Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Tarallo

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Ti tranquillizzo io. Considera che per me lo scudetto del centenario era comunque inevitabile (approveranno leggi speciali, Dpcm e sentenze del Tar se necessario), la gestione di Friedkin, se sarà virtuosa come sembra, non garantira granché prima di quella data. Forse una coppetta Italia a esse boni. E questo se va tutto bene.

robylele

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sempre che riescano ad arrivarci al centenario

Ranxerox

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Ah, quindi è Friskis che rinuncia. Non è che so' 10 anni che su quella location predono i pali in faccia.
Ovviamente a parte gli arresti, i procedimenti penali pendenti, l'imputazione del proponente, la fuga di Pallotta e la messa a latere di Baldissoni che era il trait-d'union di tutta la faccenda.

Tarallo

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Citazione di: Ranxerox il 13 Ott 2020, 13:23
Ah, quindi è Friskis che rinuncia. Non è che so' 10 anni che su quella location prendono i pali in faccia.
Ovviamente a parte gli arresti, i procedimenti penali pendenti, l'imputazione del proponente, la fuga di Pallotta e la messa a latere di Baldissoni che era il trait-d'union di tutta la faccenda.

Aspetta, se volevano continuare continuavano, eh. Invece non hanno abboccato e hanno fatto bene.

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Il nostro Giorgione

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Citazione di: JoeStrummer il 13 Ott 2020, 13:10
Però questo Fricchì comincia a preoccuparmi, troppe scelte gestionali logiche.  :x

Pure a me. La cacciata con ignominia di baldizzoni è stata l'avvisaglia. Speriamo che si fidi molto di merdagò e comitiva, venendo risucchiato dalla solita merda di sempre che costituisce il loro brodo di cultura.....

nestorburma

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Citazione di: FeverDog il 13 Ott 2020, 11:24

[...]Nel perimetro delle tre società di Parnasi finite in procedura rientra l'area di Tor di Valle dedicata al nuovo stadio (140 mila mq oltre alla superficie dell'impianto sportivo). Per il miliardario della Repubblica Ceca in verità conta poco se lo stadio verrà costruito o meno, perché in caso contrario il suo progetto prevede la costruzione di una zona residenziale che sfrutterebbe i permessi già esistenti.
[...]

https://www.calcioefinanza.it/2020/10/13/friedkin-molla-il-progetto-pallotta-stadio/

Fatemi capire una cosa: non costruiscono più lo stadio a Tor di Valle, ma costruiscono ugualmente una zona residenziale  che sfrutterebbe i permessi concessi in relazione alla costruzione dello stadio a Tor di Valle?

Abbonatodal72

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Si riparte dal via.
Ottima notizia.

Omar65

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Citazione di: Tarallo il 13 Ott 2020, 12:21
Se so' svejati.

Buona decisione per loro, si va da uno stadio che non si sarebbe mai fatto a uno che si farà fra 10 anni. Non campa er pover'omo se non è per disgrazia.



Uhm...
Se entra in gioco il Calta, i tempi potrebbero essere molto più brevi.

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WhiteBluesBrother

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Citazione di: nestorburma il 13 Ott 2020, 15:20
Fatemi capire una cosa: non costruiscono più lo stadio a Tor di Valle, ma costruiscono ugualmente una zona residenziale  che sfrutterebbe i permessi concessi in relazione alla costruzione dello stadio a Tor di Valle?
Non proprio: si tornerebbe alle ben minori cubature previste dal PRG.

