Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore

Aperto da Redazione Lazio.net, 22 Mag 2018, 07:12

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robylele

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Lo so che sono ingenuo ma continuo a non capire da dove escono queste cifre.
750, 610, 575. Chi le tira fuori?

PARISsn

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cioe' secondo Pallocca se tu me vendi casa che  io devo rifa' er tetto che  è crollato, le scale coi gradini mancanti, le tubature del bagno che  è allagato...me la vendi a prezzo pieno come se fosse perfetta perche  poi quello che voglio ristrutturare è un problema  mio? questo sta fori de zucca o hanno tradotto male quello che ha detto...se voglio abbattere una parete per fare una stanza  piu grande è una cosa che riguarda me ma se devo ritira' su un muro che  è crollato me  lo scali dal prezzo bello mio !!....cioe' sto Fredkin dovesse entrare domani dovrebbe mette subito sull'unghia 85 milioni di aumento di capitale e voi che non te  li scala dal prezzo ?? tanto per dirne  una ... mah...meglio cosi', me sa rimangono in mano  sto cialtrone ancora un bel po di tempo !!

COLDILANA61

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NO Paris .

Questo vuole prezzo pieno e mutuo a carico del compratore ...  8)

LeastSquares

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Citazione di: CodyAnderson il 16 Giu 2020, 11:13
Io ho capito che Dan voleva lo sconto per "finanziare" la ristrutturazione. Penso che il senso sia che nessuno vuole essere quello che "ristruttura" (=ridimensiona) la merda per qualche anno ...

Secondo me il punto è proprio quel "per qualche anno". Ed è un punto... interrogativo  :pp

Oggi buttare denaro ehmm investire nell'as trigoria, per le condizioni in cui versa e l'incertezza generale, è una questione rischiosa.

Se oggi Dan rilevasse la as trigoria per m milioni (dove m è quello che chiedono Jim e soci :pp ) e poi avviasse un ridimensionamento senza investire ancora almeno altri 150 milioni per riequilibrare la struttura finanziaria e mantenere il club competitivo, rischierebbe di perdere tutto il suo investimento nel giro di 2-3 anni. :s

E questo perché una squadra meno competitiva genera meno ricavi e, poiché non tutti i costi finanziari sono comprimibili, ciò genererebbe un circolo vizioso che li porterebbe a fare il botto entro il 2024 :pp ... altro che ridimensionare per qualche anno  :pp

Dan è un imprenditore, per definizione meno avverso al rischio di uno come Jim che nella vita ha fatto sempre lo speculatore, e soprattutto più avvezzo di Jim a capire le prospettive di un'impresa. Nessun imprenditore sano di mente si prenderebbe il trigoria nelle condizioni attuali senza mettere in conto un sostanzioso intervento di ricapitalizzazione. Oltre a questo intervento necessario, un imprenditore serio valuterebbe attentamente anche l'incertezza che la pandemia ha prodotto sui ricavi futuri del calcio.

Jim giustamente ci prova... ma riuscirà a trovare il pollo?  :pp  Oppure il famigerato p(jim) avrà la meglio e Jim si terrà stretto il club fino alla... fine:pp

La cosa bella è che più passa il tempo, più l'attuale proprietà procrastina aumenti di capitale, più la situazione finanziaria del trigoria diventa inguaiata... anche perchè le prospettive dei ricavi futuri non sono proprio esaltanti  :s A proposito, ho letto che la Premier League si è accordata con Sky per restituire 170 milioni di sterline il prossimo anno... dalle nostre parti siamo alle ingiunzioni...

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Citazione di: LeastSquares il 17 Giu 2020, 00:35
Secondo me il punto è proprio quel "per qualche anno". Ed è un punto... interrogativo  :pp

Oggi buttare denaro ehmm investire nell'as trigoria, per le condizioni in cui versa e l'incertezza generale, è una questione rischiosa.

