"Quando ero bambino non immaginavo di segnare in Champions League. È un sogno che si avvera.
Lo dedico a mio padre, che non c'è più, perché è morto nella guerra civile di Yamoussoukro, e mia madre. È grazie a lei che sono qui, in Italia. Quando avevo 15 anni mi ha regalato un paio di vecchie scarpe, che mi hanno aiutato ad attraversare il deserto della Libia.
Ho sofferto il caldo, la fame, la sete. Ho camminato centinaia di chilometri senza vedere un bicchiere di acqua. Sono stato incarcerato per 5 mesi in Libia e torturato. Ho attraversato il Mediterraneo quando avevo solo 16 anni con altri 25 compagni che hanno perso la vita in un naufragio.
Sono sbarcato a Lampedusa, abbandonato dallo stato italiano.
Sono finito a Salerno, qualche anno fa, dove ho incontrato Mr. Lotito che mi ha permesso di vivere con questo lavoro, e mi ha regalato un sogno portandomi alla Lazio.
Ora voglio aiutare i miei fratelli africani con tutti i soldi che guadagnerò. Non ho intenzione di sprecarli in oggetti di lusso e tatuaggi. Voglio costruire scuole, ospedali e pozzi nella mia terra. Dare una speranza a chi non ce l'ha fatta."
- Akpa-Akpro si racconta in lacrime a AbidjanaiseAfricanTV dopo la partita con il Borussia Dortmund