Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore

Aperto da Redazione Lazio.net, 22 Mag 2018, 07:12

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Omar65

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Citazione di: GoodbyeStranger il 14 Giu 2020, 09:23
Può essere,... Alcuni sostengono che leggendo i fondi del caffè si possano trovare motivi di speranza...

8)

No, leggi bene è Fondi maiuscolo.
Trattasi di un facoltoso imprenditore ortofrutticolo della zona con cui stavano per chiudere, ma pare che il raccolto delle zucchine sia andato male quest'anno e la trattativa è in fase di stallo.
Però i fagiolini promettono bene,  forse i negoziati ripartono..


m.m.

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 14 Giu 2020, 08:39
ll direttore sportivo chiede al presidente di metterci la faccia e uscire allo scoperto

TRA PETRACHI E LA ROMA È DIVORZIO? (Corriere dello Sport, 14 Giugno 2020)

Dopo una telefonata dai toni duri, il dirigente e Pallotta sono vicini  alla rottura. Pedro la scintilla:  da Boston nessun ok per chiudere

Leggo altrove che "al centro delle frizioni tra i due ci sarebbe anche il ruolo dell'ad Guido Fienga, che ha portato avanti in prima persona alcune operazioni di mercato, a partire dai discorsi con la Juventus".

Che l'AD, che opera direttamente su mandato della proprietà, conduca "operazioni" in prima persona è singolare.

Che operazioni saranno mai?
Con la Juve poi.
Chissà che, con il tesoretto imprestatogli da Pallotta, non abbia avanzato un'offerta per Dybala.
Lo scopriremo presto.

ordnung und disziplin

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Citazione di: Dissi il 14 Giu 2020, 12:18
Se De Sanctis diventerà DS delle merde chissà se qualcuno gli chiederà che è successo quella sera a Napoli ...



https://youtu.be/e_sfJTcF7Bg

Quando si usa l espressione "la faccia come il culo" è questo che si intende?

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genesis

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Citazione di: gesulio il 03 Giu 2020, 11:57
lo so che sto facendo una domanda inutile, ma un giornalista davvero indipendente, esiste più?
oggi s'aggiunge anche sto nuovo tizio con un panegirico ridondante, condito da termini spesso anglofoni che dovrebbero alludere al fatto che lui ce capisce più di tutti, anche se nessuno di quelli che prevedibilmente lo leggerà, sarà riuscito ad andare al di là del primo termine astruso e non facente parte del loro ricco vocabolario di 40 parole.
tutto questo per capovolgere il teorema secondo cui il rapporto tra la domanda e l'offerta è biunivoco.
qui in questo arcipelago di scogli linguistici in cui lo iaria conduce volontariamente la nave al fine di confondere la rotta, ci viene spiegato che l'offerta è da ritenersi oggettivamente corretta, e quindi è la domanda che deve adeguarsi.
anche l'eventuale paventata perdita mostruosa da parte degli attuali proprietari (alla fine dell'articolo si parla di un centinaio di milioni), è da considerarsi nell'ambito di una nuova dialettica tra le due entità economiche di base, in cui la domanda deve essere schiava in tutto e per tutto dell'offerta, se questa viene ritenuta universalmente corretta, una volta applicate le formule KPMG sapientemente (mal) illustrate.
è una nuova giustizia cosmica a cui nessuno deve sfuggire, nemmeno Pallotta, che al dilemma di difficile risoluzione potrebbe rispondere in effetti con un'azione prevedibilissima, ovvero se non mi date quanto chiedo ve la prendete nel culo e il rientro lo faccio intanto cedendo gli asset con più valore e introducendo una politica di abbattimento dei costi (la cura Lotito dei primi anni).

come osa? pare la domanda di fondo che sottende a questo articolo?

l'opzione realmente semplice e anche, se non fosse questo del trigoria un mondo al contrario, ragionevole non è proprio contemplata, strano. perché? e qui si torna alla domanda di inizio riflessione.

per quale motivo nessuno di questi personaggi si azzarda minimamente a fare un discorso anche un minimo controcorrente rispetto al ventre molle della tifoseria incazzata? per quale motivo bisogna fare informazione pensando prima di tutto a lisciare il pelo della bestia incattivita?

