Forze dell'ordine: non è una mela ad essere marcia

Aperto da FatDanny, 19 Giu 2017, 09:45

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Biafra

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Citazione di: FatDanny il 31 Mag 2020, 18:21
PS. è in momenti come questo che viene chiaramente fuori la differenza tra chi fa politica sul piano retorico davanti alle TV (Cuomo) ma alla fine condivide interessi e modalità delle classi alte e chi invece la fa per cambiare realmente i rapporti di forza sociali (AOC) a favore delle classi subalterne.

ok, quando voleranno i proiettili veri, quando partirà una guerra civile,  spero mai,
discuterai della politica sul piano retorico e della nobile politica "per cambiare realmente i rapporti di forza sociali"*


* a parole mi piace, è bello,davvero.... ma in concreto che significa?

Biafra

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Te la faccio più semplice,
bruciamo tutte le stazioni di polizia del paese, magari attacchiamo pure la casa bianca e impicchiamo Trump,

raccolti i cadaveri in strada di neri, bianchi razzisti e poliziotti....poi che succede secondo te? Chi comanda? Dimmi pure...attendo impaziente

FatDanny

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Può rivelarsi una trappola?
Certo che si. Dipenderà dal concreto dispiegarsi degli eventi.

Ma questo fa la Storia con la esse maiuscola, quella a cui ci siamo disabituati negli ultimi trent'anni in cui hanno profetizzato la sua fine, in cui ci siamo disabituati a tal punto dell'ignoto da difendere lo status Quo a qualsiasi costo.
Perché chissà se l'ignoto sarà peggio o meglio, mica sto dicendo che io ho risposta certa a una domanda così rilevante.
Ma so che preferisco provarci che restare fermo all'oggi.
Non provarci a qualsiasi condizione, non provarci tipo con gli arancioni scesi in piazza a Roma ieri, ma con chi oggi scende in piazza negli USA si.

E il punto non è massacrare tutti i poliziotti o bruciare le stazioni di polizia, ma imporre un potere dal basso che è in grado di farlo. Perché con un potere del genere ci devi fare i conti Biafra e quindi è un potere che ottiene risultati. Come dimostra il 900 e come, forse, sta già dimostrando Minneapolis.
Questo è il punto, non avere l'obiettivo di ammazzare le guardie.

Chi comanda al mutare dei rapporti di forza è parte dell'ignoto, per questo non ci si butta a prescindere e si fa sulla base dei soggetti in campo, ma senza fare previsioni da cartomante.

In questo momento le azioni politiche per le strade mettono in discussione due cose: il potere statale oppressivo e la proprietà privata che causa deprivazione a larghe masse di persone (non quindi la microproprieta ma la grande).
Io vedo bene un movimento reale che mette in discussione questi due aspetti e prova a spostare l'asse della politica in una direzione diversa.
Perché invece i Cuomo, i clinton, gli Obama non vogliono cambiare un bel cazzo. Perché fanno parte anche loro di chi oggi governa il mondo, ma vorrebbero farlo con un briciolo di umanità in più. Mi spiace, ma non mi basta. Manco un po'.

Obiettivo minimo: costringere a trattare la controparte sui problemi sollevati.
Obiettivo massimo: rovesciarla.

Nel mezzo un mare di possibilità.

Biafra

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Citazione di: FatDanny il 31 Mag 2020, 18:48
Può rivelarsi una trappola?
Certo che si. Dipenderà dal concreto dispiegarsi degli eventi.

Ma questo fa la Storia con la esse maiuscola, quella a cui ci siamo disabituati negli ultimi trent'anni in cui hanno profetizzato la sua fine, in cui ci siamo disabituati a tal punto dell'ignoto da difendere lo status Quo a qualsiasi costo.
Perché chissà se l'ignoto sarà peggio o meglio, mica sto dicendo che io ho risposta certa a una domanda così rilevante.
Ma so che preferisco provarci che restare fermo all'oggi.
Non provarci a qualsiasi condizione, non provarci tipo con gli arancioni scesi in piazza a Roma ieri, ma con chi oggi scende in piazza negli USA si.

E il punto non è massacrare tutti i poliziotti o bruciare le stazioni di polizia, ma imporre un potere dal basso che è in grado di farlo. Perché con un potere del genere ci devi fare i conti Biafra e quindi è un potere che ottiene risultati. Come dimostra il 900 e come, forse, sta già dimostrando Minneapolis.
Questo è il punto, non avere l'obiettivo di ammazzare le guardie.

Chi comanda al mutare dei rapporti di forza è parte dell'ignoto, per questo non ci si butta a prescindere e si fa sulla base dei soggetti in campo, ma senza fare previsioni da cartomante.

