Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore

Aperto da Redazione Lazio.net, 22 Mag 2018, 07:12

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Ranxerox

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Citazione di: m.m. il 09 Giu 2020, 01:33
Dopo lunga e penitente astinenza dal forum, mitigata dalla quotidiana lettura, rientro un solo istante per osservare che, senza entrare nel merito delle condotte personali e con riguardo al solo profilo statistico, l'accesso ad una procedura concorsuale in caso di rilevanza economica e mediatica, scivola spesso in un accertamento penale dell'agire degli organi amministrativi.
Id quod plerumque accidit, s'intende.

In altre parole, in caso di botto, o di concordato preventivo, la Procura valuterebbe se la condotta degli amministratori, tra cui il presidente, sia stata, o meno, prudentemente ispirata a preservare i creditori societari.
È, infatti, sufficiente la colpa (acciderba! non volevo) per incorrere nel reato di bancarotta semplice.

Se, ad esempio, in condizioni di pre-dissesto:

1) acquistassi un asset ad un prezzo incompatibile con la situazione economico finanziaria,
2) non contenessi le perdite, sostituendo gli asset appetibili sul mercato con economiche pippearsugo,
3) tacessi o minimizzassi al pubblico le reali condizioni economiche della società,

potrei dopodomani trovarmi alla
sbarra, a rispondere della dispersione delle risorse societarie causata da una dissennata gestione della delicatissima situazione.
Va detto che gli amministratori hanno escluso il pericolo di insolvenza.

Ben altro sarebbe aggravare deliberatamente la delicata situazione, stornando risorse societarie a proprio o altrui vantaggio, ipotesi categoricamente quanto correttamente esclusa da Least.

Sicuramente, in analoghe situazioni, è consigliabile:
1) dimezzarsi i compensi;
2) strisciare la carta aziendale su un affilato rasoio;
3) abbattere il costo del lavoro;
4) evitare di prestare denaro alla società, specie se a condizioni alla stessa sfavorevoli, ovvero privilegiando il socio mutuante rispetto agli altri creditori.
Va ricordato che gli amministratori hanno escluso di dover adottare provvedimenti urgenti, salvo uno.


Approfitto per aggiungere due parole sullo stadio, considerato da molti la panacea dei loro mali.
A torto, secondo me.

Un investimento monstre, in contesto incerto, per realizzare un'opera la cui unica certezza è che oggi sarebbe del tutto inutilizzabile.
Nè è dato sapere quando lo sarà e in che misura.
Mille battaglie, mille trabocchetti, una montagna di tempo e denaro per realizzare, forse, un'opera polare, per l'orrida e imponente urbanizzazione che la circonderebbe, e inutile.

Per iniziare, immaginate di dover scrivere i paragrafi "redditività dell'investimento" e "rischi" del PEF dello stadio.
Poi, preconizzate il break even.
20/30 anni?
Probabile esito: una flotta di Calatrava.

Ben prima il presidentissimo (Pallotta o il pollo) dovrà trovare denaro e mettercene di suo.
Altri obbligazionisti, a tavola ci si stringerà.
In verità vi dico che lo stadio gli serve quanto un'incudine in tasca.

Beh, intanto bentornato.
Bel post, che da risposte chiare e ragionevoli a più di qualche domanda.

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L'allarme per i conti in rosso e i nuovi slogan contro Pallotta apparsi in città: tanti dubbi

POLVERIERA ROMA (Corriere dello Sport, 9 Giugno 2020)

Aspettando un acquirente, soltanto un exploit di Fonseca potrebbe ridare entusiasmo all'ambiente

di Roberto Maida 
ROMA 


La Roma è una serie di interrogativi che non hanno risposte. Del tipo, dove sta andando il mondo? Non è la gente a non sapere, sono per primi gli amministratori del cosiddetto asset a non poter tracciare un percorso progettuale attendibile, come hanno svelato nella recente relazione consegnata agli azionisti. Colpa del Covid, certo, ma anche degli errori gestionali di cui Guido Fienga si è già assunto le responsabilità. Per conto proprio e non solo. 