bisognerebbe forse cominciare col dire loro che se non hanno mai vinto un cazzo in questi 12 anni, facendosi superare dalla Lazio di Lotito (resisti!) quanto a numero di trofei conquistati è anche colpa di una narrazione che vedeva nella filosofia di gestione attuale il modo migliore per conquistare la vetta del calcio mondiale nel più breve tempo possibile. narrazione che da sempre solletica e alimenta la loro predisposizione naturale a farsi prendere per il culo, che da sempre li nutre a pane e sogni di abnorme grandezza, costantemente, regolarmente infranti prima che arrivi maggio.
anni e anni di passi sempre più lunghi della gamba, e sempre applauditi dagli stessi che adesso, per non farsi azzannare le mani dalla bestia, accusano l'attuale dirigenza di aver fatto passi più lunghi della gamba.

quindi da parte loro bisognerebbe prima di tutto ammettere che sì, in tutti questi anni vi abbiamo raccontato cazzate, la roma è una squadra di fascia medio alta a cui non sono concessi sogni di gloria se non sporadicamente, come del resto è sempre stato nella propria esistenza; la roma è una realtà calcistica che per competere stabilmente a certi livelli deve dimensionarsi alla sua reale natura, al suo reale spessore e da lì ipotizzare una crescita sostenibile, mentre la logica dei passi più lunghi della gamba era una merda che ci ha portato sull'orlo della bancarotta, scusateci. abbiamo preso per culo anche lotito, fino al 2013, pensa che imbecilli che siamo. ancora scusate.

invece no: continuano a soffiare sul fuoco che arde proprio vicino alla polveriera di una nave che avrebbe anche diverse falle a bordo, da loro ignorate nel corso di tantissimi anni.
buon naufragio o esplosione, se è questo che volete, se è questo che, allisciando sempre e comunque il pelo della bestia incattivita, alla fine innescherete.

Game, set, match.
Ma i giornalisti che scrivono e seguono quella squadra non sono tutti stupidi o in malafede, se li leggi o gli ascolti alcuni di loro riescono a dire delle verità o delle mezze verità.
Allora perché lo fanno ?
Non conviene, non porta ascolti, non fa vendere.

Hanno contribuito ad alimentare il mito della Roma come squadra di livello pari a quello del Barcellona, Real Madrid, Manchester United & co. quindi deve comprare giocatori ad alte cifre, avere alti ingaggi e così via.
Adesso che è chiaro ed evidente che il modello economico di gestione della società è stato fallimentare non sanno come uscirne, tendendo a criticare solo il presente ed il passato prossimo, quando è da un decennio che è così.
Io e non solo io ci chiedevamo: ma se non andassero per due anni consecutivi in CL cosa succederebbe ?
Lo stiamo vedendo, se sbagli per due anni consecutivi campagna acquisti e non ti assicuri i soldi della CL.
Quello che per anni ha detto l'ellenico si è rivelato essere vero, ma con risultati opposti da quello che lui intendeva.
Lui diceva che un Lotito non sarebbe mai accettato dall'ambiente romanista, e ha ragione, ma è questo il loro problema.
Non accettano la loro dimensione, i risultati sono questi.
E parlo di tutto l'ambiente, di tutti i tifosi.
Guarda un Massimo Giannini, leggi un Padellaro che sul sito (anche sul cartaceo ? Domanda) dedica editoriali alla sua squadra del cuore.
Molto esperti nell'analizzare i provvedimenti economici dei governi o le proposte economiche dei partiti, mai che si fossero fatti pubblicamente una domanda sui conti e sulla gestione della loro amata squadra.
Hanno alimentato la bestia, forse fanno parte della bestia, adesso sono affari loro.

eagle s supporters

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14/06/2020 09:29

Pallotta-Petrachi, scontro e divorzio

IL TEMPO (F. BIAFORA) - Che il rapporto tra Petrachi e il resto della dirigenza della Roma non fosse idilliaco era un qualcosa di noto da diversi mesi (vedi caso Spinazzola-Politano), ma nelle ultime ore la situazione è ulteriormente precipitata. Il direttore sportivo giallorosso ha infatti avuto un duro scontro con il presidente Pallotta (va registrata la smentita ufficiale della società), a causa di alcune recenti dichiarazioni del numero uno del club.

Il tycoon di Boston in settimana era ritornato a parlare per commentare il primo anno di Fonseca alla guida della squadra e in un passaggio - "Paulo ha un ottimo rapporto con i giocatori e lavora davvero bene con Guido Fienga, con Manolo Zubiria e con tutto lo staff" - è stata subito evidente l'assenza di Petrachi nell'elenco dei citati. Il dirigente salentino non ha per nulla gradito le parole di Pallotta, che arrivano dopo mesi in cui è venuta a mancare sempre di più la fiducia della proprietà e degli altri dirigenti nei suoi confronti, con evidenti divergenze sulla gestione delle operazioni di mercato e della comunicazione pubblica.