In questo momento le azioni politiche per le strade mettono in discussione due cose: il potere statale oppressivo e la proprietà privata che causa deprivazione a larghe masse di persone (non quindi la microproprieta ma la grande).
Io vedo bene un movimento reale che mette in discussione questi due aspetti e prova a spostare l'asse della politica in una direzione diversa.
Perché invece i Cuomo, i clinton, gli Obama non vogliono cambiare un bel cazzo. Perché fanno parte anche loro di chi oggi governa il mondo, ma vorrebbero farlo con un briciolo di umanità in più. Mi spiace, ma non mi basta. Manco un po'.

Obiettivo minimo: costringere a trattare la controparte sui problemi sollevati.
Obiettivo massimo: rovesciarla.

Nel mezzo un mare di possibilità.


Ok, hai risposto e pure bene,
io ho dubbi che si vada "a trattare con  controparte sui problemi sollevati",
poi se metti in gioco anche la proprietà privata che secondo te "causa deprivazione a larghe masse di persone", il conflitto sarà purtroppo scontato e credimi i rapporti di forza non giocano in nessuna maniera a favore di chi protesta.

In sintesi, e poi davvero la finisco:
- dire che la popolazione USA, o il sistema USA, sia razzista è falso, lo testimoniano anche le foto delle proteste in cui metà dei dimostranti sono bianchi
- negli USA hanno grandi problemi di razzismo nei corpi di polizia, lo dicono anche le cifre che vedono una percentuale di bianchi in uniforme troppo alta rispetto alla distribuzione della popolazione.
- chi alimenta il caos ora, fa solo il gioco degli estremisti di destra che non vedevano l'ora e pure di Trump in vista delle elezioni. Una strage di poliziotti gli garantirebbe la conferma.
- boogaloo 2020 è purtroppo un piano che va avanti da almeno 3 anni, c'era chi ci scherzava, l'FBI si è detta preoccupata fino al 2019 poi non si è più saputo nulla, ma poi sono arrivate le foto delle proteste anti lockdown e almeno la metà degli scimmioni armati che manifestava aveva la pezza  "boogaloo 2020", di pazzi del genere l'america è piena, è folle sottovalutare sti scemi perché sti tizi sono pericolosi non solo per se stessi.








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giovannidef

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il problema è che quel briciolo di umanità in più può fare tutta la differenza del mondo
un sistema sanitario per tutti avrebbe fatto una bella differenza
se la butti sulla violenza i bianchi non ti seguono e i bianchi in america non sono solo i wasp
per me il sistema è andare tutti a votare per i democratici, invece con la rivoluzione si rischiano persino altri 4 anni di trump
certo che quando li prendevamo per il culo perché prima del covid facevano la fila per comprare armi, non siamo stati lungimiranti
PS gli americani bianchi purtroppo sono molto razzisti e molti di quelli che oggi stanno in piazza, se lo scontro cambia le regole potrebbero abbandonare la piazza

FatDanny

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A me non sembra di vedere questa distinzione bianchi/neri nelle modalità di protesta.
Mi sembra ci sia una quota rilevante di bianchi che si accolla o quantomeno giustifica anche le forme dure di piazza.

Il punto non è necessariamente fare la rivoluzione ma, come dicevo, porre in campo un contropotere reale con cui fare i conti, a cui concedere qualcosa se non si vuole che la situazione peggiori ulteriormente (con ulteriori danni a cose, profitti e istituzioni).

Votare in massa democratici non so bene a cosa dovrebbe servire oltre che a scegliersi l'avversario da combattere.
Cosa che si può anche fare, ma poi resta che tocca combattere.
Cioè il punto è proprio rovesciare l'idea che il centro della politica sia chi mandi al governo e la periferia le espressioni di piazza, le contestazioni o le organizzazioni dal basso.
È l'esatto opposto: ok, mandiamo al potere il meno peggio, ma solo perché così dal giorno dopo avremo modo di fargli un culo maggiore. Se si ha la consapevolezza di questo il voto al meno peggio è un passaggio utile, se invece diventa l'illusione che la sua maggiore benevolenza per i meno abbienti sia sufficiente a conquistare una vita dignitosa diventa il miglior viatico per fare eleggere i Trump e i Salvini.
E l'abbiamo visto negli ultimi decenni.
Perché biden, come Obama o Clinton, di loro sono fautori della stessa merda che ha prodotto le attuali condizioni sociali.

Più chiaro di così:

http://m.facebook.com/story.php?story_fbid=154827072767062&id=103964897853280

MisterFaro

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Citazione di: LaFonte il 31 Mag 2020, 16:02
NO. Non lo sto dicendo, non l'ho detto e non l'ho ASSOLUTAMENTE pensato. Siete proprio bravi a mettere in bocca alla gente (brutte) cose che non ha detto, a interpretare ogni cosa che metta in discussione le vostre idee nel modo che vi fa comodo, pur di evitare di entrare nel merito di quello che è stato scritto. E quanto a leggere libri, ho una laurea in scienze politiche a Bologna (facoltà notoriamente di destra vero?) e ho letto Malcolm X che secondo me te stavi ancora alle elementari.
Quindi visto che non vi va di rispondere alle mie domande, lo faccio io per voi così forse capite il senso del mio discorso (sorry Tarallo se ti disturba non leggere).