Se oggi Dan rilevasse la as trigoria per m milioni (dove m è quello che chiedono Jim e soci :pp ) e poi avviasse un ridimensionamento senza investire ancora almeno altri 150 milioni per riequilibrare la struttura finanziaria e mantenere il club competitivo, rischierebbe di perdere tutto il suo investimento nel giro di 2-3 anni. :s

E questo perché una squadra meno competitiva genera meno ricavi e, poiché non tutti i costi finanziari sono comprimibili, ciò genererebbe un circolo vizioso che li porterebbe a fare il botto entro il 2024 :pp ... altro che ridimensionare per qualche anno  :pp

Dan è un imprenditore, per definizione meno avverso al rischio di uno come Jim che nella vita ha fatto sempre lo speculatore, e soprattutto più avvezzo di Jim a capire le prospettive di un'impresa. Nessun imprenditore sano di mente si prenderebbe il trigoria nelle condizioni attuali senza mettere in conto un sostanzioso intervento di ricapitalizzazione. Oltre a questo intervento necessario, un imprenditore serio valuterebbe attentamente anche l'incertezza che la pandemia ha prodotto sui ricavi futuri del calcio.

Jim giustamente ci prova... ma riuscirà a trovare il pollo?  :pp  Oppure il famigerato p(jim) avrà la meglio e Jim si terrà stretto il club fino alla... fine:pp

La cosa bella è che più passa il tempo, più l'attuale proprietà procrastina aumenti di capitale, più la situazione finanziaria del trigoria diventa inguaiata... anche perchè le prospettive dei ricavi futuri non sono proprio esaltanti  :s A proposito, ho letto che la Premier League si è accordata con Sky per restituire 170 milioni di sterline il prossimo anno... dalle nostre parti siamo alle ingiunzioni...



:beer: :beer:  :beer: :beer: :beer: :beer:


Ma due numerelli per simulare un possibile punto di equilibrio tra ricavi, immissioni di equity e incidenza del debito pregresso di merderia sarebbe chiederti troppo?

Cioè, scusa il modo rozzo di formulare la questione, se non riuscissero a rinegoziare il bond, il coglio... ehm, il tycoon di turno quanto dovrebbe mettere di soldi veri per reggere botta di qui al 2024?

Slasher89

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Caso Petrachi
Il gruppo è blindato: ci pensa Fonseca (Gazzetta dello Sport, 17 Giugno 2020)


In rotta con tutti, il ds ormai è ai margini. Il tecnico vuole evitare cali nella Roma

di Massimo Cecchini -ROMA


Ci sono bufere senza tuoni. Tempeste fatte dimezze parole, ruggiti in stanze chiuse, incomprensioni note a tutti. In momenti del genere, chi governa la barca sa, paradossalmente, di dover fare uno sforzo superiore al consueto perché, nel caso si perda la rotta, molti potrebbero non capire il motivo dello sbandamento. In fondo, è quanto sta succedendo a Paulo Fonseca in questo momento. È noto che il caso Petrachi era davvero l'ultima cosa che occorreva alla Roma, ma la realtà a volte non si può modificare, e così l'allenatore ha il compito non facile di cercare di preservare la squadra da qualsiasi sussulto emotivo esterno. Perché davvero in questo finale di stagione il club giallorosso si gioca molto del proprio futuro, e con acciaccati di lusso come Lopez, Mancini e Pellegrini.