Nelle ultime settimane è stato l'amministratore delegato Fienga a portare avanti numerosi discorsi di mercato - possibile scambio di plusvalenze con la Juventus e la trattativa per il riscatto di Smalling - e i contatti per la firma di Pedro a parametro zero sono stati tenuti in particolare da Baldini, sempre presente come primo consigliere di Pallotta nelle vicende romaniste. Tutti segnali di un divorzio che appare sempre più vicino, anche per le frizioni con i giocatori, che non hanno assolutamente gradito le accuse sullo scarso impegno negli allenamenti più recenti.

Al momento la rottura è netta e pressoché irrecuperabile ma Petrachi è legato alla Roma da un contratto di altri due anni, un ostacolo non tanto per la lunga durata (ci sono già rumors su discussioni per una rescissione con buonuscita) quanto per lo stipendio da 1,2 milioni di euro netti più bonus in base ai risultati che percepisce il dirigente annualmente. Si prospetta l'ennesimo cambio nei quadri dirigenziali di Trigoria, con Morgan De Sanctis in rampa di lancio come sostituto nel ruolo di ds.


MisterFaro

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Citazione di: genesis il 14 Giu 2020, 15:12
Game, set, match.
Ma i giornalisti che scrivono e seguono quella squadra non sono tutti stupidi o in malafede, se li leggi o gli ascolti alcuni di loro riescono a dire delle verità o delle mezze verità.
Allora perché lo fanno ?
Non conviene, non porta ascolti, non fa vendere.

Hanno contribuito ad alimentare il mito della Roma come squadra di livello pari a quello del Barcellona, Real Madrid, Manchester United & co. quindi deve comprare giocatori ad alte cifre, avere alti ingaggi e così via.
Adesso che è chiaro ed evidente che il modello economico di gestione della società è stato fallimentare non sanno come uscirne, tendendo a criticare solo il presente ed il passato prossimo, quando è da un decennio che è così.
Io e non solo io ci chiedevamo: ma se non andassero per due anni consecutivi in CL cosa succederebbe?
Lo stiamo vedendo, se sbagli per due anni consecutivi campagna acquisti e non ti assicuri i soldi della CL.
Quello che per anni ha detto l'ellenico si è rivelato essere vero, ma con risultati opposti da quello che lui intendeva.
Lui diceva che un Lotito non sarebbe mai accettato dall'ambiente romanista, e ha ragione, ma è questo il loro problema.
Non accettano la loro dimensione, i risultati sono questi.
E parlo di tutto l'ambiente, di tutti i tifosi.
Guarda un Massimo Giannini, leggi un Padellaro che sul sito (anche sul cartaceo ? Domanda) dedica editoriali alla sua squadra del cuore.
Molto esperti nell'analizzare i provvedimenti economici dei governi o le proposte economiche dei partiti, mai che si fossero fatti pubblicamente una domanda sui conti e sulla gestione della loro amata squadra.
Hanno alimentato la bestia, forse fanno parte della bestia, adesso sono affari loro.

E consideriamo che questo sta avvenendo dopo un anno in cui avevano guadagnato un botto di soldi tramite una imprevista qualificazione a una semifinale di CL, senza quella entrata 'ndo stavano ora?

Tarallo

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Citazione di: eagle s supporters il 14 Giu 2020, 15:40
Petrachi è legato alla Roma da un contratto ................ da 1,2 milioni di euro netti più bonus in base ai risultati.

Bastava dire 1,2 milioni netti.

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Dissi

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Ma Fienga è dei nostri? È laziale pure lui?
Le tradizioni sono importanti :)

COLDILANA61

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La religione cattolica si basa sul peccato originale .

Quella riomanista su Ergoodeturonerabbono .

Senza quello vivrebbero felici e contenti nel paradiso del calcio .

Mannaggia a Giuliano Sancini di Bologna .

Biafra

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Miro25Klose

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Stupendo. Un anno fa hanno pagato il Torino per prendere petracchi e adesso devono pagargli la buonuscita per mandarlo via. Grande operazione di jim, cuore biancoceleste.