Domanda 1: come mai altre comunità 'colored' anche se immigrate riescono a sbarcare il lunario e a uscire dal ghetto meglio di quella nera autoctona?
Ci sono molte possibili cause che vanno oltre alla banale spiegazione che mi avete messo in bocca. La principale ragione per cui -secondo me- la comunità asiatica emerge meglio di altre, è perchè i suoi giovani non abbandonano la scuola. La "dropout rate" degli asiatici è il 2%, quella dei bianchi il 4,5%, quella dei neri il 6,5% (gli ispanici fanno ancora peggio). Ovvio che un bianco che già nasce tendenzialmente avvantaggiato dal punto di vista socioeconomico (e sì, pure senza il pregiudizio razziale dei datori di lavoro) riesce a sbarcare il lunario anche se lascia la scuola meglio di un ragazzo nero o ispanico. Ma un asiatico che ha studiato ha sicuramente più possibilità di non finire a fare il criminale, anche rispetto un bianco che non ha finito la scuola.

Domanda 2: Come mai gli immigrati indiani e cinesi hanno più probabilità di diventare milionari di un nero?
Possibile risposta: perchè ottengono grants più sostanziosi e li usano in facoltà scientifiche. I neri già ne ottengono meno, poi li sprecano in facoltà umanistiche che danno assai meno possibilità di diventare ricchi dopo. Basta guardare tra le dot.com quanti americani di famiglia asiatica sono tra i fondatori o i CEO. Youtube per buttare lì un nome a caso ha 2 fondatori su 3 di origine asiatica.
Altra possibile risposta: perchè vengono da famiglie meno disastrate. Il 65% dei bambini americani vive in famiglie monogenitoriali contro il 24% dei bianchi e il 15% degli asiatici.
https://datacenter.kidscount.org/data/tables/107-children-in-single-parent-families-by-race#detailed/1/any/false/37,871,870,573,869,36,868,867,133,38/10,11,9,12,1,185,13/432,431
Altra possibile risposta: perchè non finiscono nel giro della droga. In base alle statistiche i neri fanno uso di droga più di tutti gli altri gruppi etnici (esclusi i nativi americani e gli ispanici di Porto Rico).

Quindi, magari, un modo di combattere la povertà della comunità nera un pò più efficace del gridare al solo razzismo bianco, potrebbe essere implementare politiche di contrasto all'abbandono scolastico. Sostenere economicamente le scuole dei quartieri più difficili. Sostenere le madri single (ho letto che gli USA sono l'unico Stato occidentale a non avere un sistema statale di congedi genitoriali retribuiti e penso che anche ad asili nido con rette pagate dallo Stato non stiano messi bene). Aumentare le borse di studio per le minoranze. Incoraggiare i giovani neri a buttarsi là dove sono i soldi, ossia le facoltà scientifiche e non pensare solo a diventare sociologi, scrittori, attori o sportivi di successo. Implementare piani di contrasto all'alcolismo e all'abuso di droghe iniziando dai più giovani.
Poi certo, reclutare più neri nella polizia, avere un sistema di sanzioni che permetta di cacciare al primo sgarro i poliziotti che abusano della loro qualifica... ma questo è un ANCHE, un di più. PRIMA, le politiche che farebbero la differenza sono quelle che ho indicato, perchè la povertà viene da lì e se togli la povertà togli a cascata la delinquenza e il razzismo.
Gridare al razzismo fa molto comodo alla comunità bianca perchè le consente di cavarsela col buttare in galera il razzista del momento, fare qualche promessa, assumere qualche decina di poliziotti di colore e finirla lì. Molto più scomodo mettere mano al portafoglio federale e dirottare risorse dalle armi alle scuole, ad esempio.

La parte in grassetto è proprio un esempio del mettere in bocca agli altri cose non dette. E su questo ci hai basato praticamente tutto il ragionamento, parli di "anche" per contestare chi ha detto "anche" per primo. Dire che differisce il peso che si da alle varie cause sarebbe più semplice.

Per il resto mi viene da pensare che se sono decenni che ci sono comunità tanto svantaggiate, dire che questo svantaggio è semplicemente la causa per cui i loro appartententi vivono peggio senza nessun riferimento ai possibili motivi per cui non si investa per rovesciare questi svantaggi mi sembra un ragionamento monco.

carib

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Scusate, non so se questo studio pubblicato su Pnas è già stato segnalato nelle pagine precedenti.
Nel dubbio men lo linko https://www.pnas.org/content/116/34/16793

Police violence is a leading cause of death for young men in the United States. Over the life course, about 1 in every 1,000 black men can expect to be killed by police. Risk of being killed by police peaks between the ages of 20 y and 35 y for men and women and for all racial and ethnic groups. Black women and men and American Indian and Alaska Native women and men are significantly more likely than white women and men to be killed by police. Latino men are also more likely to be killed by police than are white men.