EBOLLIZIONE. I dati finanziari pubblicati nei giorni scorsi, certificando perdite per 126 milioni nei primi nove mesi della stagione 2019/20, hanno creato malumori tra i tifosi, che già nei giorni scorsi avevano srotolato scriscioni davanti alla nuova sede di Viale Tolstoj. Ieri notte ne sono comparsi di nuovi, di tenore orribile, anche davanti a Trigoria, stavolta con James Pallotta come unico destinatario. Il presidente non si scompone e anzi attribuisce alle imperfezioni dei media le responsabilità dell'umore popolare (del resto, dall'area comunicazione partono in continuazione screenshot che servono a screditare il cronista di turno). Ma il rifiuto all'offerta di Friedkin per l'acquisto della società, abbinato alla scelta poco filantropica di prestare denaro alla Roma attraverso lo "sconto" sui crediti futuri, ha alimentato il malessere verso un imprenditore simpatico ma non empatico. Da due anni Pallotta ha deciso di non farsi più vedere in città, demandando ai manager che si sono alternati al potere una transizione più lunga del previsto.

SCENARI. E' curioso e paradossale osservare che giocatori importanti come Smalling e Mkhitaryan siano rimasti conquistati dall'organizzazione della società, tanto da chiedere a gran voce di essere comprati dalla Roma. Pallotta avrà la forza, o meglio la volontà, di ricominciare a investire sulla Roma? Le ultime operazioni di finanza creativa lasciano credere di no. E complicano maledettamente il lavoro di chi deve organizzare una squadra. 
Al di là dell'indebitamento che ha passato quota 280 milioni e delle perdite record del bilancio attuale, il problema principale è la carenza di liquidità che rischia di frenare eventuali operazioni di mercato. Un calciatore come Pedro, ad esempio, quanto aspetterà la Roma a poche settimane dalla fine del contratto con il Chelsea?

DIFESA. La sensazione è che solo un exploit di Paulo Fonseca, una delle certezze del futuro, possa restituire serenità all'ambiente. Se la squadra riuscirà a conquistare un posto in Champions grazie a un grande finale di campionato, tutte le incognite che in questo momento sembrano irrisolvibili saranno facilitate dal miglioramento del conto economico. Se la Roma arriva quarta (o vince l'Europa League, ipotesi pazza ma chissà) ogni chiacchiera sul contratto di Pellegrini o sulla cessione di Zaniolo verrà annichilita. E al tempo stesso le manovre di Fienga per accumulare denaro da reinvestire saranno meno invasive.

ACQUIRENTE. Ma la vera speranza per i tifosi - qualcuno si è divertito ad attaccare manifesti a Manhattan - è che la proprietà cambi. Non è stato tutto sbagliato il lavoro che la gestione Pallotta ha portato avanti, soprattutto in termini di riconoscibilità internazionale del marchio As Roma, ma adesso sarebbe essenziale l'ambizione di spendere per restituire fiducia al popolo confuso. Non si tratta di promettere vittorie o viaggi immaginari, ché la Roma ha una bacheca di bicchieri mezzi vuoti, ma di stabilire un legame credibile con il territorio che tenga conto della specificità della realtà giallorossa. Negli ultimi anni i tifosi hanno ascoltato termini come asset, plusvalenza, trading, quando avrebbero semplicemente desiderato un custode di sogni capace di intercettarne l'amore. Friedkin o chi per lui faccia tesoro dell'esperienza fallita da Pallotta e soci: la nuova Roma dovrà partire da Roma.

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La dirigenza - Dopo il mancato aumento di capitale

Fienga, il nodo programmazione
E Petrachi rimprovera la squadra (Corriere dello Sport, 9 Giugno 2020)


«In settimana ho visto i miei giocatori un po' così... Devono capire che si avvicina il campionato»

di Roberto Maida
ROMA


Le inquietudini della Roma. Per la prima volta dopo molti anni, Guido Fienga sembra non comprendere le strategie della proprietà. E il direttore sportivo, Gianluca Petrachi, si ostina a lanciare messaggi da duro ai calciatori, che già in passato avevano considerato sgradite (eufemismo) le sue parole e i suoi atteggiamenti. E' davvero un momento complicato per la Roma, nel quale gli incastri tra pensiero e azione spesso si rivelano controproducenti. Per fortuna a breve riparte il campionato, che con la forza del gioco avrà un effetto anestetico per i guai societari. Altrimenti le beghe interne (e con l'esterno) avrebbero continuato ad allargare il fronte delle tensioni. 