Stadio, tocca a Vitek
Ormai, dopo la frattura con il ds, la linea della dirigenza è tracciata: per il momento niente forzature; quando la polvere si sarà posata, le parti si saluteranno senza nessun rimpianto e con una buonuscita per il dirigente, nonostante la tentazione del licenziamento per giusta causa resti. Ma proprio per evitarlo tutti si aspettano che Petrachi manterrà finalmente un basso profilo, visto che il presidente Pallotta - pur espungendo qualsiasi riferimento lo riguardasse nella sua intervista ai media societari (peraltro modificata anche in altre parte in cui venivano riservati giudizi taglienti anche per altri personaggi, fra cui Monchi) - è stato convinto a non forzare lamano. Merito, tra l'altro, del collaborare Cavallo, che ha evitato di tradurre alcune delle espressioni più dure che il d.s. voleva usare nel famigerato messaggio al presidente. Un punto in più per Cavallo che, come il segretario Longo, potrebbe non seguire la sorte di Petrachi. Certo, l'imbarazzo di vedere quest'ultimo relazionarsi con giocatori e allenatore che ormai hanno capito il suo stile, non è facile, ed è per questo che Fonseca sta cercando di tenere le fila. La delusioneumana, comunque, è palpabile. Nessuno si aspettava che Petrachi, arrivato alla prima vera (e assai ricca) occasione della carriera, perdesse il controllo. Si conoscevano i suoi limiti dialettici, ma nessuno si aspettava modi tanto rudi o a una autoreferenzialità che gli facesse sempre usare il pronome «io», accusando la dirigenza di non volergli far fare «il Petrachi», come se esistesse una figura codificata. La discussione a toni accesi di lunedì, in cui i vertici gli hanno rimproverato anche di averli condotti in Procura federale per la gaffe su Dzeko, ha lasciato il segno. Ma a Trigoria sono pronti a voltar pagina, anche perché incombe la questione stadio. Il magnate ceco Vitek, interessato all'area di Tor di Valle, non collaborerà più col fondo York e quindi vorrebbe sapere qualcosa di più su un possibile nuovo proprietario della Roma. Difficile che possa avere certezze a breve,maentro il 30 giugno pare intenzionato a muoversi lo stesso.

Arriva Lo Schiavo
Intanto a Trigoria è stato scelto il nuovo capo degli osservatori per le giovanili. Sarà Simone Lo Schiavo, che prenderà il posto di Bifulco passato all'Ascoli. Coriandoli di normalità, che per Fonseca sono preziosi.

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Caso Friedkin

Seller financing, la stoccata di Jim Pallotta (Corriere della Sera ed. Roma, 17 Giugno 2020)

Houston non risponde. L'intervista rilasciata da Pallotta al sito della Roma è stata letta e metabolizzata da Dan Friedkin. Da un lato può essere letta come un'apertura a una nuova trattativa (ottimisti), dall'altra come un'entrata a gamba tesa del bostoniano (pessimisti). «Un accordo del genere non funziona con il sellerfinancing », ha detto Pallotta. Il sito SiamolaRoma ha definito così il seller-financing: «accordo immobiliare in cui l'acquirente firma un mutuo direttamente con il venditore. È utilizzato spesso da persone o società che hanno difficoltà a ottenere prestiti dagli istituti di credito. Il seller-financing comporta dei costi di chiusura minimi o addirittura azzerati. Si fa ricorso a questo tipo di trattativa anche perché spesso il venditore, in quanto soggetto privato, è più flessibile rispetto a un istituto di credito. Il processo di vendita di una proprietà, attraverso il seller-financing, è più veloce». Quanti sottintesi c'erano dietro la frase di Pallotta?
L. V.

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La Roma resta in vendita e il presidente  è in cerca di un nuovo  investitore negli Stati Uniti, sperando  sempre in un ritorno di Friedkin. Il retroscena dell'intervista "pulita". Anche Tacopina boccia l'ex amico: «Non si può gestire il club così»

PALLOTTA È ALL'ANGOLO. ANCHE VITEK VUOLE CHIAREZZA (Corriere dello Sport, 17 Giugno 2020)

Jim torna a sperare nello stadio ma per avere il via libera dal Comune, Vitek deve subentrare a Parnasi e l'immobiliarista ceco, prima di chiudere, chiede di sapere chi sarà il suo interlocutore

di Guido D'Ubaldo
ROMA


Pallotta resta alla guida di una Roma in vendita, dilaniata dalle polemiche interne, che si porta dietro grandi interrogativi sul futuro. Nell'intervista concordata, pubblicata sul sito della società, il presidente si è tolto la soddisfazione di dare una stoccata a Friedkin, che non ha assolutamente gradito le sue dichiarazioni. Difficile oggi ipotizzare un ritorno del magnate texano, anche se Pallotta farebbe i salti mortali per rimettersi seduto al tavolo della trattativa. Infatti il bostoniano continua a cercare investitori soprattutto negli Stati Uniti. I Fondi nascondono molte insidie, sono quelli che offrono meno, che non garantiscono di uscire senza grosse perdite. Pallotta, attraverso la Goldman Sachs continua a cercare investitori, non si fida molto degli altri mercati, arabi, o asiatici. Non ha mai avuto riscontro la possibilità di un ingresso di Joseph DaGrosa, come socio di Pallotta nella Roma. Era stato l'imprenditore americano e titolare del fondo di private equity General American Capital Partners ad accennare a un possibile coinvolgimento. Ma nulla di più. 