E poi c'è Fatal encounters del giornalista Brian Burghart

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syrinx

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Citazione di: MisterFaro il 31 Mag 2020, 21:02
La parte in grassetto è proprio un esempio del mettere in bocca agli altri cose non dette. E su questo ci hai basato praticamente tutto il ragionamento, parli di "anche" per contestare chi ha detto "anche" per primo. Dire che differisce il peso che si da alle varie cause sarebbe più semplice.

Per il resto mi viene da pensare che se sono decenni che ci sono comunità tanto svantaggiate, dire che questo svantaggio è semplicemente la causa per cui i loro appartententi vivono peggio senza nessun riferimento ai possibili motivi per cui non si investa per rovesciare questi svantaggi mi sembra un ragionamento monco.

D'accordo. La differenza è ragionare fra le cosiddette cause "prossime" e "fondamentali" di un fenomeno.

kelly slater

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Citazione di: Biafra il 31 Mag 2020, 19:14
In sintesi, e poi davvero la finisco:
- dire che la popolazione USA, o il sistema USA, sia razzista è falso, lo testimoniano anche le foto delle proteste in cui metà dei dimostranti sono bianchi
- negli USA hanno grandi problemi di razzismo nei corpi di polizia, lo dicono anche le cifre che vedono una percentuale di bianchi in uniforme troppo alta rispetto alla distribuzione della popolazione.
- chi alimenta il caos ora, fa solo il gioco degli estremisti di destra che non vedevano l'ora e pure di Trump in vista delle elezioni. Una strage di poliziotti gli garantirebbe la conferma.
- boogaloo 2020 è purtroppo un piano che va avanti da almeno 3 anni, c'era chi ci scherzava, l'FBI si è detta preoccupata fino al 2019 poi non si è più saputo nulla, ma poi sono arrivate le foto delle proteste anti lockdown e almeno la metà degli scimmioni armati che manifestava aveva la pezza  "boogaloo 2020", di pazzi del genere l'america è piena, è folle sottovalutare sti scemi perché sti tizi sono pericolosi non solo per se stessi.

Il razzismo in USA è sistemico.
Questo significa che non è un problema che riguarda solo la polizia: riguarda tutti gli aspetti
sociali, in primis la giustizia.
I 3 maiali che erano con chauvin sono a piede libero, e l'autopsia, vogliamo parlare del'autopsia?

Poi non ti sembra contraddittorio dire da una parte che siccome metà dei dimostranti è bianca l'america non è razzista e contemporaneamente dire occhio ai boogaloo che sono un pericolo reale?
I boogaloo hanno il ruolo che storicamente hanno tutti i fascismi: fare da cani da guardia del capitalismo.
Ed è proprio questo il punto: se è vero come dici che non è una questione di razzismo ma di povertà allora più la rivolta assumerà le fattezze di una lotta di classe e più avrà possibilità di successo ( e più la repressione sarà tremenda ovviamente ).



Il nostro Giorgione

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Domani voglio provare a condividere con voi qualche riflessione sul nesso razzismo-capitalismo. Che, secondo me, non è causale ma di correlazione.
E credo che insistere troppo sul collegamento capitalismo - razzismo possa defocalizzare terribilmente il ragionamento rispetto al cuore del problema. La  grande miseria umana, la più grande negazione della persona che sia mai stato concepita dalla notte dei tempi, il vero peccato originale se mai ne è esistito uno, è il razzismo. Che è arrivato un po' di tempo prima della borghesia e del plusvalore.


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Anti-fa. Beati loro. Andare in Cina, a Cuba o in Corea del Nord a lottare per i diritti dei deboli e degli oppositori politici, ecco questo mi farebbe cambiare idea sul loro conto.

Notizia che mi amaregggia molto: apprendo che è morto il padre di Serena Mollicone. Spero che possa aver trovato finalmente tutte le risposte. Riposi in pace.

Domani, 1 giugno, sarebbero stati venti anni. Venti anni in cui non si è dato mai per vinto per cercare la verità sull'omicidio della figlia Serena Mollicone. Domani però Guglielmo Mollicone non ci sarà. E Non ci sarà per il resto dei giorni che ci vorranno per dare giustizia al giallo di Arce, alla morte di una figlia quasi diciottenne. 

Oggi pomeriggio Guglielmo Mollicone è morto presso una struttura sanitaria di Veroli dopo il grave malore avuto a novembre scorso, dal quale non si era mai ripreso. Da allora si trovava in coma. Ha lottato, come solo un padre può fare, per avera giustizia per sua figlia. Aveva 72 anni.