PADRE PADRONE. Su questo argomento, Petrachi non è un fenomeno di diplomazia: nell'anticipazione dell'intervista a Sky che andrà in onda oggi, ha bacchettato genericamente i giocatori, senza forse valutare le conseguenze di una critica così esplicita. «Soprattutto i primi giorni ho visto grande voglia, cattiveria e concentrazione - ha detto - Questa ultima settimana li ho visti un po' così, quindi devo far capire loro che ci stiamo avvicinando al campionato. All'inizio è stato molto bello stare insieme e ritrovarsi. Siamo una famiglia, ma dei figlioli ogni tanto uno ti scappa, uno esce...». Al di là della battuta finale, che di per sé ha relegato campioni esperti come Dzeko, Kolarov, Mkhitaryan e tanti altri al ruolo di discolacci indisciplinati, è sorprendente la considerazione sugli allenamenti ai quali ha assistito a Trigoria: come mai la squadra non si allena con il giusto piglio? Non doveva essere Fonseca, l'allenatore, a sottolineare eventuali motivi di insoddisfazione? E così, come spesso capita nei periodi di passaggio da un mondo all'altro, filtrano indiscrezioni di ogni tipo: anche di frizioni tra direttore sportivo e allenatore, che pubblicamente hanno sempre dichiarato di essere sulla stessa linea filosofica.

DISTACCO. Ma non sono solo le questioni di campo a generare dubbi tra i calciatori. Anzi, è possibile che proprio l'impossibilità di programmare il futuro li renda inconsciamente meno performanti nelle sedute di lavoro quotidiane. Adesso tiene anche banco lo stallo sul passaggio di proprietà che frena ogni impeto costruttivo da parte di Fienga. Che nelle ultime settimane, dopo aver appoggiato e sostenuto Pallotta per gli sforzi finanziari, è stato descritto piuttosto deluso e provato dalle ultime strategie economiche del patron. Si sarebbe aspettato in prima analisi la cessione a Friedkin, che aveva guidato con discrezione sin dallo scorso autunno, e in subordine una condivisione del rischio d'impresa con l'immissione di denaro che completasse la ricapitalizzazione, garantendo la continuità aziendale. Non ha avuto né l'una né l'altra cosa. Almeno per ora.

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Balsamo per le mie pupille...
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Oggi doppio Maida, e poi dice che la vita non ci sorride.

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Citazione di: m.m. il 09 Giu 2020, 01:33
Dopo lunga e penitente astinenza dal forum, mitigata dalla quotidiana lettura, rientro un solo istante per osservare che, senza entrare nel merito delle condotte personali e con riguardo al solo profilo statistico, l'accesso ad una procedura concorsuale in caso di rilevanza economica e mediatica, scivola spesso in un accertamento penale dell'agire degli organi amministrativi.
Id quod plerumque accidit, s'intende.

In altre parole, in caso di botto, o di concordato preventivo, la Procura valuterebbe se la condotta degli amministratori, tra cui il presidente, sia stata, o meno, prudentemente ispirata a preservare i creditori societari.
È, infatti, sufficiente la colpa (acciderba! non volevo) per incorrere nel reato di bancarotta semplice.

Se, ad esempio, in condizioni di pre-dissesto:

1) acquistassi un asset ad un prezzo incompatibile con la situazione economico finanziaria,
2) non contenessi le perdite, sostituendo gli asset appetibili sul mercato con economiche pippearsugo,
3) tacessi o minimizzassi al pubblico le reali condizioni economiche della società,

potrei dopodomani trovarmi alla
sbarra, a rispondere della dispersione delle risorse societarie causata da una dissennata gestione della delicatissima situazione.
Va detto che gli amministratori hanno escluso il pericolo di insolvenza.

Ben altro sarebbe aggravare deliberatamente la delicata situazione, stornando risorse societarie a proprio o altrui vantaggio, ipotesi categoricamente quanto correttamente esclusa da Least.