VITEK VUOLE CHIAREZZA. Nell'intervista nella quale ha ribadito ufficialmente che la Roma è in vendita, Pallotta ha fatto riferimento anche allo stadio di proprietà, vero core business della sua esperienza nel club giallorosso. Il presidente ha parlato di segnali di apertura che giungono dal Campidoglio. Ma prima di portare la Convenzione urbanistica al voto in aula la Raggi aspetta che Parnasi esca ufficialmente di scena. Vitek dovrebbe acquistare i terreni di Tor di Valle entro la fine del mese e la novità di queste ore è che vorrebbe chiudere l'operazione da solo, senza più la partecipazione del Fondo York. L'intenzione dell'immobiliarista ceco non è cambiata, ma per arrivare alla firma con Unicredit manca ancora qualche dettaglio, ma soprattutto Vitek vuole chiarezza sul futuro proprietario della Roma. In altre parole, vuole capire con chi dovrà mettersi in affari. Lui sapeva che sarebbe stato Friedkin e aveva cominciato ad allacciare rapporti con i suoi uomini. 

L'INTERVISTATORE. Intanto trapelano alcuni particolari dell'intervista di Pallotta, che ha provocato una nuova ondata di contestazioni da parte dei tifosi. L'intervista è stata realizzata da Paul Rogers, Chief Strategy Officier della Roma. Uomo di Pallotta, arrivato dal Liverpool, vive a Boston. Lunedì è tornato nella Capitale con l'intervista, che è stata "pulita" con l'esclusione di alcuni passaggi più forti, compreso quello che riguardava Petrachi. Rogers non vive stabilmente a Roma, ma viaggia spesso da Boston, dove ha un rapporto anche con la Raptor. Pallotta ha ancora una folta rappresentanza di uomini di fiducia a Trigoria. 

BOCCIATO. Chi invece boccia Pallotta è Joe Tacopina, ex vice presidente della Roma nella gestione americana: «Pallotta è un manager molto bravo, ha soldi, ma per occuparsi della Roma serve tempo, occorre passione per vincere questa sfida. Non basta venire a Roma una volta ogni due mesi, passare qui tre giorni e andare via. Serve tempo e passione. Questo progetto l'ho iniziato io. Stavo lavorando per la Roma già nel 2008 con Soros e con Fiorentino di Unicredit. Poi ci siamo riusciti con Baldissoni e DiBenedetto nel 2011. Sono molto sorpreso che la Roma non abbia vinto nulla. Spero che venga venduta ad un gruppo che possa riportare la Roma in alto, che possa tornare ad ambire allo scudetto. Qualora ci fosse l'opportunità, sarei onorato anche di ritornare per dare un contributo. Quello che Pallotta poteva chiedere a gennaio, non potrà incassare ora. Non entro nel merito per rispetto dei tifosi della trattativa con Friedkin e dei protagonisti della vicenda», ha detto a Trs.

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Il commento

Un altro americano a Roma (Corriere dello Sport, 17 Giugno 2020)

di Ivan Zazzaroni 


«Se Friedkin avesse i soldi...» e «Roma, ti lascio, ma solo in mani sicure» sono i passaggi volutamente provocatori dell'intervista che James Pallotta ha concesso lunedì a se stesso, nel senso che le domande gliele ha poste l'ottimo collaboratore Paul Rogers, chief strategy officer del club: nella Romamericana, come in altre società internazionalizzatesi, i ruoli sono declinati obbligatoriamente in inglese. Fa più fico.