Splash

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 31 Mag 2020, 23:47
Anti-fa. Beati loro. Andare in Cina, a Cuba o in Corea del Nord a lottare per i diritti dei deboli e degli oppositori politici, ecco questo mi farebbe cambiare idea sul loro conto.
Ma solo se nel frattempo risolvessero pure la situazioncina in Medio Oriente  :))

Splash

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(rubo dalla bacheca di un netter, questa la fonte della traduzione https://www.facebook.com/overtimestorieaspicchi/photos/a.1048382625174551/3393376174008506/?type=3&theater)

Tutti in piedi, parla il Gigante Kareem Abdul-Jabbar. Sulle righe del L.A. Times, con le migliori parole che si potessero usare.

"Qual è stata la vostra prima reazione quando avete visto il video del poliziotto bianco inginocchiato sul collo di George Floyd mentre lui con voce rauca diceva "non posso respirare"?

Se siete bianchi avete probabilmente mormorato disgustati "Oh mio Dio" mentre scuotevate la testa davanti a un'ingiustizia crudele.

Se siete neri probabilmente vi siete inginocchiati, avete imprecato, forse avete lanciato qualcosa per aria (e sicuramente avreste voluto farlo) mentre gridavate: "Non di nuovo, c****".

Poi vi siete ricordati dei due vigilanti bianchi accusati dell'omicidio di Ahmaud Arbery mentre faceva jogging nel loro quartiere a febbraio e di come, se non fosse stato per quel video uscito qualche settimana fa, l'avrebbero fatta franca. E di come quei poliziotti bianchi a Minneapolis avessero detto che Floyd stava resistendo all'arresto, salvo poi essere smentiti dai video delle telecamere di un negozio. E di come il poliziotto sul collo di Floyd non fosse esattamente lo stereotipo di un redneck arrabbiato, ma un ufficiale che sembrava calmo e senza pietà. La 'banalità del male fatta persona'.

Vi rendete conto che non è semplicemente un presunto criminale nero che viene preso di mira, ma tutti i neri.
Vi iniziate a chiedere se non debbano essere tutte le persone nere a indossare delle body-cam, e non i poliziotti.

Cosa vedete quando vedete le persone nere che protestano arrabbiate fuori ad una stazione di polizia con il pugno alzato?
Se siete bianchi probabilmente pensate "Beh, sicuramente non mantengono il distanziamento sociale". Poi vedete le persone nere che saccheggiano i locali e pensate, "questo fa sicuramente male alla loro causa".

Poi vedete la stazione di polizia che va a fuoco, scuotete il dito e pensate: "La questione sta andando nella direzione sbagliata".

Non avete torto, ma non avete nemmeno ragione.

La comunità nera è abituata a quel razzismo connaturato nei sistemi dell'istruzione, della giustizia e del lavoro, e per quanto siamo impegnati in tutte quelle attività che puntano alla sensibilizzazione politica e dell'opinione pubblica - scriviamo analisi articolate e piene di significato su The Atlantic, spieghiamo alla CNN lo stato di devastazione continua che viviamo, supportiamo i candidati che promettono il cambiamento - praticamente non cambia nulla.

Il virus ha amplificato le conseguenze di tutto questo: i nostri tassi di mortalità sono significativamente più alti di quelli dei bianchi, siamo i primi a perdere il lavoro e restiamo a guardare indifesi mentre i repubblicani cercano di non farci votare.
Proprio ora che il ventre molle del razzismo istituzionale emerge chiaramente, sembra che sia aperta la stagione della caccia contro i neri. E se mai ci fosse stato qualche dubbio, il presidente Trump con i suoi recenti tweet ha confermato l'orientamento istituzionale nel chiamare criminali i manifestanti e nel ritenere giusto che si possa sparare ai saccheggiatori.

Certo, spesso le proteste vengono strumentalizzate da qualcuno che ne trae profitto, come accade quando i tifosi celebrano la vittoria della loro squadra dando fuoco alle auto e distruggendo i negozi. Io non voglio vedere negozi saccheggiati o palazzi bruciare, ma la comunità nera vive da anni in un palazzo ardente, venendo soffocata dal fumo mentre le fiamme si fanno sempre più vicine.

Il razzismo in America è come la polvere nell'aria: sembra invisibile, anche se ti sta soffocando, fino a quando non permetti al sole di entrare. Allora, ti accorgi che è tutta intorno a te. Finché saremo in grado di mantenere viva quella luce, potremo fare pulizia e spazzare via quella polvere ovunque si posi. Ma occorre rimanere vigili, sapendo che resterà sospesa nell'aria.
Pertanto, forse la maggiore preoccupazione della comunità nera in questo momento non è se chi protesta sta a uno o due metri di distanza dall'altro, o se alcune anime disperate rubano delle magliette o persino mettono a fuoco una stazione della polizia. Piuttosto è se i loro figli, mariti, fratelli e padri saranno uccisi da poliziotti o aspiranti tali semplicemente perché si trovano in strada a camminare, a correre o a guidare. O se essere nero vuol dire rifugiarsi a casa per il resto della loro vita perchè il virus del razzismo che infetta la nazione è più letale del virus.