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carib

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Citazione di: genesis il 14 Giu 2020, 15:12
Game, set, match.

grazie per averlo quotato, genesis, me l'ero perso

gesoolio is the real god

sharp

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calimero

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Curioso come i giocatori cimiteriali in piena pandemia reduci da stagioni penose stiano appetiti in tutto il globo terracqueo da grandi club disposti a svenarsi pur di acquisirne le prestazioni, si scatenano aste per Florenzi, Pellegrini, pur avendo una clausola rescissoria di 30 mln, non parte per meno di 50, Pau "palla pazza che strumpallazza" Lopez lo vogliono in Premier per 40, il Maradona del Bosforo altri 50, Kluivert che te lo dico a fare., Zagagnolo poi è proprio fuori mercato.

Vediamo il nuovo DS Pupo Bald..., scusate De Sanctis cosa saprà fare.

fiord

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Citazione di: Biafra il 14 Giu 2020, 20:30


lacrime  :rotfl:  :rotfl2:

Ma s'è fatto il pizzetto biondo tipo Checco Zalone in Norvegia?
Che cøjone!

Il nostro Giorgione

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Citazione di: Dissi il 14 Giu 2020, 16:39
Ma Fienga è dei nostri? È laziale pure lui?
Le tradizioni sono importanti :)

Non ha mai amato particolarmente il calcio, comunque da ragazzino tifava rubentus.

Redazione Lazio.net

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ROMA, UN CEO SOPRA PETRACHI (Il Messaggero, 15 Giugno 2020)

L'ad Fienga prova a ricucire i rapporti tra il ds e Pallotta, ma ormai l'addio è vicino: l'sms inviato al presidente ha compromesso i rapporti. E ora si valuta il licenziamento

IL CASO

ROMA Forse ha preso troppo alla lettera la frase cult di John Belushi («Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare») nel film Animal House. O probabilmente Petrachi s'è preso semplicemente troppo sul serio. Convinto sin dal suo arrivo che a Roma servisse il pugno di ferro, ha deciso di crogiolarsi dietro l'identikit costruitosi su misura («Uomo scomodo in questo ambiente perché non vado a prendere il caffè con nessuno») per cambiare una situazione che ciclicamente si ripete in tutti i club quando i risultati non arrivano. Ossia, paga l'allenatore (lo scorso anno insieme al ds), trapelano dissidi nello spogliatoio, emergono faide interne sino a quel momento sopite o negate: storie viste e riviste. Un copione che tra l'altro è molto di moda nella Roma americana capace in 9 anni di alternare 8 allenatori, 2 presidenti, altrettanti vicepresidenti, 5 tra a.d. e ceo, tre d.g. e 4 d.s. Conteggio prossimo all'aggiornamento.
MEDIAZIONE IN SALITA
A meno che le esigenze del club non rimandino l'addio. In queste ore Fienga sta cercando di capire se esistono i margini per ricucire lo strappo. Difficile alla luce dell'sms al vetriolo inviato dal d.s. al presidente Pallotta. Tuttavia, pur non approvando i metodi del dirigente e criticando la sovraesposizione mediatica (a Torino il ritornello è che ha parlato più in 10 mesi a Roma che in 9 anni con Cairo), il Ceo è consapevole che c'è un mercato da effettuare. Privarsi di Petrachi a giugno inoltrato, nonostante le scadenze siano state posticipate, senza avere, al netto di Baldini, nessun sostituto in mano (pronto De Sanctis per l'interregno ma è al suo primo incarico; potrebbe tornare in corsa Massara se Maldini va via dal Milan), rappresenta un salto nel vuoto. Senza contare che c'è una buonuscita di mezzo, mai secondaria per un dirigente che guadagna 1,2 milioni di euro netti più bonus sino al 2022 in un club con i conti in difficoltà. Problema che potrebbe essere bypassato se la Roma decidesse di intraprendere la strada del licenziamento per giusta causa (valutazioni in corso). Petrachi (che a Trigoria ritengono abbia una squadra dietro) rimane dunque appeso a un filo sottilissimo. Fienga sta provando a convincere Pallotta a tenerlo a tempo, per fargli completare almeno la sessione estiva. L'ultima parola spetta a Jim.
GAFFE IN SERIE
Di certo l'avventura del d.s. è nata male e sta finendo peggio. Petrachi ha sempre catalizzato su di sé mille polemiche. Dall'esser stato catturato dai fotografi a Fiumicino di ritorno da Madrid con il Ceo quando era ancora sotto contratto con il Torino passando per il tira e molla con i granata, costato due ragazzi della Primavera (Greco e Bucri), fino ad arrivare ai primi dissidi con il suo ex club per Nkoulou, meritevoli di una precisazione all'Ansa. E poi in serie: l'inchiesta della Procura Federale nata quando disse di aver parlato con l'Inter per Dzeko a maggio; il chiarimento con Edin dopo la frase «Non è il padrone in questa casa»; il pugno di ferro adottato a Trigoria con molti dipendenti abituati ai modi gentili di Monchi e all'ironia di Sabatini; gli attacchi reiterati ai media; la gaffe su Friedkin e quella per la frase sessista post Roma-Cagliari per la quale dovette scusarsi pubblicamente; i modi poco eleganti nel rapportarsi con un passato che comunque tra mille errori aveva garantito una semifinale di Champions, l'arrivo di Zaniolo e un terzo posto («Sono stato chiamato per recuperare gli errori degli anni precedenti»); l'ingresso negli spogliatoi a Reggio Emilia; i modi discutibili con i quali recentemente ha parlato dell'impegno della squadra, smentito da Fonseca; le frasi su Zaniolo e Pellegrini nell'ultima intervista a Sky. Atteggiamenti che lo hanno reso un uomo solo.
Stefano Carina