Pallotta, si sa, detesta i giornalisti, ad alcuni, i più insistenti, invia anche messaggi minacciosi: "war", "bullshit", "fake news". Lui è un tipo cazzuto, battagliero, al punto che perfino nell'attuale condizione di "cornered" (spalle al muro) trova la forza di contrattaccare con energia. L'articolo pubblicato il 13 giugno dal Financial Times - "Owners of AS Roma seek new buyers after collapse of 750m sale", i proprietari della Roma cercano nuovi compratori dopo il fallimento della vendita da 750 milioni -, firmato da Arash Massoudi, James Fontanella-Khan, Murad Ahmed e Samuel Agini, deve averlo mandato in bestia spingendolo a intervenire pubblicamente. Per vostra informazione, ad eccezione di Agini, gli altri tre non sono giornalisti sportivi: Massoudi si occupa di economia dello sport, Fontanella-Khan è esperto di fusioni e acquisizioni, Ahmed di finanza e altro.
Dicevo delle frasi "hot": dubitare dell'effettiva disponibilità finanziaria di Dan Friedkin, mister five billions, 5 miliardi, uno degli uomini più ricchi del mondo, è quantomeno inelegante e aggiungere di voler lasciare la Roma solo in mani sicure, addirittura offensivo.
Pallotta non torna a Roma da due anni: preferisce evitare dissenso e contestazioni, e lo posso comprendere; negli anni della gestione in solitario ha ricapitalizzato più volte ma in primo luogo ha obbligato i suoi dirigenti (Sabatini, Monchi, Petrachi) ai salti mortali impoverendo gradualmente la squadra attraverso cessioni tecnicamente inaccettabili. Ma questa è una storia che conosciamo alla perfezione. Nessuno può imporre al proprietario di un bene di vendere: suggerirgli tuttavia di non prendere per i fondelli i tifosi-clienti è però consentito.
Il virus ha accentuato la crisi finanziaria di molte società, tra queste la Roma, che non potendo investire, può soltanto tentare di non disinvestire trattenendo i suoi tre valori più alti, Dzeko (stipendio da 15 milioni lordi), Zaniolo e Pellegrini.
Confesso che parlando di Pallotta e del suo mondo l'umile cronista gode (o soffre) di attacchi estatici, si trova proiettato a Wall Street, sente squillare la campanella che esaltava Serafino Ferruzzi, un sogno... Il risveglio tuttavia è patetico, perché il borioso personaggio ha sgonfiato un mito del calcio, una Roma ch'era grande anche nella miseria del Sistina, grande anche quando a Fra' je serviva 'na lira e arrivava Viola, grande anche nella stagione teatrale del Sor Peppino, e di Sensi strappacore. Grande nell'Amore di Albertone che almeno, prima di lasciarci, non ha visto l'ultima comparsata dell'Americano a Roma.
PS. Ogni volta che la Roma va in difficoltà rispunta il nome di Franco Baldini e non è carino: lui - ripete sempre - si occupa di investitori, di ristorazione e di caffé in Sudafrica, perché importunarlo con illazioni e deduzioni?

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DOPO LE PAROLE DI PALLOTTA SI POTREBBE RIAPRIRE LA TRATTATIVA PER IL CLUB

Roma, Friedkin verso offerta cash (MilanoFinanza, 17 Giugno 2020)

di Luciano Mondellini


Le parole del presidente della Roma James Pallotta, rilasciate due giorni fa al sito ufficiale giallorosso, potrebbero aver riaperto un crinale percorribile nella difficile trattativa tra il finanziere di Boston e il connazionale Dan Friedkin per la cessione del club capitolino.

Il 29 maggio MF-Milano Finanza aveva rivelato che Pallotta aveva detto no all'ultima offerta di Friedkin, basata su un enterprise value di circa 580 milioni. Che però comprendeva un'iniezione di denaro fresco di circa 90 milioni che Friedkin avrebbe effettuato come aumento di capitale riservato.