eagle s supporters

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IL TEMPO Filippo Biafora 13 ottobre 2020
Vitek compra da Parnasi i terreni dello stadio della Roma: via libera di Unicredit, ora tocca a Friedkin
Via libera a Radovan Vitek. Il consiglio di amministrazione di Unicredit, riunitosi questo pomeriggio a partire dalle 15, ha approvato l'intesa con il magnate ceco che riguarda Parsitalia, Capital Dev e Eurnova, società che ha in mano i terreni del futuro stadio della Roma di Tor di Valle.
Negli scorsi giorni le parti erano giunte ad un accordo definitivo dopo una trattativa che è durata addirittura tredici mesi e, dopo la fumata bianca arrivata dal cda, si sta procedendo con le firme - alla presenza di un notaio - dei quattordici contratti totali in ballo: il valore totale dell'operazione è stimato in 250 milioni di euro, a fronte di un controvalore dei progetti stimato in 600 milioni. L'obiettivo principale di Vitek era relativo al centro commerciale Maximo pronto ad essere inaugurato in zona Laurentina, ma ovviamente la notizia riguarda da vicino anche la Roma e il suo futuro impianto, visto che con questo accordo esce definitivamente di scena Luca Parnasi, un fattore che può aiutare nella futura votazione in Assemblea Capitolina sulla Convenzione e sulla Variante Urbanistica del progetto.
Negli ultimi due mesi sono stati numerosi gli appuntamenti tra Friedkin, nuovo proprietario della società giallorossa, e Vitek: ora l'obiettivo è arrivare ad un accordo sul futuro dell'impianto calcistico e di tutta l'area di Tor di Valle.

Tarallo

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Bene, mammagari rimangono ancora impelagati in quella palude di TdV.

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Tor di Valle, l'ultima truffa: debiti cancellati sui terreni (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 16 Ottobre 2020)

IL PROCESSO

Nei terreni dove dovrebbe sorgere lo stadio della Roma è in atto una controversia legale rilevante. Il primo esito lo si avrà il 15 dicembre. Giorno in cui il tribunale stabilirà se i vecchi proprietari, Gaetano e Umberto Papalia, hanno realizzato una bancarotta con la società affittuaria dell'ippodromo di Tor Di Valle. Un sistema concepito per vendere l'area nascondendo i debiti. Intanto nell'ultima udienza celebrata a piazzale Clodio il sostituto procuratore Mario Dovinola ha chiesto di condannare Gaetano Papalia e Umberto Papalia, rispettivamente a 5 e 3 anni di reclusione. Pene inferiori, invece, per gli amministratori delle società Michele Saggese e Mauro Ciccozzi, 2 anni e 8 mesi.
LA VICENDA
Andiamo con ordine. La società Sais, riconducibile ai Papalia, proprietaria dell'ippodromo Tor di Valle, decide di affittare i terreni alla Ippodromo Tor Di Valle s.r.l per mezzo di una seconda società. Una locazione ultranovennale a carico della Ippodromo Tor di Valle s.r.l., anch'essa riconducibile alla famiglia Papalia. Il contratto viene stipulato il 28 aprile del 2008. Papalia, in pratica, affitta a se stesso. La nuova società appena costituita (Ippodromo Tor Di Valle s.r.l) si fa carico dei debiti della precedente compagine, 16 milioni di euro.
Ma c'è di più, sempre la stessa s.r.l non paga l'Iva dal 2008 al 2011. I Papalia, inoltre, distraggono dalle casse della stessa società 5 milioni di euro. Insomma una gestione, per gli inquirenti, dissennata. Infine l's.r.l. non paga i contratti di locazione alla società titolare dei terreni, la Sais. Perciò quest'ultima azienda non incassando gli affitti pretende di ritornare in possesso dei terreni.
Tutto questo meccanismo, per la procura, sarebbe strumentale.
BAD COMPANY
Una sorta di gioco delle tre carte dove i debiti vengono scaricati da una società ad un'altra, perché a monte c'era l'obiettivo di vendere l'area senza gravami ad Eurnova di Luca Parnasi (non coinvolto in questa inchiesta). Un accordo stipulato già quando Sais aveva locato i terreni alla s.r.l.. Accade, perciò, che la Ippodromo Tor Di Valle s.r.l diviene la bad company stracarica di debiti mentre la good company, la Sais risulta uscirne pulita, priva di passivi e perciò nelle condizioni di vendere senza alcun problema.
LE ACCUSE
Questo meccanismo viene spiegato così nel capo d'imputazione da parte del pm Dovinola: «Per l'effetto di tali artificiose operazioni gli amministratori della Ippodromo Tor Di Valle s.r.l dolosamente» la conducevano «al fallimento per poi restituire alla Sais il terreno e l'ippodromo libero da gravami».
E poi la seconda fase: «il complesso di attività distrattive e dolose dirette a cagionare il fallimento della Ippodromo Tor di Valle s.r.l è stato realizzato al fine» di restituire «alla Sais s.p.a. sia la proprietà che il possesso dell'area e di ogni bene ivi esistente, mettendo quest'ultima in condizione di vendere alla società Eurnova s.r.l. all'esito di una trattativa iniziata prima del 25 marzo del 2010».
Giuseppe Scarpa