Ciò che dovreste vedere quando volgete lo sguardo verso i neri che protestano nell'epoca di Trump e del virus sono persone arrivate al limite non perchè chiedono che siano riaperti i bar e o i centri estetici, ma perchè vogliono vivere. Vogliono respirare.

E la cosa peggiore è che si pensa che noi dobbiamo giustificare la nostra indignazione ogni volta che il calderone ribolle. Circa 70 anni fa Langston Hughes si chiedeva nella sua poesia "Harlem" "Cosa succede ad un sogno rimandato? Forse affonda come un carico pesante oppure esplode?"

Cinquant'anni fa, in Inner City Blues, Marvin Gaye cantava: "Il modo in cui manipolano la mia vita mi fa venire voglia di urlare". E oggi, nonostante i discorsi appassionati di benintenzionati leader politici, bianchi o neri che siano, vogliono toglierci la voce, rubarci il respiro.

Dunque, ciò che vedete quando volgete lo sguardo verso i manifestanti neri, dipende da dove vi trovate: se siete in quel palazzo ardente o piuttosto lo guardate dallo schermo della tv con una vaschetta di pop-corn mentre attendete l'inizio del prossimo episodio di NCIS.

Non voglio che si arrivi a giudizi affrettati. Ciò che mi interessa è che si vada spediti verso la giustizia".

Il nostro Giorgione

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Citazione di: Splash il 01 Giu 2020, 00:06
Ma solo se nel frattempo risolvessero pure la situazioncina in Medio Oriente  :))

Magari. Spiegassero a quei ragazzi dei territori che il sionismo - socialista - messianico stile Kibbutz e poco rispettoso dei diritti umani. Lo spiegassero coi loro metodi, beninteso. Vediamo cosa gli rispondono ...😀😀😀

Fiammetta

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Citazione di: Splash il 01 Giu 2020, 00:15
(rubo dalla bacheca di un netter, questa la fonte della traduzione https://www.facebook.com/overtimestorieaspicchi/photos/a.1048382625174551/3393376174008506/?type=3&theater)

Tutti in piedi, parla il Gigante Kareem Abdul-Jabbar. Sulle righe del L.A. Times, con le migliori parole che si potessero usare.

"Qual è stata la vostra prima reazione quando avete visto il video del poliziotto bianco inginocchiato sul collo di George Floyd mentre lui con voce rauca diceva "non posso respirare"?

Se siete bianchi avete probabilmente mormorato disgustati "Oh mio Dio" mentre scuotevate la testa davanti a un'ingiustizia crudele.

Se siete neri probabilmente vi siete inginocchiati, avete imprecato, forse avete lanciato qualcosa per aria (e sicuramente avreste voluto farlo) mentre gridavate: "Non di nuovo, c****".

Poi vi siete ricordati dei due vigilanti bianchi accusati dell'omicidio di Ahmaud Arbery mentre faceva jogging nel loro quartiere a febbraio e di come, se non fosse stato per quel video uscito qualche settimana fa, l'avrebbero fatta franca. E di come quei poliziotti bianchi a Minneapolis avessero detto che Floyd stava resistendo all'arresto, salvo poi essere smentiti dai video delle telecamere di un negozio. E di come il poliziotto sul collo di Floyd non fosse esattamente lo stereotipo di un redneck arrabbiato, ma un ufficiale che sembrava calmo e senza pietà. La 'banalità del male fatta persona'.

Vi rendete conto che non è semplicemente un presunto criminale nero che viene preso di mira, ma tutti i neri.
Vi iniziate a chiedere se non debbano essere tutte le persone nere a indossare delle body-cam, e non i poliziotti.

Cosa vedete quando vedete le persone nere che protestano arrabbiate fuori ad una stazione di polizia con il pugno alzato?
Se siete bianchi probabilmente pensate "Beh, sicuramente non mantengono il distanziamento sociale". Poi vedete le persone nere che saccheggiano i locali e pensate, "questo fa sicuramente male alla loro causa".

Poi vedete la stazione di polizia che va a fuoco, scuotete il dito e pensate: "La questione sta andando nella direzione sbagliata".

Non avete torto, ma non avete nemmeno ragione.

La comunità nera è abituata a quel razzismo connaturato nei sistemi dell'istruzione, della giustizia e del lavoro, e per quanto siamo impegnati in tutte quelle attività che puntano alla sensibilizzazione politica e dell'opinione pubblica - scriviamo analisi articolate e piene di significato su The Atlantic, spieghiamo alla CNN lo stato di devastazione continua che viviamo, supportiamo i candidati che promettono il cambiamento - praticamente non cambia nulla.

Il virus ha amplificato le conseguenze di tutto questo: i nostri tassi di mortalità sono significativamente più alti di quelli dei bianchi, siamo i primi a perdere il lavoro e restiamo a guardare indifesi mentre i repubblicani cercano di non farci votare.
Proprio ora che il ventre molle del razzismo istituzionale emerge chiaramente, sembra che sia aperta la stagione della caccia contro i neri. E se mai ci fosse stato qualche dubbio, il presidente Trump con i suoi recenti tweet ha confermato l'orientamento istituzionale nel chiamare criminali i manifestanti e nel ritenere giusto che si possa sparare ai saccheggiatori.

