Citazione di: eagle s supporters il 29 Lug 2020, 09:51
Friedkin torna in gioco: Pallotta vuole chiudere entro agosto
IL TEMPO (A. AUSTINI) - Trovare un compratore per la Roma prima dell'inizio della prossima stagione. Possibilmente entro agosto. James Pallotta ha fissato la deadline e stiamo entrando nelle settimane decisive per capire chi sarà il nuovo proprietario. La cessione del club entra nel vivo, il gruppo Friedkin, affiancato da alcuni fondi d'investimento, torna in gioco e parte da una posizione di vantaggio quantomeno temporale, ma il patron giallorosso spera che si possa aprire un'asta. Aspettando, magari, un'offerta da un fondo del Kuwait che avrebbe manifestato interesse.
Ora o mai più, arabi, sudamericani, russi: chi vuole davvero la Roma e ha le carte in regola per prenderla è chiamato all'affondo. Pallotta, supportato nella vendita da Goldman Sachs, non vede l'ora di uscire e il club ha un bisogno disperato di una direzione verso cui ripartire e di un piano per rientrare delle perdite e restare competitivi. A Trigoria è tutto fermo, Baldini sta gestendo insieme a Fienga la trattativa per Smalling col Manchester United, per il resto si naviga a vista in ogni settore della società. E allora l'arrivo di un nuovo proprietario col calciomercato ancora nel vivo aiuterebbe non poco la costruzione del futuro.
A Boston è stata aperta la «dataroom» con le chiavi di accesso per tutti i soggetti interessati a studiare i documenti della galassia Roma. La due diligence, quindi, si può già fare in virtuale da tutto il mondo. I potenziali acquirenti che si sono palesati sarebbero addirittura una decina, ma l'unico ad aver mosso passi formali fino ad oggi è sempre Friedkin, che ha un vantaggio temporale di mesi rispetto alla concorrenza ed è pronto a riformulare ufficialmente la sua ultima offerta: valutazione di 490 milioni di euro (enterprise value), di cui 177 (equity) andrebbero ai soci uscenti e il resto servirebbero a coprire i circa 300 milioni di debiti del club. Altri 85 Friedkin li investirebbe per un aumento di capitale, più 20 milioni di prestito per onorare le spese più urgenti.
Pallotta ha già respinto anche questa proposta leggermente ritoccata verso l'alto rispetto alla precedente, ma se nel giro di un paio di settimane nessuno degli altri aspiranti proprietari dovesse presentarsi con un'offerta migliore, allora il presidente giallorosso prenderebbe in seria considerazione l'ipotesi di vendere a Friedkin, arrendendosi a una perdita rispetto agli oltre 300 milioni investiti in 9 anni per acquisto e «mantenimento» della Roma, ai quali ne vanno aggiunti più di 80 spesi per il progetto stadio. Ma nell'affare si può inserire una clausola che farebbe rientrare Pallotta e soci dell'esborso per Tor di Valle una volta chiuso l'iter.
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Nella sfida al
Turone d'Oro – Sistina edition 2020, Alessandro "Ralph Winchester" Austini non è mai stato, forse ingiustamente, inserito nel lotto dei pretendenti alla vittoria. E dire che di qualità il ragazzo ne ha da vendere. Questo brano ne è un esempio folgorante.
In questo racconto l'Austini (conosciuto da taluni anche come "il Castoro dell'etere giallorossa") abbandona il campo dei freddi numeri del bilancio - lasciandoli sdegnosamente ai Mondellini, ai D'ubaldo e agli altri narratori della "cerea contabilità" - e si proietta solitario nel ben più affascinante mondo della strategia d'impresa e della teoria dei giochi.

Il suo mirabile brano, infatti, non sfigurerebbe dinanzi ad un saggio del
premio nobel Jean Tirole. Anzi, probabilmente quest'ultimo correrebbe a riformulare all'istante le sue
teorie su sequential bargaining se mai avesse la fortuna di leggere l'
illuminante scritto dell'Austini.

Il
fulcro della teoria dell'Austini, in estrema sintesi, è il seguente:
Jim è un povero scemo, mentre Dan è un cog**one 
. Cominciamo da Jim. Appena due mesi fa l'Austini affermava, con la sua voce stentorea, che Jim avrebbe venduto la cloaca solo alle sue condizioni, continuando senza il minimo problema a sottoscrivere in futuro tutti gli aumenti di capitale che fossero stati necessari. Ora però, purtroppo, le cose sarebbero, misteriosamente e imprevedibilmente, cambiate.

Secondo l'Austini, è ora palese che Jim venderà entro
agosto (appena diventato il nuovo
"mese decisivo del mese" 
). Jim sa bene che
Dan non alzerà la sua offerta di 177 milioni, che per lui implicherebbe una perdita di oltre 100 milioni, ma in ogni caso
Jim ha già fatto sapere a tutti quanti che cederà comunque a Dan la cloaca a quel prezzo 
. Jim cederà, a meno che non riceva altre offerte....
altre offerte...
altre offerte! 
Altre offerte! Ma certo! La chiave è quella, ha pensato Jim! E così, secondo l'Austini, Jim ha
furbescamente 
messo su in fretta e furia una
dataroom, per consentire alle orde di potenziali acquirenti, svegliatisi all'improvviso dal torpore degli scorsi mesi, di effettuare in remoto, in sole quattro settimane, ciò che Dan ha fatto in tre mesi: la
due diligence, propedeutica al
closing.

Ah, allora è proprio vero che in smart working si è più produttivi!
Tuttavia, considerando le ristrettezze temporali, è difficile che molti nuovi magnati si facciano avanti, nota saggiamente l'Austini.

Ma ne basterebbe, in effetti, solo uno. Anzi, tra tutti quanti, uno si paleserà sicuramente!

Questi, sapendo che il povero scemo (ovvero Jim) ha già reso noto che venderà a 177 milioni, ricorderà la prima lezione del corso di bargaining theory e offrirà a Jim l'esorbitante cifra di
177 milioni e quattro spicci! Tanto basta infatti per superare Dan e accaparrarsi l'agognata cloaca!
A ben pensare, la
strategia di Jim narrata dall'Austini è davvero eccellente.

Se gli va bene, Jim riuscirà a ricavare
ben quattro spicci in più dalla cessione della cloaca. Ma se questa nuova offerta non arrivasse? Niente paura, rassicura l'Austini (che ovviamente ha pensato a tutto). Jim tornerebbe da Dan, accettando la sua proposta e facendogli più o meno intendere che il texano non solo è l'unico
magnate 
, tra tutti i magnati del mondo, interessato alla cloaca, ma è anche
l'unico cog**one tra di essi che oggi pagherebbe quella cifra!

Dan (che nel frattempo farà in tempo a godersi l'ulteriore calo dei ricavi attesi del suo core business

) ne sarebbe sicuramente
lusingato 
. E così egli, dinanzi ad una cloaca la cui crisi di liquidità tra un mese sarà ancora più marcata e ad una situazione economica globale probabilmente peggiore, confermerà
senza dubbio la sua offerta economica. E quel ragazzo,
Ryan, sarà finalmente il nuovo, tanto atteso, presidente della cloaca.