Sicuramente, in analoghe situazioni, è consigliabile:
1) dimezzarsi i compensi;
2) strisciare la carta aziendale su un affilato rasoio;
3) abbattere il costo del lavoro;
4) evitare di prestare denaro alla società, specie se a condizioni alla stessa sfavorevoli, ovvero privilegiando il socio mutuante rispetto agli altri creditori.
Va ricordato che gli amministratori hanno escluso di dover adottare provvedimenti urgenti, salvo uno.


Approfitto per aggiungere due parole sullo stadio, considerato da molti la panacea dei loro mali.
A torto, secondo me.

Un investimento monstre, in contesto incerto, per realizzare un'opera la cui unica certezza è che oggi sarebbe del tutto inutilizzabile.
Nè è dato sapere quando lo sarà e in che misura.
Mille battaglie, mille trabocchetti, una montagna di tempo e denaro per realizzare, forse, un'opera polare, per l'orrida e imponente urbanizzazione che la circonderebbe, e inutile.

Per iniziare, immaginate di dover scrivere i paragrafi "redditività dell'investimento" e "rischi" del PEF dello stadio.
Poi, preconizzate il break even.
20/30 anni?
Probabile esito: una flotta di Calatrava.

Ben prima il presidentissimo (Pallotta o il pollo) dovrà trovare denaro e mettercene di suo.
Altri obbligazionisti, a tavola ci si stringerà.
In verità vi dico che lo stadio gli serve quanto un'incudine in tasca.

domani c'ho l'esame di diritto fallimentare, grazie per il ripasso :pp

edge24

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 09 Giu 2020, 08:12
L'allarme per i conti in rosso e i nuovi slogan contro Pallotta apparsi in città: tanti dubbi

POLVERIERA ROMA (Corriere dello Sport, 9 Giugno 2020)

Aspettando un acquirente, soltanto un exploit di Fonseca potrebbe ridare entusiasmo all'ambiente

di Roberto Maida 
ROMA 


La Roma è una serie di interrogativi che non hanno risposte. Del tipo, dove sta andando il mondo? Non è la gente a non sapere, sono per primi gli amministratori del cosiddetto asset a non poter tracciare un percorso progettuale attendibile, come hanno svelato nella recente relazione consegnata agli azionisti. Colpa del Covid, certo, ma anche degli errori gestionali di cui Guido Fienga si è già assunto le responsabilità. Per conto proprio e non solo. 

EBOLLIZIONE. I dati finanziari pubblicati nei giorni scorsi, certificando perdite per 126 milioni nei primi nove mesi della stagione 2019/20, hanno creato malumori tra i tifosi, che già nei giorni scorsi avevano srotolato scriscioni davanti alla nuova sede di Viale Tolstoj. Ieri notte ne sono comparsi di nuovi, di tenore orribile, anche davanti a Trigoria, stavolta con James Pallotta come unico destinatario. Il presidente non si scompone e anzi attribuisce alle imperfezioni dei media le responsabilità dell'umore popolare (del resto, dall'area comunicazione partono in continuazione screenshot che servono a screditare il cronista di turno). Ma il rifiuto all'offerta di Friedkin per l'acquisto della società, abbinato alla scelta poco filantropica di prestare denaro alla Roma attraverso lo "sconto" sui crediti futuri, ha alimentato il malessere verso un imprenditore simpatico ma non empatico. Da due anni Pallotta ha deciso di non farsi più vedere in città, demandando ai manager che si sono alternati al potere una transizione più lunga del previsto.

SCENARI. E' curioso e paradossale osservare che giocatori importanti come Smalling e Mkhitaryan siano rimasti conquistati dall'organizzazione della società, tanto da chiedere a gran voce di essere comprati dalla Roma. Pallotta avrà la forza, o meglio la volontà, di ricominciare a investire sulla Roma? Le ultime operazioni di finanza creativa lasciano credere di no. E complicano maledettamente il lavoro di chi deve organizzare una squadra. 
Al di là dell'indebitamento che ha passato quota 280 milioni e delle perdite record del bilancio attuale, il problema principale è la carenza di liquidità che rischia di frenare eventuali operazioni di mercato. Un calciatore come Pedro, ad esempio, quanto aspetterà la Roma a poche settimane dalla fine del contratto con il Chelsea?