Certo, spesso le proteste vengono strumentalizzate da qualcuno che ne trae profitto, come accade quando i tifosi celebrano la vittoria della loro squadra dando fuoco alle auto e distruggendo i negozi. Io non voglio vedere negozi saccheggiati o palazzi bruciare, ma la comunità nera vive da anni in un palazzo ardente, venendo soffocata dal fumo mentre le fiamme si fanno sempre più vicine.

Il razzismo in America è come la polvere nell'aria: sembra invisibile, anche se ti sta soffocando, fino a quando non permetti al sole di entrare. Allora, ti accorgi che è tutta intorno a te. Finché saremo in grado di mantenere viva quella luce, potremo fare pulizia e spazzare via quella polvere ovunque si posi. Ma occorre rimanere vigili, sapendo che resterà sospesa nell'aria.
Pertanto, forse la maggiore preoccupazione della comunità nera in questo momento non è se chi protesta sta a uno o due metri di distanza dall'altro, o se alcune anime disperate rubano delle magliette o persino mettono a fuoco una stazione della polizia. Piuttosto è se i loro figli, mariti, fratelli e padri saranno uccisi da poliziotti o aspiranti tali semplicemente perché si trovano in strada a camminare, a correre o a guidare. O se essere nero vuol dire rifugiarsi a casa per il resto della loro vita perchè il virus del razzismo che infetta la nazione è più letale del virus.

Ciò che dovreste vedere quando volgete lo sguardo verso i neri che protestano nell'epoca di Trump e del virus sono persone arrivate al limite non perchè chiedono che siano riaperti i bar e o i centri estetici, ma perchè vogliono vivere. Vogliono respirare.

E la cosa peggiore è che si pensa che noi dobbiamo giustificare la nostra indignazione ogni volta che il calderone ribolle. Circa 70 anni fa Langston Hughes si chiedeva nella sua poesia "Harlem" "Cosa succede ad un sogno rimandato? Forse affonda come un carico pesante oppure esplode?"

Cinquant'anni fa, in Inner City Blues, Marvin Gaye cantava: "Il modo in cui manipolano la mia vita mi fa venire voglia di urlare". E oggi, nonostante i discorsi appassionati di benintenzionati leader politici, bianchi o neri che siano, vogliono toglierci la voce, rubarci il respiro.

Dunque, ciò che vedete quando volgete lo sguardo verso i manifestanti neri, dipende da dove vi trovate: se siete in quel palazzo ardente o piuttosto lo guardate dallo schermo della tv con una vaschetta di pop-corn mentre attendete l'inizio del prossimo episodio di NCIS.

Non voglio che si arrivi a giudizi affrettati. Ciò che mi interessa è che si vada spediti verso la giustizia".
Sono in piedi.
:clap: :clap: :clap: (senza sorriso)

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Il nostro Giorgione

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Citazione di: Splash il 01 Giu 2020, 00:15
(rubo dalla bacheca di un netter, questa la fonte della traduzione https://www.facebook.com/overtimestorieaspicchi/photos/a.1048382625174551/3393376174008506/?type=3&theater)

Tutti in piedi, parla il Gigante Kareem Abdul-Jabbar. Sulle righe del L.A. Times, con le migliori parole che si potessero usare.

"Qual è stata la vostra prima reazione quando avete visto il video del poliziotto bianco inginocchiato sul collo di George Floyd mentre lui con voce rauca diceva "non posso respirare"?

Se siete bianchi avete probabilmente mormorato disgustati "Oh mio Dio" mentre scuotevate la testa davanti a un'ingiustizia crudele.

Se siete neri probabilmente vi siete inginocchiati, avete imprecato, forse avete lanciato qualcosa per aria (e sicuramente avreste voluto farlo) mentre gridavate: "Non di nuovo, c****".

Poi vi siete ricordati dei due vigilanti bianchi accusati dell'omicidio di Ahmaud Arbery mentre faceva jogging nel loro quartiere a febbraio e di come, se non fosse stato per quel video uscito qualche settimana fa, l'avrebbero fatta franca. E di come quei poliziotti bianchi a Minneapolis avessero detto che Floyd stava resistendo all'arresto, salvo poi essere smentiti dai video delle telecamere di un negozio. E di come il poliziotto sul collo di Floyd non fosse esattamente lo stereotipo di un redneck arrabbiato, ma un ufficiale che sembrava calmo e senza pietà. La 'banalità del male fatta persona'.

Vi rendete conto che non è semplicemente un presunto criminale nero che viene preso di mira, ma tutti i neri.
Vi iniziate a chiedere se non debbano essere tutte le persone nere a indossare delle body-cam, e non i poliziotti.