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Il ceco presto nella Capitale per il rogito, prosegue il dialogo con Friedkin

STADIO AVANTI PIANO (Corriere dello Sport, 17 Ottobre 2020)

Dal Campidoglio arrivano altri segnali positivi: «Ma sarebbe strano cambiare area»

di Guido D'Ubaldo 
ROMA 


Entro la fine del mese Vitek sarà a Roma per la firma del rogito dei terreni di Tor di Valle. E' l'ultimo atto di una stoaria che è andata avanti da più di un anno. Intanto prosegue il dialogo tra l'immobiliarista ceco e Friedkin. La sindaca Raggi è sicura di portare al voto il progetto dello stadio entro Natale, lo ha ribadito anche nei giorni scorsi. Ormai con la definitiva uscita di scena di Parnasi anche i grillini più scettici si convinceranno a votare a favore. Si attendono solo le delibere sulla convenzione di Regione e Città Metropolitana, ma non ci saranno altri ostacoli, l'orientamento favorevole è stato già espresso durante l'estate. La questione quindi diventerà di pertinenza esclusiva del Comune. Vitek è anche disposto anche entrare nella Roma come socio di minoranza. Ma il texano non sembra molto interessato. L'immobiliarista ceco ha rilevato tutti gli asset che da Parnasi erano passati a Unicredit, il principale è il centro commerciale Maximo, dove proseguono i lavori per realizzare i parcheggi, nella speranza di inaugurarlo prima di Natale. L'immobiliarista ceco probabilmente si farà affiancare da un costruttore romano per la realizzazione dello stadio e del Business Park. Ci sono stati diversi contatti, anche con Caltagirone. Friedkin non ha fretta, la soluzione di Tor di Valle non è l'ideale, ma sa che cambiare area significa dover ricominciare tutto daccapo. E nel prezzo di acquisto della Roma il magnate texano ha coperto anche le spese per lo stadio. Tornare indietro sarebbe molto complicato. Per questo il progetto di Tor di Valle, con tutte le criticità, resta d'attualità, proprio perché è ormai vicino al via libera definitivo. Anche se non sarà mai un business come lo aveva immaginato Pallotta. I problemi della precedente proprietà dei terreni di Tor di Valle non avranno ripercussioni sull'iter. 

NON SI CAMBIA. Intanto in Comune sono convinti che il progetto dello stadio della Roma andrà avanti a Tor di Valle. Il presidente della Commissione mobilità di Roma Capitale, Enrico Stefàno, è stato chiaro: «Un cambio di area per lo stadio della Roma? Non ho notizie in merito. Mi sembrerebbe comunque strano un cambio di zona, a meno che non emergano problemi seri su quell'area. Quella dello stadio della Roma è una vicenda di cui ormai parliamo da anni, dopo tanti anni: ormai ho perso anche il conto. Bisogna dare una risposta. Io mi limito a dire quello che dico da sempre: aspetto di leggere tutte le carte per un giudizio definitivo», ha detto a Centro Suono Sport.

ZombyWoof

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Ancora tutti a piede libero?

Madame Raggi che dice, tra un inno di Lando Fiorini e l'altro? 

Quand'è che torna a lavorare?

robylele

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 17 Ott 2020, 08:19

NON SI CAMBIA. Intanto in Comune sono convinti che il progetto dello stadio della Roma andrà avanti a Tor di Valle.

