Citazione di: Tarallo il 05 Set 2020, 19:25
I need my mind blown Baldrick.
Daje.
Grazie per avermelo chiesto in maniera del tutto spontanea!
Il turco è una lingua agglutinante, dunque è costituita da piccoli mattoncini che, uniti a una radice in successione, completano il signficato dei sintagmi nominali/verbali. In questo caso hai due nomi:
- Lazio (alè)
- kulüb: prestito acclimatato, come tutti in turco, dall'inglese "club". Da notare la modifica del grafema per il suono velare (
c>k, perché in turco il grafema
<c> equivale a una palatale, la nostra
<g>) l'aggiunta in epentesi della prima
/u/: il turco, al pari del giapponese, tollera poco i nessi biconsonantici. Quella è
-u- è, appunto, aggiunta in epentesi perché non rispetta l'armonia vocalica del turco: le parole possono essere formate solo da gruppi di posteriori
a ı o u o di anteriori
e i ö ü, senza possibilità di mescolanza se non, appunto, nei forestierismi.
Ma veniamo alla morfologia, la parte più interessante:
Lazio'nun è un genitivo, e nota che qui viene rispettata l'armonia vocalica (a una /o/ segue una /u/, mentre per, che so, "Genoa" il genitivo sarebbe
Genoa'nın); ma per indicare il possesso, il turco vuole sia un genitivo apposto al nome che possiede, che un possessivo al termine del nome posseduto (la seconda
<ü> di
kulübü). Fanno eccezione a questa regola, che è un bel dito al culo, i sintagmi più comuni o che si riferiscono a nomi molto generici, tipo succo d'arancia che di norma è
portakalı su, e non
portakalı suyu, come invece ci si attenderebbe.
E niente, mo' arriva la pizza.