Cosa vedete quando vedete le persone nere che protestano arrabbiate fuori ad una stazione di polizia con il pugno alzato?
Se siete bianchi probabilmente pensate "Beh, sicuramente non mantengono il distanziamento sociale". Poi vedete le persone nere che saccheggiano i locali e pensate, "questo fa sicuramente male alla loro causa".

Poi vedete la stazione di polizia che va a fuoco, scuotete il dito e pensate: "La questione sta andando nella direzione sbagliata".

Non avete torto, ma non avete nemmeno ragione.

La comunità nera è abituata a quel razzismo connaturato nei sistemi dell'istruzione, della giustizia e del lavoro, e per quanto siamo impegnati in tutte quelle attività che puntano alla sensibilizzazione politica e dell'opinione pubblica - scriviamo analisi articolate e piene di significato su The Atlantic, spieghiamo alla CNN lo stato di devastazione continua che viviamo, supportiamo i candidati che promettono il cambiamento - praticamente non cambia nulla.

Il virus ha amplificato le conseguenze di tutto questo: i nostri tassi di mortalità sono significativamente più alti di quelli dei bianchi, siamo i primi a perdere il lavoro e restiamo a guardare indifesi mentre i repubblicani cercano di non farci votare.
Proprio ora che il ventre molle del razzismo istituzionale emerge chiaramente, sembra che sia aperta la stagione della caccia contro i neri. E se mai ci fosse stato qualche dubbio, il presidente Trump con i suoi recenti tweet ha confermato l'orientamento istituzionale nel chiamare criminali i manifestanti e nel ritenere giusto che si possa sparare ai saccheggiatori.

Certo, spesso le proteste vengono strumentalizzate da qualcuno che ne trae profitto, come accade quando i tifosi celebrano la vittoria della loro squadra dando fuoco alle auto e distruggendo i negozi. Io non voglio vedere negozi saccheggiati o palazzi bruciare, ma la comunità nera vive da anni in un palazzo ardente, venendo soffocata dal fumo mentre le fiamme si fanno sempre più vicine.

Il razzismo in America è come la polvere nell'aria: sembra invisibile, anche se ti sta soffocando, fino a quando non permetti al sole di entrare. Allora, ti accorgi che è tutta intorno a te. Finché saremo in grado di mantenere viva quella luce, potremo fare pulizia e spazzare via quella polvere ovunque si posi. Ma occorre rimanere vigili, sapendo che resterà sospesa nell'aria.
Pertanto, forse la maggiore preoccupazione della comunità nera in questo momento non è se chi protesta sta a uno o due metri di distanza dall'altro, o se alcune anime disperate rubano delle magliette o persino mettono a fuoco una stazione della polizia. Piuttosto è se i loro figli, mariti, fratelli e padri saranno uccisi da poliziotti o aspiranti tali semplicemente perché si trovano in strada a camminare, a correre o a guidare. O se essere nero vuol dire rifugiarsi a casa per il resto della loro vita perchè il virus del razzismo che infetta la nazione è più letale del virus.

Ciò che dovreste vedere quando volgete lo sguardo verso i neri che protestano nell'epoca di Trump e del virus sono persone arrivate al limite non perchè chiedono che siano riaperti i bar e o i centri estetici, ma perchè vogliono vivere. Vogliono respirare.

E la cosa peggiore è che si pensa che noi dobbiamo giustificare la nostra indignazione ogni volta che il calderone ribolle. Circa 70 anni fa Langston Hughes si chiedeva nella sua poesia "Harlem" "Cosa succede ad un sogno rimandato? Forse affonda come un carico pesante oppure esplode?"

Cinquant'anni fa, in Inner City Blues, Marvin Gaye cantava: "Il modo in cui manipolano la mia vita mi fa venire voglia di urlare". E oggi, nonostante i discorsi appassionati di benintenzionati leader politici, bianchi o neri che siano, vogliono toglierci la voce, rubarci il respiro.

Dunque, ciò che vedete quando volgete lo sguardo verso i manifestanti neri, dipende da dove vi trovate: se siete in quel palazzo ardente o piuttosto lo guardate dallo schermo della tv con una vaschetta di pop-corn mentre attendete l'inizio del prossimo episodio di NCIS.

Non voglio che si arrivi a giudizi affrettati. Ciò che mi interessa è che si vada spediti verso la giustizia".

Si, dice cose molto intelligenti, davvero profonde  e soprattutto vere. Bellissimo.
Però deve esserci un modo per affermare il diritto inviolabile alla pari dignità umana senza ricorrere alla violenza. Ce lo ha insegnato il migliore di tutti.

MisterFaro

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 01 Giu 2020, 00:31
Si, dice cose molto intelligenti, davvero profonde  e soprattutto vere. Bellissimo.
Però deve esserci un modo per affermare il diritto inviolabile alla pari dignità umana senza ricorrere alla violenza. Ce lo ha insegnato il migliore di tutti.

La controparte non conosceva ancora le potenzialità della lotta non violenta.

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