Oggi profonde (e serie) dissertazioni sulla vittoria in Europa League.
La teoria si dipana nel modo seguente: la Lazio e le altre squadre che stavano andando fortissimo (secondo loro la Lazio era al livello piu' alto in Italia) non riusciranno a ritrovare il bandolo di una matassa che nel frattempo e' stata maciullata dal Covid. Per la proprieta' neotransitiva, quelle che facevano schifo giocheranno alla grande. Ora, premesso che il campionato e' falsatissimo e lo scudetto sara' una vergogna chiunque lo vinca specie la Lazio, l'Europa League invece vede pochissime partite rimaste e puo' succedere di tutto. Se l'ammasso informe de pus (n.d.T.) passa il turno poi restano solo tre partite alla finale (cito testuale). Assodato (il tutto sempre seriamente) che l'Europa League non e' solo vincibile ma praticamente vinta, si e' affrontato il dilemma (ma tu guarda) del festeggiare questa vittoria quando e' in realta' un trionfo di Pallotta. Marione e Gionata darebbero senza problemi l'onore e il merito anche a Geims, davanti alla vittoria della prima Europa League della storia della roma ("non dimentichiamo pero' che abbiamo gia' una vittoria europea, la Coppa delle Fiere", cito testualmente da Gionata, frase passata in assoluta tranquillita' e senza alcuna affermazione che ne mettesse in dubbio la validita', anzi suffragata dal successivo "si si infatti ho detto la prima Europa League" de marione) mentre un certo Paolo, credo, ha detto che lui non festeggerebbe perche' il calcio del Covid non esiste, tutto e' finito e sarebbe ipocrita. Dopo la pubblicita' il suddetto Paolo si e' ravveduto (era impossible vedere dall'app se avesse lividi o tumefazioni) e ha detto che aveva cambiato idea, avrebbe festeggiato eccome certo senza pero' dare troppo valore a Pallotta che comunque se ne deve anna'.
Tanto vi dovevo.