continui arbitraggi sfavorevoli da prima ancora di quel novembre 2002 e almeno fino alla fine del campionato. Ma anche questo è un nodo che solo il magistrato, una volta completato il lavoro, potrà sciogliere.

La vicenda era stata menzionata due giorni prima da alcuni giornali, ma il tutto si era limitato ad un pour parler. Vediamo cosa scrisse Repubblica il 2 luglio 2005:

Una chiacchierata lunga mezz' ora durante la quale un autorevole personaggio del mondo del calcio parla a ruota libera, fa il nome di cinque arbitri disposti ad accettare regali o somme di denaro, sostiene anche ipotesi di "pilotaggio" di designazioni: è in questa intercettazione ambientale, riassunta in due pagine dalla Guardia di Finanza di Livorno, il nuovo scandalo che scuote il mondo del calcio.
La cimice era stata messa in un ufficio all' inizio del 2002: gli inquirenti livornesi stavano indagando su una storia di tangenti (che ha portato al rinvio a giudizio di quattro persone) e soltanto casualmente si erano imbattuti nella chiacchierata "calcistica". Nella telefonata, oltre a quello degli arbitri, pare sia stato fatto anche il nome di Franco Sensi, presidente della Roma, che in quel periodo era particolarmente infuriato con Franco Carraro, numero 1 della Figc, e con i due designatori, Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto. Il patron giallorosso si lamentava infatti per una serie di arbitraggi estremamente infelici nei confronti della sua squadra. È certo comunque che i cinque arbitri citati, e finiti nell' intercettazione, siano della Can di serie A-B.
Arbitri che, stando a chi parlava, erano particolarmente malleabili. L' ipotesi potrebbe quindi essere quella della frode sportiva, ma nel caso venissero fuori anche sospetti di scommesse si potrebbe aggiungere la truffa. Livorno ormai ha chiuso il suo lavoro: strano, comunque, che pur di fronte ad una "notizia criminis", ci sia soltanto un' intercettazione su questo personaggio calcistico (che probabilmente mai ha saputo di essere stato ascoltato e che non è stato sentito sinora dai magistrati). La pratica adesso è passata a Roma. Il pm Luca Palamara, che ha aperto un fascicolo, non ha allo stato iscritto alcun nome nel registro degli indagati: nei prossimi giorni il magistrato procederà alla identificazione certa della persona intercettata.
Per il momento nel fascicolo della procura capitolina vi sono soltanto le trascrizioni della conversazione telefonica (due pagine, appunto). Circostanze, nomi e atti che hanno ancora necessità di riscontri: se ne sta occupando la Guardia di Finanza di Roma. Ma anche l' Ufficio indagini della Federcalcio si è attivato, pur non avendo aperto alcun fascicolo in questo momento. Il generale Italo Pappa si è già incontrato, nei giorni scorsi, con i magistrati romani Torri e Palamara e ora attende i riscontri della Procura prima di decidere come (e se) muoversi. Tutto ruota, appunto, su quell' unica intercettazione.
Ora dovrà essere chiarita, nei dettagli. Da parte della Figc c' è la volontà di accertare la verità, per non lasciare alcuna ombra su questa vicenda. Pappa martedì chiuderà personalmente gli interrogatori sul caso Genoa con Preziosi e Dal Cin (più avanti dal capoluogo ligure gli arriverà il secondo filone, quello relativo alle scommesse). Poi il capo dell' Ufficio Indagini, scritta la relazione su Piacenza-Genoa e Genoa-Venezia, si concentrerà su "fischietti" e dintorni. Già lo scorso anno due arbitri, Marco Gabriele e Luca Palanca, erano finiti nel mirino di un' inchiesta giudiziaria, quella legata alle scommesse: la Dia di Napoli li aveva indagati per associazione a delinquere, ma, dopo un periodo di sospensione cautelare, erano potuti tornare ad arbitrare (Gabriele 6 partite in A, Palanca 3 nell' annata appena chiusa). L' indagine giudiziaria da tempo è ferma.

NEMICOn.1

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Quante volte ci siamo chiesti come mai Baldissoni fosse sfuggito alle inchieste nonostante i suoi interventi ???
adesso sappiamo il motivo ..... Lotti - Palamara - Baldissoni

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Citazione di: Torakiki il 25 Mag 2020, 20:30
Posto qui un estratto da un articolo di Emiliano Fittipaldi e Giovanni Tizian per l'Espresso a proposito di Luca Palamara. Mi limito a citare la parte relativa ai rapporti con Baldissoni e ad alcune intercettazioni sull'inchiesta stadio. Nulla di rilevante penalmente forse, ma ci spiega come mai i magistrati si fossero affrettati a dichiarare l'estraneità delle parti lese per antonomasia.


Grazie Torakiki, molto interessante.

Tocca il cuore sentire Baldissoni che si preoccupa con Palamara su cosa dire agli investitori americani :s

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Citazione di: NEMICOn.1 il 25 Mag 2020, 23:34
Quante volte ci siamo chiesti come mai Baldissoni fosse sfuggito alle inchieste nonostante i suoi interventi ???
adesso sappiamo il motivo ..... Lotti - Palamara - Baldissoni

Capisco anche come mai un'altra carica istituzionale, che aveva chiesto a Parnasi, di assumere il fidanzato delle figlia mentre doveva dare un parere vincolante fu prosciolto in istruttoria.


https://m.dagospia.com/c-e-molto-calcio-e-molto-sport-nelle-chat-di-palamara-l-amicizia-con-malago-e-spalletti-237285


https://www.google.it/amp/s/www.repubblica.it/cronaca/2018/06/15/news/stadio_della_roma_tra_gli_indagati_anche_malago_chiese_lavoro_per_il_compagno_della_figlia-199072302/amp/

Felipe Caicedo

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Grazie Giorgione nostro, avevo completamente rimosso la vicenda Sensi - Bergamo.