Il presidente della Commissione mobilità di Roma Capitale, Enrico Stefàno, è stato chiaro:

«Un cambio di area per lo stadio della Roma? Non ho notizie in merito. Mi sembrerebbe comunque strano un cambio di zona, a meno che non emergano problemi seri su quell'area:o

Bisogna dare una risposta. Io mi limito a dire quello che dico da sempre: aspetto di leggere tutte le carte per un giudizio definitivo»   :sleep:

PARISsn

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"In merito alle affermazioni del sindaco Raggi sulla variante urbanistica relativa al progetto dello Stadio della Roma, si precisa che la Regione Lazio, come da corrispondenza fra gli Uffici di Roma Capitale e le strutture regionali competenti datata 5 agosto 2020, ha sottolineato come non sussistessero ancora le condizioni per arrivare ad un accordo che potesse essere votato dalla giunta regionale e che ci fosse la necessità di approfondimenti tecnici da elaborare in sede congiunta. Alla richiesta di agosto della Regione non è mai seguita una risposta ufficiale da parte di Roma Capitale". Questo il comunicato della Regione Lazio in merito alla possibile costruzione del nuovo stadio della Roma.

ordnung und disziplin

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Citazione di: PARISsn il 27 Ott 2020, 15:58
"In merito alle affermazioni del sindaco Raggi sulla variante urbanistica relativa al progetto dello Stadio della Roma, si precisa che la Regione Lazio, come da corrispondenza fra gli Uffici di Roma Capitale e le strutture regionali competenti datata 5 agosto 2020, ha sottolineato come non sussistessero ancora le condizioni per arrivare ad un accordo che potesse essere votato dalla giunta regionale e che ci fosse la necessità di approfondimenti tecnici da elaborare in sede congiunta. Alla richiesta di agosto della Regione non è mai seguita una risposta ufficiale da parte di Roma Capitale". Questo il comunicato della Regione Lazio in merito alla possibile costruzione del nuovo stadio della Roma.

La possibile costruzione del nuovo stadio della Roma.

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Stadio: botta e risposta Raggi-Regione. E il sì slitta al 2021 (Gazzetta dello Sport, 28 Ottobre 2020)

Rimpallo di responsabilità fra amministrazioni. I Friedkin tra l'ok al bilancio e la scelta del d.s.

di Massimo Cecchini
ROMA


Una valanga di numeri, una valanga di polemiche. Le sei relazioni economico-finanziarie rese pubbliche ieri dalla Roma hanno datomateriale perandare a caccia di curiosità. Sarebbe interessante spulciare i 5 milioni chiesti dall'ex d.s. Petrachi (prima udienza il 4 novembre) o i 7 ancora reclamati da Batistuta per antiche pendenze, così comenotare i 4 milioni di procura dati a Mino Raiola o la transazione da circa 1,3milioni dell'ex vice presidente Mauro Baldissoni. Ma tutti questi dati, alla fine, sono stati cannibalizzati dal nuovo contenzioso che ieri si è aperto tra il Comune e la Regione sul fronte nuovo stadio della Roma, la cui approvazione difficilmente arriverà prima del prossimo anno.