DIFESA. La sensazione è che solo un exploit di Paulo Fonseca, una delle certezze del futuro, possa restituire serenità all'ambiente. Se la squadra riuscirà a conquistare un posto in Champions grazie a un grande finale di campionato, tutte le incognite che in questo momento sembrano irrisolvibili saranno facilitate dal miglioramento del conto economico. Se la Roma arriva quarta (o vince l'Europa League, ipotesi pazza ma chissà) ogni chiacchiera sul contratto di Pellegrini o sulla cessione di Zaniolo verrà annichilita. E al tempo stesso le manovre di Fienga per accumulare denaro da reinvestire saranno meno invasive.

ACQUIRENTE. Ma la vera speranza per i tifosi - qualcuno si è divertito ad attaccare manifesti a Manhattan - è che la proprietà cambi. Non è stato tutto sbagliato il lavoro che la gestione Pallotta ha portato avanti, soprattutto in termini di riconoscibilità internazionale del marchio As Roma, ma adesso sarebbe essenziale l'ambizione di spendere per restituire fiducia al popolo confuso. Non si tratta di promettere vittorie o viaggi immaginari, ché la Roma ha una bacheca di bicchieri mezzi vuoti, ma di stabilire un legame credibile con il territorio che tenga conto della specificità della realtà giallorossa. Negli ultimi anni i tifosi hanno ascoltato termini come asset, plusvalenza, trading, quando avrebbero semplicemente desiderato un custode di sogni capace di intercettarne l'amore. Friedkin o chi per lui faccia tesoro dell'esperienza fallita da Pallotta e soci: la nuova Roma dovrà partire da Roma.

cioé praticamente se la roma arriva quarta, tutt'apposto


MTL

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"bacheca di bicchieri mezzi vuoti"
Questa non ha valore, Poesia, Arte purissima ed inarrivabile.

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Citazione di: Maida gioia il 09 Giu 2020, 08:12
La Roma è una serie di interrogativi che non hanno risposte.

La risposta e' stata gia' data, bastava fare attenzione.



(Comunque forse la Speciale Categoria INCIPIT del Turone d'Oro 2020 - Sistina Edition andrebbe aperta)

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Citazione di: m.m. il 09 Giu 2020, 01:33
[...]
È, infatti, sufficiente la colpa (acciderba! non volevo) per incorrere nel reato di bancarotta semplice.

Se, ad esempio, in condizioni di pre-dissesto:

1) acquistassi un asset ad un prezzo incompatibile con la situazione economico finanziaria,
2) non contenessi le perdite, sostituendo gli asset appetibili sul mercato con economiche pippearsugo,
3) tacessi o minimizzassi al pubblico le reali condizioni economiche della società,

potrei dopodomani trovarmi alla
sbarra, a rispondere della dispersione delle risorse societarie causata da una dissennata gestione della delicatissima situazione.
Va detto che gli amministratori hanno escluso il pericolo di insolvenza.
[...]

Ciao m.m., finalmente qualcuno che ci illumina su aspetti di diritto faillmneatre :pp

Su questo aspetto della "colpa" che tu sottolinei però a me sembrano piuttosto "parati". Infatti:

a) hanno tagliato gli stipendi dei manager (a agosto nella relazione sulla remunerazione vedremo di quanto)

b) hanno tagliato una mensilità dei calciatori e spalmato le altre 3

c) hanno attivato gli ammortizzatori sociali per i dipendenti

d) in presenza di esigenze finanziarie pressanti hanno scontato crediti futuri, cosa che in questa situazione di crisi moltissime imprese stanno facendo a causa dell'enorme difficoltà di ottenere altri prestiti o di immettere risorse proprie

e) Jim sta chiedendo ai soci di minoranza di sottoscrivere l'aumento di capitale (magari telefona a Barry tutti i giorni  :pp ), cosa che lui ha già fatto

f) hanno stabilito il limite massimo dell'aumento di capitale deliberato lo scorso ottobre proprio all'ammontare massimo possibile deliberato. Trattandosi di un aumento di capitale scindibile, se Barry alla fine non lo sottoscrive non è colpa di Jim o degli altri amministratori

g) il DL "liquidità" consente alla capogruppo di operare fino al prossimo esercizio con patrimonio netto negativo e di attendere l'evoluzione futura per ricapitalizzare... oppure per mettere il gruppo in liqudiaiozne  :pp

h) stanno cercando nuovi soci che apportino capitale fresco (vedi la famosa brochure  :pp che fa il giro per il mondo)

i) cercheranno di cedere i loro "giocatori" (come hanno scritto nella relazione) al miglior prezzo, ma non è colpa loro se i cartellini si sono svalutati del 25%  e, soprattutto, per la finalizzazione di una cessione serve anche il consenso del calciatore (anche questo l'hanno scritto chiaramente)

Cosa non stanno facendo per evitare la "colpa"?