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Da Sabatini fino a Monchi se il ds è senza speranza (Il Messaggero, 15 Giugno 2020)


Gli amici di Jim Pallotta, che spesso vive di innamoramenti, di matrimoni e pure di divorzi, tempo un amen e se ne vanno (dimissionari o dismessi). La storia giallorossa è piena di rapporti cominciati sotto la luna piena e finiti a stracci. L'amore per Sabatini, un sentimento che non si scorda mai, perché il primo; poi quello con Monchi, cominciato con le solite effusioni verbali con Pallotta, che poi ha scelto di mandarlo a casa come l'ultimo degli ultimi, come la causa di tutto. Adesso Petrachi rischia il salto, ma per lui, diciamolo chiaramente, non sono agli atti, particolari dichiarazioni d'amore col patron. Anzi, le ultime parole di Pallotta hanno carezzato Zubiria, Fienga, mentre l'ex Torino era stato omesso e messo nel mischione dei vari componenti «dello staff». Un amore mai sbocciato davvero, ci sta che finisca prima, come ci sta che finisca un rapporto professionale in genere. Ma alla Roma, i casi cominciano a essere troppi. Il più longevo è stato Sabatini (una specie di mago della plusvalenza, dicono a Trigoria), che ha preso in mano la guida di un club che stava riscrivendo un futuro. C'erano ambizioni, idee, poi pian piano tutto si è sciolto per colpa di quei centri di potere che il ds umbro aveva denunciato, quello di Londra (con Baldini) e quello statunitense (Pallotta) e quello spagnolo (Monchi era un riferimento). E Walter non era più un plenipotenziario, il padrone di Trigoria. Il ds - ruolo che da queste parti viene trattato come un numero 10 da venti gol a campionato - nella Roma vive sempre con il peso sulla testa di Franco Baldini, vincitore (nel 2001) e ora decaduto davanti al popolo. Il suo ruolo, consulente di Pallotta, continua a creare parecchi imbarazzi, non solo nei vari ds.
UN PORTO FRANCO
Lo stesso Sabatini aveva ammesso di lavorare meglio senza il suo amico e collega (fu proprio Baldini a portarlo a Roma). Walter ha resistito, fin quando ha rotto anche con Pallotta, che voleva un mercato di algoritmi, fatto di numeri e non di sentimenti. E Sabatini ha detto ciao, dopo cinque abbondanti anni, dal 2011 al 2016. Monchi ha dominato Trigoria per un paio di stagioni scarse, anche per lo spagnolo hanno inciso il peso di Baldini e il rapporto con Pallotta, che pian piano si è deteriorato. Via anche Monchi, il male di tutto, come il suo predecessore, dunque. Via anche Massara, che ha attraversato le stagioni di Sabatini e di Monchi sempre da secondo, con una piccola parentisi in solitaria, che non ha avuto seguito, nonostante le premesse e le promesse. Petrachi è stato strappato al Torino a suon di giocatori (della Primavera) e di battaglie legali (con il presidente granata, Cairo) e ha subito mostrato una certa muscolarità, che non è stata gradita troppo né dalla squadra né da tanti dipendenti e dirigenti trigoriani. Ha subito voluto fare l'uno contro tutti, e ora ha quasi tutti contro. E magari andrà via anche lui, dopo appena una sola stagione. Nella Roma cambiano come calzini, allenatori, direttori sportivi, manager vari, ma resta irrisolto il problema, che non si trova continuità. In genere è sempre colpevole chi se ne va. Forse dopo quasi dieci anni ci si dovrebbe interrogare su quelli che restano. E magari si capirà che l'ambiente romano è simile a tanti altri, con i suoi pregi e i suoi difetti. Ma non è, non può essere, la causa di tutto. Forse, di tutto, ne è l'alibi.
Alessandro Angeloni