Friedkin: le scelte
Il botta e risposta è stato innescato dalla sindaca Raggi, che ieri, alla presentazione del progetto Flaminio, ha detto: «Gli atti con Città Metropolitana sono pronti e li firmerò a breve. Attendiamo la firma da parte della Regione». Un rimbalzo di responsabilità con la Regione che non è stato gradito, tanto che è arrivata una risposta tagliente: «In merito alle affermazioni del sindaco Raggi sulla variante urbanistica relativa al progetto dello stadio della Roma, si precisa che la Regione Lazio, come da corrispondenza fra gli Uffici di Roma Capitale e le strutture regionali competenti datata 5 agosto 2020, ha sottolineato come non sussistessero ancora le condizioni per arrivare ad un accordo che potesse essere votato dalla giunta regionale e che ci fosse la necessità di approfondimenti tecnici da elaborare in sede congiunta. Alla richiesta di agosto della Regione non è mai seguita una risposta ufficiale da parte di Roma Capitale». Come dire, siete voi che avete la pratica incagliata. Finita? Macché. Nel pomeriggio è il Comune a ribattere. «La Regione confonde lo schema di accordo di collaborazione con l'approvazione della Convenzione Urbanistica. La Giunta regionale deve ancora approvare lo schema... di potenziamento delle infrastrutture di trasporto pubblico locale, in particolare della linea ferroviaria Roma-Lido». L'accordo di cuihaparlatolaRaggi–che la sindaca ha poi firmato ieri – è «propedeutico alla Convenzione. Inoltre, ad oggi gli approfondimenti di cui parla la Regione non risultano segnalati». Insomma, con le elezioni che si avvicinano, la polemica è bollente. Intanto i Friedkin, alle prese con la scelta del d.s. (Emenal in pole), restano contatto con l'architetto dello stadio Dan Meis, anche per ripensare certi aspetti. L'impressione è che la Roma, in tempi di Covid, forse abbia un po' alzato il piede dall'acceleratore.

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Tor di Valle, un'altra frenata La Regione: manca l'accordo (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 28 Ottobre 2020)

LA POLEMICA

«Nessun accordo» con il Campidoglio sul nuovo stadio della Roma. Virginia Raggi incassa lo stop della Regione, che smentisce le parole della sindaca sul progetto di Tor di Valle, per il quale in mattinata aveva parlato di «modifiche interamente concordate» con la giunta di Nicola Zingaretti sui testi delle delibere necessarie a sbloccare l'iter. Dichiarazioni che l'inquilina di Palazzo Senatorio ha pronunciato durante la presentazione del piano di conservazione dello stadio Flaminio: seicento pagine divise in sei capitoli per raccontare storicamente e architettonicamente il passato, il presente e il futuro dell'impianto ideato e realizzato da Pier Luigi e Antonio Nervi. «Ma non ci sono fondi né piani di lavoro», attacca Carlo Calenda.
BOTTA E RISPOSTA
Raggi ha frenato sull'ipotesi di un ulteriore slittamento del voto decisivo in assemblea capitolina, sul progetto di Tor di Valle, dovuto a possibili carenze nelle delibere propedeutiche al via libera alla convenzione urbanistica. «Rispetto alla Città metropolitana gli atti sono pronti e li firmerò a breve - sostiene la sindaca - Per quanto riguarda la Regione il progetto e le modifiche sono state interamente concordate, quindi adesso aspettiamo la firma da parte della Regione». Da via Cristoforo Colombo, però, a stretto giro arriva una secca smentita: la Regione, «come da corrispondenza fra gli Uffici di Roma Capitale e le strutture regionali competenti datata 5 agosto 2020, ha sottolineato come non sussistessero ancora le condizioni per arrivare ad un accordo che potesse essere votato dalla giunta regionale e che ci fosse la necessità di approfondimenti tecnici da elaborare in sede congiunta». Alla richiesta di agosto, sottolineano dalla Regione, «non è mai seguita una risposta ufficiale» del Campidoglio. In particolare, mancherebbero alcuni atti tecnici propedeutici, come quelli che riguardano le criticità ancora del progetto, a partire dal nodo dei trasporti. Insomma ancora niente da fare per il travagliato stadio della Roma, che probabilmente vedrà passi in avanti molto più in là del previsto. Anche perché, dopo la conclusione dell'iter amministrativo, servirà comunque altro tempo (almeno un paio di mesi) per l'aggiornamento tecnico del progetto, che dovrà essere eseguito dalla società giallorossa.
IL DOSSIER
Il piano di conservazione del Flaminio, presentato ieri, è accompagnato da un modello Hbim: uno strumento operativo che documenta lo stato di fatto e la storia degli interventi subiti nel tempo dalla struttura, utilizzabile sia come supporto agli interventi di restauro che per la gestione del programma di manutenzione dello stadio. «Un lavoro rigoroso e complesso che ha preso questa opera, l'ha studiata, e ha provato a fare dei ragionamenti su come, nella preservazione dei suoi elementi identitari e caratteristici, possa essere inserita in un contesto contemporaneo: rifunzionalizzata, ma senza perdere la propria identità», sottolinea Raggi. Lo studio è stato condotto dalla'università Sapienza, da Do.co.mo.mo. Italia e dalla Pier Luigi Nervi Project Association, grazie ad un contributo erogato dalla Getty Foundation. Con un limite, però, importante: dopo anni di annunci sul recupero dell'opera, costruita per le Olimpiadi del 1960, a pochi mesi dalla fine della consiliatura l'amministrazione presenta uno studio con tanti possibili sviluppi ma nessun progetto concreto. Tanto che lo stesso assessore capitolino allo sport, Daniele Frongia, immagina una forbice molto ampia, «tra i 20 e i 40 milioni», dei costi per ristrutturare l'impianto, a seconda dell'intervento. Il Flaminio, peraltro, è stato inserito anche nei progetti per i quali il Campidoglio chiede il Recovery Fund, con una richiesta di 80 milioni di euro. Il candidato sindaco di Azione, Carlo Calenda, che ieri ha iniziato un percorso di ascolto nelle periferie (prime tappe: San Basilio e Casal Bruciato) attacca: «Questa non è neanche la politica degli annunci, è la politica che pretende di prendere per fessi i cittadini».
Fabio Rossi