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vabbe' dai, stanno ancora a raccontarsi quanto sono unici, shpeciali, shpecifici, e la romanita', e il territorio, e le bbandiere eccetera eccetera. so proprio stupidi

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"un custode di sogni capace di intercettarne l'amore."




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Citazione di: Dissi il 09 Giu 2020, 09:48
volano gli stracci a trigoria?

Petrachi è veramente un coj0ne comunque.

Ma ce lo vedete Tare, in un momento del genere, fare delle dichiarazioni simili?

E' proprio che chiacchierano troppo, non ce la fanno a tenere la bocca chiusa dentro quella fogna di Trigoria.

jp1900

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Citazionela gestione Pallotta ha portato avanti, soprattutto in termini di riconoscibilità internazionale del marchio As Roma
Lo ha fatto levando AS, quindi di fatto usando il nome della Città. Bello sforzo...  :since

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E certo perché a un cingalese quando si nomina la parola roma la prima cosa che pensa é Perotti.

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IL TEMPO (F. BIAFORA) - Il gelo calato sulla trattativa tra Friedkin e Pallotta per il passaggio di proprietà della Roma ha fatto riemergere l'aspra spaccatura che c'è tra il presidente bostoniano e gran parte dei tifosi giallorossi. Nella notte sono stati affissi due striscioni all'esterno di Trigoria e della sede del club all'Eur - «A Roma de papponi ne so passati tanti... Tu li batti netti quanti! e, «Pallotta te volemo bacià freddo» - che seguono a breve distanza le scritte affisse pochi giorni fa e volantini a favore del magnate texano distribuiti per le strade di New York. Pallotta dà ormai poco peso alla contestazione nei suoi confronti - il 13 giugno saranno due anni esatti dalla sua ultima visita nella Capitale - ed è alle prese coni conti del club e con la ricerca di un socio di minoranza (o di un compratore) che possa dar ossigeno alle casse della Roma iniettando nuovo denaro. Di certo la diffusione del Corona   con seguente stop imposto da Friedkin ad inizi marzo hanno portato ad una situazione che ha del tutto spiazzato Pallotta, che era già pronto a dire addio all'investimento nel calcio italiano dopo 9 anni. Insieme alla dirigenza il presidente sta cercando di affrontare tutti i problemi di gestione quotidiana e uno dei «nodi» minori da risolvere riguarda la posizione di Petrachi, che ha ancora due anni di contratto ed uno stipendio complessivo da 2,4 milioni netti. Il ds, intervistato da Sky (oggi l'integrale), ha cercato di spronare i giocatori in vista della ripresa del campionato; «Soprattutto i primi giorni ho visto grande voglia, cattiveria e concentrazione. Quest'ultima settimana li ho visti un po' così, quindi devo fargli capire che ci stiamo avvicinando al campionato. All'inizio è stato molto bello stare insieme e ritrovarsi. Siamo una famiglia, ma come tutti i figlioli ogni tanto uno ti scappa, uno esce, uno fa...Mercato? Tutti aspettano, nessuno fa una prima mossa. Anche su giocatori che hanno fatto bene». Intanto arrivano novità sul fronte della querelle con ii Newell's Old Boys per la cessione allo Spartak Mosca di Ponce, calciatore sul quale gli argentini vantavano una futura rivendita. L'ad Fienga sta portando avanti i colloqui con il club di Rosario per arrivare ad un accordo che prevede una transazione in favore degli argentini: la richiesta è di 2,4 milioni di euro e l'obiettivo è chiudere la questione in maniera amichevole, prima di arrivare davanti alla Fifa.

Un'altra cosetta da 2, 4 milioni di euro.......

ES

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Hanno pure da pagare luce e acqua.
E lo spalatore di melma presso le paludi.
Basteranno i 26 del prestito non prestito?

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