La sagra del polloA guardare i primi
numerelli ufficiali dell'affare 
, le prime intenzioni di Dan che trapelano dal comunicato, il risultato di ieri sera (che ufficializza il secondo anno consecutivo senza i soldini della Champions per il trigoria) e l'andamento del titolo di oggi, sembra di essere alla
sagra del pollo 
.
Partiamo da Jim.
Jim "the Raptor" esce effettivamente
spennato dalla sua avventura nella cloaca, rimettendoci 100 milioni di euro secchi

. Un'altra batosta dopo quella del 2009, quando Jim fu costretto a liquidare un fondo da 800 milioni di euro con una perdita del 25%. Niente male per Jim, che negli scritti di autori contemporanei (quali il d'ubaldo) veniva fino a ieri narrato come un infallibile mago della finanza.
Dan e Ryan, che da un anno agognavano l'
iconico brand "roma" (bella mossa sul logo, Jim!

) mettono finalmente le mani su
tutto il carrozzone del trigoria alla modica cifra di
199 milioni.
Centonovantanove! 
Sembra il prezzo che vedi su qualche
lavastoviglie in offerta 
! Pagamento cash! Me li immagino Jim e Dan a trattare fino all'ultimo euro, col prestigioso bonsai a fungere da ago della bilancia.

Ma il vero
salasso per Dan deve ancora cominciare. Dalle prime indiscrezioni circolate, il bilancio a giugno 2020 sancirebbe una
perdita di 180 milioni 
. Ciò significa che circa 70 milioni di aumento di capitale serviranno solo per riportare il capitale sociale sopra lo zero.
E questo supponendo di chiudere il bilancio 2021 in pareggio. Ora, sull'ipotesi di chiudere il prossimo bilancio in pareggio, senza i dindini della Champions e con le prospettive gloomy dei prossimi mesi, io qualche dubbietto ce l'avrei. Ma vediamo,
lasciamo fare a Ryan.

Sull'entità (e i tempi) dell'aumento di capitale che farà Dan ancora non c'è nulla di ufficiale. Dalla cifra sottoscritta capiremo molte cose. Probabilmente un
Bezos, un
bin Salman (non ricordo gli
altri tycoon miliardari 
che erano a un passo dal trigoria, aiutatemi voi) si sarebbero presentati a
viale Tolstoj almeno con
200 milioni secchi in bocca 
. Così, giusto per ripartire e fugare ogni dubbio di ridimensionamento. Dubbio che, con Dan & Ryan, comincia ad aleggiare nelle menti dei fiji stupidi di Roma.

Ma non sono loro gli ultimi polli della sagra di oggi. O meglio, loro lo sono a buon diritto ma non ne parlerei per evitare accanimenti. Gli ultimi polli sono
i trader che nelle ultime settimane si sono fiondati in borsa sul titolo del trigoria. Come se non fosse sufficientemente chiaro che, con un flottante del 14% e un sostanzioso aumento di capitale alle porte, sarebbe scattata l'opa obbligatoria e il conseguente delisting. Delisting che, quasi sempre, si traduce in una enqulada per i piccoli azionisti.

Non conosco benissimo il TUF ma se ricordo bene il prezzo dell'opa obbligatoria dovrà stabilirlo la Consob, che probabilmente prenderà in esame il prezzo degli ultimi sei mesi (e che dovrebbe anche essere il prezzo delle azioni nella fase di delisting dalla Borsa). Al momento, il titolo
perde quasi il 17%.
E il delisting ci riporta ad un
altro salasso per Dan 
. Alle quotazioni attuali, a Dan il delisting (che scatterebbe automaticamente oltre i thredholds indicati da Stylish) costerebbe circa
30 milioni di euro, che finiscono tutti nelle tasche degli azionisti di minoranza.
I vantaggi del delisting, che effettivamente ci sono, non sono secondo me moltissimi. Se è vero che uscire dalla Borsa gli consente di risparmiare sui costi di quotazione e eliminare alcuni obblighi di trasparenza, il bilancio della as trigoria resterebbe comunque pubblico (ed accessibile a tutti attraverso il Registro delle imprese). Cosa ben più importante,
continueranno a dover rendere conto trimestralmente al mercato, che gli ha prestato 275 milioni di euro (scadenza 2024).
PS. L'emissione di un bond non è subordinata alla quotazione in borsa. Come dice titolotito, non è invece da escludersi che in futuro Dan possa tornare a chiedere una quotazione in borsa per racimolare in questo modo altri capitali di rischio, magari utilizzando
il merdodromo 
come specchietto per le allodole.