Al netto di questa futura immissione di mezzi finanziari, l'offerta valutava quindi il club 490 milioni, di cui circa 300 milioni rappresentati da debito, mentre i restanti 190 milioni erano il valore assegnato agli asset della società. Quindi Pallotta e i suoi soci, che detengono una quota di controllo della Roma, di circa l'88%, avrebbero avuto in pagamento circa 177 milioni da un'eventuale cessione. E siccome in questi quasi otto anni da numero uno giallorosso Pallotta ha investito circa 260-270 milioni, l'operazione avrebbe significato una perdita di circa 100 milioni. Questo è stato il motivo che ha spinto il finanziere di Boston a dire no. Non a caso, nell'intervista ad asroma.com Pallotta ha confermato tutte le rivelazioni di questo giornale spiegando che «un accordo del genere non funziona con il seller-financing (ovvero il prestito concesso da parte del venditore della società verso l'acquirente, ndr). In fin dei conti, se voglio comprare una casa non mi aspetto che il venditore riduca il prezzo richiesto inizialmente per coprire i costi di tutte le ristrutturazioni che ho in mente di fare. Non è così che funziona». Poi però nella stessa intervista Pallotta ha riaperto: «Se Friedkin intendesse avanzare un'offerta tale da essere ritenuta accettabile per la Roma, lo ascolteremmo». E, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, è proprio sullo scoglio del seller financing che Friedkin è disposto a fare il salto di qualità: l'imprenditore non vorrebbe alzare il prezzo ma è pronto a pagare «cash upfront». Quindi tutto e subito. Resta da capire se questo basterà per convincere Pallotta. Al momento al lavoro ci sono i pontieri delle due parti, che stanno tentando di riaprire la negoziazione.

vaz

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niente, la storia di petrachi fa troppo ride.
soprattutto ricordando come lo hanno preso.

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Citazione di: Slasher89 il 17 Giu 2020, 07:01
Occhio che Friddeghi prepara l'offerta cash....
Quindi niente contropartite tecniche. Sarebbe molto interessante se inserisse tipo zagnolo o l'eroe di Parma nella trattativa.  :)

Davy_Jones

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 17 Giu 2020, 07:41
Il commento

Un altro americano a Roma (Corriere dello Sport, 17 Giugno 2020)

di Ivan Zazzaroni 

  il borioso personaggio ha sgonfiato un mito del calcio, una Roma ch'era grande anche nella miseria del Sistina, grande anche quando a Fra' je serviva 'na lira e arrivava Viola, grande anche nella stagione teatrale del Sor Peppino, e di Sensi strappacore. Grande nell'Amore di Albertone che almeno, prima di lasciarci, non ha visto l'ultima comparsata dell'Americano a Roma.



il prossimo articolo di zazza sulla merda sara' direttamente cosi':

Grande grande grande grande grande grande grande grande grande grande.

poi uno dice ma perche' il cds sta morendo

Davy_Jones

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non ho capito, petrachi quando deve mandare un sms a qualcuno chiama il segretario per scriverglielo e mandarlo? che e', analfabeta?

ordnung und disziplin

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Citazione di: Davy_Jones il 17 Giu 2020, 08:15
non ho capito, petrachi quando deve mandare un sms a qualcuno chiama il segretario per scriverglielo e mandarlo? che e', analfabeta?

L hanno spiegato, è perché non parla inglese.

Davy_Jones

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Citazione di: ordnung und disziplin il 17 Giu 2020, 08:22
L hanno spiegato, è perché non parla inglese.


ah non avevo capito che l'sms era direttamente a pallotta. beh grande mossa, visto che c'era poteva farne scrivere uno pure alla moglie dandole della zoccola

biko

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Citazione di: Davy_Jones il 17 Giu 2020, 08:27

ah non avevo capito che l'sms era direttamente a pallotta. beh grande mossa, visto che c'era poteva farne scrivere uno pure alla moglie dandole della zoccola

No, non avrebbe potuto, ti hanno spiegato che lui dettava il messaggio incazzato e quell'altro lo traduceva edulcorandolo...una scena degna di Totò e Peppino o alla Bombolo se preferite 😁

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Tarallo

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Tare parla tipo 6 o 7 lingue.

Che tristezza, nel mondo moderno, in una industria cosi' internazionale come il calcio, questi c'hanno un DS che parla solo italiano e pugliese. Per 2.6 milioni l'anno.

Madonna che pezzenti.

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Citazione di: Tarallo il 17 Giu 2020, 09:08
Tare parla tipo 6 o 7 lingue.

Che tristezza, nel mondo moderno, in una industria cosi' internazionale come il calcio, questi c'hanno un DS che parla solo italiano e pugliese. Per 2.6 milioni l'anno.

Madonna che pezzenti.

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