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Sullo Stadio è muro contro muro
IL TEMPO (F. MAGLIARO) - Ottanta giorni. Tanto ci ha messo il Sindaco della Città Metropolitana di Roma Capitale per firmare l'accordo di collaborazione con Virginia Raggi sindaco di Roma sui lavori per la Via del Mare/Ostiense connessi al progetto Stadio della Roma. Per il resto, nuovo balletto di accuse tra Regione Lazio e Comune. Ieri la Raggi dice: "In Città Metropolitana gli atti sono pronti e la firma arriverà a breve. Per quanto riguarda la Regione Lazio, le modifiche sono state interamente concordate e quindi ora attendiamo la loro firma". Risponde la Regione: "La Regione Lazio, come da corrispondenza fra gli Uffici di Roma Capitale e le strutture regionali competenti datata 5 agosto 2020, ha sottolineato come non sussistono ancora le condizioni per arrivare ad un accordo che potesse essere votato dalla giunta regionale e che ci fosse la necessità di approfondimenti tecnici da elaborare in sede congiunta. Alla richiesta di agosto della Regione non è mai seguita una risposta ufficiale da parte di Roma Capitale". Poi la contro risposta del Comune: "La Regione Lazio confonde lo schema di Accordo di collaborazione tra Roma Capitale e Regione Lazio per la realizzazione dello Stadio di Tor di Valle, al quale oggi si e' riferita la sindaca Virginia Raggi, con l'approvazione della Convenzione Urbanistica. La Giunta regionale, infatti, deve ancora approvare lo schema di Accordo di collaborazione finalizzato al potenziamento delle infrastrutture di trasporto pubblico locale, in particolare della linea ferroviaria Roma-Lido. Si tratta di un atto propedeutico alla Convenzione Urbanistica. Inoltre, ad oggi gli eventuali approfondimenti tecnici di cui parla la Regione Lazio non risultano essere stati segnalati dalla stessa". E' sufficiente leggere le mail Comune-Regione del 5 agosto per capire come sia quest'ultimo a essere nel torto: alle 13:47 Botta, vicedirettore generale del Comune, scrive a un funzionario regionale sottoponendo ulteriori verifiche al testo di accordo spiegando che su segnalazione della Ragioneria sono stati eliminati i riferimenti ad Atac. La Regione risponde allegando due pagine di nodi da risolvere. la risposta di Botta arriva alle 18:35 e annuncia delibere se necessario per risolvere le criticità. Siamo al 5 agosto, poi silenzio. L'unica soluzione possibile ora è quella di adottare dalla Regione il testo già varato dal Comune e contemporaneamente avviare un tavolo tecnico per preparare un documento integrativo.

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