La presenza di Palamara ANCHE in quel caso rende la vicenda ancora più schifosa.

sharp

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IMG quell'articolo , tienitelo da conto che trovarlo sul web è impresa ardua,
ricordavo di averlo letto ai tempi, ma un po' di tempo fa cercavo qualcosa nell'ambito
dello spiattellamento in faccia dei loro magheggi (su cui non hanno mai dovuto rendere conto) ad un riommico
(de merda; ca van sa dire), e non riuscivo a trovare nulla

Redazione Lazio.net

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Lo scenario - Entro Giugno la firma

La Raggi aspetta Vitek per dare il via libera allo stadio (Corriere dello Sport, 26 Maggio 2020)


ROMA - L'accordo trovato venerdì scorso tra Vitek e il Fondo York per l'acquisto del pacchetto di Parnasi, in gran parte in mano a Unicredit, ha riaperto la strada per lo stadio di Tor di Valle. Quando tutto sembrava perduto, adesso il progetto sembra più vicino all'approvazione finale. Questo perchè sostituire Parnasi con Vitek al tavolo dei proponenti renderà più facile sconfiggere lo scetticismo dell'ala più dura del Movimento 5 Stelle. La questione stadio avrà riflessi anche sul passaggio di proprietà della Roma. Goldman Sachs, la banca di riferimento di Pallotta, continua a cercare manifestazioni d'interesse su diversi mercati, ma nessun potenziale investitore ha mosso passi concreti. L'unico reale interessamento resta quello di Dan Friedkin, anche lui molto interessato allo stadio. Tor di Valle è sempre stato un elemento a latere, ma determinante, per l'acquisto della Roma. Intorno a questo progetto Pallotta ha perso entusiasmo, stanco di attese durate anni a causa dei lunghi percorsi burocratici. Così, mentre la pandemia ha fatto abbassare la quotazione della Roma, lo stadio di proprietà può diventare un benefit determinante. Ma fino a quando ci sarà Parnasi dentro al progetto l'approvazione della Convenzione sarebbe sempre a forte rischio. A giugno potrebbe realizzarsi il passaggio di proprietà dei terreni. 

LA PARTITA POLITICA. La Raggi intravede la possibilità di costruire la più grande opera pubblica nella Capitale del suo mandato, proprio ora che Vitek sta rimettendo le mani sui terreni della discordia. Questo anche in vista delle elezioni del sindaco, in calendario a giugno 2021. Realizzare lo stadio significa aprire cantieri, in un momento in cui l'economia della Capitale deve ripartire. Virginia Raggi al momento non si può ricandidare, ma c'è un movimento interno al suo gruppo per farle fare il secondo mandato. Zingaretti l'ha bocciata, ma resta in piedi l'ipotesi. Si parla anche di un accordo tra M5S e Pd sul nome di Monica Lozzi, presidente del VII Municipio. Grillina della prima ora, è molto vicina a Frongia. E' una delle ipotesi, mentre Letta si è chiamato fuori. La Raggi in questo momento si sta giocando la partita per la ricandidatura, tiene sotto controllo lo stadio, i tecnici ci stanno lavorando e porterà la delibera ormai pronta in Giunta non appena Vitek ufficializzerà di essere il proprietario dei terreni. Questo faciliterebbe il percorso in assemblea, perchè fino a quando ci sarà Parnasi tra i proponenti molti consiglieri resteranno contrari. In ogni caso in aula non si arriverà prima della fine dell'estate, perchè resta un percorso molto tortuoso dal punto di vista burocratico. 

g.d'u.

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Mo' lo stadio è diventato un'opera pubblica.

olympia

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Citazione di: adiutrix il 25 Mag 2020, 22:43
Palamara. Questo giudice che ha già fatto in modo di insabbiare l'inchiesta sulla più grave corruzione nel calcio degli ultimi 70 anni, ora si fa beccare, con le intercettazioni, a chiedere informazioni (o altro) in un'altra inchiesta che riguarda sempre la sua roma. Possibile non ci sia un giornalista che cominci a farsi/fare qualche domanda? Mi sembra assurdo che misfatti così palesi non vengano approfonditi. Poi si fanno inchieste su delle frasi Lotito...
Quando Palamara è stato arrestato i titoloni registravano con qualche sottinteso che era amico di Lotito!  E questo aveva un continuo rapporto con Baldissoni e non si parlava solo di biglietti. La stampa italiana fa veramente schifo io sono veramente nauseata. Quando c' è in mezzo la roma tutto passa in cavalleria. Mi sento impotente in questo modo mafioso di fare cronaca.  :asrm

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biko

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UN GRAN PEZZO DELL' UBALDO🤔🤓 :rotfl2: :rotfl2:

Torakiki

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Stamattina un tweet mi ha ricordato che Palamara è lo stesso magistrato si occupò del caso fidejussioni false.
Certo che il calcio, e le vicende di una squadra in particolare, lo hanno sempre interessato parecchio.

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