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LA CRISI SOCIETARIA

Roma, un sms per divorziare da Petrachi (La Repubblica, 15 Giugno 2020)

Rottura con Pallotta ma il ds non vuole dimettersi. Pronti De Sanctis e Berta

di Giulio Cardone e Matteo Pinci


ROMA — Paulo Fonseca sperava che queste ore servissero a scegliere chi tra Pellegrini e Pastore dovesse affiancare Mhkitaryan e Dzeko nella partita "d'esordio" contro la Sampdoria. Invece s'è ritrovato immerso nell'ennesima tempesta primaverile della Roma. Il ds Gianluca Petrachi ha iniziato ieri a trattare il suo addio alla società, inevitabile dopo giorni in cui ha fatto tutto ciò che poteva fare per inimicarsi allenatore, giocatori e dirigenti.
Due settimane fa ad agitare il club giallorosso era stato il naufragio della trattativa per la cessione della società al texano Dan Friedkin. La settimana scorsa, la pubblicazione di una relazione dei soci che gettava ombre anche sulla stabilità futura del club. Ora è esplosa la bolla Petrachi, manifestata da un messaggio decisamente offensivo inviato dal ds al presidente James Pallotta, un tipo suscettibile non poco: giovedì sera sul suo cellulare è comparso un sms in italiano del direttore sportivo che gli rivolgeva epiteti non proprio gratificanti. Il motivo: Petrachi si era offeso perché il presidente aveva dimenticato di citarlo durante un'intervista in cui parlava del rapporto tra il tecnico Paulo Fonseca e i dirigenti. Quella però era solo un'anticipazione di un discorso più lungo, in queste ore sarebbe dovuto uscire il testo integrale in cui invece di Petrachi parlava egregiamente. Parole che difficilmente leggeremo: dopo aver ricevuto quell'sms infatti Pallotta ha chiesto ai dirigenti la "testa" di Petrachi. Che a sua volta si sente poco considerato nelle scelte di mercato e venerdì è partito per la sua Lecce, dove vive la famiglia.
Dopo un anno appena, la sua avventura è già ai titoli di coda. Da ieri sono iniziate le trattative per risolvere il rapporto: il ceo Guido Fienga sta cercando di ricucire lo strappo e Petrachi di certo non si dimetterà. Le strade che restano sono quindi tre: il licenziamento per giusta causa (impraticabile). La permanenza da separato in casa. O l'esonero, con buonuscita di un anno. La soluzione che auspicano tutti a partire dai giocatori, furibondi con lui che nei giorni scorsi aveva pubblicamente mosso dubbi sul modo di allenarsi della squadra. Solo l'ultimo caso di incontinenza verbale del ds, che per una gaffe era finito al centro di un'inchiesta della Procura federale col sospetto di aver lavorato sotto traccia per la Roma quand'era ancora al Torino. Petrachi può andare alla Fiorentina che però ha da poco rinnovato il contratto al ds Daniele Pradè. Potrebbe sostituirlo Morgan De Sanctis, già in organico alla Roma, che ha congelato il passaggio all'Ascoli in attesa di capire se potrà giocarsi le sue carte. Da escludere il ritorno di Ricky Massara, del Milan. La suggestione è riportare in Italia Andrea Berta, ds dell'Atletico. Non c'è fretta, in fondo il mercato è già stato impostato (e non dal ds): la Roma avrà lo svincolato Pedro, in uscita dal Chelsea, riscatterà Smalling e Mkhitaryan (con Kluivert all'Arsenal) e poi regalerà a Fonseca un centravanti di scorta e un terzino, visto che Florenzi non tornerà (Inter, Atalanta o Fiorentina). In uscita anche Ünder , l'idea è tenere Zaniolo: ma le esigenze del bilancio a volte sono più forti anche dei sentimenti.

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